Pittori di Vasto dell'Ottocento
Giuseppe Palizzi
(Lanciano, 19 marzo 1812 - Parigi, 1 gennaio 1888)
Filippo Palizzi
Nicola Palizzi
Francesco Paolo Palizzi
 
Giuseppe Palizzi nasce a Lanciano il 19 marzo 1812, da madre nativa di Rocca San Giovanni (Doralice Del Greco, donna colta e dedita alla musica che sapeva suonare il pianoforte e gestire la casa) e da padre di origine siciliana, nato a Lanciano (Antonio, avvocato ed insegnante di belle lettere, definito galantuomo, esperto di leggi e dotato di varie e vaste aspirazioni letterarie ed artistiche), trasferitisi da Lanciano a Vasto nel 1815)*.
A tre anni venne con la famiglia a Vasto, ove il genitore aveva ottenuto un impiego nella Sottointendenza.
Fratello maggiore dei pittori
Filippo (1818 - 1899), Nicola (1820 - 1870) e Francesco Paolo (1825 - 1871), tutti nativi di Vasto.
A mano a mano, i quattro giovani presero la via di Napoli, per frequentare l'Accademia delle Belle Arti.
I primi a partire furono Giuseppe, a 24 anni, e Filippo, a 18 anni, nel 1836; Nicola, a 22 anni, nel 1842; Francesco Paolo, a 20 anni, nel 1845.
Avviato dal padre agli studi di giurisprudenza, li abbandonò nel 1835 per trasferirsi l'anno successivo a Napoli a studiare pittura al Real Istituto di belle arti.
Fu allievo di Anton Sminck van Pitloo e poi del vastese Gabriele Smargiassi, avvicinandosi  al paesaggismo della scuola di Posillipo.
Partecipò a varie Biennali borboniche facendosi  conoscere ed apprezzare.
I rapporti con l’ambiente dell’Accademia gradualmente peggiorarono fino ad arrivare a un punto di rottura, anche con Smargiassi.
Tale situazione condusse Giuseppe, nel 1844, alla decisione di partire per Parigi dove iniziò a frequentare vari atelier e gli artisti della scuola di Barbizon, dai quali fu poi influenzato. Entrò in contatto diretto con Corot e Courbet (il Realismo).
A Parigi stabilisce la sua dimora nei pressi della foresta Fontainebleau, soggetto che ricorre in numerosi dipinti.
L'insegnamento dei pittori di Barbizon lo porta ad approfondire la resa naturalistica della luce, studiata nell'alternanza con l'ombra, fra i rami e le foglie della foresta. Egli continua a mantenere, tuttavia, una impostazione classica del paesaggio, attraverso l'introduzione di grandi quinte arboree che conferiscono monumentalità alla scena.
Durante il soggiorno francese intrattiene una fitta corrispondenza con il fratello Filippo rimasto a Napoli, dal quale si fa inviare gli studi di animali con lo scopo di copiarli ed inserirli nei suoi paesaggi. Il connubio di soggetti paesaggistici con quelli animalistici gli arreca il favore della critica.
A partire, infatti, dal 1845 comincia ad esporre regolarmente nei Salons parigini, ottenendo notevole successo. In Francia riuscì gradualmente ad affermarsi grazie agli acquisti e alle commissioni ufficiali dei collezionisti.
Nel 1848 la sua assimilazione al gruppo dei pittori di Barbizon era un fatto compiuto e partecipò a dal 1850 per vari anni al Salon di Parigi.
Da Parigi di tanto in tanto fece delle brevi puntate in Italia, a Firenze, Torino, Roma e Napoli.
Rientra in Italia nel 1854, ma già l'anno seguente è a Parigi per partecipare all'Esposizione Universale. I dipinti di questo periodo risentono dell'influenza del realismo di Courbet nella stesura a macchie di colore e nella trattazione di tematiche sociali. L'ultima produzione rivela anche l'adozione di uno stile pittorico più sintetico che si avvale di colori bituminosi distribuiti con pennellate rapide e sommarie.
Nel 1859 ottenne in Francia l’importante riconoscimento ufficiale della Legion d’onore. Ormai era un artista affermato e benestante, con un atelier elegante e con commissioni dallo Stato francese.
Nel 1860 fu nominato da Francesco II di Borbone socio corrispondente della Società reale borbonica di Napoli e dopo l’Unità d’Italia da Casa Savoia ottenne un riconoscimento pubblico con la nomina prima a cavaliere e poi ad ufficiale dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Nel 1878 gli venne conferito un diploma di commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia.
Durante la sua vita Giuseppe Palizzi fu un punto di riferimento costante per la maggior parte dei pittori napoletani e più in generale italiani che si recavano in Francia, inoltre fu in contatto con vari artisti e intellettuali francesi.
Dal fratello Filippo era tenuto in grande considerazione, tanto che gli attribuì il merito di essere stato il vero innovatore della pittura di paesaggio.
Morì a Parigi, dopo aver largamente raccolto ricchezze, celebrità ed onori.
Pittore naturalista legato al verismo, dipinse molti soggetti agresti e pastorali, marine, nature morte e raramente scene di genere. Affine al talento del fratello Filippo anche se considerato appena inferiore.
I suoi lavori, molto quotati, si ammirano nelle principali gallerie europee, oltre che nelle raccolte dei più famosi collezionisti. Alcuni quadri sono conservati nella Galleria d'Arte Moderna di Roma e nella Pinacoteca del Museo Civico di Vasto
. 
*Quella di Antonio (nasce a Lanciano Ch, da Filippo, nel 1773 da antica famiglia radicata a Lanciano, proveniente dalla Sicilia, agli inizi del 1500, morirà a Vasto il 6 dicembre 1857) e Doralice è stata unione serena, contrassegnata da una assortita figliolanza, (a 36 anni, il 13 aprile 1809, Antonio Palizzi sposa a Vasto Doralice Del Greco, di 20 anni, figlia del notaio Michelangelo Del Greco).
Nove figli tutti portati per l'arte e travolti dalla passione per l'arte stessa (tranne Camillo, appassionato di meccanica), tanto che la residenza della famiglia era nota come la "Dimora delle nove Muse".
Nella casa a Vasto regnava la serenità e felicità. Vi si faceva modellato con la creta, pittura ad olio su tela, intaglio su legno; inoltre, si cantava e si suonava il pianoforte; si declamavano poesie; si allevavano uccelli variopinti; si collezionavano oggetti strani; si raccoglievano libri di ogni genere.
- La prima figlia, Filippina nasce a Lanciano il 12 agosto 1810. Filippina, andata sposa nel 1533 a tale Agostino
. .Sindero di Vasto. Muore, senza figli, nel 1844. Una perdita molto avvertita da tutta la famiglia.
- Il secondo figlio, Giuseppe, noto pittore, nasce, anch'egli, a Lanciano il 19 marzo 1812.
- Il terzo, Michele nasce a Vasto il giorno 8 marzo 1814 il quale morirà giovane il 5 agosto 1833.
- La quarta figlia, Felicia nasce a Vasto il 1° febbraio 1816. Questa donna, come da una lettera che il fratello
. .
Giuseppe scrive da Parigi il 16.12.1846, scappa di casa. Di Lei non si hanno notizie.
- Il quinto figlio, Filippo, noto pittore, nasce a Vasto il giorno 16 giugno 1818.
- Il sesto Nicola, noto pittore, nasce a Vasto il 20 febbraio 1820.
- Il settimo, Camillo nasce a Vasto, il 22 maggio 1822. Lavorava a Tricarico e scampò miracolosamente al
. .terremoto. Nel 1863 si trasferisce ad Acqui (Al) per assumere un impiego. Muore a Napoli il 28 maggio 1871.
- L'ottavo, Francesco Paolo, noto pittore, nasce a Vasto il 16 aprile 1825.
- La nona, ultima, Luisa nasce a Vasto, il 18 settembre 1827 e sposa il 7 settembre 1850, Nicola Lungo.
. .Muore il 27 agosto 1881.
Fonti: • Libro "Histonium ed il Vasto" di Vittorio d'Anelli - Ed. Cannarsa - Vasto, luglio 1999
www.artesuarte.it - 22 0tt0bre 2011 • www.tuttolanciano.it - 22 0tt0bre 2011
notizie sparse, M.S., sett. 2015

Caccia al cervo nella foresta di Fontainebleau
 
Armenti - dipinto a olio su tela - cm. 76x52
 
Paesaggio con animali - dipinto ad olio su legno - cm. 65 x 55
 
Capre che brucano un cespuglio di rose -  1870/75 - olio su tela - cm. 54,7 x  66
 
Pastorale - 1866

I Palizzi sono noti nel mondo per la fama che i quattro fratelli Filippo, Giuseppe, Nicola e Francesco Paolo hanno conquistato nel campo dell'arte ottocentesca, e per essere stati i protagonisti, con Valerico Laccetti e Gabriele Smargiassi, anche essi di Vasto, di quella scuola napoletana detta di Posillipo, che prediligeva la pittura naturalistica, ispirata "dal vero". Un ruolo importante, quasi rivoluzionario e di rottura con l'accademismo mitologico ancorato alla pittura tradizionale, introducendo nell'ambiente artistico partenopeo motto "la verità nell'arte". I Palizzi, infatti; crearono quella corrente pittorica che influenzò l'intera cultura europea.
Provenivano dal Vasto "città di tredicimila abitanti (scrive Filippo Palizzi nella sua autobiografia del febbraio 1963) ridente è il sito, il mare Adriatico ha dinanzi, i monti Maiella e lungi il Gran Sasso d'Italia, boschi secolari la circondano, oliveti e piani fruttiferi e coltivato formano il suo agro."
Fonti: • libro "Histonium ed il Vasto" di Vittorio d'Anelli - Ed. Cannarsa - Vasto, luglio 1999 .. . .. .........
art., a firma Giuseppe Catania, apparso su"www.noivastesi.blogspot.com" - 15 settembre 2014