Tradizioni: Matrimoni di Ieri
 
"Il corteggiamento ed il fidanzamento"
Sia in città che in campagna i matrimoni erano per lo più combinati da intraprendenti ambasciatori od ambasciatrici.
Cambiavano le modalità da ceto a ceto, ma il fidanzamento non era mai espressione della volontà dei fidanzati, quanto invece delle famiglie.
In ogni caso iniziava con la richiesta ufficiale fatta dai genitori del futuro sposo a quelli della futura sposa e proseguiva, appena accordato il consenso, con una serenata o una mattinata sotto casa di lei. Un atto importante, almeno nelle case borghesi, era la stipula, a suggello del futuro matrimonio, di un contratto dotale fra i genitori della coppia.
Anche nelle case contadine c'era comunque l'abitudine di evidenziare pubblicamente la consegna, la cunz
ágne, alla sposa del corredo dotale.
A tale scopo si esponevano in casa, nei giorni precedenti le nozze, tutto l'abbigliamento e, normalmente nella misura di una dozzina per capo, l'intero corredo, che veniva poi sistemato per il trasporto in un'apposita cassapanca.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2005

"Il rito della "Cunzágne"
Già, le nozze, traguardo ambito ed anelato d'ogni storia d'amore. Come da sempre e come sempre sarà, seppur nelle differenze delle modalità e dei rituali.
A Vasto era in uso, ad esempio, un rituale antecedente lo scambio degli anelli, chamato la cunzágne. Il rituale si svolgeva otto giorni prima dello sposalizio e consisteva nell'esposizione e nella "verbalizzazione" di tutto il corredo andato in dote alla sposa, con tanto di indicazione di stima economica.
Imbottite, materazzi, coperte, lenzuola, federe, tovaglie, fazzoli e fazzoletti di percalle, gonne, cappotti, gioielli, venivano accuratamente descritti e poi impacchettati in banchi, valige e canestri bianchi e spediti a casa degli sposi promessi a bordo di carretti pavesati a festa. Con tanto di corteo di ragazzi festanti. Con conclusione a base di tarallucci e... vino.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2008

"Si n'à minùte l'ore o cara spòse..."
Nella cultura della nostra regione il matrimonio che era un rito con importanti riflessi nel contesto sociale, si presentava, con una ricca gamma di sequenze, che partivano dalla scelta del partner secondo norme e regole consuetudinarie da cui difficilmente si prescindeva, proseguivano con la richiesta ufficiale fatta dai genitori dello sposo ai futuri consuoceri, con il fidanzamento, durante il quale il fidanzato portava la serenata o la mattinata alla futura sposa, e con il trasporto della dote nella casa dello sposo, vissuto con la partecipazione attiva delle donne vicine alla sposa; il rito nuziale, il commovente distacco della sposa dalla casa paterna e il pernottamento nella casa maritale sancivano il passaggio definitivo allo status di coniugati.
L'articolarsi del matrimonio in una ricca serie di sequenze conferiva a questo rito un posto rilevante nella vita non solo degli sposi, ma delle stesse comunità locali.
La psicologia sociale interpreta tutta la gamma di canti, scherzi, e allusioni nei confronti degli sposi, come mettere dello zucchero nel letto della prima notte, cantare canzoni licenziose sotto la finestra della loro camera, etc., che la coppia deve subire prima e dopo il rito nuziale, come atteggiamenti messi in atto dal gruppo sociale di appartenenza per evitare che essi dimentichino il proprio legame con la comunità.
Lo stesso viaggio di nozze consiste nell'isolamento concesso dalla comunità e adeguatamente riscattato dagli sposi con la paziente sopportazione delle scherzose angherìe, che rappresentano il prezzo dell'intimità.
Sull'argomento del distacco della sposa dalla casa paterna riportiamo le prime strofe di un lungo canto della partenza raccolto da padre Lupinetti:
Si n'à minùte l'ore, o cara Spose: è ll'ore di partì da la tua casa. Bianch'e ruscitte, annurdene
li panne: si n'à minùte l'ore di la partenze. Partenze chi nn'avesse ma vinute, di fa partire
a mmè da chistu loche. Ah DDije quant'e dure sta partenze. Li prète di la vije vuje fa piagne.
stralcio da art., a firma Lia Giancristofaro, apparso su "la Voce" - anno X - n. 2 - luglio'10, periodico cultura pop. abruzzese

 
Un momento importante del matrimonio era anticamente il trasporto della dote dalla casa della sposa a quella dello sposo.
stralcio dal libro "I Frentani" di Lucio Trojano, disegnatore umorista, illustratore e grafico pubblicitario - a cura di GianMaria Polidoro - Ed. Porziuncola - 1989