Tradizioni popolari
8 marzo: Giornata internazionale della Donna
 
Fernando D'Annunzio
(Poeta vastese)
Bbill'ucchie

Ma chi tti ni vu' fa' di ddu' smiralde,
pure si fusse di cende caràte!?...
Chiss'ucchia tù' fa rimanè 'ngandàte,
te' nu culore che me fa 'mmattì.

Mi pare' ddu' laghitte di muntagne
che, nghi lu ciele, di culore cagne;
di notte ci s'armìre lune e
štelle
e arlùce quanda tè' la trimarèlle.

Arret' a 'ssi pinnazze lungh' e nnire
ci si legge 'nnucenze e cundintezze,
se ci' avessa spuntà 'na lacrimucce
vimm' a circà nu vasce e 'na carezze.

Fa ca nisciune e niente si pirmette
di 'ndruvutà chiss'acqua crištalline,
fa ca 'n succede ma' che 'na matine,
abbruvugnose, 'n terre adà huardà.
 
Gianluigi Delli Quadri
(Compositore, poeta, regista, musicista, cantante e attore, vastese)
Donna
Sei come l'onda che ritorna placida o furibonda
accarezzi o schiaffeggi i nostri sensi
e ci rendi schiavi o ladri di un tuo sguardo.

Con quegli occhi divertiti e gioiosi rivolti altrove
oppur spaventati o coraggiosi che dicono
Fa niente... ce la posso fare ancora.

 
Luigi Alfiero Medea
(Prof., scrittore, poeta e giornalista vastese di adozione)
8 Marzo

Nel solare profumo di mimose
canto a te, o donna, canto
al tuo cammino, che si fa
storia
ricerca nel tormento
dono d'amore accanto ad ogni uomo.

Sei tu
che porti linfa nel deserto,
quando apri
le tue ali di gabbiano e solchi
gli orizzonti sconfinati
per cancellare le orme
di un passato che ti voleva
idolo ed oggetto
mercificato sulle immote sponde.

Sei tu
che accendi l'alba dell'amore,
quando disciogli
grumi di passioni e feconda
diventi come il fiore
nel casto amplesso di tenere carezze.

Sei tu
che eterni il senso della vita,
quando con le rughe
ormai già fitte - fredda raggiera
attorno agli occhi – resti
una fragranza indefinita,
musica dolce
sgorgata nella sera
per fugare gli spettri della notte.

 
Mario Pachioli
Scultore vastese residente da anni a Firenze ma sempre molto legato alla sua città natale
A te, Donna,
creatura leggiadra,
fonte d'inesauribile ispirazione
e d'amore!
(8 marzo 2011)
 
8 marzo: Inno alla Donna
Nicola Bottari
(Cupello, 1921 - Roma, 11/06/2017)
Suscita amore
il tuo sguardo.
Canto per te,
fiore di bontà;
I tuoi occhi
brillano
come stelle,
sprigionano grazia.
Ti guardo,
avvinto
dal sorriso.
Colgo
il tuo profumo,
il tuo fascino.
Ricchezza
imprevedibile,
conforto al bene,
alla pace.
Altruismo e bonta'
i tuoi meriti:
pronta ad amare,
a servire
in un legame
di affetto
e condivisione,
capace di sacrificio.

Conforto (marzo 2011)

Grazie, donna,
per le premure
e palpiti d'affetto.
Unico lo slancio,
il sacrificio,
lo sforzo
nelle difficolta',
nel pericolo.
Ordine e pace
le tue virtu'.
Nel silenzio
l'impegno.

Donna (maggio 2011)

Sposa o madre
ispira fiducia,
incoraggia,
sprona
a superare
le prove della vita.
Si fa
gioia e pace,
pronta
all'impegno,
alla riuncia,
al sacrificio,
senza nulla chiedere.
 
Lello Cianci
(Vasto, 20 agosto 1932 - Vasto, 2008)
M
edico, missionario e anche poeta dialettale
La Mojje

Sol' a pinzarce, mi tremene li cosse
Di puté' perde, di 'bbotte, la mojje!
Canda so ttande, (senza tanda mosse)
Ca nì li supporte, e, si li vonne tojje...

Ci si spose, picchè' ci si vò 'bbene
E' na lìbbera scelte, 'na saggia dicisione
(che manghe 'nghi li parinde o nom'aveme)
... Bisogna sapé' scejje e pinzarce 'nu 'ccone...

Dice lu pruverbie: (senza tirà' la corde...)
"La morte di la mojje è' brutt'assaie!"
Bihate, pero', chi si la ricorde...

Ma, a parte li schirze'. Chi ha la menda sane
e jé' cusciende di li difette ca ognune te',
sa d'à 'mmette, (a la fine),
ca la mojje é ...mezze pane.
Ad Annetta

Fragile, serena, sempre sorridente,
premurosa, dolce e spensierata!
Così m'è rimasto nella mente
quel primo giorno che t'ho incontrata.

Poi, moglie, mamma e... quattro figli:
sopportando tutti con rassegnazione
(rose, spine e non solo gigli)
e sempre attenta in ogni situazione.

E, anche se conservi un bell'aspetto,
ormai sei donna avanti con l'età,
...criticarti, adesso, non è corretto.

Perciò, se la gioventù è (ormai) perduta
e a dispetto della tua ...maturità
resta solo e tutto il Bene che t'ho voluto!
Lello

 
Domenico De Luca
(Vasto, 1817 - ? , 1881)
Avvocato e poeta
Desideri delle donne
nelle varie età della vita


Ad anni nove, senza sale in testa,
la donna ama la pupa e il dì di festa.

Se poi a quindici anni ha un bel sembiante,
desia lo specchio ed il vestir galante.

Più delle vesti e dei divertimenti,
un bel marito vuole ad anni venti.

Ma se a trent’anni resta ancor zitella,
ama il rossetto per sembrar più bella.

E a cinquant’anni, senza pregi e vanti,
corre alla chiesa per burlare i santi.



La Giornata internazionale della Donna: 8 marzo
L'8 marzo, si celebra, in tutto il mondo occidentale, la "giornata della donna" che, erroneamente da parte di alcuni, meno informati o meno sensibili, viene definita "festa della donna".
Nessun'altra definizione potrebbe essere più riduttiva e, al tempo stesso offensiva, in quanto
questa giornata è legata al ricordo del sacrificio di 129 donne operaie
di un opificio tessile nello Stato di New York, che, nella giornata dell'8 marzo 1908,
morirono in un incendio spaventoso sviluppatosi all'interno di quella fabbrica.
 
Nessuna di esse riuscì a salvarsi, in quanto erano state chiuse dentro, dall'esterno, nel rispetto di norme di lavoro repressive e di orari disumani vigenti all'epoca e ottusamente fatti rispettare da vigilanti superconformisti.
Riduttiva e offensiva la definizione, anche in ordine al rispetto dovuto alla donna come "persona" che, nei suoi molteplici ruoli all'interno sia della struttura familiare, quanto di quella sociale più complessivamente, meriterebbe di essere festeggiata qualcosa di più di un semplice giorno sui 365 dell'intero anno.
Questa data è divenuta simbolicamente quella della
"promozione dei diritti della donna"
e delle tappe da lei compiute nella conquista di tali diritti
Dalla Rivoluzione francese fino al 1791, quando vi fu la prima "Dichiarazione dei diritti della donna
e della cittadina"
, bisogna giungere fino alla seconda metà del XIX secolo, perché inizino i veri e propri movimenti femministi e inizi la loro diffusione.
Movimenti che usarono varie strategie di lotta, a seconda che fossero sostenuti da donne lavoratrici, che, coerentemente con rivendicazioni della classe operaia o proletaria, miravano
soprattutto a migliori condizioni di lavoro e a salari adeguati; oppure da donne del ceto piccolo-medio-borghese, che si battevano prevalentemente per il diritto ad una migliore scolarizzazione femminile e per il diritto al voto.
in USA, a partire dal 1869, le donne ottennero il suffragio (dopo il "Convegno dei diritti delle
...................donne"
, tenutosi a Seneca Falls, nel 1848).
in Inghilterra, nel 1867, fu fondata la "Società nazionale per il voto femminile" e, nel 1903,
...................la "Unione sociale e politica delle donne" da Emmeline Pankhurst, detto poi "delle
...................Suffragette",
che conseguì il riconoscimento del suffragio elettorale alle donne nel 1918.
in Francia, nel 1870, nacque la "Associazione per il diritto alle donne" e si dovette giungere
...................fino al 1909 per la nascita della "Unione francese per il voto alle donne".
in Russia, il ruolo importante giocato da alcune donne (come, ad esempio: Alessia Kollontaj),
...................negli avvenimenti della Rivoluzione d'ottobre (1917), permise di ottenere abbastanza
...................velocemente il riconoscimento del diritto di voto, l'eguaglianza tra coniugi, la
...................llegalizzazione del divorzio e dell'aborto.
in Italia, nello stesso periodo, ci furono alcune iniziative di lotta delle "donne lavoratrici" e un
...................punto di riferimento per i vari punti fu Anna Maria Mozzoni, che diede vita, nel 1881,
................... alla "Lega promotrice degli interessi femminili" e si battè soprattutto per una sorta di
...................cambiamento generale del costume e della mentalità, ancor prima di quello delle norme
...................giuridiche.
...................Nel 1908, si formò anche un movimento per la conquista del diritto di voto, ma un
...................brusco arresto si ebbe con l'avvento del regime fascista che azzerò o vanificò molte
...................delle conquiste fin lì ottenute.
...................Anche se, in apparenza, il capo di governo di tale regime dimostrava tanta disponibilità
...................e pari sensibilità nei confronti delle donne, dei loro problemi, e si preoccupava
...................soprattutto della loro "disponibilità" alla maternità, supportandola anche con piccole
...................leggi sociali, in direzione di sussidi finanziari o previdenze di tipo sociale (vedi
...................l'istituzione dell'O.N.M.I).
........ Solo nel 1946, le donne italiane ottennero il suffragio attivo e passivo e
.... . . . 21 di loro furono elette nel primo parlamento della Repubblica italiana.
.... ... ..... ...Questo fu il primo passo per un processo di equiparazione politica, giuridica e sociale
... ....... ...... e le tappe fondamentali sono poi state:
............. .1950 Legge di congedo per maternità;
............. .1960 Legge di ammissione a tutte le professioni;
............. ..1961. Legge di ammissione alla Magistratura con relative carriere;
............. .1962 Legge di abolizione della norma che consentiva al datore di lavoro il licenziamento ........................... in caso di matrimonio;
............. .1975/1999 Leggi di riforma continue del diritto di famiglia e leggi di protezione verso ........................... alcuni abusi consumati contro delle donne.
Dagli anni Sessanta, sia negli USA (con il Women's Liberation) sia in Europa si sono venuti a
formare i diversi movimenti di liberazione della donna, che hanno avuto la caratteristica di
spostare la loro attenzione da azioni più specificamente giuridico-politiche agli aspetti
fondamentali della psicologia e della sessualità della donna.
Tutto questo ai fini del raggiungimento di una maggiore autocoscienza e di una sempre
maggiore emancipazione sessuale, soprattutto in relazione ad un voluto superamento sia dei
ruoli che dei valori tradizionali.
Da tale punto di vista, riteniamo importante sia stata la liberalizzazione e la più facile utenza
dei sistemi contraccettivi, la maggiore conoscenza e autocoscienza della propria sessualità e
dell'uso della propria sessualità, oltreché l'approvazione delle leggi sull'aborto e di tante altre
a tutela di diritti di pari opportunità e della dignità della donna.
stralcio da "Prof. Dr. Vincenzo De Rosa, corso 1999/2000" - Unitre Milano

Le tappe fondamentali del lungo cammino
delle donne italiane verso l’emancipazione
Cronologia 1900 - 2013
1900
in Italia risultano le iscritte nei licei sono 287 (erano 44 nel 1897); le donne iscritte
all'Università sono, invece, 250. Nelle industrie tessili lavorano 250.000 donne su 380.000 operai;
nel corso del XVII Congresso cattolico mons. Radini Tedeschi, in considerazione
dell'attivismo in Italia di molte aggregazioni femminili - le più recenti erano il «Movimento femminile socialista» (1897) e l'«Unione Femminile» (1899) - sostiene l'urgenza della nascita di una organizzazione femminile cattolica. La proposta resterà irrisolta nel quadro della crisi dell'Opera dei Congressi e dell'indebolimento della Democrazia cristiana;
1901
in Italia, il tasso di attività lavorativa femminile è del 31%. Nell'industria del cotone
lavorano 82.932 donne, 17.528 fanciulli, 34.750 uomini. Ci sono già 3.000 telegrafiste, 170.000 commesse. Su 1.100.055 parti, muoiono ancora 3.034 donne;
a Milano nascono il «Fascio femminile democratico cristiano» e la «Lega cattolica
femminile»;
1902
in Italia è riconosciuta una certa tutela (ai fanciulli e) alle donne impegnate nel
lavoro delle fabbriche. Tra l'altro, è istituito il 'libretto di lavoro' quale condizione necessaria per l'accesso al lavoro; s'mpedisce che la puerpera torni a lavorare se non dopo un mese dal parto ed è permesso l'allattamento o «in una camera speciale annessa allo stabilimento» o consentendo alle operaie l'uscita dalla fabbrica; viene posto il divieto di lavoro notturno e la durata della giornata lavorativa è stabilita al massimo in 12 ore (L. 19 giugno 1902, n. 242, e successive modifiche; T.U. di legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli, approvato con R.D. 10 novembre 1907, n. 818);
1903
in Italia vengono fondate le sezioni italiane di due organismi internazionali, il
«Consiglio nazionale delle donne italiane», aderente all'International Council of Women e articolato in vari settori sui diritti sociali, economici, civili e politici, e la più radicale «Alleanza per il suffragio»;
1904
il deputato repubblicano Roberto Mirabelli, a nome dell'Estrema Sinistra, presenta
una nuova richiesta di voto politico per le donne, e precisamente la proposta di suffragio universale discussa alla Camera nel giugno 1904 e poi nel dicembre dell'anno successivo;
1905
l'«Unione femminile», nata a Milano nel 1899, diviene «Unione Femminile
Nazionale»;
con Regio Decreto, nell'agosto 1905 le donne italiane sono ammesse all'insegnamento
nelle scuole medie;
sorge a Milano, per iniziativa di Fany Norsa Pisa, la prima Cassa di maternità;
all'indomani della proposta di Mirabelli d'introdurre il suffragio universale maschile
femminile, nascono e si diffondono in Italia i Comitati prò suffragio. Il primo si forma a Milano e riunisce la «Lega di tutela degli interessi femminili», l'«Unione Femminile Nazionale», la «Federazione delle Opere di Attività Femminile» e la «Federazione Femminile Cattolica»; segue la creazione del Comitato di Torino;
1906
in Italia, nella battaglia per il suffragio universale, si apre anche quella per il
suffragio femminile: una petizione di Anna Maria Mozzoni, Maria Montessori e altre viene presentata al Parlamento; il movimento suffragista si organizza in nuovi Comitati pro-voto; alcune donne -in particolare, maestre - si iscrivono ad Ancona alle liste elettorali. Nello stesso anno, viene tenuto un Congresso femminile socialista;
Sibilla Aleramo pubblica il romanzo Una donna;
1907
nasce in Italia il. «Comitato nazionale pro suffragio femminile» presieduto dalla
Martini Marescotti. Nello stesso anno, a Milano, si svolge il primo "Convegno nazionale femminile", indetto dalle femministe cristiane della «Federazione femminile», aperto anche alle laiche e alle socialiste, che inserisce la rivendicazione dell'amministrazione dei beni da parte della donna nel proprio programma femminista;
Ernestina Prola è la prima donna italiana a conseguire la patente;
la legge n. 416 sul lavoro delle donne e dei fanciulli vieta in Italia il lavoro notturno
alle donne di qualsiasi età;
1908
si tiene a Roma, con la presenza della Regina, il primo «Congresso nazionale delle
donne italiane» che vede la partecipazione di oltre 1.400 donne; temi affrontati: istruzione, educazione, lavoro, violenza sessuale, voto, ricerca della paternità;
viene fondata in Italia l'UDACI (Unione Donne di Azione Cattolica), che nel suo
primo anno di vita costituisce più di 100 comitati con 15.000 iscritte;
a Milano, in occasione di un congresso sul problema del lavoro, organizzato
dall'Unione Nazionale Femminile, partecipano 600 donne;
Emma Strada è la prima donna italiana a laurearsi in ingegneria;
Maria Montessori a Roma nel quartiere San Lorenzo apre la prima Casa dei
bambini, un asilo arredato e condotto secondo il suo metodo.
in Italia nasce il Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa;
1909
in Italia, come reazione alle conclusioni del primo «Congresso nazionale delle donne
italiane», che aveva votato contro l'insegnamento religioso nelle scuole, nasce la prima unione fra le donne cattoliche;
1910
è istituita in Italia una Cassa di maternità, con sede a Roma, che ha lo scopo «di
sussidiare le operaie» contemplate dal T.U. del 10 novembre 1907, n. 818, «sul lavoro delle donne e dei fanciulli in occasione di parto o di aborto» (L. 17 luglio 1910, n. 520); può considerarsi come un primo provvedimento di welfare state, basato sul modello dell'assicurazione;
in Italia, le maestre e le professoresse sono 62.000, contro 35.000 uomini. Nello
stesso anno, Anna Kuliscioff svolge al Congresso socialista una relazione sul tema "Proletariato femminile e Partito socialista"; Giuseppina Novi Scanni fonda le «Unioni professionali femminili»; tutti i gruppi femministi stilano un Manifesto comune per il voto alle donne;
1912
in Italia, due sindacaliste, Argentina Altobelli e Carlotta Clerici, entrano a far parte
del Consiglio del lavoro presso il Ministero dell'Agricoltura, industria e commercio;
il Parlamento italiano approva la "riforma elettorale Giolitti": possono votare tutti i
maschi alfabetizzati di 21 anni oppure i maschi analfabeti, purché trentenni o che abbiano svolto il servizio militare. Le donne, anche le più istruite, restano escluse dal diritto di voto;
Anna Kuliscioff, in occasione della concessione del voto anche ai maschi analfabeti,
fonda la rivista «La difesa delle lavoratrici», che si pone in prima linea per l'estensione del voto alle donne;
1918
nasce a Milano la «Gioventù femminile di Azione Cattolica»;
1919
in Italia, con la legge Sacchi, le donne sono riconosciute idonee alla maggior parte
degli impieghi statali;
il Parlamento italiano approva la legge n. 1176 sulla emancipazione femminile che
abolisce l'autorizzazione maritale e ammette le donne a esercitare quasi tutte le professioni; è approvata anche dalla Camera, a grande maggioranza, la proposta di legge Martini-Gasparotto, che ammette al voto politico e amministrativo tutte le donne, salvo le prostitute, ma la chiusura anticipata della legislatura ne impedisce il passaggio al Senato;
in Italia, il voto delle donne entra formalmente nei programmi delle due formazioni
politiche costituite in quell'anno: il Partito Popolare Italiano e i Fasci di combattimento;
1921
in Italia l'analfabetismo femminile è del 30,4% contro il 24,4% degli uomini;
1922
si tiene a Roma il primo Convegno delle donne aderenti al Partito Comunista
d'Italia, costituitosi a seguito della scissione di Livorno del 1921;
1923/26
in Italia, viene licenziato gran parte del personale amministrativo, pressoché tutto
femminile, assunto durante la guerra per far fronte all'emergenza (R.D. 28 gennaio 1923, n. 153; R.D. 24 settembre 1923, n. 2276; R.D. 27 settembre 1923, n. 24450);
le donne sono escluse dal ruolo di preside di scuola media (R.D. 6 maggio 1923, n. 1054)
le donne sono estromesse dai concorsi per uffici direttivi di istituti privati e pareggiati e
per le cattedre di alcuni importanti insegnamenti nelle scuole superiori (R.D. 6 giugno 1925, n. 1084; R.D. 9 dicembre 1926, n. 2480);
1923
si tiene a Roma il IX Congresso dell'«Alleanza internazionale prò-suffragio».
Interviene anche Mussolini a favore del voto alle donne;
1925
in Italia, è approvata la legge sulla protezione e assistenza alla maternità e infanzia: è
istituita l'ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), con la finalità di assistere le gestanti e le madri nubili o bisognose e i minori in stato di abbandono o di indigenza (L. 10 dicembre 1925, n. 2277). Nello stesso anno, la legge Acerbo (L. 22 novembre 1925, n. 2125) ammette all'elettorato amministrativo alcune categorie di donne (25enni, abbienti; madri e vedove di caduti in guerra, decorati per merito di guerra o al valor civile, investite di 'patria' potestà e fornite di licenza elementare), ma il progresso è puramente virtuale: la normativa, infatti, non sarà mai applicata a causa dell'abolizione delle elezioni amministrative avvenuta nel 1926, quando la riforma podestarile elimina ogni base elettiva alle amministrazioni comunali;
Grazia Deledda riceve il Premio Nobel per la letteratura;
1926
in Italia, la L. 4 febbraio 1926, n. 237, istituisce la figura del podestà, nominato con
decreto reale su proposta del prefetto, che assume i poteri del sindaco, della giunta municipale e del consiglio comunale;
1927
un Regio Decreto esclude, in Italia, le donne laureate dalle cattedre di lettere italiane e
latine, latine e greche, storia e filosofia, storia e economia politica nei licei;
1933
in Italia, le amministrazioni statali le amministrazioni dello Stato sono autorizzate ad
impedire o limitare, attraverso bandi di concorso, le assunzioni di personale femminile (R.D.L. 28 novembre 1933,n. 1554);
1934
alle donne italiane è vietato l'accesso ad una serie di pubblici uffici comunali e provinciali
(R.D. 3 marzo 1934, n. 383). Sempre in Italia, anche se, a parità di prestazioni, le retribuzioni femminili risulteranno, fino al 1943, inferiori in media del 60% rispetto a quelle maschili, il legislatore sembra prestare una maggiore attenzione per i problemi delle lavoratrici, emanando i provvedimenti che introducono sia una disciplina più estesa e rigorosa in materia di divieti e limitazioni per i lavori pericolosi, faticosi e insalubri, sia i periodi di riposo per il puerperio e l'allattamento (L. 29 marzo 1934, n. 654; L. 26 aprile 1934, n. 653)
1938
in Italia, il regime stabilisce che le donne possano trovare occupazione negli impieghi
pubblici e privati al massimo per il 10% dei posti disponibili (R.D.L. 5 settembre 1938, n. 1514); nello stesso anno vengono emanate le leggi sulla difesa della razza, che fra l'altro vietano i matrimoni con appartenenti a razze non ariane;
Alba de Cespedes pubblica Nessuno torna indietro;
1939
l'«Unione Femminile Nazionale» viene sciolta d'autorità dal regime fascista;
1940
le donne costituiscono nell'industria bellica italiana il 30% della mano d'opera;
1942
viene approvato il nuovo Codice civile che riproduce le norme del 1865 sulla condizione
delle donne;
1943
vengono fondati a Milano da donne aderenti a vari partiti del CLN (Comitato di
liberazione nazionale) i «Gruppi di difesa della donna»;
1944
Gisella Floreanini è ministro nella Repubblica dell'Ossola;
dopo la liberazione di Roma dall'occupazione nazi-fascista e mentre è in corso la fase più
drammatica della guerra che vede il centro-nord duramente impegnato nella guerra partigiana (che è anche guerra civile...), nascono l'«Unione delle Donne Italiane» (UDI), il «Centro Italiano Femminile» (CIF: federazione di associazioni femminili cattoliche) e l'«Associazione nazionale donne elettrici» (ANDE);
a Roma, in clandestinità, nasce la prima squadriglia di girl scout italiane. Lo scoutismo
maschile era stato proibito e sciolto dal fascismo;
1945
il d.lgs.lgt. n. 23 del 1° febbraio 1945 riconosce alle donne italiane il diritto di elettorato
attivo;
in Italia, alcune donne - una decina - sono nominate nella Consulta nazionale;
1946
il d.lgs.lgt. 10 marzo 1946, che determina la legge elettorale per la formazione
dell'Assemblea Costituente, riconosce alle donne anche il diritto di essere elette. Nella primavera le donne votano in un primo turno di amministrative. Fra il primo e il secondo turno delle amministrative (1946), saranno elette circa 2.000 donne nei consigli comunali e provinciali;
il 2 giugno 1946 l'Italia va alle urne per eleggere i deputati dell'Assemblea Costituente
e per il referendum istituzionale: è la prima volta che le donne italiane esercitano il diritto di voto in una consultazione politica (nella primavera del 1946, avevano già votato alle elezioni amministrative). All'Assemblea Costituente sono elette 21 donne;
1948
il 1° gennaio entra in vigore la Costituzione repubblicana italiana, che sancisce
l'uguaglianza dei diritti fra i sessi. Il 18 aprile è eletto il primo Parlamento repubblicano: sono elette 45 donne alla Camera e 4 al Senato. Appena aperta la legislatura, vengono presentati due progetti di legge per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri: il primo, di iniziativa parlamentare, da Teresa Noce (PCI), il secondo da Amintore Fanfani, ministro del Lavoro, esponente della sinistra democristiana;
Angela Cingolani Guidi è la prima donna sottosegretario (ministero Industria e
Commercio con delega all'artigianato) nel V governo De Gasperi;
1949
Lina Merlin, deputata socialista, presenta il progetto di legge per l'abrogazione della
regolamentazione della prostituzione;
1950
viene approvata, dopo un lungo dibattito in Parlamento e nel Paese, la legge 26 agosto
 
1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, relatrice Maria Federici. È approvata anche la legge n. 986 che proibisce il licenziamento delle lavoratrici madri, gestanti e puerpere;
1951
le religiose italiane si riuniscono in federazioni: la FIRE (religiose educatrici), la FIRO
(religiose ospedaliere), la FIRR (religiose rieducatrici, che lavorano negli istituti di rieducazione e nell'assistenza);
Alba de Cespedes pubblica il quaderno proibito;
1953
in Italia, nelle elezioni politiche della II legislatura, il numero di donne in Parlamento
diminuisce: 33 alla Camera e solo 1 al Senato;
Maria Jervolino De Unterrichter è sottosegretario alla Pubblica Istruzione;
rinasce il Consiglio nazionale delle donne italiane;
1956
è approvata la legge n. 1441, che ammette le donne nelle giurie popolari delle Corti
d'Assise (con il limite massimo di tre su sei) e come componenti dei Tribunali per minorenni;
con sentenza del 22 febbraio, la Corte di Cassazione, modificando la giurisprudenza
tradizionale, stabilisce che al marito non spetta il potere correttivo (jus corrigendi) nei confronti della moglie e dei figli;
1957
nel trattato che fonda il Mercato Comune Europeo un articolo impegna gli Stati a
garantire la parità di salario alle donne;
per iniziativa di un Comitato composto da più associazioni e sotto il Patrocinio della
Società umanitaria, si svolge a Torino il Convegno "Retribuzione uguale per lavoro uguale";
1958
nella III legislatura la flessione femminile si accentua: 25 donne alla Camera, 3 al
Senato. Angela Gotelli è sottosegretaria alla Sanità;
viene approvata la legge n. 75 del 20 febbraio, intitolata «Abolizione della
regolamentazione dela prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui», più nota come legge Merlin, che dispone la chiusura delle case di tolleranza;
è approvata anche la legge di tutela del lavoro a domicilio;
si costituisce il Comitato di Associazioni femminili per la parità di retribuzione, per
l'applicazione della Convezione O.I.L. n. 100;
1959
è approvata la legge che costituisce il Corpo di polizia femminile;
1960
accordo salariale sulla parità di salario nell'industria;
dalle federazioni delle religiose nasce, come direzione umanitaria , l'Unione delle
Superiori maggiori d'Italia, USMI;
1963
nella IV legislatura italiana, sono elette 29 donne alla Camera e 6 al Senato. Marisa
Cinciari Rodano è eletta vicepresidente della Camera. Maria Badaloni è sottosegretario alla Pubblica istruzione. Maria Vittoria Mezza è sottosegretario all'Industria e Commercio;
è approvata la legge 9 gennaio n. 7, che vieta il licenziamento per matrimonio, e la legge
di modifica a quella sulla tutela delle lavoratrici madri. Viene anche approvata la legge 9 febbraio 1963, n, 66 «Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni», che permette tra l'altro - e finalmente - alle donne italiane laureate in giurisprudenza di partecipare ai concorsi per accedere alla carriera giudiziaria, da cui erano rimaste escluse in virtù delle legge del 1919, che nemmeno i Costituenti del '46-'47 avevano voluto cancellare;
nella Enciclica Pacem in Terris Giovanni XXIII indica nella promozione femminile un
segno dei tempi;
1964
si svolge a Roma il settimo Congresso dell'UDI preparato da tesi che affrontano in
termini nuovi l'autonomia della questione femminile;
1965
nasce a Milano il primo collettivo femminista DEMAU (demistificazione autoritarismo);
1966
in conseguenza dell'apertura alle donne delle facoltà teologiche cattoliche, le prime
donne si iscrivono agli studi regolari nelle facoltà di teologia;
1968
elette solo 18 donne alla Camera, 11 al Senato. Emanuela Savio è sottosegretario
all'Industria e Commercio, Elena Caporaso alla Pubblica istruzione, Maria Pia Dal Canton alla Sanità;
la Corte costituzionale dichiara incostituzionale la disuguaglianza dei sessi nella
punizione dell'adulterio. Nel quadro della contestazione vari gruppi femministi;
Karl Elisabeth Borresen pubblica Natura e ruolo della donna in Agostino e Tommaso
d'Aquino; Mary Daly pubblica La chiesa e il secondo sesso; i due volumi aprono la via alla teologia femminista e alla critica all'antropologia teologica androcentrica;
1969
la Corte costituzionale dichiara incostituzionali le norme sul concubinato;
1970
è approvata la legge sul divorzio: legge 1° dicembre 1970, n. 898 «Disciplina dei casi di
scioglimento del matrimonio»;
primo Congresso del Movimento di Liberazione della Donna;
1971
è approvata, in Italia, la legge n. 1044 per l'assistenza all'infanzia, che prevede
l'istituzione di asili nido pubblici. È anche approvata la legge n. 1204 di riforma della legge sulle lavoratrici madri;
la Corte costituzionale dichiara costituzionalmente illegittimo l'articolo del Codice penale
che punisce la propaganda anticoncezionale;
1972
entrano nella V legislatura 25 deputate e 6 senatrici. Nel corso della legislatura
subentreranno altre 3 deputate;
come effetto della introduzione della scuola media unificata, si registrano ormai
significativi aumenti nella scolarità femminile superiore dove le donne passano dal 37,4% del 1948-49 al 42,4% del 1972-73 e in quella universitaria (dal 25% al 37,5%). In numeri assoluti le iscritte all'Università sono 285.000 (contro le 69.000 del 1962), con una crescita del 244% contro una crescita maschile del 147%;
1973
viene approvata la nuova legge n. 877 sulla tutela del lavoro a domicilio;
un Congresso dell'UDI stabilisce la posizione dell'organizzazione nei confronti del nuovo
femminismo;
1974
nel referendum abrogativo del divorzio il 58% degli italiani vota per il mantenimento
della legge;
1975
è approvata la legge n. 151 di riforma del diritto di famiglia, che sanziona la parità dei
coniugi;
è approvata la legge n. 405 che istituisce i consultori familiari;
1976
53 donne sono elette alla Camera e 11 al Senato: c'è un aumento;
Tina Anselmi è la prima donna italiana a essere posta alla guida di un dicastero: è
nominata Ministro del lavoro e della previdenza sociale;
si svolge una grande manifestazione di donne a Roma a favore dell'aborto;
nel Congresso di "Lotta continua", a Rimini, le donne si scontrano duramente con una
politica che considerano ancora maschile, tentata dalla lotta armata. Lo scontro preparerà lo scioglimento;
1977
è approvata le legge n. 903 del 9 dicembre sulla parità di trattamento fra uomini e
donne in materia di lavoro;
1978
è approvata la legge n. 194 sulla tutela sociale della maternità e sull'interruzione
volontaria di gravidanza;
1979
nelle elezioni politiche sono elette 55 donne alla Camera, 13 al Senato;
Nilde lotti è eletta Presidente della Camera dei Deputati;
nel primo Parlamento europeo eletto direttamente ci sono 61 donne, di cui dieci ital.;
1981
è approvata la legge n. 442, che abroga la rilevanza penale della causa d'onore come
attenuante nell'omicidio del coniuge infedele;
gli opposti referendum abrogativi sulla interruzione volontaria di gravidanza, uno
radicale, gli altri proposti dal Movimento per la vita, vengono respinti nella consultazione popolare;
1983
alla Camera sono elette 49 donne, al Senato 15;
è istituito il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento e di
uguaglianza di opportunità fra lavoratori e lavoratrici presso il Ministero del Lavoro;
1984
è istituita, in Italia, la Commissione nazionale per la realizzazione della parità e delle
pari opportunità fra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, presieduta da Elena Marinucci;
la Corte costituzionale stabilisce la parità tra padri e madri circa i congedi dal lavoro per
accudire i figli;
1986
la scienziata italiana Rita Levi Montalcini ottiene il Nobel;
la Commissione nazionale per la parità uomo e donna elabora il «Programma di azioni
positive»: aziende e sindacati devono tutelare accesso, carriera e retribuzioni femminili;
1987
le donne del PCI lanciano la "Carta delle Donne", riaprendo un dialogo serrato fra le
donne comuniste e quelle della galassia femminista;
sono elette 81 donne alla Camera dei deputati di cui 53 nelle liste del PCI) e 21 al
Senato (di cui 10 nelle liste del PCI);
il gruppo parlamentare dei Verdi ha una presenza pari di uomini e donne e si dà un
direttivo femminile;
è approvata la legge n. 74 che introduce nuove norme nella disciplina dei casi di
scioglimento del matrimonio;
1988
la legge sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio conferma la Commissione
nazionale parità come struttura di supporto della Presidenza sulle questioni femminili;
il pontefice Giovanni Paolo II pubblica la lettera Mulieris dignitatem;
1989
nelle elezioni al Parlamento europeo sono elette 11 donne; la media italiana è ancora
largamente inferiore a quella europea (19,3%) e a quella massima della Danimarca (37,5%);
Tina Anselmi è la nuova presidente della Commissione nazionale parità;
le donne sono ammesse alla magistratura militare;
1990
con 7.238.000 di donne occupate e 1.577.000 di donne in cerca di occupazione la forza
lavoro femminile è del 37%. Crescono contemporaneamente occupazione e disoccupazione femminile;
1991
è approvata la legge 10 aprile, n. 125 sulle azioni positive per la realizzazione delle pari
opportunità nel campo del lavoro;
1992
sono elette alla Camera 51 donne, al Senato 30; la diminuzione alla Camera e l'aumento
al Senato sono probabilmente dovute agli effetti della preferenza unica;
a circa 30 anni dalla legge di accesso a tutte le carriere, le donne sono 1.916 (su 7.869
uomini) di cui 129 magistrati di Cassazione; in diplomazia ci sono 53 donne contro 863 uomini: per ragioni di anzianità di carriera, nessuna donna è ancora arrivata oltre la carica di ministro plenipotenziario di 2a classe;
è approvata la legge n. 215 sulle Azioni positive in favore della imprenditoria femminile;
1993
con la legge 25 marzo 1993, n. 81 per la prima volta vengono introdotte le "quote rosa"
in merito alle elezioni dei rappresentanti degli enti locali, prevedendo che un terzo delle candidature nelle varie liste sia riservato al sesso sottorappresentato. Per le elezioni nazionali, viene introdotta l'alternativa obbligatoria di uomini e donne per il recupero proporzionale ai fini della designazione alla Camera dei deputati;
1994
in Italia, la nuova legge elettorale per la Camera, basata su collegi uninominali
maggioritari e una quota proporzionale, statuisce l'alternanza fra uomini e donne nelle liste proporzionali; sono elette alla Camera 91 donne, al Senato 29. Irene Pivetti è eletta Presidente della Camera dei Deputati;
Rosa Russo Jervolino, già presidente del PPI assume, dopo le dimissioni del segretario,
tali funzioni;
Emma Benino è la prima donna italiana alla Commissione europea. Letizia Moratti è
presidente della RAI;
Tina Lagostèna Bassi è presidente della Commissione nazionale parità;
nelle elezioni per il Parlamento europeo sono elette 11 donne;
al terzo Sinodo della Chiesa cattolica sulla vita consacrata, fra i delegati non Vescovi o
non Cardinali, le religiose donne sono più numerose dei religiosi maschi. Una inchiesta svolta per l'occasione quantifica così le religiose in Italia: 119.000 suore, 8.000 monache, 14.000 donne consacrate; fra esse 8.000 sono missionarie ali' estero; le comunità religiose sono circa 12.000;
1995
l'Italia ha un Ministro degli Esteri donna: Susanna Agnelli;
Fernanda Contri è la prima donna che entra a far parte della Corte costituzionale, per
nomina del Presidente della Repubblica;
Livia Turco è presidente della Commissione nazionale parità;
Emma Marcegaglia è eletta presidente dei Giovani industriali;
con la sentenza n. 422, la Corte costituzionale espunge dall'ordinamento tutta gli
interventi legislativi del 1993 sul riequilibrio della rappresentanza politica;
1996
è approvata la legge 15 febbraio 1996, n. 66 contro la violenza sessuale, che punisce lo
stupro come delitto contro la persona piuttosto che contro la morale, come in precedenza;
alla Camera sono elette 69 donne, al Senato 22;
il nuovo Governo Prodi, in cui sono tre le donne ministro e sette le sottosegretarie,
nomina un Ministro per le Pari opportunità, Anna Finocchiaro;
Silvia Costa è presidente della Commissione nazionale parità;
le donne morte per parto in Italia sono ora 20 su 530.289;
1998
nel Governo D'Alema ci sono sei donne ministro; per la prima volta una donna è
Ministro dell'Interno;
una donna, Paola Bignardi, diventa presidente nazionale dell'Azione cattolica;
1999
nelle elezioni per il Parlamento europeo sono elette 10 donne;
Grazia Francescato è eletta portavoce dei Verdi;
2000
è approvata la legge 8 marzo 2000, n. 53 che reca nuove norme a «sostegno della
maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città»;
2003
con legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1, viene modificato l'art. 51 della
Costituzione con l'aggiunta: «A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini»: il principio delle pari opportunià riceve così un fondamento costituzionale;
2004
la legge 8 aprile 2004, n. 90 sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo
introduce una norma in materia di "pari opportunità", prevedendo che le liste circoscrizionali aventi un medesimo contrassegno debbano essere formate in modo che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati;
2005
il 12 ottobre, la Camera boccia un emendamento di alcune parlamentari della CdL alla
legge elettorale proporzionale voluta dalla maggioranza di centro-destra. Il testo avrebbe dovuto sancire l'attuazione della modifica dell'art. 51 Cost. Votano a favore 140 deputati contro 452: le c.d. "quote rosa" escono dalla riforma elettorale;
la ministra Prestigiacomo, incaricata di presentare un nuovo disegno di legge, propone
un testo del tutto uguale a quello precedentemente bocciato, che il 10 novembre 2005 viene approvato, ma il 24 novembre successivo ri-inizia l'iter in Commissione affari costituzionali al Senato ed è quindi sottoposto al dibattito in aula;
2006
il 7 febbraio il Senato approva, con modifiche, il testo del disegno di legge Prestigiacomo,
che prevede la presenza nelle liste del 50% di donne. L'Assemblea fa mancare i voti per ben quattro volte. Il giorno successivo il Senato da via libera al testo, ma non c'è più tempo per farlo approvare anche alla Camera. Il testo decade con lo scioglimento delle Camere per fine legislatura, a dimostrazione di quanto, anche nel nostro Paese, sia ancora irto di ostacoli il cammino delle donne verso la parità;
il 26 maggio 2006 il nuovo governo in carica, guidato dal leader del centro-sinistra,
Romano Prodi, e formato anche da sei ministre (Bindi, Bonino, Lanzillotta, Melandri, Pollastrini e Turco), include nel programma delle priorità dei primi 100 giorni l'impegno di far approvare la legge sulle "quote rosa"
2013
in Gazzetta Ufficiale il 28 gennaio 2013 è stato pubblicato il Dpr sulle pari opportunità
n. 251 del 30 novembre 2012: quote rosa in liste elettorali e società pubbliche;
stralcio da "www.unime.it" , in data 3 marzo 2013, M.S.