Tradizioni italiane:
Carnevale in Italia
 
Venezia - VE
Carnevale nella Venezia del Settecento in un dipinto di G. Bella
Il Giovedì grasso in Piazzetta
. L'altalena dei clowns
(Venezia
, Pinacoteca Querini - Stampalia)
 
Maschere veneziane al "Ridotto"
Tela della bottega di P. Longhi
, con nobili veneziani in maschera intenti a
conversare e giocare nel
"Ridotto", Palazzo signorile di proprietà di Marco
Dandolo
, il quale fu autorizzato ad aprirvi, nel 1683, una casa da gioco.
 
Maschere veneziane
   
   
   
   
   
   
 
Il carnevale di Venezia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Bagolino - BS
Ballerini del Carnevale di Bagolino Ponte Caffaro BS
 
Maschèr, del Carnevale di Bagolino Ponte Caffaro BS
schietta manifestazione di cultura contadina
 
Ferrara e provincia - FE
Cento
   
E' considerato il più coinvolgente e trasgressivo carnevale d'Europa
 
Comacchio
 
Ferrara città
 
Ivrea - TO
 
Festa di Carnevale: Battagliola per la bella Mugnaia
 
Livigno - SO
 
Manfredonia - FG
Meraviglie by night a Manfredonia
 
Nuoro e provincia - NU
A Mamoiada, Austis e altri comuni della Provincia:
Lugubri Maschere che testimoniano i riti dell'antica civiltà contadina
Mamoiada NU: il lugubre corteo. In primo piano i mamuthones (maschere nere,
addosso scure pelli di pecora
, sulla testa un fazzoletto femminile, sulla schiena
una serie di campanacci pesanti oltre 30 chili
) guidati dagli issohadores
(indossano un costume vivace, con giacca rossa e maschera bianca).
Austis NU: le maschere dei colonganos che portano sulla schiena ossa di animali
 
Oristano - OR
La Giostra dei Cavalieri a Oristano
 
Verona - VR
Re gnocco
Sfilata a Verona
 
Viareggio - LU
Sfilata di carri allegorici a Viareggio
 
Il Carnevale a.......
Venezia - VE - Certamente il più celebre e il più celebrato, il più sontuoso, il più elegante
per la qualità, la raffinatezza, la fantasia delle maschere usate (per larghissima parte ereditate
dalla tradizione classica goldoniana) con sfilate di gruppi o di cortei rappresentanti scene
storiche di Venezia, nell'arco della settimana e nel giorno stesso di Carnevale.
Seguono i vari balli mascherati, nei più celebri palazzi della laguna e feste patrizie o popolari
che si protraggono fino all'alba del giorno successivo; molti sono gli stranieri, oltre i turisti,
che vengono attratti da questa grande kermesse del Carnevale di Venezia.
Notizie sul carnevale veneziano si trovano in numerosi documenti datati tra il 1094, ai tempi
del doge Vitale Faliero e il 1296, quando il martedì grasso viene dichiarato giorno festivo dal
Senato.
Dalla metà del Quattrocento alla fine del Cinquecento, hanno un ruolo primario nella gestione
delle feste carnevalesche e nell'organizzare rappresentazioni teatrali le "Compagnie della Calza". Rette da statuti, composte ciascuna da una ventina di giovani patrizi, prendono il loro nome
dalla calza divisa a quartieri di diversi colori che si impegnano a portare, come contrassegno, durante le feste.
Il carnevale culmina con la celebrazione del giovedì grasso, per concludersi col martedì
antecedente l'inizio della Quaresima.
Nella festa emergono rituali ancestrali e pagani, come la caccia ai porci e al toro, e giochi
spericolati, come il volo dell'angelo, che un uomo, legato a una doppia corda mediante anelli,
compiva dalla cella del campanile di San Marco fino a una zattera, ancorata in bacino.
Intorno alla metà del secolo XVI, la celebrazione del giovedì grasso culmina con il taglio della
testa del toro, mediante un spadone che un fabbro impugna a due mani: la testa deve cadere
senza che la lama tocchi terra. Nel linguaggio proverbiale:
Tagliar la testa al toro diverrà, sinonimo di soluzione rapida, anche se dolorosa.
Il passeggio della maschere (lison), i casotti dove si ammirano animali rari, le baracche dei
burattini, rappresentazioni teatrali, feste nelle sale dei palazzi, sono altrettanti momenti che caratterizzano il carnevale veneziano sin sulle soglia dell'era moderna.
Sotto la dominazione austiaca, quasi timorosa, la festa viene celebrata nelle case private e
nei teatri, ma dopo l'Unità d'Italia l'antica tradizione riesplode dando luogo alla Società del Carnevale, che ha il compito di organizzare la festa.
I tempi sono oggi mutati ed il carnevale diventa sempre più una componente importante per
il turismo a Venezia.
La maschera tipica della città, "Pantalone", ha assunto il rango di "re Carnevale".
Dagli inizi del Novecento, la festa, come del resto molti carnevali italiani, inizia il suo lento
degrado fino a precipitare in una sagra da strapaese.
Nel 1979 la grande rinascita, grazie alla Scuola Grande di San Marco, una benemerita
associazione cittadina: la gente lascia nuovamente le case, indossa la maschera, invadendo
le piazze e le calli, che tornano ad essere fantastici palcoscenici di indimenticabili spettacoli
teatrali.
Dal 1980 è tornato ad essere il carnevale storico più famoso del mondo, anche per
l'incomparabile scenario urbano in cui si svolge.
Nel mese di febbraio è possibile immergersi nella magica atmosfera del Carnevale veneziano,
forse il più antico, sicuramente il più suggestivo del mondo. Per le calli, incorniciate di luci e
arredate da siepi fantasiose, vengono messi in scena spettacoli di fuoco e rappresentazioni
teatrali di strada.
Per chi ama costumi mozzafiato, c'è il concorso della maschera più bella.
Tra travestimenti curati nei minimi dettagli, feste, balli, rievocazioni storiche e acrobazie di giocolieri, lo spettatore deve davvero usare anche il sesto senso, per cogliere la miriade di
emozioni che la città lagunare sa offrire nelle giornate del Carnevale.
stralcio da articolo apparso sulla rivista Il Lavoratore n.1/2007 - anno XXXVII - Stoccolma -Svezia
 
Bagolino Ponte Caffaro - BS - Con tradizione secolare nota oltre i confini
regionali.
Le attrattive del Carnevale popolare Bagosso sono rappresentate dai Ballerini, dai
Suonatori e dai “Maschér” (le Maschere). Bellissime sono le musiche e le danze.
L’usanza carnevalesca risale al sedicesimo secolo. Don L. Zenucchini, curato di Bagolino,
così scriveva nel 1929 ai Missionari Salesiani di Ivrea “… Il Carnevale di Bagolino è
caratteristico e
, quantunque non approvato dall’autorità ecclesiastica, per ragioni
ovvie
, tuttavia, per l’antichissima tradizione continua ancora, in via generale, non si
fa del male
vanno in maschera persino vecchi di settant’anni…”.
La tradizione vuole che il Carnevale offerto dai “Maschèr”, schietta manifestazione di
cultura contadina, renda anche testimonianza di un triste passato di quando i paesani,
favoriti dalla maschera, potevano schernire i loro nemici e soprattutto rivalersi sui Conti
di Lodrone, poiché era un’impresa difficile scoprire gli autori dei gesti.
 
Ferrara e provincia - FE: Tre Carnevali originali
 
Cento - "I Carioca d'Italia"- Il carnevale di Cento è considerato il più coinvolgente e
trasgressivo carnevale d'Europa. Non a caso gemellato, per stile, belle ragazze e
divertimenti, con quello di Rio de Janeiro. I carri mascherati sono realizzati dalle varie
associazioni carnevalesche di Cento che, nel corso dell'anno, realizzano enormi sculture di
cartapesta che compongono i carri allegorici.
I carri gareggiano tra loro per conquistare il Premio del Carnevale. Il pubblico riceve dai
carri in parata caramelle, cioccolatini, peluche e altri gadget.
A completare lo spettacolo non manca mai un gruppo di ballerine di samba brasiliane.
Il carnevale si svolge nel centro storico, che viene chiuso: per entrare si paga un biglietto.
Tasi è la maschera tipica di Cento, un buontempone che, dovendo scegliere fra la moglie e
un
buon bicchiere di vino, scelse... il bicchiere di vino. Al termine dell'ultima giornata di
sfilate
si svolge il rogo di un enorme Tasi di cartapesta.
 
Ferrara città - Un viaggio nei fasti del Rinascimento, con il Carnevale degli Este tra
dame, principi, cortigiani, cantastorie, banchetti in costume, rappresentazioni teatrali, danze storiche
e spettacoli ispirati alle feste che si tenevano nel XV e XVI secolo.
 
Comacchio - Un'immersione nelle atmosfere dei ponti e canali su cui navigano le barche allegoriche.

 

Ivrea - TO - "Battagliola" per la bella Mugnaia - Con il singolare corteo della "Bella Mulinera"
che ricorda un'antica leggenda (la bella vedova insidiata da tutti quelli che andavano a
macinare il grano al suo mulino e lei promette di unirsi a colui che ricaverà farina di peso
maggiore di quello del grano portato alla macina...).
E' il carnevale che meglio ha conservato il carattere originario del Medioevo. In quella lontana epoca, infatti, si usava mettere in scena le cosiddette battagliole, veri e propri scontri tra quartieri o corporazioni che a volte lasciavano sul campo parecchi feriti. Oggi, nella città
piemontese, ci si limita a evocare una vicenda che risale all'epoca di Federico Barbarossa:
i soprusi di un tiranno nei confronti di una bella mugnaia scatenarono la rivolta della
popolazione (un barone,
storicamente riconosciuto nel Marchese di Monferrato, che
affamava la città venne scacciato grazie alla ribellione di Violetta, la figlia di un mugnaio
che non volle sottostare allo iusprimae noctis e che, uccidendolo, accese la rivolta popolare)
.
La cacciata del tiranno si rievoca con la battaglia delle arance. Lo scontro si svolge sulle
piazze del centro urbano seguendo regole elaborate, con uomini e donne in costume che
rievocano gli antichi personaggi. A fronteggiarsi, gli equipaggi delle pariglie e delle
quadriglie (carri a due o quattro cavalli, simbolo del potere feudale) contro le squadre
degli aranceri (di solito nove) a piedi, formate da centinaia di tiratori che personificano i
popolani rivoltosi. Per evitare intuibili inconvenienti, meglio osservare lo spettacolo a debita distanza.
La festa del martedì grasso termina con il benaugurante rogo degli Scarli, tronchi ricoperti
di erica. L'epilogo però è fissato il giorno dopo, in piazza Lamarmora, con distribuzione di
polenta e merluzzo in presenza della mugnaia e con l'assengazione, da pate di una speciale commissione, di un premio alle squadre che, per ardore, tecnica e lealtà, si sono
maggiormente distinte
.
 
Livigno - SO - Staffetta con slitte d'epoca e giochi tra le Alpi - A 1.816 metri, tra la cornice
delle Alpi italiane, il Carnevale di Livigno accoglie grandi e piccini con feste e animazione per bambini, sfide tra le storiche contrade del paese in costumi tradizionali e staffetta con sci e
slitte d'epoca, sfilata dei carri
allegorici e delle mascherine, concorso delle mascherine. A
conclusione
l'assegnazione del Trofeo delle Contrade.
 
Manfredonia - FG - "Meraviglie by night". E' soprattutto la notte a caratterizzare il
Carnevale Dàuno, che si svolge tra le vie di Manfredonia (Fg) con esibizioni coreografiche,
concorsi e sfilate di maschere.
La suggestiva Sfilata delle Meraviglie coinvolge circa 3 mila bambini delle scuole elementari
e materne. Grazie alla collaborazione di un grande laboratorio sartoriale e coreografico e la mobilitazione di famiglie e scuole, ogni anno viene messo in scena uno spettacolo davvero emozionante.
 
Napoli - NA - Con figure e carri allegorici, rappresentanti personaggi e "tipi" del folclore
cittadino, da irridere, da dissacrare, quasi per liberarsene o per difendersi, al punto che poi
alcuni fantocci (rappresentanti queste figure "scomode"), alla fine delle sfilate vengono
bruciati nelle maggiori piazze cittadine.
 
Nuoro e provincia - NU - Carnevale è una festa diversa da tutte le altre: Mamoiada,
Austis, Gavoi e altri comuni della Provincia di Nuoro, lugubri maschere e canti tradizionali testimoniano i riti dell'antica civiltà contadina. Maschere nere, con una dura smorfia di
sofferenza, addosso scure pelli di pecora, sulla testa un fazzoletto femminile, sulla schiena
una serie di campanacci, pesanti oltre 30 chili. Il passo è cadenzato, saltellante, il suono
lugubre. Sono i "mamuthones", le maschere del Carnevale di Mamoiada (Nuoro). Sfilano
per le strade del centro insieme agli "issohadores". Questi, invece, indossano un costume
vivace, con la giacca rossa e una maschera bianca. In mano hanno una fune con cui prendono
al laccio, a caso, qualcuno tra la folla, che pagherà da bere. Nulla a che vedere con coriandoli,
colori, scherzi, carri che altrove accompagnano il Carnevale. Al contrario, in Barbagia dal
Giovedì al Martedì grasso la festa, iniziata il giorno di sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, è
cupa e fa quasi paura. «È quanto rimane dell'antico rito agreste per ingraziarsi il dio della
pioggia, Dionisio-Mainoles, conosciuto in Sardegna come Maimone». Ad Austis, paesino tra
i monti in provincia di Nuoro i "colonganos" vestono con pelli nere, hanno un cumulo di ossa
sulle spalle, pellicce di volpe in testa e sul viso fronde di corbezzolo, un sempreverde che
simboleggia la fertilità continua, perché ha fiori e frutti insieme. È molto diversa la festa nel
vicino paese di Gavoi dove, dimenticate le cupe maschere, sono stati tramandati soltanto
la musica e il ballo che accompagnavano gli incontri. E così "sos tumbarinos" il Giovedì grasso annunciano il Carnevale suonando piffero, triangolo, tamburi e "sa serraggia", la lunga canna
con una corda e una vescica di maiale essiccata. A Nuoro il culmine dei festeggiamenti si
svolge tra il 31 gennaio e il 6 febbraio. La chiusura finale nel centro del capoluogo dove
sfileranno le maschere caratteristiche di tutta la
provincia.
stralcio dall'art. a cura di Rosanna Precchia, apparso su "Famiglia Cristiana" - settimanale - n. 5/2008
 
Oristano - OR -   "La Giostra dei Cavalieri". Verso la metà di febbraio, ogni anno, Oristano
mette in scena una giostra equestre simile agli spettacoli che sovrani e feudatari del XV e XVI
secolo offrivano in occasioni speciali. Cavalieri mascherati lanciati al galoppo tentano
d'infilare con la lancia un anello sospeso.
La tradizione della Sartiglia prevede momenti particolari. La vestizione del Capocorsa è un
rito fondamentale: il cavaliere si siede su un tavolo e ragazze in costume lo aiutano a
indossare i ricchi abiti. Poi monta a cavallo senza toccare il suolo e si dirige verso la Cattedrale,
dove tenta di cogliere la stella. Nelle strade della città medievale, i cavalieri danno quindi
dimostrazione delle proprie abilità, cimentandosi in acrobazie spericolate.
 
Roma - RM - Con figure e carri allegorici, rappresentanti personaggi e "tipi" del folclore
cittadino, da irridere, da dissacrare, quasi per liberarsene o per difendersi, al punto che poi
alcuni fantocci (rappresentanti queste figure "scomode"), alla fine delle sfilate vengono
bruciati nelle maggiori piazze cittadine.
 
Sanremo - IM - Con bellissimi carri che, per mezzo di fiori, ricostruiscono scene o
personaggi allegorici e hanno parimenti lo scopo di richiamo turistico per la città, per l'intera
Riviera ligure di Ponente, oltre che una mostra estemporanea delle più belle varietà di fiori.
 
Verona - VR e il suo Re Gnocco - Qualcuno l'ha definita la "festa del ventre", certo è che la buona tavola è uno degli ingredienti fondamentali di ogni carnevale che si rispetti. A Verona lo
sanno benissimo, tanto che, durante il Carnevale, le chiavi della città, sotto forma di una
grande forchetta con infilato uno gnocco, vengono appunto affidate a Re Gnocco.
Si celebra in questo modo il cosiddetto Bacanal del gnoco, una lontana tradizione che
rievoca la distribuzione di cibo ai poveri, voluta dal facoltoso Tomaso da Vico in seguito alla
carestia che colpì la città nel 1531. Eletto dai capifamiglia nati o residenti nel rione San Zeno,
Re Gnocco ha il compito di guidare i cortei mascherati della settimana grassa e, soprattutto,
di presiedere il venardì gnocolar in piazza San Zeno, quando avviene la grande distribuzione
di gnocchi.
 
Viareggio - LU - "La cittadella della satira". Risale al 1873 l'idea di una sfilata di carri
allegorici per le strade della città toscana. Ma è dagli anni Sessanta che la tradizione ha
ritrovato lo slancio. E ora la grande parata di carri, caratterizzata soprattutto dalla satira
politica che colpisce indifferentemente a destra e a sinistra, in Italia e all'estero, ha assunto
una dimensione mai toccata. Le piattaforme dei carri hanno 32 ruote gommate e su ogni
mezzo sale un gruppo mascherato costituito, in media, da 200 elementi e una banda
musicale con un minimo di dieci suonatori.
Ogni carro è una vera e propria opera d'arte di carta pesta, costruita in mesi di lavoro.
Tutti sono caratterizzati dalla scelta di temi d'attualita, cronaca e politica, tra cui
l'inquinamento, il consumismo, il razzismo, la violenza sulle donne. Ogni anno, gli
spettatori restano affascinati dalla creatività e dall'abilità scultorea e pittorica dei carri
alti fino a 20 metri.
Il Carnevale di Viareggio con i suoi spettacolari carri allegorici (di costruzione sempre
molto avanzata sul piano tecnico e pieni di bravura artigianale di altissimo livello) ha come significato e fine ultimo è l'aspetto turistico, di forte richiamo per l'intera Versilia e Italia
Intera.

 
Carnevale
figuratamente
si intende:

tempo di spasso
, di allegria e divertimenti
 

Carnevale
Si dice che la parola "CARNEVALE" derivi dal "carne levare" perché i festeggiamenti,
precedendo l'inizio della Quaresima, rappresentano l'ultimo momento per mangiare carne;
c'è anche una leggenda che risale all'epoca babilonese: il dio Sole e la dea Luna durante le
feste per la fine dell'anno erano fatti salire su una nave con le ruote, chiamata "carro navale"
(da cui deriverebbela parola "car-naval") e portati in processione.
Una storia antica, legata ad un unico filo: il divertimento, la spensieratezza, la goliardia, che
resiste tenace durante secoli e secoli, intrecciata saldamente alle tradizioni e al folklore dei
diversi popoli.
Alle sue origini troviamo le feste pagane che si celebravano a Roma in onore di Saturno dal
17 al 23 dicembre; in quei giorni regnava nell'Urbe un'eccezionale allegria ed ognuno godeva
della più ampia libertà, tanto che gli schiavi mangiavano alla stessa tavola dei padroni.
Il Carnevale in Europa è stato per secoli una festa d'inizio dell'anno. I suoi scherzi e i suoi
riti rappresentavano la fine dell'anno vecchio e l'inizio dei nuovo.
Con l'avvento del Cristianesimo, i festeggiamenti perdettero molte delle loro caratteristiche orgiastiche e vennero spostati ad una data successiva, e cioè nel periodo che corre
dall'Epifania al mercoledì delle Ceneri.
In Italia i festeggiamenti si svolgevano in modo più tranquillo ed erano improntati, anziché
alle volgarità e alle grottesche parodie, in una cornice di ricchi costumi e
di rappresentazioni tradizionali.
stralcio da art. apparso su "Qui Quotidiano", giornale d'info. del vastese, in distrib. gratuita - n. 40 del 28 febbraio '06
 

Periodo che precede la quaresima e si festeggia con le elezioni di re per burla che alla fine
vengono bruciati, balli in maschera, cortei mascherati, sfilate di carri allegorici, mascherate
e divertimenti vari.
L'inserimento del carnevale nel calendario religioso, nonostante il suo totale disconiscimento
da parte della liturgia ufficiale, pone problemi che non possono essere certamente risolti nella definizione "a carattere folcloristico"
E' un adattamento cristiano di antiche usanze pagane e mostra un legame abbastanza stretto
con i rituali di antiche religioni ( i lupercali, i saturnali romani, ecc.) e anche di religioni contemporanee e di civiltà indigene extraeuropee.
A seconda dei luoghi è fatto iniziare a capodanno, all'epifania o alla candelora (2 Febbraio).
Termina dovunque con il martedi grasso, culmine della festa salvo nei luoghi in cui vige il
rito ambrosiano (esempio Milano e provincia), dove termina il sabato che precede la prima
domenica di quaresima.
Rimasto fino all'Ottocento una delle manifestazioni più significative del costume popolare (particolare importanza e imponenza avevano in Italia quelli di Firenze, di Roma, di Napoli
ma, sopra tutti, quello di Venezia), oggi, la sopravvivenza del Carnevale è legata dovunque
a manifestazioni di vario tipo e significato, prevalentemente commerciale o turistico.

 
II carnevale è una festa le cui origini sono antichissime.
Le prime manifestazioni che ci ricordano il carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa.
Gli Egizi, fin dai tempi delle dinastie faraoniche, furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca, con feste, riti e pubbliche manifestazioni in onore della dea Iside, che presiedeva
alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita.
Il carnevale greco veniva celebrato, invece, in varie riprese, tra l'inverno e la primavera, con
riti e sagre in onore di Bacco, dio del vino e della vita.
Mentre i "Saturnali" furono, per i Romani, la prima espressione del carnevale e gradualmente, perdendo l'iniziale significato rituale, assunsero la chiara impostazione delle feste popolari, i
cui relitti sopravvivono nelle tradizioni di varie zone della nostra penisola, soprattutto
nell'Italia del Sud e nelle Isole.
La personificazione del carnevale in un essere umano o in un fantoccio, risale, invece, al
Medioevo.
Al giorno d'oggi il carnevale è l'allegra festa che si celebra, secondo la tradizione cattolica,
prima dell'inizio della Quaresima (periodo che dura appunto 46 giorni e che precede la Pasqua).
stralcio da articolo apparso sulla rivista "Il Lavoratore" - n.1/2007 - anno XXXVII - Stoccolma - Svezia
 
.................Ma perchè la ricorrenza cambia sempre data?
Festa di Carnevale. Quali le origini di questa ricorrenza? E perchè cambia sempre data?
Cominciamo con il dire che la festa di Carnevale risale al periodo greco-romano ed è
strettamente legata alle cerimonie pagane, probabilmente in onore del dio Saturno, per
propiziare un raccolto copioso.
Successivamente è entrato a far parte del calendario liturgico ponendosi tra l'Epifania e la Quaresima.
Il periodo di carnevale è collegato alla data della Pasqua. Per questo è una festa "mobile",
senza una data fissa.
Il Carnevale dura due settimane e due giorni: inizia la prima domenica del periodo di
Settuagesima che nel calendario liturgico Gregoriano corrisponde a 9 settimane prima
della Pasqua e termina la vigilia delle Ceneri.
I giorni più importanti del periodo di Carnevale sono il Giovedì grasso e il Martedì grasso,
ultimo giorno di festa che precede il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima.
Il termine "carnevale" deriva da "carnevalare" (carnem levare) che significa "togliere la
carne dalla dieta".
Nel medioevo il giovedì e il martedì prima delle ceneri, detti "grassi", si consumavano
abbondanti pietanze.

stralcio da art. , a firma Francesco Muratori, apparso su "Il Nuovo Business" - Vasto - n. 24
- febbr. 2010 - allegato gratuito al periodico d'info.
"Il Nuovo" - Vasto - n. 2 - febbraio 2010