Tradizioni:
"Calendarietti profumati"
 
Ecco i famosi
"Calendarietti profumati"
dalle più svariate fragranze, con argomentazioni più o meno piccanti
e comunque molto accattivanti
che li varivìre de lu Uaste
nelle feste natalizie e di fine e principio d' anno, regalavano ai propri clienti
alla fine dell' opera e dopo
"l'immancabile spazzolata sulle spalle"
Il fascino irresistibile dei Calendarietti profumati
Celebravano l'eterno femminino, polo di attrazione di accese passionalità
Una volta era usanza far dono di calendarietti, non solo per propagandare un tipo di cosmesi, bensì quale dovuto omaggio alla fedeltà verso il cliente preferito. Era, però, una gara di estetica che i negozianti compivano per distinguersi in ricercatezza, accaparrandosi le edizioni dei migliori almanacchi e calendarietti profumati da regalare, molti dei quali spiccavano per gusto ed espressione artistica.
Taluni calendarietti realizzati con vero e ricercato impegno grafico, costituivano, e lo sono ancora oggi, il non plus ultra in fatto di interpretazione pittorica, tanto che, nonostante il sofisticato strumento tecnologico della moderna tecnica riproduttiva, non solo non vengono nemmeno
"imitati"
, ma neanche ci si sforza di riproporli, per continuare una bella e piacevole tradizione,
assai apprezzata dal pubblico e dai collezionisti. Indubbiamnete, quei calendarietti, ornati con pitture e figure stile liberty, hanno rappresentato ed interpretato la cosidetta "belle époque",
tanto gaia e spumeggiante, che oggi usiamo definire frivola, ma che, pur sempre guardiamo con un malcelato pizzico di nostalgica gelosia.
Un tempo la gente amava divertirsi e lo faceva con altrettanta predisposizione, conservando,
però, il gusto e la delicata gentilezza che distingueva il senso di cavalleria e galantuomismo,
proprio dell'altro secolo che, caratterizzato da ornamenti e lustrini, emana ancora un irresistibile fascino, quasi a spingerci a tuffarci idealmente, s'intende, in un mondo ricco di poetico
romanticismo, dove l'eterno femminino, oggetto delle passionalità più sacre, costituiva la
principale attrazione dei sentimenti umani, quasi a deizzare l'essenza della donna.
Potrebbe apparire anacronistico con i tempi attuali, ma scopriamo che è la donna, infatti, ad
essere sempre la protagonista e la modella perfetta e preferita di tanti artisti per l'effige da immortalare, negli atteggiamenti più seducenti, sui minuscoli spazi dei calendarietti profumati, coloratissimi, nelle fogge e nei costumi d'epoca, nelle espressioni più efficaci atte a suscitare passionali emotività.
La fantasia degli artisti, allora, s'accendeva fino alla trasfigurazione delle immagini muliebri, cogliendo vividi attimi pittorici di rara bellezza.
Nostalgia? Forse. Ma comprensibile.
Oggi il ricordo dei calendarietti profumatissimi che allietavano l'intero arco dell'anno dei nostri genitori, ci appare come sbiadito, quasi che appartenga ad un mondo lontano dal nostro quotidiano troppo fugace e vuoto di fantasia, che non consente di soffermarci un solo attimo a ripensare alle immagini del passato.
Ci resta sempre la nobiltà del tempo antico pieno di valori e di qualità estetiche di classe, da contrapporre a quella odierna, troppo scientifica, magari vacua e soffocante.
Spesso ci lasciamo sorprendere, forse inconsciamente dalla commozione, quando, in un cassetto dimenticato col tempo, rintracciamo uno di quei calendarietti effigiati con gusto artistico. Ed è spontaneo il gesto di accostarlo al viso nella speranza di poterne ancora assaporare la oramai
svanita fragrante essenza.
Proviamo tenerezza e nostalgia insieme, per qualcosa di inespresso, ma che pure ha reso a
qualcuno, un tempo, un attimo di gioia ed intensa, profonda felicità.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "il Giornale del Vastese" - periodico d'info. - n. 4 - gennaio 2011