Comunità facente parte, dal 2009, dell'Unione dei Comuni del Sinello
Celenza sul Trigno (ex comune C.M.A.V.): Cenni
www.celenzasultrigno.com
 
Cap e sigla provincia: 66050 CH;
Altitudine: 646 m. s.l.m.;
Superficie: 22,60 Kmq, si estende su una dorsale collinare;
Abitanti: n. 781
(al 31-12-2022);
Telefono Comune: 0873/958131
;
Indirizzo: Corso Umberto I, 23
Denominazione abitanti: celenzani;
Patrono: San Donato;
Festa patronale: 7 agosto;
Guardia medica: 0873/958295;
Giorno di Mercato: giovedì;

Gemellata: con la cittadina tedesca di Magstadt, dall'8 agosto 1997.
 
Celenza sul Trigno - Panorama
Celenza sul Trigno - Panorama
Celenza sul Trigno - La Piazza del Paese
Celenza sul Trigno - Palazzo  Fam. Quinzii
Celenza sul Trigno - 1979 - Particolari del Paese
Celenza sul Trigno - Chiesa di S. Donato patrono del Paese
Celenza sul Trigno è posta su una dorsale collinare tra i torrenti Vecchio e Caccavone, alla sinistra del fiume Trigno.
E' raggiungibile a est dal Fondovalle Trigno, S.S. 655 ed a ovest dalla montuosa Torrebruna.
Beneficia di una posizione strategica invidiabile e un panorama stupendo. Guarda al dirimpettaio Molise contemplando la vallata del Trigno (La Torre della Fara, Il Santuario della Madonna del Canneto). Lo sguardo si allarga al Matese a sud-ovest, si estende sui monti del Sannio, si poggia sull'Adriatico a nord est per fermarsi a nord sulla Maiella.
Gode di un clima mite. Un paese bello, comodo, vivibile e invitante alle passeggiate interne e a quelle panoramiche di circumvallazione.
Ha assunto la denominazione di Celenza sul Trigno con decreto regio 10 gennaio 1864, n. 1638.
L’abitato, danneggiato durante l’ultima guerra, è stato ricostruito ed è oggi un centro attivo con buone opportunità di sviluppo.
M. S., 11/2023 - stralcio da:
- "Borghi & Sagre
"
- annuario - guida illustrata dei Borghi e Sagre d'Abruzzo, con il patrocinio di Regionr Abruzzo e
Provincie di Pescara e Chieti - edizione 2006, ottava - distribuzione in edicola - Edizione E. Editing
- articolo, a firma di Rodrigo Cieri, su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - anno LVII, n. 8, 09/2023

Notizie Storiche
Le prime testimonianze attestano la presenza di un insediamento di epoca romana, confermato dal ritrovamento di un cippo militare e di alcune monete.
La fondazione del paese è da far risalire al periodo compreso fra il IX e il X secolo.
Dal 1272 fu feudo di Odorisio di Sinibaldo e dal 1309 finì sotto la giurisdizione spirituale della Diocesi di Trivento.
Nel 1451 fu concessa a Marino Caracciolo quale dote della moglie Maria di Sangro e quindi ceduta nel 1464 da re Ferrante a Marino detto Scappuccino.
Nel 1764, alla morte di Cosima Caracciolo, ultima discendente di Marino, il feudo fu concesso al figlio, Carlo Cesare d’Avalos. Nella chiesa parrocchiale trovasi la tomba settecentesca dei principi D'Avalos - Pignatelli.
stralcio da "www.trignosinello.org" - 5 novembre 2009

MONUMENTI:
Il Campanile

II campanile, detto anche torre civica, è stato eretto nel 1792. È dotato di tre campane (Vittoria
- 1819, Caterina - 1821, Beatrice - 1848) fornite dalla Ditta Marinelli di Agnone il cui suono
armonico è rimasto scolpito inconfondibile nella memoria dei celenzani; «de le campane n' pu scurdà' lu sone / che da la piazze scegne a lu cummente, / festose, lente e trište a ll'uccasione

 
Chiesa di S. M. Assunta
L'inizio della costruzione risale al XIII-XIV con trasformazioni nel XVIII, quando fu demolito
il palazzo ducale adiacente del quale rimangono, nella sagrestia, resti di maioliche.
Due date sono fondamentali: 1605, data della ricostruzione per opera di Giovanni Battista Caracciolo duca di Celenza, testimoniata dall'iscrizione latina sull'architrave del portale, e 27 novembre 1726 quando fu consacrata dal vescovo di Trivento Alfonso Mariconda della Congregazione Benedettina.
L'interno è a tre navate. Si ammirano il dipinto di Antonio Iannucci di Lanciano dell'Assunzione
della Madonna al cielo, che domina dall'alto del presbiterio, inaugurato il 6 agosto 2006 e, nella navata di sinistra, la statua della Madonna del Rosario di Paolo Di Zinno avvolta da quindici
misteri. Di ottima fattura, sempre del Di Zinno, è la statua di san Rocco.
 
Santuario di San Donato, vescovo e martire, patrono

Forte richiamo è la festa del 7 agosto in onore del patrono san Donato, la cui devozione si è
diffusa ad opera del Longobardi.
La facciata ti rapisce con la sua serenità e limpidezza mentre all'interno ti avvolge un'atmosfera mistica di spirito francescano.
La costruzione del santuario risale al 1598 sulla cappella originaria del VII-VIII secolo. Vi era annesso un convento francescano in cui operavano sei/sette frati minori fino al 1868, anno in cui
fu ceduto al Comune e diventò sede di uffici e carcere mandamentale.
Nell'architettura a tre navate, le statue e i dipinti di grande valore ti parlano al cuore a cominciare dalla Pala d'Altare. Spiccano i dipinti dell'Annunciazione (1550/1559) e della Pietà e altri risalenti agli anni 1650/1699. Si intonano con il coro ligneo decorato del diciottesimo secolo. Particolare è
la statua di san Donato, essendo un busto ligneo di fine 1500 dal volto color nero.
Di pregio le statue lignee di San Matteo apostolo e san Donato giovinetto (1758), di Paolo
Di Zinno. All'ingresso a sinistra si medita davanti alla copia autentica della sacra Sindone,
offerta il 26 agosto 2017 dal Cav. Arnaldo Di Lonardo dell'Associazione dei Cavalieri della
Spada e del Silenzio.
Del XVIII secolo sono due dipinti della navata di destra: la Deposizione di Gesù e Gesù e san Francesco d'Assisi, uno dietro l'altro, che portano entrambi la croce.
Nel locale che custodisce gli ex voto rimani innanzitutto ammirato di fronte a tanta bellezza e devozione di quelle persone che hanno fatto dono al Santo di oggetti preziosi (foto, lettere, abiti
da sposa, indumenti) per gratitudine per una grazia ricevuta.
Colpiscono l'urna, in cui è custodito un bambino in cera, e una grande bilancia di legno
testimonianza di leggenda e di tradizione. La bilancia si spiega con l'usanza della pesatura dei
malati, soprattutto epilettici, quasi sempre bambini il cui peso veniva pareggiato dal grano. Con
il tempo la bilancia ha assunto un carattere simbolico, nel senso equilibrare il corpo e la mente.
Il santuario è davvero un gioiello da visitare.

Si ha conoscenza che il vescovo di Arezzo Donato durante la celebrazione della Messa, al momento della Comunione ai fedeli nelle due specie, mentre egli distribuisce il pane e il suo diacono distribuisce con un calice
di vetro il vino, entrano nel tempio i pagani che con violenza mandano in frantumi il calice fra la costernazione dei fedeli.
Il vescovo allora, dopo intensa preghiera, raccoglie i frammenti e li riunisce, ma manca un pezzo del fondo
del calice, egli noncurante continua a servire il vino senza che esso cada dal fondo mancante; fra lo stupore generale provocato dal miracolo ben 79 pagani si convertono.
Donato era uomo di preghiera, di penitenza, evangelizzatore, taumaturgo. "Uomo che ha preferito perdere
la testa, ma non l'anima".
San Donato morì decapitato nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano, nel 363 durante la persecuzione
di Giuliano l'apostata, secondo altri storici; tutti concordi nel giorno, il sette agosto quando viene festeggiato.
E il sette agosto continua da secoli il pellegrinaggio presso il Santuario di Celenza sul Trigno dai comuni dell'Abruzzo e del Molise, una volta a piedi oggi in auto; il richiamo di San Donato è sempre forte.
San Donato è rappresentato nell’arte in vesti vescovili e i suoi attributi sono il calice di vetro riferendosi al miracolo suddetto e il drago da lui combattuto vittoriosamente.
stralcio da art., di Rodrigo Cieri, su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - anno LVII n. 8, 09/23 e varie - M. S., 11/2023

Editoria:
GIUSEPPE QUINZII (Celenza sul Trigno, 30/11/1879 - 28/03/1936). Tutte le opere di Giuseppe Quinzii, scrittore e poeta di Celenza sul Trigno scomparso a soli 57 anni, sono state
curate da Domenicangelo Litterio e riportate in tre libri raccolti in un elegante cofanetto e completano, un'antologia che raccoglie il meglio di questo poeta e scrittore che, pur esercitando
la professione di avvocato, amava molto il mondo della letteratura al quale dedicava buona
parte del suo tempo.
Opere - Volume 1,
dedicato alle Poesie (2006), Casa Editrice Tinari - progettazione grafica
...Cannarsa - Vasto. Il volume comprende, in allegato-omaggio, un CD audio riportante alcuni
...testi dell'autore musicati da Giuseppe D'Aloysio, dei quali due interpretati dal soprano Stefania
...Caccavelle, su progetto discografico dell'Associazione Culturale "Arkadia" Vasto e direzione
...artistica di Antonio Pellegrini, con il contributo della Regione Abruzzo.
Opere - Volume 2, dedicato ai Racconti (2008).
Opere - Volume 3 dedicato al Teatro (2009).
Molto probabilmente tutto il materiale sarebbe rimasto nel dimenticatoio se il prof. D. Litterio,
con un'opera da certosino, non avesse trascritto, con un lungo lavoro durato quasi venti anni,
tutti i manoscritti dello Scrittore poeta avuti in visione dagli eredi.
Giuseppe Quinzii, avvocato e fecondo autore è stato un personaggio eclettico vissuto nel piccolo borgo montano dell'entroterra vastese "Celenza sul Trigno".
"Un nome che a molti suona sconosciuto - scrive Gianni Oliva - ma che alla letteratura ha
dedicato il sogno di una vita
.
Un personaggio che, sia pure circondato dalle piccole cose della quotidianità di un piccolo centro, ha prodotto romanzi, racconti, poesie, opere teatrali, nel tentativo di consegnare ai posteri un patrimonio da scoprire".
 
BERINTO ALOE' (Celenza, 16/01/1924 - Vasto, 13/11/2000), poeta in lingua e dialettale:
Ha pubblicato:
• I giorni della mia vita
, volume di poesie.
• Ho fretta
, volume di poesie.
• La mia Celenza
, volume di storia del paese natale, in frammenti di prosa e poesia. Un vero e
...proprio attestato di figlio che vive lontano ma palpita per il natio borgo, ove figure e immagini
...che rievocano l'infanzia, adolescenza lo fanno sentire sempre più vicino a tutto ciò che si svolge
...e.continua a svolgersi in Celenza.
. Ed. Cannarsa - Vasto - ottobre 1992 -..cm. 15x21 - pp. 101.
• Poesìe & Prose - marzo 1999 - Ed. Cannarsa - Vasto, per cantare le bellezze della sua
...terra, l'amore verso la Patria, le ricordanze della sua vita con particolare accenno a quella
...dedicata all'insegnamento scolastico.
 
RODRIGO CIERI, contemporaneo, nativo di Celenza sul Trigno, classe 1938, uomo pubblico, poeta in lingua e dialetto, scrittore, professionista illuminato, giornalista pubblicista e curatore
del suo Blog "Dalcampaniledicelenza". Una vita dedicata tutta agli affetti familiari, alla cultura,
alla politica (è stato sindaco del suo paese natio, per 2 mandati), docente, preside.
Ha pubblicato:
Pietre - Puhsie (2004), libro di poesie in dialetto abruzzese e lingua - Ed. Cannarsa - Vasto.
Memoria è Anima (2017), libro di poesie soprattutto in dialetto abruzzese, ponderoso
...volume dal titolo emblematico - Litotipografia.Fotolampo - Campobasso.
...Cosi il giornalista vastese Giuseppe Catania ne parlò: E' una mirabile successione di pensieri
...e attimi di riflessione tradotti in versi dialettali e in lingua
, in cui personaggi e paesaggi
...immortalati in composizioni liriche
, balzano come immagini proiettati nello schermo della
...fantasia
, per assumere, nei versi sublimi, contorni reali.
Il mio Universo: Celenza (2021) - Ed. il Torcoliere - Vasto -pp. 408. Racconto
...autobiografico dal dopoguerra ad oggi. Nella parte finale del suo lavoro, si concentra sulla
...fine di un incubo e sul trionfo della verità: la sua assoluzione con formula piena, dopo "10 anni
...e 6 giorni" di vicende giudiziarie, con accuse politiche che poi si sono rivelate infondate.
I tre volumi sono pubblicazioni di valore che hanno incontrato le simpatie degli specialisti e del
largo pubblico.
 
COSTANTINO FELICE, contemporaneo, nativo di Celenza sul Trigno, classe 1945, molto
legato al
suo paese di origine. Ha insegnato nei licei vastesi, insegna Storia economica presso l'Università "Gabriele 'D'Annunzio" di Chieti-Pescara, è direttore di "Abruzzo contemporaneo" (rivista semestrale di storia e scienze sociali), ma è noto per essersi occupato di storia economica
del Mezzogiorno d'Italia, con particolare riferimento all'Abruzzo e al Molise.
Molte sono le sue pubblicazioni, ricordiamo:
L'Abruzzo della collana Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi (2000) - Einaudi - Torino.
Vasto. Un profilo storico. Economia, società, politica, cultura (2001) - La Ginestra
...Editrice - L'Aquila.

Il Mezzogiorno operoso. Storia dell'industria in Abruzzo (2008) - Donzelli Editore,
...Roma, collana Saggi. Storia e scienze sociali - pp. 580.
Le Trappole dell'Identità. L'Abruzzo, le catastrofi, l'Italia di oggi .(2010) - Donzelli
...Editore, Roma, collana Saggine - pp. 196.

Vasto. Storia di una città (2010) - Donzelli Editore, Roma, collana Saggi. Storia e scienze
...sociali
- pp. 558.
Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo (2014) - Donzelli .Editore,
...Roma, collana Saggi. Storia e scienze sociali - pp. 466.
Mezzogiorno tra identità e storia. Catastrofi, retoriche, luoghi comuni (2017) -
...Donzelli .Editore, Roma, collana Saggine - pp. 282.