Mestieri Antichi di Vasto:
Lu Varivìre (Il Barbiere)
da "Lunarie de lu Uašte" - edizioni varie
 
Ecco i famosi
"Calendarietti"
dalle più svariate fragranze, con argomentazioni più o meno piccanti
e comunque molto accattivanti
che li varivìre nelle feste natalizie e di fine e principio d' anno, regalavano ai propri clienti
alla fine dell' opera e dopo
"l'immancabile spazzolata sulle spalle"

Li varivìre
Erano, e forse ancora sono, personaggi quasi sempre brillanti, allegri, versatili, accattivanti, beninformati.
I barbieri di qualche tempo fa (barbieri, badate! non parrucchieri) erano poi persone eccezionali, che alternavano all'esercizio delle forbici quello della chitarra o del mandolino
o addirittura degli attrezzi da cerusico.
Maestri del rasoio da ricordare sono: Zannutille senior, La Scemnie, Cellescacazze, La Vozze, Sciarlotte, Minanze, Ricciuleine, Pasquale Celenza (Passalàcche), Paolo De Guglielmo (Cappucciàlle), Peppino Melle,
Angelo De Innocentis, Angelo Miscione, Giovanni Monteferrante (Pan' e fraffe) e Claudio Crisci.
Leonardo D'Adamo, comunemente noto come Nardìcce, era uno di questi ed aveva la putéche (la bottega) all'angolo di corso Palizzi con corso Dante. Da lui sono transitate generazioni di apprendisti, tra i quali Tonino Pollutri, ed una clientela tra le più qualificate che annoverava il maestro Aniello Polsi, il poeta Peppino Perrozzi, il pittore Vincenzo Canci e don Salvatore Pepe. Leonardo aveva una spiccata sensibilità musicale riconosciutagli dallo stesso Polsi, che non disdegnava di sottoporgli ogni tanto qualche composizione, chiedendogli poi sornione:
«Huè Nardì, che ne pìnze

Il Museo del Barbiere

Lino Delli Benedetti ha un vero e proprio culto per il mestiere di barbiere, che esercita, si può dire, da bambino.
Lo testimonia la cura che ha messo nel raccogliere memorie legate all'esercizio del suo lavoro confluite in un simpatico opuscolo pubblicato in occasione dei 25 anni di attività ed adesso la realizzazione, all'interno della bottega, di un vero e proprio angolo della memoria dedicato all'arte dell'acconciatura e della rasatura.
Un piccolo museo, verrebbe da dire, nel quale si possono ritrovare ben ordinati sullo scaffale pettini, forbici, pennelli, rasoi, ampolle ed anche una bella poltrona d'altri tempi.


stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2014





Lu Varivìre, n’arta liggìre
un volumetto sui Saloni dei barbieri, sponsorizzato da Nicolino Delli Benedetti

Per i tipi della Q Editrice è stato stampato un gustosissimo volumetto
dal titolo “Lu Varivìre, n’arta liggìre”, che rievoca l’atmosfera dei Saloni
d’una volta con una piccola storia di “quando i barbieri non erano coiffeurs”.
Il libricino, sponsorizzato da Nicolino Delli Benedetti, acconciatore al numero 50 di corso Italia - Vasto, per festeggiare il 25° di attività,
è stato scritto da Giuseppe Tagliente e si può richiedere direttamente
allo sponsor oppure presso la libreria Di Lanciano, in piazza Pudente, e l’edicola Tognoni, in piazzale Rodi, alla Marina.
Il simpatico volumetto, che contiene anche foto d’epoca assolutamente inedite, viene distribuito ad offerta a beneficio della Ass. Chiara - onlus che si occupa dell’assistenza ai malati oncologici.

stralcio da art. apparso sul giornale "Qui Quotidiano"
- Vasto - pubblicazione gratuita - n. 21 del 9 febbr. 201
0

A la Putèche de Varivìre
de Paulîcce Zannutuìlle
Se vuoi morire, scegliti il giorno buono:
- Ma piccà ti vù murè? chiede beffardo Paulîcce all'amico Miccalùcce che s'è appena sfogato con
...lui.
- Nzi po' dèce niende - risponde Miccalùcce - stéme tutte quende sott'a Ddë.
- Sìnde, ribatte Paulîcce lu varvìre, - mo te le dèche 'n presenze de tistimùnie: Si ti vù murë,
..mùrete de lunuddé, 'ca si è n'addre jurne, stinghe 'mbiccéte aècche e 'n di vingh'accumbagnà.
Preoccupazione:
- Che ssi fatte? Ti 'na cére!
- Zétte
, frate sé, s'ammalate cunéteme...
- E che ttè
?
- La menengète
, facciasalve...
- 'Na cosa grave
?
- Gravissime
! fihìrete: u se mére u se devénde sceme!
- E tti gnà li sé
?
- Gna li sacce
? Piccà l'ajj'avute pure iè...


Raccolte
:
"E' morte Bastijàne lu callaràre".
...-
"Mbo', angora aëcche vuléve stà?"
Canda t'alléve la facce, nin fa gne' la hatte, pássete la méne
...arrét'a li ràcchie
!

Pasquale, dipendente comunale, incontra un amico al bar,
...che .insiste per offrirgli un caffè
:
...- Grazie, cumbuà, gli dice rifiutando l'offerta, ma ni li puzze
.....tojje
piccà nin m'inganne sìbbete lu sonne.
 
...- Ma a le otte de la matene - gli risponde sorpreso l'amico - vu durmè?
...- Gnorscë - replica seccamente Pasquale - Si nnà che facce a la Cummìne?
...- Ma a le otte de la matene - gli risponde sorpreso l'amico - vu durmè?
...- Gnorscë - replica seccamente Pasquale - Si nnà che facce a la Cummìne?

Un maestro deve far capire ai piccoli allievi della scuola elementare la vocale "i".
..."Mi servirò d'una immagine" - dice - come quella dell'asino usata per la "a" e dell'elefante,
...adoperata per la "e".

...Detto fatto, disegna sulla lavagna un bell'imbuto e soddisfatto domanda agli alunni: "Ragazzi,
...che .cos'è mai questo?"
E quelli in coro: '''Nu muttàlle".
T'aricùrde, Ggiuvà, canda cummedie faciavàme da bardèsce? Canda se jucáve a la cchîppe,
...a la
.ciunne, a sbattamîre, a mmazze, a 'jjonda-cavalle, a la stìcchie, a bbittîne, a mménnile,
.. a zzopì .zopà?

Domanda a Paulîcce: perchè Trivento?
...Risposta: " a chi lu pajàse nasce tre vinde chi s'affëile abbàlle pi 'lu Trëgne".
 
Furto:
Entra un tale e dice:
- Hann'arrubbuète a lu bbuàrre di Tumuàsse. S'hanne frichéte cinghicénd' eure!
- Ma che cinghecénde... settecende,
- lo corregge un tale, seduto sotto le forbici.
- Addre che settecende, m'hanno dëtte che lu sbruvugnàte s'ha 'nzaccàte mill'eure - interviene
..un.terzo in attesa del suo turno.
Un giovanotto, rimasto sino a quel punto in silenzio, sbotta indispettito:
- Sande Mècchèle scibbendàtte! Ma se ce n'ajje truvuàte sole settandaquattre...
 
A lu macellare:
- Niché, damme 'na fettëne tenere, tenere pe' cchi la criatire. M'arriccummuànne, táile a lu
...fulátte.

- Pasquà' - gli risponde sornione il macellaio - si nu 'mbiegàte? Si de la bbanghe? De la Finanze?
- Ma che 'mbiegàte e mbiegàte, tu li sé ca sò' nu puvuràcce - ribatte mogio mogio Pasquale.
- Mbò... allàure t'attòcche sole l'osse!
 
Al Pronto soccorso:
Il malato sulla lettiga vedendosi osservato dal medico chiede: "Dottò, dottò.. che tingbe?""Aspetta, aspetta un po'... facciamo l'autopsia e ti saprò dire".
 
Due amici sulla panchina della villa:
Nicò, tu preferisci avere l'ernia strozzata oppure le corna?
L'amico, senza esitare, risponde "Giuvà, ma che 'ddèìce? Mo pure l'ernia struzzate??"
 
Dal medico:
"Dotto', nel complesso non mi posso lamentare, però la mattina mi sento confuso e 'mburniscète e solo dopo un'oretta mi passa. Come mai? Che se po' fa'?
Risponde il dottore "II rimedio c'è e non costa. Alzati un'oretta dopo!

Angelo Marchesani
Angelo non è un semplice barbiere. E di più, come lo erano i barbieri d'una volta ch'erano allo stesso tempo cerùsici, esperti di piante officinali, decotti, salassi e ingessature a base di tuorli d'uova.
Nel solco di questa tradizione, associa al mestiere di barbiere, che esercita dal 1978, quello di massaggiatore e di conoscitore di chiropratica, una tecnica appresa in Venezuela con la quale cura dolori lombari, periartriti, sciatiche e quant'altro, insomma, si possa curare con la semplice applicazione delle sue mani sulle parti doloranti del paziente.
Son tanti i clienti che affollano la sua "barberclinica", a riprova di una credibilità che s'è guadagnata sul campo, senza l'aiuto di nessuno. Con le sue mani soltanto.

Ninnì Di Bussolo
Malgrado gli anni sulle spalle, Nicola Di Bussolo detto Ninnì si presenta sempre come il giovane acconciatore tornato da Milano con la passione per il taglio. Un desiderio di modellare le teste che non l'ha mai abbandonato e che rinnova ogni qual volta si misura con la compostezza e con l'eleganza.
Alla putéche di Fóre la pòrte, Ninnì esprime tutto il gusto del vivere.
Una splendida lezione di saggezza in questo oscuro tempo di povertà delle
cose.
stralcio da il "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2010

L'artigianato: mestieri che cambiano, mestieri che scompaiono
Il Barbiere
Quella del barbiere è la bottega artigiana che nei paesi ha avuto sempre il ruolo di punto di ritrovo, di lettura e di conversazione, ruolo importante mantenuto anche oggi nonostante i mutamenti ai quali è andato incontro questo tipo di mestiere.
I barbieri di un tempo sono diventati "coiffeurs pour hommes" o anche acconciatori per uomo, rubando spesso il termine di parrucchiere a quelli che si dedicano ad acconciare i capelli agli appartenenti all'altro sesso.
I cambiamenti in ogni modo non riguardano soltanto l'appellativo che resterebbe in caso assai marginale, ma si riferisce a molti fattori che presentano invece una grande importanza, fra tutti, quelli economici.
Un tempo, la barba ed un taglio di capelli non avevano una tariffa, perciò l'artigiano-barbiere si doveva accontentare dell'offerta del cliente, offerta che dipendeva dalle condizioni economiche e dalle caratteristiche di generosità o di tirchieria del medesimo.
C'era fra i barbieri di paese una vera lotta per accaparrarsi i clienti più importanti, i professionisti, i titolati, benestanti, anche se costoro si presentavano sempre decisi a diminuire l'offerta, facendo usare a loro vantaggio ed a seguito del barbiere la propria importante situazione sociale.
II mestiere del barbiere va annoverato nell'artigianato che resiste anche se dovrà affrontare difficoltà per la mancanza di apprendistato. I giovani non ne vogliono sapere, manca il ricambio.
Fonte: libro "Palmoli - Ch, I colori del tempo" di Maurizio Monaldi - stampato nell'agosto 2000 - Ed. Tabula fati - Chieti

Quando farsi la vàrve (barba) dal nostro grande varevìre (barbiere),
Dino Fioretti, memoria storica di SdV se.. (Gruppo), era molto...pericoloso
M. S., novembre 2015