Mestieri Antichi di Vasto:
Lu Canestràre (Il Canestraio)
 
Mestiere antico che si perde
nella notte dei tempi, quello
del canestraio, e che richiede tempi di preparazione
piuttosto lunghi.
Lu canestràre
, infatti, doveva prima far provvista di canne
e
poi passare alla lavorazione
vera e propria.
La scelta era fatta di solito in
periodo di mmanganze, cioè
di luna calante.
Alle canne si dovevano aggiungere quindi i rametti scelti dagli
Cestaio - olio cm. 50x40 - 2002
del pittore vastese Nicola D'Ambrosio,
attivo nel comasco
alberi di salice o di olmo.
Nella fase esecutiva si cominciava a realizzare la base del canestro con le stecche più robuste per dare solidità e poi man mano, utilizzando i rametti più flessibili, se ne confezionavano le pareti.
Sante Di Nicola, detto Senzasanghe, è stato l'ultimo Canestràre di cui s'abbia memoria.
Si racconta che colto in flagranza dal proprietario di un campo ove s'era furtivamente introdotto nelle prime ore del mattino per procurarsi canne e rami, gli vennero richiesti a titolo risarcitorio tre canestri.
Pover'a mma! M'ajj'azzàte de notte, so' senza sanghe e me fi pahà tande salàte? Che mmala jurnàte, scimmadàtte
.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2006

I canestri di Nicola Vallese
Nicola Vallese, nato a Casalbordino ma residente a Vasto in via Torre Sinello si diverte a tempo perso a realizzate canestri e ne ricava d'ogni specie intrecciando canne, vimini, giunchi e qualsiasi altro materiale idoneo alla realizzazione della tipologia, che varia secondo l'uso cui è destinato. Conversando con Nicola, ormai nonno e bisnonno felice, riemergono dal passato termini ormai desueti che stanno ad indicare alcune varietà di canestri utilizzati soltanto sino a qualche decennio fa.
Lu štare è ad esempio un canestro con i manici laterali ma anche senza manici. I primi si usavano nella vendemmia e durante la raccolta delle olive o della frutta, i secondi per il trasposto delle vivande.
La ciašte è un canestro con il manico unico a mezza luna per il trasporto di pane, vivande,
dolciumi e frutta.
La Càjje serve per il trasporto a dorso di asini o cavalli.
Lu Cajjàune è un contenitore da magazzino per lo stoccaggio di grano, granone, fave e viene realizzato in varie misure a seconda della destinazione.
Il legno per la base era costituito da rami intrecciati di olivo o di olmo.

La cištarêlle
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2017

  Vasto: antica corsea (corso de Parma). 
La putéche di cêste, canaštre e cištarêlle,
quando la plastica non ancora ci invadeva.


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


   
  Fonte: notizie di Giuseppuccio Ciacca Ciacca
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7 settembre 2018 - apparse su Facebook