Poesie e prosa di Vastesi
Attilio Piccirilli
 
Gli innamorati sono dei privilegiati

E' lì Roberto, un ragazzo di 18 anni; è lì, sotto un albero, lo sguardo lontano, in attesa di un passo, di un volto, di un ciao; in attesa di lei, Mariangela, una ragazza dagli occhi di cielo e dal sorriso luminoso, che, il giorno prima, gli aveva detto di aspettarla, lì, alle sette di sera.
Ha atteso, in passato, mille volte, l’arrivo di qualcuno, o il verificarsi di qualcosa, ma mai con l’ansia di oggi. Mai! E non l’aspetta solo con il cuore, ma con tutto se stesso. È il primo appuntamento della sua vita!
Passano i minuti, lei ritarda e lui ne soffre. E sente un vibrare diffuso, una emozione dolorosa, un’ansia, uno sconcerto, un allarme continuo. E’ come se il suo corpo avesse mille orecchi, tesi a captare e a cogliere tutte le vibrazioni dell’aria. E ogni fruscìo, di foglie o di erba,  gli sembra un passo, quello di lei.
E così ogni trillo, ogni canto, ogni squittìo. Finanche il suo respiro  sembra sia il respiro di lei.
E’ teso,  Roberto, si siede, si alza, cammina,  accende una sigaretta, la divora in  un attimo, ne accende un’altra e  un’altra ancora. Vorrebbe calmarsi, tornare in sé, ancorarsi a una certezza, darsi magari dello stupido. Ma non ci riesce. E’ sconsolato, non spera più, non si acquieta.
Alla fine, dopo un ultimo sguardo, si incammina con un nodo alla gola lungo la strada del ritorno; procede lentamente, contro voglia, gli occhi bassi, i passi stanchi, la schiena curva e il cuore carico di angoscia.
Ma, all’improvviso, una voce lo scuote! Da lontano, un “ciaooo”, lungo come un’eco! E’ lei che, di corsa, affannata, turbata, capelli in aria, le braccia larghe, il respiro cortissimo, gli grida “eccomiiii!”
Si corrono incontro, un lungo abbraccio ed è…felicità!
Momenti magici riservati solo a quelli che sono capaci di anteporre le ragioni del cuore a tutte le altre.
L’amore è un dono ed è prezioso quasi quanto il dono della grazia e quello della vita. Gli innamorati sono, quindi, dei privilegiati!

stralcio da articolo apparso sul periodico "San Salvo" - anno 4 - n. 1 - febbraio 2017
 
Pensieri vagabondi: Nu spizzelle di femmine

Oggi va di moda il nudo. Basta premere un pulsante e il nudo di donna ci appare
integrale, o quasi, su delle passerelle che sembrano fiere.

E il nudo è lì, davanti ai nostri occhi, a proporsi, a mostrarsi, con passi studiati, sorrisi
programmati, gesti sempre eguali. Ma il nudo è anche altrove: sulle copertine e all'interno
dei rotocalchi, su poster, sui manifesti murali, nelle sequenze dei film, sulle spiagge assolate.

Nudo, quindi, dovunque.

Ma è un nudo facile e abbondante, non cercato e, soprattutto,
"non scoperto". Non c'è niente, difatti, di nostro.

È come un giocattolo: ci si gioca per un po', e in meno di un giorno, lo si butta via!
È stato troppo facile averlo e troppo facile azionarlo, perché senza misteri.

Una volta, invece...! Una volta, il nudo era solo... immaginato.

E lo si cercava, con passione, con affanno.

Le nudità femminili erano, difatti, coperte da gonne, corpetti,
calze di cotone e di lana, colletti alti e maniche lunghe.

Gli stessi capelli, raccolti in due trecce avvolte in una crocchia, venivano celati da un fazzoletto,
nero per le anziane, colorato per le giovani. E noi ragazzi, dai dodici anni in su, sensibili, d'istinto,
ai passaggi frequenti dei desideri, le guardavamo quelle donne, ne seguivamo i passi e i gesti.

E i nostri pensieri si insinuavano tra le pieghe di quegli abiti per
esplorarne con la fantasia i risvolti, i contenuti, i misteri.

E ci si chiedeva cosa ci fosse all'interno di quelle gonne, di
quelle camicette e di quei corpetti dalle maniche lunghe.

Ma, a volte, poteva verificarsi il miracolo di scoprire, nelle donne di allora,
dei ritaglidi nudità. Una nudità fatta di poco, pudica e inconsapevole:
l'estremità di una gamba, lo scampolo di un malleolo, "nu spizzelle".

E allora... ci si incendiava!

E il sangue diventava fuoco, le mani non trovavano più posto e le gambe erano
assalite da crampi epilettici. E si vibrava come dannati, come cavalli impazziti!

E tutto questo per un ritaglio, per un solo ritaglio di nudità,
colto per caso dai nostri occhi, ingordi di mistero e di misteri!

stralcio da "la Voce dell'Euro-Ortofrutticola del Trigno" - San Salvo - anno VI - n. 2 - aprile 2006