Tesi di Laurea dell'arch. Giovanna Naccarella
Il Castello Caldoresco di Vasto;
dalla fortificazione quattrocentesca al palazzo sulla piazza di città
Tesi seguita dal relatore prof. Lucia Serafini e discussa nel maggio 2006
presso la Facoltà di Architettura di Pescara dell'Università degli Studi
"G. D'Annunzio" e valutata con il massimo dei voti - aa.aa 2005/2006
 
La tesi, seguita dal relatore prof. Lucia Serafini e discussa da Giovanna Naccarella, nel maggio 2006 presso la Facoltà di Architettura di Pescara dell'Università degli Studi "Gabriele D'Annunzio" e valutata con il massimo dei voti, è stata premiata nel concorso nazionale annuale (2007) dell'Istituto Italiano dei Castelli, nata nel 1964 ed
associata ad un organismo europeo patrocinato dall'Unesco, Europa Nostra International Burgen Institute.
Gli scopi dell'Istituto sono la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione dell'architettura fortificata, ovvero di tutte quelle architetture - torri, castelli, città fortificate, rocche, bastioni - nate per esigenze difensive e che oggi hanno perso completamente la propria funzione.
Oggetto della tesi di laurea sono stati il Castello di Vasto, con la sua evoluzione da edificio militare a palazzo residenziale, la piazza Rossetti, su cui il castello insiste e da cui ha tratto stimolo e argomenti per le sue trasformazioni più recenti.
Il fortilizio di Vasto è il più grande della provincia di Chieti e senz'altro uno dei più interessanti anche in virtù delle trasformazioni subite nel corso del tempo.
Al complesso originario si sono infatti sovrapposte numerose aggiunte che ne hanno modificato la struttura e ne rendono oggi complessa la lettura.
La storia del castello è strettamente legata alla figura di Giacomo Caldora, a cui deve il nome, il capitano di ventura che nel 1439, impadronitosi della città, provvide alla sua fortificazione con il rinnovamento delle mura e l'aggiornamento della fortificazione ai nuovi sistemi difensivi.
Questa venne ad impiantarsi su una precedente struttura, la quale a sua volta poggiava le proprie fondazioni sulle strutture murarie che costituivano l'entrata settentrionale dell'anfiteatro romano di Histonium e che sono ancora chiaramente visibili dai sotterranei del palazzo. L' edificio originario aveva probabilmente una pianta rettangolare, come l'attuale, ma più piccola, con quattro torri cilindriche agli angoli e un'altra torre maggiore al centro del cortile.
Una seconda fase, detta del forte, e compresa tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, corrisponde ad un intervento di trasformazione del castello mediante l'aggiunta di corpi di fabbrica lungo i fianchi e poderosi bastioni agli angoli, forse originariamente progettati in numero di quattro rispetto ai tre realizzati e a tutt'oggi esistenti.
Alla seconda metà del XIX secolo corrisponde una tappa decisiva della storia del castello, che su progetto dell'architetto vastese Nicola Maria Pietrocola viene palazziato sul fronte meridionale mediante la colmatura del fossato e la realizzazione di una facciata di gusto chiaramente classico, degna di prospettare sullo spazio destinato a diventare la principale piazza di città.
stralcio da articolo apparso su "Vasto domani, giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 6 - giugno 2008