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Il dialetto vastese - Indicazioni generali
 
Pronuncia e Scrittura - come leggere e scrivere lu Uaštaréule
Duro, aspro, ricco, almeno originariamente, di dittonghi, il Vastese occupa un posto particolare nella classificazione dei dialetti abruzzesi, risentendo chiaramente dell'influsso delle parlature delle popolazioni confinanti, in primis quelli molisani e pugliesi.
La difficoltà maggiore nella scrittura del dialetto vastese consiste nel definire il suono delle vocali, suono che spesso non ha riscontro nella lingua italiana.
Esso è mutevole spesso anche da zona a zona della stessa città (inflessioni diverse: in Città, nelle Zone agricole, alla Marina).
 
Qualche consiglio veloce e pratico su come leggere e scrivere il dialetto vastese
 
Alfabeto Vastese a b c d e f g h i j l m n o p q r s t u v z
Italiano a b c d e f g h i   l m n 0 p q r s t u v z
 
Vocali (Alfabeto)
A Si presenta con suoni distinti: à largo, aperto, grave, e á stretto, acuto: (àsene: asino),
  ...(fàmmene: femmina), (binidátte: benedetto);
  si premette ai verbi che cominciano per ri iterativo: (arifá: rifare), (arividá: rivedere);
  si premette ai verbi in altri casi per dare forza intensiva (arruvuné: rovinare);
  iniziale, in sillaba tonica, seguita da m o n prende una leggera tonalità nasale (làmbe: lampo);
  i verbi che iniziano per ra seguita da una consonante raddoppiata nel dialetto perdono una
  ...delle consonanti e l'a del ra diviene prefissa (arsummujjé: rassomigliare);
  finale di nome femminile, diventa e muta (méne: mano), si conserva, se seguito per lo più da
  ...un aggettivo (ména càlle: mano calda);
  in sillaba iniziale, preceduta da lu, 'nu, 'su, 'ssu o 'štu, produce suono labiovelare:
  ...(lu quàppelle: il cappello), ('nu quàne: un cane), ('su quavàlle: questo cavallo). Al plurale
  ...torna la velarità: li cappilli, li chéne, li cavèlle;
  preposizione semplice, forma le prep. articolate: a lu, a la, a li (al, allo, alla, all’, ai, agli, alle);
  diviene riempitiva: (a ttá: vuole te);
  sostituisce invece di, nel: (štá a la cáse: è in casa), (cott' a la tujàne: cotto nel tegame);
  à, seguito da ï ha suono lungo e disgiunge il dittongo: (ïle: vela), (ïne: rena);
  á con i verbi di 1a (...are), e 2a (...ere) coniugaz.: (magná: mangiare), (ripará: riparare),
  ...(arividá: rivedere), (ariputá: reggere);
  á, pronunciata con leggera aspirazione, pres. ind. verbo avere 3a pers. sing.: ha;
  á con u e au: (pirzáune: persona);
  á spesso davanti alla doppia dentale tt: (binidátte: benedetto);
  ä (con la dieresi), si pronuncia molto aperta tendente alla e: (lu puäne: il pane), (ciälme:
  ...ubriaco), (allettäte: infermo);
  ä, ha un suono allungato in: (šce: razza, per distinguerlo da ràsce: rosso);
  â (circonflesso) si pronuncia chiusa: (trâmbe: persona instabile, non tanto a posto).
   
E si legge soltanto se ha un accento, altrimenti è atona o si pronuncia tra la e e la i e si fa
  ...appena sentire all'interno della parola: (vàttene: vai via), (štattene: stai lì), (mèdeche:
  ...medico);
  finale è sempre muta salvo nei vocaboli ossitoni che talvolta prende la dieresi per segnalare
  ...alcuni infiniti verbali: (spiéuvë: spiovere), (sfràgnë: premere) e altre volte: l'accento acuto:
  ...(ariffaré: fare di nuovo, rifare), (arisbijjé: risvegliare);
  è (accento grave) prende il suono di una e larga, aperta e si legge come l'italiano bello:
  ...(pèchere:.pecora), (trènde: trenta, numero);
  è nelle parole sdrucciole ha sempre l'accento aperto: (pèmbele: pàmpino), (mènnele:
  ...mandorla);
  è mantiene l'accento aperto se la consonante che segue si raddoppia: (prèdde: prete),
  ...(lègge: legge);
  è produce un suono lungo, apertissimo se seguito da ï: (ïne: vino), (ïte: vedi);
  é (accento acuto) prende il suono di una e stretta e si legge come l'italiano tre od il francese
  ...été:.(arivé: torna), (méne:.mani), (scupunére: suonatori di flauto);
  é tonica ed eseguita da u ha un suono stretto: (féuche: fuoco);
  é nelle terminazioni parossitone, ha un suono stretto: éche, ére, éme, éne, étre, éve, ése, .éze;
  ë (con la dieresi) prende il suono di una e molto aperta: (la vëgne: la vigna), (la fëchere:
  ...il fico), (la..fëjje:.la.figlia), (vënde: venti, numero);
  ë con suono aperto la si trova nei verbi di 2a coniugaz. (...ere): (còjjë: cogliere), chiéuvë:
  ...piovere);
  ê (circonflesso) prende il suono di una e molto chiusa: (lu luêbbre: la lepre), (la lêbbre: la
  ...lebbra, malattia), (cênde: cento, numero).
   
I è soppresso (aferesi), in iniziale, davanti a n: ('nghîmé: imbastire), ('nghítene: incudine);
  si conserva in inizio di parola, in alcuni casi: (ittá: gettare), (innòtte: stanotte);
  in accento tonico muta spesso in èi, ëi, con suono che tende ad allungarsi: (vèine: vino),
  ...(scupëine: zampogna);
  î (circonflesso) ha un suono lungo a metà tra la i e la u italiane: (caminatîure: andatura),
  ...(bîusce: buco), (baffîute: baffuto), (fîsse: fossi), (cavîute: buco).
   
J iniziale, è spesso semiconsonante: (jànghe: giunco), (juvá: giovare), (jáme: andiamo), (jéuche:
  ..gioco), (jòzze: melma) - talvolta raddoppia: (jjudézie: giudizio), (jjàsse: gesso);
  iniziale, si definisce con doppia gg: (ggiàvéne: giovane);
  in posizione atona non subisce raddoppiamento: (majištrale: magistrale), (dijîune: digiuno);
  in finale di parola tende al raddoppio: (màjje: maglie), (fèjje: figlio).
   
O in sillaba tonica suono largo, grave (ò) o stretto, acuto (ó): (šte: costa), (óbbleche: obbligo);  
  in fine di parola, se accentata, prende il suono aperto: (: ecco, tieni), (mbò: non so);
  è soppresso (aferesi) sovente, in iniziale: ('spidàle: ospedale), ('squîure: oscuro);
  in accento tonico, spesso, si dittonga in au, eu, con suono acuto: (canzáune: canzone),
  ..(náuce: noce), (réuse: rosa) - in uo, u, con suono grave: (lu vuòmmete: tuono),
  ..(murtòrie: mortorio) - qualche volta, in e: (jávele: diavolo) - o in a, ua, con suono grave:
  ..(prànde: pronto), (bbisàgne: bisogno), (tuàrle: tuorlo).
   
U generalmente mantiene il suo suono: (mucurècce: muffa); (úteme: ultimo, ma Lu lúteme),
  ..oppure volge in eu: (véuve: bue);
  in sillaba tonica preceduta da î assume una leggera tendenza verso la u lombarda:
  ..(hîune: uno), (cavîute: buco), (ddijîune: digiuno);
  a volte è semimuta o turbata all'interno del vocabolo: (Tugudére: Teodoro), (Giuüànne:
  ..Giovanni);
  tonica, nelle parole sdrucciole, prende l'accento acuto: (múnece: monaco);
  al plurale, normalmente, assume il suono come la î: (sing. assùtte, pl. assîtte: asciutti),
  ..(sing. lu prisùtte, pl. li prisîtte: i prosciutti);
  û, da sola, prende il suono della l'u lombarda: (spirdûte: sperduto), (cazzûte:..cazzuto).
 
Consonanti (Alfabeto)
B con r e in altri casi, si spirantizza in v : (vràcce: braccia), (vátte: botte) - si conserva invece
  ..in (brìtte: brutto), (bràve: bravo) e pochi altri;
  iniziale, è spesso prostesi (esigenze eufoniche): (bbardàsce: ragazzo);
  all'interno di una parola tende a raddoppiarsi: (ròbbe: roba), (arrubbá: rubare);
  di rado, cambia in p: (palahìštre: balaustra).
   
C inizio di parola, preceduta da lu, 'nu, 'su, 'ssu o 'štu, si muta nella labiovelare qua:
  ...(quàne: cane), (quafáune: cafone); ciò vale anche quando la sillaba che lo precede contiene
  ...la u (duquàte: ducato);
  preceduta da n eufonica, si muta in g: ('ngandá: incantare), 'ngólle: fra le braccia) - spesso
  ...sostituisce la g: (caribbaldëine: garibaldino);
  conserva in alcuni casi il digramma ch: (chîurme: ciurma), (chéure: cuore);
  prende il raddolcimento e raddoppio in alcuni casi: (càgge: calce), (dàgge: dolce).
   
D fra due vocali non di rado cambia in t: (huáte: guado), così anche all'inizio di parola:
  ...(trascàrze: discorso);
  preceduta da n tende a dileguare: (éneche: indaco); nel nesso nd prende la doppia nn:
  ...(ittènne: gettando); ma se preceduta da sola n si conserva: (mundàgne: montagna);
  iniziale, sovente, si raddoppia: (Ddéjë: Dio), (ddummullá: sciacquare);
  prende il suono duro se seguito da r: (ddràháune: aquilone).
   
F in genere, come in italiano: (fanáteche: fanatico), (fatturéne: fattorino, bigliettaio);
  talvolta cambia in b nel mezzo della parola: ('mbàme: infame), ('mbiammá: infiammare).
   
G viene normalmente pronunciata come fosse aspirata, sostituita dalla h: (huardijáne:
  ...guardiano), (Hujjièrme: Guglielmo), (la hàtte: il gatto), (nuhòzie: negozio), (pahá: pagare;
  .con la n anteposta mantiene la g: ('nganná: ingannare);
  iniziale, sovente, si raddoppia: (Ggesú: Gesù), (ggiàrre: giara), (Ggisàrie: Cesario).
   
H muta o aspirata, all'inizio o nel corpo di parola: (l'hòmmene: l'uomo), (la hálepe: la volpe),
  ...(halá: sbadigliare), (duháne: dogana), (fahàgne: favonio, vento caldo di ponente);
  dà a la c e alla g suono gutturale davanti alla e e alla i: (chettéure: caldaio), (chiamá:
  ..chiamare).
   
L iniziale, di solito, si conserva: (lìgge: leggero), (làche: lago);
  iniziale, sovente, cambia in j: (jènnele: lendine);
  talvolta, si raddoppia: (frisèlle: schiaffo), (félle: fetta);
  talvolta, è prostetica (si aggiunge): (làpe: ape), (lúteme: ultimo);
  talvolta, cambia in dd: (vodde: volta) - in jj: (buttèjje: bottiglia).
   
M iniziale aferetica (soppressione), di solito, si raddoppia: ('mmòlle: mollle), 'mmalamènde:
  ..cattivo);
  talvolta, si raddoppia con mb italiano: (piàmme: piombo);
  con la congiunzione non si contrae nim, in frase negativa: (nim déice: non dirmi).
   
N caduta (si perde) e assimilata: (álme: anima);
  con nd italiano muta in nn: (frànne: fronda), (mànne: mondo);
  soppressione (aferesi) all'inizio di parola: ('ngazzicá: incalzare); ('ngasimènde: caso mai).
   
P ha poche modifiche rispetto all'italiano - iniziale, di solito, conserva il suo suono: (pidáte:
  ...pedata), (passié: passeggiare);
  seguito da r ha il raddolcimento in b: (abbrëille: aprile), (luêbbre: lepre).
   
Q muta in c velare seguita da a e preceduta da lu, 'nu, 'su, 'ssu o 'štu: (cafáune - quáfáune:
  ...(cafone), (cànde - quànne: quando).
   
R assorbe l in alcuni casi: (àrbere: albero) - si conserva in: (váreche: barca) - volge, al
  ..contrario a l: (Belarde: Berardo);
  nelle terminazioni verbali raddoppia: (arrubbá: rubare);
  con la preposizione per si ha assimilazione con le consonanti iniziali: (p' mma': per me) -
  ...oppure cambia in d: (pidîune: ciascuno).
   
S segue la s italiana se non riporta alcun segno o accento: (sapá: sapere), (saccòcce: tasca);
  è sonora se seguita da b, g, l, m, n, v: (sbisé: sfregiare), (sgrezzié: schizzare), (slàppe:
  ...schiaffo), (smammá: smammare), (snubbá: snobbare), (svené: svenire);
  è sorda quando è seguita da vocale o dalle consonanti c, f, p: (scattá: scattare), (sférceche:
  ...rumore, brusio), (spiazzàle: spiazzale);
  dopo r cambia in z: (fòrze: forse);
  š (con accento circonflesso rovesciato, si pronunzia con il suono sibilante sc, come il ch del.
  ...francese: (lu Uašte: Vasto), (quàšte: questo), (Crëšte: Cristo), (šcuppuä: scoppiare),
  ...(caštràte: castrato), (štènnë: stendere, allungare).
   
T iniziale, tende a mantenersi: (trasère: tesoro), (turzîute: torsuto);
  il nesso nt cambia talvolta in nd: (mundàgne: montagna) - o viene assimilata in nn: tänne:
  ...tondo);
  in alcuni casi prende il suono velare: (vómeche: vomito);
  in alcuni casi prende il raddoppio di d: (dádde: dote).
   
V quasi sempre si comporta come la v italiana;
  sostituisce la b: (vózze: bozza, bernoccolo);
  l'esito in f: (fàfe: fave);
  si perde: (luscéjje: liscivia);
  si muta in h aspirata in alcune incidenze: (fahàgne: favonio);
  di rado muta in m: (ammizzá: avvezzare).
   
Z suono aspro: (zappá: zappare), (pàzze: pazzo);
  sonora: (záine: zaino), (mèzze: mezzo, metà);
  talvolta sostituisce la s: (zuffucá: soffocare), (zzózze: sporco);
  ž (con l'accento circonflesso rovesciato, si pronunzia con suono dolce: (cažžáune:
  ..calzone/pantalone), ('ngažžäte: incalzato);
  ż ha suono dolce: (ażżá: alzare), (żże: salsa).

verbi
Nel vernacolo vastese ci sono quattro verbi che si comportano da veri e propri ausiliari:
avá=avere; èsse=essere; štá=stare; tiná=tenere
 
infinito pres.: avá=avere - participio passato: avîute=avuto - gerundio pres.: avènne=avendo
pron. pers. sog. indicativo presente indicativo imperfetto congiuntivo imperfetto
àjje, àjj' aváive, avé avásse
haé o é avëive, avi avësse
Cullí haá, á, té aváive, avé avásse
aváime, avéme avaváme avassáme
aváite, avéte avaváte avássate
Chelle ànne, vîute avávene   avássere
 
infinito pres.: èsse=essere - participio passato: štàte=stato - gerundio pres.: sènde=essendo
ére fîsse
si hire fîsse
Cullí é ére fîsse
sáime, séme eravàme fîsseme
sáite, séte eraváte fussáte
Chelle sònne érene fîssere
 
infinito pres.: š=stare - participio passato: štàte=stato - gerundio pres.: štànne=stando
štínghe štáive, štáve  štásse, štattásse
š štëive, štattëive, štive   štësse, štattësse
Cullí š štáive, štattáive, štáve   štásse, štattásse
štáime, štattáime, štéme  štaváme, štattaváme štassáme, štattassáme
štáite, štattáite štaváte, štattaváte štassáte, štattassáte
Chelle štànne štávene, štattávene štassere, štattássere
 
infinito pr.: tiná=tenere - participio passato: tinîute=tenuto - gerundio pr.: tinènne=tenendo
tinghe tináive tinásse
ti tinëive tinësse
Cullí tináive tinásse
tináime tinaváme tinassáme
tináite tinaváte tinassáte
Chelle tènne tinávene tinássere
 
Desinenze del gerundio dei verbi: in generale: ànne ed ènne.
Desinenze del participio passato dei verbi: in generale: áte ed éte. Ci sono molte varianti:
accëite (uccidere), .accëise (ucciso);
accòjjë (accogliere), accòdde (accolto);
àgnë (ungere), ànde (unto);
càrrë .(correre), currîute (corso);
chéucë (cuocere), còtte (cotto);
còjjë
(cogliere), còdde (colto);
di
štrìjje (distruggere), distrìtte (distrutto);
fréjjë (friggere), frétte (fritto);
'mbié (riempire), 'mbiéte (riempito);
'mbànnë (bagnare), 'mbísse...(bagnato);
màttë
(mettere), màsse (messo);
nànghë (nevicare), ninghîute (nevicato);
'ndènnë (intendere), 'ndàise (inteso);
piàgnë (piangere), piànte (pianto);
rènnë (rendere), rinnîute (reso);
redë (ridere), rése .(riso);
sbáttë (sbattere), sbattîute (sbattuto);
sciòjjë (sciogliere), sciòdde .(sciolto);
scrèvë .(scrivere), scrétte (scritto);
sgummuévë
(muovere), sgummósse (mosso);
spànnë .(spandere), .späse (spaso);
stràgnë (stringere), strátte (stretto);
stríjjë (struggere), strítte .(strutto);
tòjjë (togliere), tòdde .(tolto);
uffènnë (offendere), uffáuse (offeso);
vànnë
(vendere), .vinnîute (venduto).
Passato prossimo, nel parlato, assai frequente, sostituisce il passato remoto:
...àjje còdde (colsi); àjje magnáte (mangiai), e così via.
Futuro semplice, spesso usato il presente rafforzato da avverbi di tempo:
...dumàne vìnghe (verrò).
Congiuntivo presente, poco sentito e usato.
L'Imperativo, spesso avvertito: jème! (andiamo!); strùzzete! (strozzati!).
Tempi composti. Molto spesso e soprattutto nei verbi di movimento, si usa avere al posto di
...essere: àjje štàte (sono stato); àjje îute anche so' îute (sono andato); si capáte (hai scelto); ànne
...îute
(sono andati); séme véšte o vidîute (abbiamo visto); ecc. .Sul parlato dipende da circostanze
...
spesso personali o abituali.
Alcuni Verbi ricorrenti:
andare
: , v., infinito pres.; vado: vajje, vai: , va: , andiamo: jáme, ind. pres.; è andato:
é jute, jîte, p.p., sono andati, p.p.: ànne
.îute; andiamo!: jème!, imp..
arrivare: arruá, infinito pres.; è arrivato: é 'rruete
bisognerebbe fare: s'avessafaie
fare: fa'o , infinito pres..

Il Plurale, riferito ai due generi, spesso porta alla modificazione della sillaba. Es.: lu prèdde:
il prete, li prìdde; lu quàne: il cane, li chéne; l'hòmmene: l'uomo, l'hùmmene; lu mònece:
il monaco, li mùnice; la néure: la nuora, li nère; la ciangàtte: sogliola pelosa, li ciangätte;
la puttàne: puttana, li puttène

Articoli determinativi vastesi:
lu, (l'), sing. m.: il, lo
la, (l'), sing. f.: la
li, (l'), pl. m./f.: i, gli, le

Articoli indeterminativi vastesi:
'nu, ('n), sing. m.: un, uno
'na, ('n), sing. f.: una
cirti, pl. m./f.: certi, alcuni - lòme dèce: dicono

Preposizioni semplici e artic. vastesi:
a: a, ad
da: da
: vedi di
di, talvolta : d, di
nghe, nghi: con
nghi: vedi nghe
p', pe', pi': per
pe'
: vedi p'
pi': vedi p'

a la: in, nella, alla
a li
:
agli, alle
adàdde
, assápre, sâpre: sopra, in alto
annènde, annènze, avánde: avanti
annènze: vedi annènde
assápre: vedi adàdde
avánde: vedi annènde
sâpre: vedi adàdde
sàtte: sotto, in basso
senza, senz': senza






Congiunzioni vastesi
e: e, et

o: o, od


Pronomi Relativi vastesi
ca
, m. e f.: che
chi, m. e f.: chi


Pronomi Indefiniti
vastesi

càcche
, m. e f.: qualche
cacchedîune
, m. e f.: qualcheduno, qualcuno

Aggettivi Numerali vastesi:
Cardinali

1 hîune: uno
2 di, du: due
3 trà: tre
5 cènghe, ccënghe: cinque
6 síjje: sei
7 sètte: sette
8 òtte: otto
9 néuve: nove
10 dèce: dieci
11 înice: undici
13 trédece: tredici
15 quénece o quìnice: quindici
16 sédice: sedici
18 diciòtte o dicidòtte: diciotto
19 dicinnéuve: diciannove
20 vënde: venti
28 vind'ôtte: ventotto
29 vindinéve: ventinove
30 trènde: trenta
31 trendìune: trentuno
40 quarànde: quaranta
50 cinquànde: cinquanta
55 cinquandacènghe: cinquantacinque
80 uttànde: ottanta
100 cênde: cento
200 dducènde o ducènde: duecento
500 cinghecènde: cinquecento
1000 mèlle: mille

Ordinali
1 préme o préime: primo
2 sicànde: secondo
3 tèrze: terzo
4 quorte: quarto
5 quènte o quènde: quinto 
9 nène: nono

Pronomi Personali vastesi

Soggetto
Complemento
 
1. sing.
I, j',, jje, jéie
io
di má, a má, mi
me/mi
2. sing.
, tu
tu
di ta, a tá,
te/ti
3. sing. m.
cullî, cullù
egli/lui
cullù, ásse, j'
gli/lo
3. sing. f.
chillì
ella/lei
chillì, j'
la/le
4. plur.
, nu
noi
di nî, a nnî, ci, i
ce/ci
5. plur.
, vu
voi
di vî, a vvî,
ve/vi
6. plur.
chélle, chille
loro/essi/esse
di chélle, chille,
a chélle
li/gli/le

Aggettivi e Pronomi Dimostrativi vastesi
Aggettivi
 
Pronomi
sing. m.
štu
questo
quàšte, custî
štu
codesto
cussî
ssu
quello cullî
sing. f.
šta
questa
quàšte, chistì
šta
codesta chissì
ssa quella chillì
sing. n.
stu, sta
questo/a
quàšte
stu, sta
codesto/a, cio
quàsse
chi la/lu
quello/a
quàlle
plur.
šti
questi/e
chëste
šti codesti/e chësse
ssi quelli/e chëlle
Questo, a, i, e, si usa per indicare cosa vicina a chi parla; quello, a, i,e, per indicare cosa lontana da chi parla e da chi ascolta; codesto, a, i, e, per indicare cosa vicino a chi ascolta.

Aggettivi e Pronomi Possessivi vastesi
Sing. masch. e fem.
Plur. masch. e fem.
mio, mia
mi
miei, mie
tuo, tua
tu
tuoi, tue
sé
suo, sua
su
suoi, sue
nòštre
nostro, nostra
nuštre
nostri, nostre
vòštre
vostro, vostra
vuštre
vostri, vostre
I pronomi possessivi, nella lingua uastarola, si pospongono sempre al sostantivo; anche alcuni aggettivi seguono questa regola, come: fëime (mio figlio); sòreme (mia sorella); sòceme (mio suocero); jéneme (mio genero); nòreme (mia nuora).

Abbreviazioni
agg.
aggettivo
pegg. peggiorativo
ant.
antico
pl.
plurale
art.
articolo
p.p.
participio passato
avv.
avverbio
prep. s.
preposizione semplice
cong.
congiunzione
prep. a. preposizione articolata
dim. dimimutivo
pron.
pronome
fig.
figurato
pron.pers.sog.
pronome personale soggetto
ge. pres.
gerundio presente
rar. raramente
imp.
imperativo
rifl. riflessivo
inf.
infinito
s.
sostantivo
int. interiezione
s.f.
sostantivo femminile
loc.
locuzione
s.m.
sostantivo maschile
loc. avv.
locuzione avverbiale
s.f. e m.
sostantivo femminile e maschile
mod.
moderno
s. sing.
sostantivo singolare
n.p. nome proprio
s. sing., pl.
sostantivo singolare, plurale
n.p.p.
nome proprio persona
v.
verbi

 
 
Bibliografia

Lessico del Dialetto Vastese di Tito Spinelli (Vastese di adozione) - Edizioni Cannarsa -
...Vasto - 2008
;

Lunarie de lu Uašte
ovvero l'Almanacco dei Vastesi - a cura di Giuseppe Taliente -
...Paolo Calvano, Giovanni Di Rosso e Fernando D'Annunzio - Vasto - Ed. varie (dal
...2001 ai nostri giorni);


Gli Ortolani di Vasto tra storia e antropologia di Nicolangelo D'Adamo e Nicola
...D'Adamo
- Ed. Il Torcoliere - Vasto - 2011;

Sott' a la Porte de la Terre di Leone Balduzzi, (San Salvo, 1926 - 2015) - Antologia delle
...nostre tradizioni culturali - Editore Cannarsa - Vasto - 2005;

II nostro calendario (vastese) di Espedito Ferrara, (Vasto, 1908 - 1992). Testi dialettali
...raccolti o composti negli anni '80 contenenti detti, proverbi, versi - CD editato dai figli di
...Espedito
nel 2002 - Vasto;

Vocabolario Vastese di Luigi Anelli, (Vasto, 1860 - 1944) (fino alla lettera E) - Introduzione
... di Ernesto Giammarco - Nota Bio-Bibliografica di Gianni Oliva
- Renato Cannarsa Editore -
... Vasto - 1980;

Dizionario Dialettale dell'Alto Vastese - Castelguidone e le parlate.del Trigno abruzzese
... -
di Emilio di Paolo, (nativo di Castelguidone e da tanti anni residente a
.San Salvo) - Ed. Il
...Torcoliere - Vasto - 2000
;

Altre Fonti (Varie);