Mestieri Antichi di Vasto:
Lu Pessciaréle (Il Pesciaiolo o Rivenditore di Pesce)
 
 
Jam'a sta vanne, oooh!... chi vo' 'ccattaje!...
Mé è 'rruuéte 'n'derre stu panare
, Vive vèive,
'gna è 'sscìute da lu mare
"Tutte risciule, sghimmïre e palajje!"
I richiami dei pescivendoli, incomparabilmente riportati da Luigi Anelli, poeta dialettale vastese, in un famoso sonetto, ricreano l'atmosfera del mercato che giornalmente si teneva
alla Marima ed a Porta Palazzo e riportano alla memoria i soprannomi di alcuni tra i più conosciuti commercianti di
pesce, come Vaccare o Cicchipallatte.
Di uno di loro, Rocco Malatesta (nella foto), si narra questo gustoso episodio.
Richiesto da un tale armatore, il quale aveva venduto proprio a lui tutto il pescato nella mattinata di ricomprarne due chili per l'improvviso arrivo di ospiti a casa, Rocco gli chiede cinquecento lire.
«Come? - replica stupefatto il malcapitato - mi li si pahàte dducénde lère a lu chèle ddu'or'arrète e mmò me l'arivènne a cinghecénde
«E' lluvàre, frate sé, - gli risponde Rocco - ma 'ndande stu passce ha passate pe' le mena mi...».
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2005

Lu Pîsciaréule (Il Pescivendolo), composizione poetica e voce
del poeta
Fernando D'Annunzio, in dialetto vastese
Pubblicato in data 25 giugno 2020 in You Tube
Quadretto suggestivo che rappresenta una figura tipica del pescivendolo di Vasto,
patria dello squisito "Brodetto di pesce alla vastese", leccornìa di prim'ordine
 
Traduzione: Il Pescivendolo
«Qui!... Vivo vivo... vivo vivo!...»
Senti forte gridare il pescivendolo.
«Guarda!...» Si rivolge ai clienti che arrivano
e prende una triglia per la coda.
«L’assortimento?... guarda, c’è quello che desideri!
E’ tutto pesce fresco... sia benedetto!
Questo mestiere lo faccio da trent’anni,
te lo scelgo io per un brodetto!
Quanto ne vuoi... è sufficiente un chilo?
Ora ti ci metto il ben di Dio!... segue

seguito
Se oggi sei venuto da me,
desidero che qui devi tornarci!
Ora ti metto questa piccola razza,
due sogliole, una lucerna, due cicale,
qualche merluzzo, alcuni gamberetti,
di seppioline ce ne va una coppia!
Una manciata di cozze e vongole per fare più assortimento!?...
E cos’altro vuoi?... Il peso lo abbiamo superato!...
...Dammi venti euro e resta contento...
Oggi mi hai pagato soltanto il profumo!...»
M. S. - giugno 2020

Cent'anni fa nasceva l'Unione dei Pescivendoli
La pesca era un'attività florida a Vasto
In un paese di mare come il nostro, dove la pesca era una delle attività principali, cento anni fa, il 5 marzo 1910, nasceva l’Unione dei Pescivendoli “allo scopo di riunire
in un sol fascio tutti i pescivendoli vastesi
anche se residenti
all’estero
; ed allo scopo di promuovere il loro miglioramento economico, morale, e
possibilmente intellettuale
.

Il 20 marzo successivo l’assemblea generale all’unanimità approvava
lo Statuto. La Società era rappresentata da un Consiglio d’amministratore composto dal
Quattro Consiglieri, un Segretario, un Cassiere, un Portabandiera e un Fattorino. Potevano
accedere tutti i maggiorenni fino all’età di cinquanta anni, dietro pagamento di una tassa di ammissione di 5 lire e una rata mensile di 50 centesimi.
Compito importante e imprescindibile per ogni associato era quello di osservare strettamente lo statuto e gli eventuali regolamenti della Società, rispettare i compagni e dare buoni e saggi consigli
ai giovani, visitare i soci infermi, astenersi dai vizi e specialmente dall’ozio e dall’ubriacarsi, osservando sempre una buona condotta, rispettare il pagamento di tutte le rate dell’associazione
e assistere alle riunioni sociali con educazione e rispetto.
Il 30 marzo del 1910 l’Unione dei Pescivendoli inaugurava il suo vessillo con una cerimonia
solenne: “Verso le 10,30 i soci dell’Unione e tutti gli altri sodalizi locali, fraternamente
intervenuti alla festa
”, scriveva il cronista sulle pagine del giornale locale Istonio, “hanno sfilato
in imponente corteo
, che, preceduto dalla banda musicale di Gessopalena e allietato dallo sventolio delle ricche bandiere, ha mosso dalla sede sociale nel corso Garibaldi.
Dopo avere
, per piazza Cavour, attraversato il largo Diomede e via De Parma, ha fatto sosta
a piazza L. V. Pudente avanti la cattedrale
; dove ha avuto luogo la benedizione dello
splendido drappo tricolore
, portato su un bel vassoio d’argento dai soci più giovani”.
Dopo la benedizione del drappo, impartita dall’arciprete Filippo Bonacci, il simbolo della nuova corporazione veniva legato all’asta salutato da un corale battimani da parte della numerosa folla intervenuta.
Al termine i discorsi ufficiali del cav. Monacelli, direttore dell’Istonio, in vece del sindaco Nasci e i ringraziamenti del presidente dell’Unione Michele Fiore. Nell’occasione veniva acclamato
presidente onorario del sodalizio l’on. Francesco Ciccarone.
Nella foto Viaticari di Vasto (di spalle con il cappello Nicola Cinquina) al Mercato di Atessa.
(da Paranze di Franco Feola - Carabba - 1997)
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" in data 9 marzo 2010