Poesia e prosa di Vastesi
Carlo Palmili, poeta e pittore vastese
(Vasto, 6 marzo 1892 - Roma, 7 ottobre 1953)
 
Alla mia terra
O Lido, o Monti, o Valli,
che raccogliete l'armonia del Mare
ben vi vedo fiorir sopra il mio colle
ben vi sento cantar l'inno alla Vita.
Vasto, terra di sogni e di promesse
ch’alta sorridi al sol che nasce
, come

tenera madre che rivede il dolce
figliol dopo il riposo
, ascolta, ascolta,
o Terra mia
, il canto del tuo figlio…

O lido che t’inarchi come falce
e che racconti i murmuri segreti
dell’adriatico mare
,
e vedi vaporare fra colli ed orti
immensi ulivi al sole
,
e lungi dal Gargano scopri il monte
fra corone di nubi ampio-fuggenti
;
Lido che specchi rami d’aranceti
e palpiti di vele
e l’infinita azzurrità del cielo,
che di sè tutta l’anima m’inonda,
accogli
, Lido, la profonda voce
del devoto eremita
,
che guarda e sogna e veglia sul tuo colle
,
sacrato all’arte
, alla Fede e al Dolore!

Oh
! com'è triste ricordare a sera,
in questo veleggiar di nostra vita,
l'affanno e l'illusion di giovinezza
!
Se un giorno più la voce non udrò
del piccolo pastore
,
che lietamente canta e si trastulla
nel passar lento della sua giornata
,
perché nulla conosce
del segreto dolor dell'universo
,
ma sol greggi guidar di colle in colle
,
allor ricercherò nel mio profondo
l'eco e il ricordo della dolce voce
e sognerò per Te
,
o cara Terra mia
, un nuovo canto
che rinnovi il mio Amore e la tua Gloria
!

stralcio da "I Quaderni del club «amici di Vasto»" - n. 6 - (Poesie su Vasto raccolte da Giuseppe Pietrocola, dic. 1981)
Poesia scritta nell'agosto del 1942, in tarda età e dedicata alla madre
"a colei che non ritorna
"............

O Cipressetto


O Cipressetto
,
tu sali
, io scendo.
Tu gli aghi appunti al ciel
,
io alla Terra
.
Uguali salimmo
,
uguali cercammo
d’affondar le radici
nella molle terra
,
di prender possanza
,
di salire
, salire, salire
dove più alto è il sogno
,
dove più lungo è il martirio della vita…
Or la chioma agiti al vento
,
come quando ti piantai sul mare
,

o Cipressetto
,
come quando osavo
mormorarti a sera
la preghiera
.
Or libero stai dinanzi al Tempio
fra le rose che ti fan corona
!
Fa che la tua fresca chioma non ceda
al vento
,
similmente al mio stanco cuore
!
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 30 ottobre 2012