Pittori di Vasto dell'Ottocento
Nicola Palizzi
(Vasto, 20 febbraio 1820 - Napoli, 26 settembre 1870)
 
Giuseppe Palizzi
Filippo Palizzi
Francesco Paolo Palizzi
 
Nicola Palizzi nasce a Vasto il 20 febbraio 1820, da madre nativa di Rocca San Giovanni (Doralice Del Greco, donna colta e dedita alla musica che sapeva suonare il pianoforte e gestire la casa) e da padre di origine siciliana, nato a Lanciano (Antonio, avvocato ed insegnante di belle lettere, definito galantuomo, esperto di leggi e dotato di varie e vaste aspirazioni letterarie ed artistiche), trasferitisi da Lanciano a Vasto nel 1815, avendo ottenuto Antonio un impiego alla Sottoprefettura di Vasto)*. 
Terzo dei quattro fratelli della celebre famiglia di artisti:
Giuseppe (1812 - 1888), nativo di Lanciano ove vi rimase per tre anni, Filippo (1818 - 1899), e Francesco Paolo (1825 - 1871), nativi di Vasto.
A mano a mano, i quattro giovani presero la via di Napoli, per frequentare l'Accademia delle Belle Arti.
I primi a partire furono Giuseppe, a 24 anni nel 1836 e Filippo, a 18 anni, nel 1836; Nicola, a 22 anni, nel 1842; Francesco Paolo, a 20 anni, nel 1845.
Chiamato dai fratelli, si recò a Napoli a 22 anni, dopo aver fatto a quel tempo l'armaiolo a Vasto. Fece rapidi progressi all'Accademia di Belle Arti ed in poco tempo divenne uno dei più rinomati artisti della scuola napoletana.
Fin dal 1843 fu tra gli espositori della Biennale borbonica, poi alla Mostra nel Real Museo borbonico.
Nei primi anni Cinquanta la produzione di Nicola Palizzi si orientava alternativamente verso un paesaggismo storico, genere riportato in auge da Massimo d’Azeglio e a Napoli praticato da Gabriele Smargiassi, e un paesaggismo dal vero di impianto posillipista.
A partire dal 1851 cominciò a realizzare anche dipinti di cronaca e poi dal 1854  realizzò vari dipinti dal vero.
La concezione pittorica di Nicola si rafforzò in seguito al suo viaggio a Parigi nel 1856, dopo le tappe a Roma e a Firenze, dove acquisì una certa influenza del fratello Giuseppe.
Nel 1859 fu nominato professore onorario del Real Istituto di belle arti di Napoli insieme con Gabriele e Gonsalvo Carelli.
Negli anni Sessanta la sintonia con Cammarano e con la cosiddetta scuola di Resina si consolidò, come dimostrano alcuni dipinti di vedute.
Anche certe ricerche spaziali basate su un impianto prospettico si richiamano da un lato alle esperienze di posillipisti, dall’altro a quadri di Cammarano.

Non ebbe rivali per armonia e ricchezza di colorito, fu produttivo forse più dei fratelli, ma all'apice della sua carriera immaturamente la morte lo colse! Nicola Palizzi muore a Napoli il 26 settembre 1870.
Fra i suoi lavori ricordiamo: «Melfi distrutta dal terremoto», «Un paesaggio della provincia di Avellino», premiati all'Esposizione napoletana del 1865, «La caccia al cinghiale», nella Reggia di Capodimonte, «Dopo la tempesta», nella Pinacoteca di Lisbona, e «La piazza Orsini a Benevento», conservata nella Pinacoteca di Vasto.
Diversi quadri sono conservati nella Pinacoteca del Museo Civico di Vasto
.   
*Quella di Antonio (nasce a Lanciano Ch, da Filippo, nel 1773 da antica famiglia radicata a Lanciano, proveniente dalla Sicilia, agli inizi del 1500, morirà a Vasto il 6 dicembre 1857) e Doralice è stata unione serena, contrassegnata da una assortita figliolanza, (a 36 anni, il 13 aprile 1809, Antonio Palizzi sposa a Vasto Doralice Del Greco, di 20 anni, figlia del notaio Michelangelo Del Greco).
Nove figli tutti portati per l'arte e travolti dalla passione per l'arte stessa (tranne Camillo, appassionato di meccanica), tanto che la residenza della famiglia era nota come la "Dimora delle nove Muse".
Nella casa a Vasto regnava la serenità e felicità. Vi si faceva modellato con la creta, pittura ad olio su tela, intaglio su legno; inoltre, si cantava e si suonava il pianoforte; si declamavano poesie; si allevavano uccelli variopinti; si collezionavano oggetti strani; si raccoglievano libri di ogni genere.
- La prima figlia, Filippina nasce a Lanciano il 12 agosto 1810. Filippina, andata sposa nel 1533 a tale Agostino
. .Sindero di Vasto. Muore, senza figli, nel 1844. Una perdita molto avvertita da tutta la famiglia.
- Il secondo figlio, Giuseppe, noto pittore, nasce, anch'egli, a Lanciano il 19 marzo 1812.
- Il terzo, Michele nasce a Vasto il giorno 8 marzo 1814 il quale morirà giovane il 5 agosto 1833.
- La quarta figlia, Felicia nasce a Vasto il 1° febbraio 1816. Questa donna, come da una lettera che il fratello
. .Giuseppe scrive da Parigi il 16.12.1846, scappa di casa. Di Lei non si hanno notizie.
- Il quinto figlio, Filippo, noto pittore, nasce a Vasto il giorno 16 giugno 1818.
- Il sesto Nicola, noto pittore, nasce a Vasto il 20 febbraio 1820.
- Il settimo, Camillo nasce a Vasto, il 22 maggio 1822. Lavorava a Tricarico e scampò miracolosamente al
. .terremoto. Nel 1863 si trasferisce ad Acqui (Al) per assumere un impiego. Muore a Napoli il 28 maggio 1871.
- L'ottavo, Francesco Paolo, noto pittore, nasce a Vasto il 16 aprile 1825.
- La nona, ultima, Luisa nasce a Vasto, il 18 settembre 1827 e sposa il 7 settembre 1850, Nicola Lungo.
. .Muore il 27 agosto 1881.
Fonti: • libro "Histonium ed il Vasto" di Vittorio d'Anelli - Ed. Cannarsa - Vasto, luglio 1999 notizie sparse, M.S. Sett. 2015

Scogliera di Sorrento
Panorama di Sorrento
   



Panorama di Posillipo
Pastorelli e armenti
 
Veduta dei tre templi di Paestum - olio su tela - cm. 97x60
 
Paesaggio - olio su tela - cm. 116 x74
Melfi, distrutta dal terremoto
 
 
I mietitori - olio su tela - cm. 44 x 35 -
1858 - Museo Pignatelli -
Napoli
 
"La pesca di sera" - Napoli 1853 - acquaforte

Festa nel Vastese - olio su tela - cm. 43x32

 
Vedute di Vasto
Veduta di Vasto - 1853 - olio su tela
 
Veduta di Vasto, dall'Aragona - 1853 - olio su tela - cm. 54,9x 35,9 - Sulla sinistra del
quadro si nota la villa dei baroni di Genova, dove oggi esiste il quartiere di Sant'anna
 
Vasto - Piazza Lucio Valerio Pudente, a metà ottocento
stralcio da"Lunarie de lu Uaste" - ed. 2014

I Palizzi sono noti nel mondo per la fama che i quattro fratelli Filippo, Giuseppe, Nicola e Francesco Paolo hanno conquistato nel campo dell'arte ottocentesca, e per essere stati i protagonisti, con Valerico Laccetti e Gabriele Smargiassi, anche essi di Vasto, di quella scuola napoletana detta di Posillipo, che prediligeva la pittura naturalistica, ispirata "dal vero". Un ruolo importante, quasi rivoluzionario e di rottura con l'accademismo mitologico ancorato alla pittura tradizionale, introducendo nell'ambiente artistico partenopeo motto "la verità nell'arte". I Palizzi, infatti; crearono quella corrente pittorica che influenzò l'intera cultura europea.
Provenivano dal Vasto "città di tredicimila abitanti (scrive Filippo Palizzi nella sua autobiografia del febbraio 1963) ridente è il sito, il mare Adriatico ha dinanzi, i monti Maiella e lungi il Gran Sasso d'Italia, boschi secolari la circondano, oliveti e piani fruttiferi e coltivato formano il suo agro."
Fonti: • libro "Histonium ed il Vasto" di Vittorio d'Anelli - Ed. Cannarsa - Vasto, luglio 1999 .. . .. .. .......
art., a firma Giuseppe Catania, apparso su"www.noivastesi.blogspot.com" - 15 settembre 2014