Poesia e prosa di Vastesi
Romualdo Pantini
Poeta, drammaturgo, critico d'arte, traduttore e giornalista
(Vasto, 22 febbraio 1877 - Vasto, 12 febbraio 1945)
 
La Fiera d'Agosto

Domani è la fiera d'agosto
un fioco tintinno di creta
che geme ... che vibra ... che tosto
si spegne
, sì come la lieta
canzone del vecchio poeta
.

Al fioco tintinno risponde
dé bronzi l'accordo sonoro
:
io sogno e risogno in quell'onde
de gli anni il fatale lavoro
,
e penso
; ma forte m'accoro.

Or bimbo
, correvo a le vesti
del babbo
: — Io voglio il campano
che 'l cuore e la gioia mi desti
,
ne l'alba di San Gaetano
;
lo voglio
, ti bacio la mano. -

La fiera d'agosto è domani,
O bronzi sonori
, cessate!
Non valgono i fiochi campani
di creta
, le vostre intonate
sì fervide sì misurate
?

La vita è dischiusa e 'l tintinno
la gioia a ridarmi non vale
:
dé bronzi l'accordo un cachinno
feroce rassembra pel male
per l'acre desir che m'assale
.
Vasto, agosto 1896
stralcio da "I Quaderni del club «amici di Vasto»" - n. 6 - (Poesie su Vasto raccolte da Giuseppe Pietrocola,

dicembre 1981- Ristampa anastatica eseguita dalla Litografia Centro Stampa, C.so Europa 15/m - Vasto - 1997
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Nella valle
(il poeta illustra il riposo estivo nella sua villa)

Grigia d'ulivi e fresca di vigneti
s'apre la valle in contro a la marina
che di zona la chiude cilestrina
quasi a propiziarne i sogni quieti
.

Quivi io riposo
. E vision m'allieti
o pensiero mi turbi
, ogni mattina
coglier mi giova da la mia villina
,
tra querci e pioppi i murmuri secreti
.

E se talor sul flutto di cobalto
una raminga vela bianca accenna
,
laggiù
, verso la Punta della Penna.

Io col desìo su quelle cime salto
,
e m'illudo così
, sospeso in alto,
l'onda sfidar da una superba antenna.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2004
Voluttà gentile

O petali di rose
lievi coppe di baci
,
un amor vi compose
e un amor vi sfoglia
per una vaga voglia
di assaporare l’orme dei suoi baci
.

O petali di rose
ch’ella infuse di baci
,
dolcemente per gioco
vi sfoglio a poco a poco
,
e voi tutto rendete
alla mia viva sete
l’alito ed il fervore dei suoi baci
!
Lievi coppe di baci
,
or tutte separate
voi siete e palpitate a’ miei respiri
:
vi ribacio e dispongo in vaghi giri
.
Ecco
: ho scritto il suo nome!
E l’occhio mi si vela
, e non so come,
forse per la dolcezza che mi date
!