Tradizioni: Feste pasquali a Vasto
 
Dolci e Ricette
 
Mostaccioli o susamille (Mustacciule)
in pasta nera
Sono tipici del periodo pasquale
ma vanno affermandosi
sempre di più durante tutto l'anno.

Ricetta
Ingredienti:
• 1 Kg di farina di grano doppio zero;
• 4 uova;
• 300 g di mandorle abbrustolite tritate;
• 300 g miele (sciogliere a bagno maria);
• 300 g di zucchero;
• 30 g ammoniaca in polvere in bustina (lievitante);
• 1/2 bicchiere di olio di oliva;
• scorza di limone grattuggiata (a piacere);
• cannella macinata (un pizzico).
varianti:
• aggiunta di liquore dolce;
• tazzina di caffè.
• 1 etto di surrogato di cioccolato sciolto (con due cucchiai di olio o burro) a bagno maria, va utilizzato alla fine dopo la cottura.
Preparazione:
Formare con la farina un cerchio all'interno del quale mettere i vari ingredienti e impastare, facendo amalgamare bene fino ad ottenere un composto duro. Si procede poi ad allargare l'impasto (lo spessore deve essere di circa 7/8 mm.), fare piccole porzioni e ogni porzione tagliare a piccoli rombi oppure usare formine di varie forme, a piacere. Procedere alla cottura con forno a 180/200 gradi per circa 20 minuti.
A cottura avvenuta far raffreddare i dolci per poi spennellarci sopra il surrogato di cioccolato. Dopo una buona mezz'ora i dolci sono pronti per essere gustati.
Possono essere conservati per più di un mese in ambiente asciutto.
ricetta di Carmela Forte - Vasto - 29/07/2004

Nel periodo pasquale, la pasta nera viene utilizzata per fare forme grandi o giganti
di
Pupe (Pîpe), per bambine
Cavalli (Cavèlle)
, per bambini
Cuori (Cure),
per adulti e innamorati in genere
 
 
Lo spessore deve essere di circa 10/14 mm
 
Cavalli, Pupe e Cuori, i dolci pasquali di pasta nera o bianca "ngileppati"
che ogni mamma preparava per i suoi bambini a Pasqua

Il cavallo e la pupa nella tradizione abruzzese
Dolci tipici della centenaria tradizione dolciaria abruzzese. La memoria storica fa risalire queste prelibatezze al XIX secolo, alle feste Pasquali e allo scambio di regali fra fidanzati e sposi.
La tradizione pagana prevede la preparazione di questi tipici dolci nel periodo del fidanzamento, quando la coppia era solita presentarsi pubblicamente alle rispettive famiglie. Lo scambio dei dolci, avveniva in una cerimonia sontuosa, durante la quale le rispettive famiglie, in segno di consenso all’unione dei due futuri sposi, si scambiavano rispettivamente i dolci per sancire la futura unione: il cavallo alla famiglia della fidanzata e la pupa per quella del fidanzato.
Vi è poi la tradizione cristiana della Pasqua e della Resurrezione legata a questi dolci; una tradizione che ci riconduce all’ultima cena quando Cristo spezzò il pane e lo distribuì agli apostoli. La rottura del dolce in questo caso simboleggia lo stesso gesto di amore e di solidarietà dell’evento cristiano.
A seconda della città si è soliti mettere un uovo sodo incastonato nella forma nel mezzo della pupa e del cavallo; l’uovo è appunto il simbolo della rinascita e del perdurare della vita e dell'unione.
Note di Pucci Ferrara da Vasto, 28 marzo 2015

Fiadone di Pasqua (Fiadàne di pàsche)
Si battono formaggio fresco ed uova per preparare il ripieno. Si preparano diverse sfoglie di pasta all'uovo. Nella teglia si spalma il fondo con lo strutto e poi si copre il recipiente con la pasta e vi si versa la miscela preparata aggiungendovi sale e pepe per il fiadone rustico o zucchero e cannella per quello dolce. Si alternano pasta e miscela di formaggio fino al riempimento della teglia. Sulla copertura di pasta si fa qualche disegno con fettuccine di pasta.
stralcio da art., a cura di Paolo Calvano, apparso su "Vasto domani" , giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 4 - Aprile 2004