Tradizioni di Vasto:
La Festa di San Michele, patrono di Vasto
Tra fede e fuochi pirotecnici
29 settembre
 
A settembre, quando il caldo afoso e, a volte, opprimente di luglio e agosto, lascia il posto a un clima più dolce e temperato, nel quale le giornate scivolando placidamente, Vasto saluta l'estate festeggiando San Michele Arcangelo, Patrono della città.
Una devozione, quella dei vastesi verso l'Angelo del Signore, che risale indietro nei secoli, al tempo in cui l'abitato diomedeo faceva parte del Regno di Napoli.
Allora, nel marzo del 1656, una terribile pestilenza colpì lo Stato partenopeo, seminando vittime da ogni parte e spopolando città importanti, come Chieti e Foggia.
Debellata la malattia dopo parecchi mesi, ufficialmente si contarono 285 mila cadaveri, ma lacune fonti dell'epoca parlano addirittura di 450 mila morti.
La peste, però, non fu l'unica sciagura abbattutasi sul territorio, in quel periodo. Infatti, nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio 1657, quando ancora il contagio si diffondeva tra le varie contrade del reame, un fortissimo terremoto devastò l'intera Puglia, distruggendo, tra gli altri, i vicini paesi di Lesina, Lucera, Sannicandro e S. Severo.
Da questa serie di catastrofi e di lutti che funestarono i diversi centri del regno napoletano, Vasto fu sempre "miracolosamente" risparmiata, essendosi posta già agli inizi del 1656, come ricorda lo storico locale Luigi Marchesani, "sotto il potentissimo patrocinio dell'Arcangelo San Michele", in cui onore, l'anno successivo, i cittadini dell'antica Istonio provvidero a edificare una chiesa.
Da quel momento, sotto la protezione del Santo, la città fu sempre salvaguardata dalle altre disgrazie che, ciclicamente, colpirono la nostra penisola, come, a esempio, il morbo del colera che devastò l'Italia centro-meridionale.
Graziata anche in questa occasione, nel 1836, la cittadinanza dedicò tre giorni di
preghiere per ringraziare il proprio Protettore.
Nel giugno 1839, Papa Gregorio XVI concesse che il 29 settembre, ricorrenza di San Michele, fosse considerato festa di precetto a Vasto.

Da allora, ogni anno, il 28, il 29 e 30 settembre sono sempre stati giorni di grandi celebrazioni per i vastesi, in onore del Santo Patrono.
Un avvenimento, però, non solo religioso, ma pieno anche di tantissimi appuntamenti culturali, sportivi, gastronomici e di spettacolo.

In questi tre giorni, affascinati dalle splendide luminarie che abbelliscono le vie del centro, l'intera cittadinanza si ritrova nelle strade della vecchia Istonio, partecipando devotamente alle funzioni religiose, passeggiando tra le fila di bancarelle di ambulanti e le molte attrazioni da luna-park, che colorano Piazza Rossetti e il resto del centro storico, e assistendo alle esibizioni delle varie orchestre e i diversi artisti che si alternano sul palco degli spettacoli.
Il 30 settembre, infine, dopo l'ultimo concerto musicale, il "gran
Vasto - Piazza Rossetti illuminata a Festa
Vasto - La Cattedrale di  S. Giuseppe , illuminata a festa
Vasto- Palco per l'orchestra Festa S. Michele
finale", con tutti i vastesi che si riversano al Muro delle Lame, per godersi lo spettacolo dei fuochi pirotecnici; un saluto alla stagione appena trascorsa... un arrivederci alla prossima estate.
stralcio da art., a firma di Nicola Baldassarre, apparso su "Vasto Estate 1998" numero unico a cura del Comune - gratuito

Processione di San Michele, 29 Sett. 2012
Processione di San Michele, 29 Sett. 2012
Processione di San Michele, 29 Sett. 2012
 
Fuochi pirotecnici di San Michele, 29 Sett. 2012
Fuochi pirotecnici di San Michele, 29 Sett. 2012

Lumunarie di San Micchéle, 29 Sett. 2011
 
Fuochi pirotecnici di San Micchéle, 29 Sett. 2011 - Foto di V. Di Lello

San Micchéle Prutettàure e le corse di cavalli all'Aragona
E' ancora oggi la festa più attesa, quella del Patrono San Michele.
Il centro si riempie di luminarie, di musica, di attrazioni, di gente che arriva dai quartieri e dalle contrade e di bambini richiamati irresistibilmente dai luna park.
Il programma da più di cent'anni è pressoché lo stesso, un mix di sacro e profano, di riti religiosi e di manifestazioni sportive o commerciali.
Qualche variazione naturalmente c'è stata: la statua del Santo veniva allocata nei giorni canonici della festa nella Chiesa del Carmine e non in Santa Maria Maggiore, come avviene oggi, e non si svolgono più le corse di cavalli sulla piana dell'Aragona con tanto di puledrino come premio al vincitore.

.....................................................stralcio da"Lunarie de lu Uaste" - ed. 2011 

Culto di San Michele
La presenza dei primi Santuari dedicati a San Michele in aree sotto l'influsso bizantino, conferma la provenienza della sua devozione dall'Oriente.
Oggi la chiesa lo celebra con una festa liturgica il 29 settembre unendolo agli altri due Arcangeli, San Gabriele e San Raffaele.
La venerazione per San Michele è universale.
Rappresentato come guerriero, era ed è invocato a protezione di città, province e regni. Numerosissimi sono i luoghi di culto a lui dedicati.
In Spagna si venera San Michele apparso, durante l'assedio di Saragozza da parte di Alfonso d'Aragona nel sec. XII, come liberatore della città dagli arabi. Nella stessa Diocesi di Saragozza, a Tauste, si celebra come giorno festivo l'8 maggio per un voto fatto all'Arcangelo nel 1421 in seguito al quale la canpagna sarebbe stata liberata dalle locuste.
In Italia è particolarmente sottolineata la devozione a San Michele soprattutto in Puglia.
stralcio da articolo apparso su circolare "Missioni Don Bosco" - Torino del 29 settembre 2010

 
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2006