Poeti e Scrittori contemporanei di Vasto
Tito Spinelli, di origine vastese
Poeta, scrittore, dialettologo, lessicista del dialetto vastese,
commediografo, drammaturgo, saggista,
intellettuale e artista
 
Tito Spinelli - Biografia
Tito Spinelli, di origine vastese, è autore di raccolte poetiche, testi teatrali, romanzi e saggi.
Per il comparto specificamente dialettale si è occupato del teatro di
Luigi Anelli e delle commedie di Espedito Ferrara entrambi vastesi.
Nel
2015, ha proposto 'Nu parende a la longhè. Commedia in tre atti,
in dialetto vastese - Q Edizioni - Vasto.
L'ultima sua fatica letteraria: Il taglio della Mannaia, Vita verosimile
e morte certa del conte vastese Enrico Trivelli - Cannarsa Ed. , Vasto.
Vastese di adozione per i fondamentali anni giovanili vissuti a Vasto.
Dopo la laurea in lingue si trasferisce a Roma e ivi risiede, ma Vasto rimane sempre motivo della sua ispirazione e punto di riferimento
per un legame affettivo ben saldo con alcuni amici.

Studioso e "ricercatore ricco di curiosità", ha spaziato nel campo
letterario-artistico-storico con una produzione versatile ed enciclopedica.
Nella narrativa, tra i tanti racconti prodotti, risalta "Su delega imperiale", ambientata nella
Vasto Avalosiana del primo settecento e basata sulla cerimonia di consegna del Toson d'oro al Principe Colonna.
Nella saggistica notevoli gli studi sulla letteratura lucana, alcune monografie su pittori e scrittori vastesi (L. Anelli, G. Murolo, V. Canci, R. Pantini...) e i corposi contributi presentati in convegni
sul teatro dialettale (Ferrara, Anelli) e su temi culturali di respiro regionale.
Svariate le sue opere poetiche (apparentemente meno impegnative, in realtà esprimono la personalità più profonda dell'autore) e quelle teatrali, tra cui alcuni radiogrammi.
Si è anche interessato al recupero di scrittori minori di area dialettale abruzzese (Sonetti dialettali di Gaetano Murolo, 1979; Il teatro dialettale di Espedito Ferrara, 1981; Per uno prospettiva
del teatro abruzzese: le commedie dialettali di Luigi Anelli, 1982; Lessicografi abruzzesi del primo Novecento (1993).
Inoltre ha pubblicato: Motivi paesaggistici nella narrativa di Mario Puccini (1986); ll viaggio in
Abruzzo di Cesare Malpica
(1989); Un libertino del ’600: Antonio Rocco fra ordine e
trasgressione (1990).
Dello stesso autore:
Per completare gli elementi essenziali della sua figura intellettuale non si può tralasciare la pluriennale attività come critico d'arte, con collaborazioni alla "Fiera letteraria", a
"Otto/Novecento", a "La Critica letteraria" e ad altri periodici letterari.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2005; dal volume "Lessico del dialetto vastese"
di Tito Spinelli - 2008 - ed. Cannarsa; da varie altre fonti - M. S., ott. 2022

"Il Tarlo" - Atto unico - 2014

Sospetti, intrighi, accuse tra due sorelle

Tito Spinelli, scrittore, saggista, drammaturgo, cultore del "nostro dialetto", ha scritto e pubblicato l’atto unico "II Tarlo" (Q-edizioni
di Giuseppe Tagliente, collana "II gaio interludio”).
Una vicenda immaginaria, dominata da due sorelle, Melange (la
più astiosa accusatrice) e Chantal (remissiva), che sono coinvolte in situazioni talvolta assurde e irreali fino al parossismo.
Questa ultima, vittima della sorella che la accusa di malevoli
sospetti riferiti alla morte di Roland da parte di tal Robert.
L’intrigata vicenda si arricchisce anche di un avvocato, incaricato
da Solange nella circostanza della morte di Roland. Successivamente l'azione si sposta in un laboratorio di analisi, dove lavora certo
Lucien, ritenuto responsabile per aver sottratto del veleno che ha causato la morte di Roland, presunto amante di Chantal.  
Coinvolto anche un Abate ed il piccolo Luc figlio di Chantal.
Peraltro, attraverso i dialoghi, dei personaggi, i commenti ed i
sospetti la vicenda sfiora momenti altrettanto ingarbugliati, accelerando quel "tarlo" che via via
si insinua e rode ancor di più i dubbi e gli interrogativi non risolti sollevati dai protagonisti di
questa immaginaria vicenda.
stralcio, da art., a firma Giuseppe Catania, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 17 febbraio 2015 - M. S., ottobre, 2022

Tito Spinelli e la sua galleria di personaggi
"La passeggiata del commendatore" -
2012 - Ed. Cannarsa, Vasto
Tito Spinelli, autore di saggi critici e testi di narrativa e poesia, conferma di volta in volta la sua cifra culturale affidata ad uno stile di particolare eleganza.
Tra i suoi studi critici letterari e artistici ricordiamo le pubblicazioni sulla letteratura lucana, la realizzazione di un'opera complessa come il Lessico del dialetto vastese, il Profilo storico della pittura vastese, La ferrigna calcina.
Autore di raccolte poetiche come I giorni plausibili, o La scrittura inattuata, di romanzi, anche storici, come Su delega dell'Imperatore, ma l'elenco è ben più ampio, ci propone ora una galleria di personaggi e situazioni che si snodano nell'ultima pubblicazione
"La passeggiata del commendatore" - Cannarsa Ed. - Vasto - 2012,
attraverso racconti che sottolineano, ancora una volta, la tendenza dell'autore ad una lezione colta, dove sembra contare innanzitutto la suggestione della parola, che accompagna la trama del racconto e ne puntualizza le atmosfere, i passaggi; parole che ne sottintendono altre e arricchiscono di concetti il non detto: intuizioni, accenni. Ne derivano quadri legati al quotidiano eppure distanti, e una narrazione poggiata sullo scavo psicologico, in cui la descrittività, le ambientazioni, non sono mai fine a se stesse, e l'acutezza di giudizio diviene una sorta di cifra investigativa che rende via via più complesso il racconto, coinvolgendo l'interersse del lettore.
In questa euritmia narrativa, in questo gusto della ricercatezza linguistica, con le sue sottigliezze, le sue allusioni, si attua un gioco intelligente che conduce alla soluzione della storia, rapida, definitiva, in una logicità spesso crudele e che talvolta disorienta. Più che l'intrico delle situazioni è quello dell'anima, con le sue ambiguità, attese disattese, speranze, che emerge dal contesto narrativo; e in questo senso le figure sono molto ben delineate e non è facile dimenticarle. E non sono le situazioni gradevoli o graziose che lo Spinelli privilegia, egli privilegia l'inusuale; l'essere umano è esplorato nel suo articolato essere, che viene ad evidenziarsi man mano che il racconto si sgroviglia, sviluppandosi i contorni, gli addentellati, le motivazioni. E' un panorama vasto quello che egli propone, una variegata umanità, dal commendatore accusato di pedofilia alla ragazza che per amore è divenuta una prostituta, dal vedovo inconsolabile al racconto di nozze con finale a sorpresa. Molto particolare l'incontro fra un vecchio attore di fotoromanzi e la sua lontana ammiratrice, con dialoghi che affondano nell'esistenziale e una vena di malinconia contenuta. Tra le storie da contorni più piacevoli, l'incontro tra due exconiugi per siglare il divorzio, la restituzione di un'immagine scaduta nella routine, la ripresa di un dialogo.
L'interesse dell'autore verso i personaggi appare piuttosto quello dell'intellettuale che osserva con distacco e a volte con un sottofondo di ironia. Da questa deroga di coinvolgimento emotivo scaturisce un che di inesorabile, un concatenarsi di situazioni che, se pur affidate alla risposta individuale, le travalicano, inserendole in quella dialettica del vivere con le sue leggi e le sue derive, e dunque legate ad una logica che pone l'individuo in una sorta di scacchiera, pedina di un gioco più grande di lui; in questo aspetto s'intravede la lezione classica.
Questa raccolta di racconti rinsalda il giudizio favorevole su di un autore i cui requisiti culturali appartengono ad una dimensione intellettuale sempre meno riscontrabile, ahimè, nel panorama dell'ultima produzione letteraria italiana.
stralcio da art., a firma Gabriella Izzi Benedetti, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi - n. 11 - novembre 2012

Tito Spinelli e la sua monumentale opera culturale
il
"Lessico del dialetto vastese"- 2008 - Ed. Cannarsa, Vasto
Tito Spinelli, poeta, scrittore, drammaturgo, saggista, autore di numerose pubblicazioni di elevata cultura, ha realizzato una monumentale opera che si inserisce in quel mosaico di libri della preziosa teca di estetica dialettologica abruzzese: volume "Lessico del dialetto vastese" (Cannarsa Editore -Vasto 2008).
Il libro è così presentato dall'editore:
"Un'opera più unica della rara parlatura vastese, ricca di oltre 8000 vocaboli, raccolti in ordine alfabetico, nella quale risaltano la vivacità e la vena di un popolo dalle origini antichissime. Essa ripercorre la strada del passato e fa meglio capire il presente, coniugando i fondamentali valori della tradizione con l'attualità. Mostra, infine, il pregio della rivalutazione dell'appartenenza e rivaluta l'identità di chi vuoi riconoscersi attraverso l'uso del proprio dialetto".
Per avere qualche precedente nel campo lessicale della parlatura paesana, unica ed originale a Vasto, dobbiamo riferirci al "Vocabolario vastese" di Luigi Anelli, rimasto, purtroppo appena abbozzato e non completato
(solo dalla A alla E - Ed. 1898). Ed è proprio Tito Spinelli ad affrontare e risolvere questa ardua fatica coronata da successo perché, un'opera così concepita, costituisce un fondamentale pilastro per "decifrare" e tradurre le espressioni dialettali della ormai riconosciuta "lengua uastareule" (lingua vastese), per interpretarne appieno i significati e, attraverso la
la collocazione degli accenti (che sono indispensabili) pronunciarne l'effettiva "parlata", così come l'uso corrente tradizionale impone per avere una esatta e aderente espressività idiomatica.
Il "Lessico del dialetto vastese" di Tito Spinelli è una indispensabile basilare opera di sussidiarietà per quanti intendono scrivere il vernacolo vastese, ed avere una corretta pronuncia. Giova anche sottolineare che il volume è arricchito da "spigolature etimologiche" che, come rileva l'autore, sono esempi che hanno "carattere esclusivamente orientativo e vogliono solo indicare il retroterra lessicale da cui ha tratto origine il dialetto vastese, al di là dei sopravvenuti mutamenti fonetici". Ed ancora è riportato un indice deinomi propri d'uso tradizionale in ambiente vastese.
 
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 2 - febbraio 2009

Tito Spinelli e il suo volume:
"La ferrigna calcina" - 2006 - Ed. Cannarsa, Vasto
Profili di artisti, scrittori e intellettuali vastesi
Legato alla sua città d'origine per vincoli culturali ed affettivi, Tito Spinelli ha ora pubblicato un volume ("La ferrigna calcina", Vasto, Cannarsa, 2006), contenente profili di artisti, scrittori ed intellettuali vastesi, in particolare i diciotto ritratti (o "medaglioni", come preferisce chiamarli l'Autore), cesellati con rara maestria che riguardano in ordine di presentazione:
Gabriele Smargiassi, Filandro Lattanzio, Vincenzo Canci, Michele Ronzitti, Luciano Tosone, Gaetano Casanova, Ettore Janni, Nicola D'Aloisio, Giuseppe Marcone, Giuseppe Perrozzi, Filippo Laccetti, Luigi Anelli, Gianni Oliva, Nicola Giangrande, Don Salvatore Pepe, Luigi Zimarino,
Carlo Marchesani, Espedito Ferrara
.
Si tratta di un libro non dedicatorio, ma analitico per i generi presi in considerazione, in cui sono rintracciabili talune costanti operative in campo artistico.
L'obiettivo del libro è quello di effettuare un'operazione di scavo, alla ricerca di distinte personalità che in passato (o nel presente) hanno offerto notevoli contributi nei
più svariati ambiti culturali ed
in particolare nella pittura, per la quale i Vastesi posseggono, per temperamento, una sedimentata inclinazione.
E non è un caso che la pregressa cultura, salvo alcuni scrittori di
medio livello, sia rappresentata, in maniera preponderante dalla pittura, tanto che tre protagonisti - C. D'Aloisio da Vasto, N.
Galante e V. Laccetti -
sono stati inseriti nel "Dizionario biografico degli italiani" dell'Istituto Treccani.
Non mancano nel libro, figure di scrittori e di intellettuali, noti e
meno noti, ma tutti tratti dal loro quotidiano impegno, per essere reinseriti in un circuito di più filtrata valutazione.
Modesti per carattere ed abito esistenziale, alcuni si qualificano per insospettabile e totale adesione alla cultura, interpretata con efficaci saggi. Perciò il libro di Spinelli si raccomanda per quel tanto d'identitario che si coglie entro il circoscritto perimetro murario il
cui collante non può che essere la ferrigna calcina, metafora genetica ed insieme spiritualmente evocativa.
stralcio da art., a firma Luigi Zimarino, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi - n. 11 - dicembre 2006