Furci (ex comune C.M.M.V.): Personaggi
Beato Angelo da Furci
(Furci, 1257 - Napoli, 6 febbraio 1327)
www.santiebeati.it/dettaglio/39640
 
Personaggio  
Angelo nacque a Furci nel 1257 da Albazia e Adalipto.
Non molti i dati biografici a noi arrivati, desunti più che altro dalla tradizione. Molte discordanze anche per la sua data di nascita: c’è chi
parla del 1246 e chi del 1257.

Vestì l'abito agostiniano già ventenne, nella Chiesa agostiniana di Vasto, oggi San Giuseppe, la Cattedrale.
Si distinse come teologo e oratore; diede prova di grande umiltà e di devozione a Gesù Crocifisso e all'eucarestia. Ricusò i vescovadi di Melfi
e Acerra.
Morì il 6 febbraio 1327 nel convento di S. Agostino Maggiore di Napoli.
Il suo culto, subito diffusosi in Furci e altrove, fu approvato dal Papa Leone XIII il 20 dicembre 1888.
Le sue ossa giunte a Furci il 13 agosto 1808 sono venerate in Furci nel
santuario a lui dedicato.
Il bellissimo Santuario, da poco, restaurato e abbellito, è un luogo di pace e di preghiera. Ogni
anno tantissimi pellegrini si riversano a Furci per onorare il Beato Angelo, specie dal vicino Molise.
Le sue ossa sono custodite nell' Urna che si trova nella chiesa nuova a Lui dedicata
"Santuario Beato Angelo".
Altre informazioni si possono avere consultando il sito.

M. S., marzo 2007

13 Settembre
F
esta del Beato Angelo da Furci
Una festa non indifferente per i vastesi, per un legame che dura
da oltre settecento anni. Infatti, proprio a Vasto il Beato Angelo
è entrato in convento, si è formato spiritualmente ed è stato ordinato sacerdote. Inoltre, nella cattedrale di San Giuseppe
si conserva la reliquia del braccio e poi come non ricordare la peregrinatio del 2004 con il ritorno del Beato Angelo proprio “nella sua chiesa”.
Secondo la tradizione, Angelo è nato da genitori agiati, ma sterili,
i quali lo ottennero per intercessione di San Michele Arcangelo, dopo che si erano recati in pellegrinaggio presso il Santuario di Monte S. Angelo sul Gargano.
Tornati a Furci, una notte apparve loro San Michele, in
compagnia di Sant’Agostino, il quale disse: “Non temete, miei devoti, l’Altissimo ha esaudito le vostre preghiere; avrete un
figlio che nominerete Angelo
; sarà grande agli occhi di Dio, prenderà posto tra i seguaci di questo Luminare della Chiesa
e diverrà gran Santo
”.
Educato esemplarmente dai genitori, fu in seguito affidato a uno
zio materno, abate benedettino di Cornaclano, presso Furci, con
cui fece rapidi progressi sia nella scienza che nella santità. Morto
lo zio, Angelo tornò nel paese natìo. Dopo la morte del padre, si recò a Vasto, dove entrò nel convento degli Agostiniani (oggi
chiesa di San Giuseppe). Quando il giovane si presentò davanti
al Priore chiese
di prendere subito i voti: “Era tanto preso da fervore divino da desiderare questo al più presto”, si legge
nelle memorie di P. J. Bolland riportate sull’Acta Sanctorum, tradotte dal compianto Giuseppe Pietrocola, “A questa parte
del suo desiderio il Priore non acconsentì perché in contrasto
con le regole del Convento e la legge e le istituzioni dei Santi Padri, e per informarsi dei costumi della sua vita. Ma quando capirono che i suoi costumi corrispondevano alle parole, con ancor maggiore devozione lo accolsero già professo. In lui il tempo del noviziato giunse a tanto compiacimento divino
che tutti i frati decisero che poteva essere già annoverato fra
i professi
”.Compiuto un anno di noviziato, nel 1280, Angelo
fece la solenne professione con pienezza di voti e con plauso universale di quei Religiosi”. Il giovane agostiniano rimase
nel convento vastese cinque anni.
Venticinquenne fu mandato a studiare alla Sorbona di Parigi, dove si trattenne per cinque anni. Tornato in Italia, insegnò in vari conventi, finché fu destinato allo studio agostiniano di Napoli,
da dove non si mosse più fino alla morte.
Morì a Napoli, il 6 febbraio 1327, nel convento di S. Agostino alla Zecca dove ebbe sepoltura.
Per una maggiore conoscenza della figura del Beato Angelo da Furci si possono consultare
La chiesa di S. Giuseppe e gli Agostiniani a Vasto” di Giuseppe Pietrocola (Edizioni del Club
Amici di Vasto, 1987) e “Il Beato Angelo da Furci” di Antonio Bevilacqua (Cannarsa, 2004).
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com" del 13 sett. 2010



Letteratura: Libri
Il Beato Angelo da Furci, un Santo antico per una nuova cristianità
di Don Antonio Bevilacqua. Editore Cannarsa - 2004. - cm. 17x24 - pp. 236.
E' un profilo spirituale del Beato Angelo, delineato in modo essenziale e
sobrio, in quelle che sono le linee di spiritualità, di crescita nella grazia e di cammino nella perfezione all'interno della vita cenobitica.
Il volume è stato presentato a Vasto nell'ambito delle manifestazioni
culturali indette da Vastophil 2004.
La pubblicazione, di cui è autore Don Antonio Bevilacqua, è stata illustrata
nel contesto di un incontro promosso dall'Ancestor, associazione di promozione sociale, alla presenza di numerosi intervenuti.
Il giornalista Giuseppe Catania ha relazionato sulla storicità e sui profili spirituali del Beato Angelo da Furci in un ambito celebrativo del 1650°
anniversario di Sant'Agostino, nel ricordo del soggiorno a Vasto, proprio nel convento di S.
Agostino, nel sito ove ora sorge la Cattedrale di San Giuseppe, dove il Beato ha indossato l'abito.
Sono intervenuti anche il Sindaco di Vasto Filippo Pietrocola, l'editore Renato Cannarsa, il Presidente del Consiglio Regionale d'Abruzzo Giuseppe Tagliente il quale ha inquadrato la
vicenda agostiniana quale elemento di difesa del cristianesimo, inquadrato nei tempi moderni
di difficile situazione per evocare una più attenta opera di rivalutazione della Chiesa.
stralcio da articolo apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 6 - Giugno 2004

Beato Angelo da Furci - acquerello - realizzato dal pittore vastese Pier Canosa

Quadro (acquerello) realizzato dal pittore
vastese Pier Canosa
(1940), per la devota
Maria Pia Reale,
raffigurante l'epopea cristiana, nella sua
sintesi esistenziale, del
Beato Angelo da Furci. 
Pier Canosa ha svolto un tema suggestivo ed altrettanto immaginifico
nel vissuto e nel percorso religioso del Beato che
vestì gli abiti talari nella Cattedrale di San Giuseppe, allora Convento di S. Agostino. Immagini ricostruite nella fantasia dell'Artista ma accostate mirabilmente alla nascita, all’adolescenza del Beato
nel suo periplo fino al suo definitivo percorso alla sacralità. Una meravigliosa raffigurazione contrassegnata da un cromatismo che
contribuisce ad arricchire
il contesto rappresentato impreziosito da memorie legate a Vasto, alla sua città natale, al periplo conclusivo legati
alla passionalità del Beato
in estasi contemplativa
verso il traguardo celeste.
stralcio dall'art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com", 13 settembre 2018

Furci è legata, oltre che alla figura del Beato Angelo, al nome, illustre, di
Cesare De Horatiis, che vi nacque e che fu uno dei protagonisti della stagione
risorgimentale, svolgendo una nobile ed efficace azione in campo politico, educativo
e letterario. La sua eredità culturale è affidata, infatti, al suo patriottismo, ma anche
alle sue poesie e ai suoi saggi, lodati dai più grandi scrittori suoi contemporanei.