Tradizioni natalizie a Vasto:
Ricette / Piatti/Dolci

dolce: Le Catarrette o ferratelle

Ingredienti:
500 g di farina, 5 nova;
5 cucchiai di olio d'oliva, 5 cucchiai di
...zucchero;
un intero limone da grattugiare;
mezzo bicchiere di "Anisette";
un pizzico di sale.
Preparazione e cottura:
Procedere all' impasto come di consueto, amalgamando tutti gli ingredienti elencati
nell' ordine, fino ad ottenere un composto morbido. Ricavare dei provvisori bastoncini
che rappresentano la "porzione" di impasto per realizzare la singola "catarretta", che nasce
come segue:
mettere a scaldare l'attrezzo di ferro lavorato
(e facilmente rintracciabile sul mercato artigianale) a forma di tenaglia a ganasce
piatte, fino quasi a farlo arroventare;
prendere la "porzione" di impasto e stringerla
tra le suddette ganasce facendo attenzione di
non avere troppo impasto d' avanzo che
fuoriesca dalla loro forma a losanga;
continuare la cottura "rivoltando" l'attrezzo che
è manovrato attraverso le lunghe maniglie metalliche. Poiché i "piatti" delle due ganasce sono quadrettati, a cottura compiuta ne sortisce una sottile sfoglia artisticamente lavorata e croccante.

stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2003


Tempo di cottura delle catarrette o ferratelle: secondo la tradizione abruzzese, si narra che si debba calcolare recitando una preghiera per ogni lato (il tempo di un Ave Maria da una parte e di Padre Nostro dall’altra per far sì che i dolci siano perfettamente pronti).
dolce: Li Caggîune 'nghi li ciëce


Ingredienti:
ripieno di vario tipo:
...di frutta, di cioccolata, di ceci, di noci, di riso,
...di sanguinaccio, di mostarda, di mandorle o
...di .crema;
• mosto cotto e la cannella;
• farina, vino bianco e olio.

Preparazione:

La fase preliminare richiede la preparazione del ripieno che può essere di vario tipo:
di frutta, di cioccolata, di ceci, di noci, di riso, di sanguinaccio, di mostarda, di mandorle o di crema.
Si lessano i ceci e si passano al setaccio. Poi si fa la pasta unendoli con il mosto cotto e la cannella.
Per la pasta si ammassa una conveniente quantità di farina con acqua, vino bianco e olio
La ricetta tradizionale ci avverte che i tre liquidi devono essere in uguale quantità.
La pasta viene stesa col cannello e, a file a file, si dispongono sulla pasta mucchietti di riempitura e poi si ricoprono, rialzando il lembo della pasta stessa.
Con la rotellina si taglia infine, un piccolo semicerchio intorno a ogni rigonfio così formato, se ne fermano gli orli premendoli con l'estremità di una chiave femmina e li caggiuni sono pronti per essere fritti, inzuccherati e mangiati.
Lu Caggiáune è un dolce tipico del periodo natalizio.

Lu caggiòne
di Fernando D'Annunzio
Acchiàpp’ e mmitte ‘ mmocche ‘štu caggiòne,
doppe mi l’ariccunde quand’é bbone,
aripiène di cìce o di muštàrde,
é ‘na delìzie! ... I’ nin zo’ bbuciàrde!

dolce: Li Mustacciùle o susamille
Ingredienti:
1 Kg di farina di grano doppio zero;
4 uova;
300 g di mandorle abbrustolite tritate;
300 g miele (sciogliere a bagno maria);
300 g di zucchero;
30 g ammoniaca in polvere in bustina
...(lievitante);
1/2 bicchiere di olio di oliva;
scorza di limone grattuggiata (a piacere);
cannella macinata (un pizzico).
varianti:
aggiunta di liquore dolce;
tazzina di caffè.
1 etto di surrogato di cioccolato sciolto (con due cucchiai di olio o burro) a bagno maria, va utilizzato alla fine dopo la cottura.
Preparazione:
Formare con la farina un cerchio all'interno del quale mettere i vari ingredienti e impastare, facendo amalgamare bene fino ad ottenere un composto duro. Si procede poi ad allargare l'impasto (lo spessore deve essere di circa 7/8 mm.), fare piccole porzioni e ogni porzione tagliare a piccoli rombi oppure usare formine di varie forme, a piacere. Procedere alla cottura con forno a 180/200 gradi per circa 20 minuti.
A cottura avvenuta far raffreddare i dolci per poi spennellarci sopra il surrogato di cioccolato. Dopo una buona mezz'ora i dolci sono pronti per essere gustati.
Possono essere conservati per più di un mese in ambiente asciutto.
Sono tipici del periodo pasquale ma vanno affermandosi sempre di più durante tutto l'anno.
Nel periodo pasquale, oltre alle forme menzionate, la pasta nera viene utilizzata per fare, forme grandi o giganti di Pupe (per bambine), Cavalli (per bambini) e Cuori (per adulti e innamorati in genere). Lo spessore deve essere di circa 10/14 mm.)

ricetta di Carmela Forte - Vasto - 29/07/2004
dolce: Li Scrippelle
Ingredienti:
2 Kg di farina;
700 g di patate lessate e pelate (facoltative);
3 cubetti di lievito di birra;
molto olio;
sale;
zucchero.
Preparazione:
Per fare le scrippelle la massaia mette in un recipiente adatto la farina e acqua tiepida a cui si aggiunge del lievito di birra, fornito dal fornaio.
S' impasta la farina con le patate passate al setaccio, si batte il tutto a mano, così come si fa per il pane.
Si copre il recipiente con un panno e si sovrappongono panni di lana per far stare in caldo la pasta e si lascia riposare l' impasto per circa tre ore.
Successivamente con le mani bagnate d' acqua si prende un pò di pasta e si allunga, a forma di bastoncino. La si mette quindi a friggere in abbondante olio bollente, la si lascia dorare e la si rigira.
Le scrippelle spugnose, fragranti possono essere mangiate calde o fredde, così come sono oppure spolverate con zucchero e con cannella in polvere. 
La Scrippelle è un dolce tipico del periodo natalizio.


La scrippèlle
di Fernando D'Annunzio
E la scrippèlle è ggià bbell’ e prònde,
è calle câlle e nu ccone ònde,
vo’ rèsse solamente ‘nzuccaràte,
li dingh’ a tté ‘štu dogge prilibbàte.






dolce: I Taralli o tarallucci, ripieni,

di olio e vino

Ingredienti:
1 kg di farina di grano doppio zero;
2 bicchieri da vino di olio;
2 bicchieri di vino bianco o spumante;
2 cucchiai di zucchero;
1 bicchierino di limoncello, a piacere;
Preparare in una ciotola:
500 g marmellata di frutta, a piacere;
150 g di mandorle abbrustolite tritate,
...finemente;
cannella macinata (un pizzico);
scorza di arancia grattuggiata (a piacere);
Preparazione e cottura:
Formare con la farina un cerchio all'interno del quale mettere i vari ingredienti ed impastare, facendo amalgamare bene fino ad ottenere un composto di durezza media in modo che si possa fare la sfoglia sottile (da poter allargare con la macchina per la pasta) per poi fare delle striscette larghe circa 6 cm. e lunghe 8 cm..
Su ogni striscetta di pasta stendere un pò di marmellata preparata; piegare in due la striscetta, ritagliare gli angoli
con la rotellina schiacciando bene intorno in modo che la marmellata non fuoriesca e si depongono nella scatola, necessaria per la cottura, dando una forma a ferro di cavallo.
Si procede alla cottura con forno a 180/200 gradi per circa 15 minuti (dare una occhiatina ogni tanto).
A cottura avvenuta togliere i dolci dalla scatola e posarli su un piano per poi cospargere sugli stessi lo zucchero a velo.
I dolci sono pronti per essere gustati.
Possono essere conservati per più di un mese in ambiente asciutto.
Sono tipici dei periodi natalizio e pasquale ma vann
o affermandosi sempre di più durante tutto l'anno.
ricetta di "Carmela Forte" - Vasto - 29/07/2004
dolce: Il Parrozzo
Stampo a forma di semicerchio per il parrozzo.
Ingredienti:
(dose per 8 porzioni)
150 g di semola grano duro, 6 uova;
150 g di mandorle tritate, non spellate, crude;
2 cucchiai di farina di grano doppio zero;
250 g di zucchero;
scorza grattuggiata e succo di un limone;
1 etto di surrogato di cioccolato sciolto (con
...due cucchiai di olio o burro) a bagno maria, ...va utilizzato alla fine dopo la cottura.
Preparazione e cottura:
Ungere bene lo stampo con strutto o burro.
In una ciotola, battere a neve gli albumi delle uova, aggiungere zucchero e gli altri ingredienti; far amalgamare bene; si ottiene un composto morbido da versare nello stampo. Procedere alla cottura con forno a 180/200 gradi per circa 50/60 minuti.
A cottura avvenuta capovolgere lo stampo su un piano facendolo staccare il dolce e lasciarlo
raffreddare; poi, si versa sopra il surrogato di
cioccolato ricoprendo tutta la parte superiore ed
esterna, aiutandosi con un
cucchiaio. Il dolce dopo un'ora è pronto per essere
gustato. Può essere conservato per non più di una
settimana in ambiente asciutto.

ricetta di "Carmela Forte" - Vasto - 29/7/2004
dolce: Il Parrozzo abruzzese
(Ricetta adatta per i bambini e le persone anziane)

Ingredienti: (dose per 6 porzioni)
55 g di farina;
55 g di fecola di patate;
125 g di zucchero;
80 g di burro;
60 g di mandorle;
5 uova;
12 mandorle amare;
150 g di cioccolato di copertura.
Preparazione e cottura:
Scottate tutte le mandorle in acqua bollente, poi pelatele, mettetele in un mortaio e pestatele riducendole in polvere.
Sciogliete il burro in un tegamino tenendo da parte quello che servirà per imburrare la tortiera.
Versate in una terrina i tuorli e lo zucchero, montateli bene sbattendoli a lungo, aggiungete
poi la polvere di mandorle, indi, alternandole fra loro e setacciandole, la farina e la fecola. Per
ultimo unite il burro sciolto e fatto raffreddare.
Montate gli albumi a neve ferma e incorporateli delicatamente al composto.
Versate il tutto in una tortiera imburrata e infornate per 40 minuti a 1 80°C.
A cottura ultimata, lasciate raffreddare e sformate.
Tagliuzzate il cioccolato di copertura, fatelo sciogliere a fuoco bassissimo quindi versatelo sul dolce stendendolo uniformemente in uno strato sottile con una spatola.
Non appena la copertura si sarà rappresa, trasferite il parrozzo su un piatto di portata e servite.
Vino consigliato: bianco o rosso liquoroso o dolce;
Valori nutrizionali: Protidi 10 - Lipidi 39 - Glucidi 41 - Kcal 555;
Ricco di sali minerali - Iperlipidico.


dal volumetto "Alla scoperta dei sapori italiani - Mille e
una Nota 2
" della Coop - copia omaggio - collana ed. 1999
 

stralcio dal periodico "Vasto domani" - anno LIII - n. 4 - aprile 2019

La Scapàce
Ingredienti:
Dose per 6 persone
600 g di razza;
600 g di palombo;
farina;
olio per friggere;
2 bustine di zafferano;
aceto e sale.
Preparazione:
Lavare e pulire ben bene la razza ed il palombo possibilmente con acqua di mare, tagliarli a pezzetti e passarli nella farina.
Immergerli in abbondante olio di semi e farli friggere.
In un mastello di legno, versarvi l' aceto, lo zafferano, del sale, lasciandovi marinare il pesce fritto per due giornate.
 
Lu Capetàune de Natéle
Ingredienti:
capitone;
alloro;
olio extravergine d' oliva.
Preparazione e cottura: 

Tagliare il capitone a pezzi di sei o sette centimctri, bucarli con un punteruolo da parte a parte ed infilarli in uno spiedo inserendo tra un pezzo e l' altro una foglia di alloro. Far cuocere sui carboni sino a quando la pelle del capitone apparirà ben croccante e sgrassata. Servire in un bel piatto caldo con una leggera spruzzatina di olio extravergine d' oliva.

da "Lunarie de lu Uašte"- ed. 2004




Lu Cardàune de Natéle
Ingredienti:
Il primo segreto è nell'utilizzare cardi tipici abruzzesi di grandi dimensioni e dalle foglie tenere e bianche.
3 grossi cardi;
brodo di tacchino;
150 g di pecorino grattuggiato;
4 uova;
300 g di vitello macinato;
3 limoni;
olio, sale, pepe.

Preparazione:

Si puliscono i cardi togliendo accuratamente i filamenti duri delle costole, si tagliano a rettangolini di circa tre cm. e si lasciano per diversi minuti in acqua acidulata con succo di limone.
Si lessano in acqua salata e dopo averli scolati si risciacquano in acqua fresca e si strizzano.

Si preparano piccole palline di carne mescolando
insieme in una ciotola carne tritata, formaggio, due uova e sale.
Le palline ottenute si friggono e si versano con i cardi nel brodo di tacchino facendo cuocere a fuoco lento il tutto per 15 minuti.
Direttamente nel contenitore si aggiungono due uova sbattute, si spegne la fiamma e si cosparge con abbondante pecorino e servire.
I cardi e “li cardîne”: che differenza c’è?
Sono due piante diverse, tipicamente natalizie, che si avvicinano come sapore: il cardo e “li cardîne”, vale a dire le piante di carciofo.
Quali sono le differenze?
Il cardo è una pianta abbastanza grande, dal sapore delicato.
“Li cardîne” invece sono piante molto più piccole, ma dal sapore forte e profumato. Alcuni dicono che si sente proprio il sapore del carciofo e per questo motivo li preferiscono ai normali cardi.
Qualche informazione in più su “li cardîne”: ogni anno in autunno dalle radici dei carciofi nascono diverse piantine, ma gli ortolani di Vasto ne lasciano solo una per far portare il frutto a primavera, le altre vegnono eliminate. Però prima di estirparle, le impagliano (o meglio ora le legano con la carta), le fanno intenerire per un mese e le portano al mercato.
Per quanto riguarda la cucina, bisogna tener conto che “li cardîne” (piante di carciofo) sono più amari e bisogna lessarli in abbondante acqua. Il gusto del piatto però è completamente diverso. Anzi invece che in brodo, provateli al ragù di maiale con abbondante formaggio come una volta. E vedete cosa mangiate.
da www.noivastesi.blogspot.com del 17 dic. 2010