Monumento
ai Caduti di Vasto
 
100 anni fa veniva inaugurato il Monumento ai Caduti
maggio 2022 - Comunicato stampa del Comune - cerimonia pubblica per ricordare l'evento

Il 24 maggio 1922 veniva solennemente inaugurato il Monumento ai Caduti nell'originale collocazione di Piazza Lucio Valerio Pudente, antistante Palazzo d'Avalos. Trasferito successivamente presso Piazza Caprioli è per la comunità cittadina il luogo della memoria che
ospita tradizionalmente le celebrazioni istituzionali in molteplici anniversari nazionali ed internazionali.
"L'Amministrazione Comunale, attraverso l'assessorato alla Cultura - ha dichiarato il sindaco Francesco Menna - ha inteso valorizzare quelle vicende storiche attraverso diverse iniziative, prima tra tutte il conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto.
Martedì, 22 maggio, ricorderemo con una cerimonia istituzionale l'inaugurazione del
monumento simbolo dell'idea stessa di Patria scaturita dalla tragica vicenda bellica compiutasi per l'Italia tra il 1915 e il 1918
". 
"La Grande Guerra aveva segnato nel profondo la comunità nazionale costituendo di fatto il primo evento collettivo del Paese riunito con l'esperienza del Risorgimento - ha sottolineato l'assessore alla Cultura Nicola Della Gatta. "Il ricordo di quanti persero la vita fu nell'immediato dopoguerra raccolto in monumenti pubblici in tutti i Comuni italiani. Il Monumento ai Caduti
di Vasto, in particolare, fu inaugurato in un anno decisivo per la storia nazionale, il 1922, anno dell'avvento del fascismo. Le modalità in cui quell'evento inaugurale si svolse manifestavano
già i segni di un nuovo tempo pieno di contraddizioni che era alle porte. Di qui la volontà e il dovere di riportare alla luce questa pagina di storia
".

comunicato stampa del comune di Vasto - maggio 2022


Inaugurazione del monumento ai Caduti
avvenuta il 24 maggio 1922 ed annoverata tra le prime in Abruzzo
La cronaca dell'avvenimento è stata riportata da Giuseppe Marcone,
corrispondente locale, su La Tribuna del 26 maggio 2022, l'unica
testata attiva a Vasto dopo la chiusura di Istonio, avvenuta nel 1912
II monumento in marmo bianco di Carrara, opera del prof. Remedi, si è solennemente inaugurato
su la piazza Lucio Valerio Pudente, innanzi lo storico Palazzo D'Avalos. Intervennero il Prefetto di Chieti comm. Regard, il Comandante la Divisione, generale Pantano; il presidente del Tribunale
cav. Ciriaci; il sostituto procuratore avv. Bellano, i colonnelli Negri, Di Labio, Diringo, Biamonti;
tutte le Autorità, i funzionati e le associazioni locali; le scuole, i reduci di Vasto e del Circondario,
e un'onda sterminata di popolo.
Furono rappresentati S.E. Riccio dal Prefetto; i Presidenti del Consiglio e della Deputazione provinciale dall'avv. Del Greco; il Presidente della Camera di Commercio dal prof. Anelli; il Provveditore dal prof. Lattanzio; il senatore De Riseis dal Presidente del Comitato; l'on. Speranza dall'avv. Nasci, ecc. ecc.
Aderirono con nobilissimi telegrammi: S.E. il Presidente del Consiglio dei Ministri, S.E. il Ministro della Guerra; S.E. il Ministro della Marina; gli onorevoli Acerbo, Masciantonio, Bassino e Ciccarone;
i Commendatori Nasci, Laccetti Beniamino, Laccetti Luigi, l'arcivescovo di Chieti, ecc. ecc.
Il lunghissimo corteo, formatosi avanti il Palazzo Municipale, si recò prima a deporre una corona
sulla lapide che ricorda i caduti di Mentana, Lissa e Porta Pia con iscrizione dettata da Mario Rapisardi; indi altra corona sulla lapide dedicata al capitano Cordella, valoroso superstite di Adua, morto poi al Congo, con iscrizione dettata dall'avv. Marcone; poscia, attraversando tutta la città imbandierata, sostò avanti il monumento. Quivi con brevi ma forti parole il presidente del
Comitato prof. Suriani fece la consegna del monumento stesso alla civica Amministrazione;
caddero, tra gli applausi del pubblico e la presentazione delle armi da parte delle truppe, i velari;
fu steso il verbale, e il sindaco avv. Ritucci Chinni con commosse parole ricevè dal solerte e benemerito Comitato il prezioso dono; dopo di che parlarono il prefetto comm. Regard; l'on.
Paolucci, il quale col fervore della sua calda e profonda eloquenza commemorò i caduti (185 su quindicimila abitanti, nobilissima percentuale). La commozione pubblica raggiunse poi il più alto diapason quando il ragazzo Nicola Malatesta, orfano di guerra, ringraziò brevemente.
Intanto il Comitato faceva largamente distribuire un opuscoletto commemorativo contenente tutti
i nomi dei centottantacinque caduti (in verità incompleto), con cinque epigrafi e versi (qui sotto riportati) di Giuseppe Marcone.
Giuseppe Marcone (1862 - 1926), vastese, avvocato, giudice conciliatore, corrispondente di diverse
testate giornalistiche, consigliere comunale ed animatore di manifestazioni culturali. Autore di:
• un volume di versi in età giovanile;
scrisse anche alcuni lavori teatrali:
Paribus cum parìbus
Le tasche dell'uomo
La logica di Mimma
che vennero rappresentati al Nazionale di Roma.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2021/22