Manifestazioni in Vasto: Mostra
 
50° Premio Vasto di Arte Contemporanea

Collezionando nel tempo
Frammenti di memoria dalla Collezione Premio Vasto

a cura di Daniela Madonna - Vasto, Scuderie di Palazzo Aragona, Via Aragona 26
Inaugurazione: Sabato 22 luglio 2017, ore 18.30 - Periodo espositivo: 22 luglio - 8 ottobre 2017
Ingresso: gratuito - Orari: luglio e agosto: dalle 18.00 alle 21.00;
settembre e ottobre: dalle 17.00 alle 20.00; Domenica anche dalle 10.30 alle 12.30; Lunedì CHIUSO
Nel 2017 il Premio Vasto d’arte contemporanea raggiunge l’importante traguardo della cinquantesima edizione, esprimendo la propria vitalità intrinseca lungo un articolato percorso costituito da scelte epocali, evoluzioni e ricerche sempre volte a creare un’osmosi efficace tra l’arte attuale ed il territorio di appartenenza.
Il raggiungimento dell’ambita tappa, lungi dall’esaurirsi in un mero intento celebrativo, rappresenta un nuovo orizzonte per ripercorrere gli snodi del passato proiettandoli nella mutevolezza del presente e ancor più verso la dimensione futura.
La cinquantesima edizione prende nome Collezionando il tempo ed è una riflessione su come l’opera d’arte, con la sua identità ben definita, si riveste di vita nuova ogni volta che l’osservatore entra in comunicazione con essa, accarezzandola con lo sguardo, interrogandola in rapporto al proprio mondo interiore, rivestendola di inediti significati.
Nella mostra vastese lo stupore del collezionista che passa in rassegna i capolavori raccolti negli anni diventa un’emozione condivisa con il pubblico dei visitatori di oggi. Le teche si schiudono, quadri e sculture si mostrano nella loro bellezza, i messaggi dell’arte fluiscono liberamente verso i loro interlocutori.
Tra conoscenza e interpretazione, la festa del contatto diretto con le opere di grandi maestri si gioca
nell’hic et nunc dell’incontro nei suggestivi spazi delle Scuderie di Palazzo Aragona.
L’esposizione racchiude due sezioni:

la prima, "Collezionando nel tempo, Frammenti di memoria dalla Collezione Premio Vasto a cura di Daniela Madonna" presenta alcune delle acquisizioni riunite dal Premio Vasto nella sua storia pluridecennale e destinate ad essere accolte in modo permanente, sin dagli intenti iniziali della manifestazione, nei Musei Civici della città.
Artisti in mostra: Matteo Basilé, Guido Biasi, Robert Carroll, Antonella Cinelli, Carlo D’Aloisio da Vasto, Gioxe De Micheli, Alberto Di Fabio, Gigino Falconi, Giannetto Fieschi, Alberto Gianquinto, Piero Manai, Andrea Mariconti, Gaetano Memmo, Marcello Muccini, Adriano Nardi, Matteo Pugliese , Emilio Tadini, Marco Verrelli, Dany Vescovi, Vanni Viviani.

La seconda sezione, "Un secolo d’arte moderna e contemporanea dalle collezioni private abruzzesi a cura di Silvia Pegoraro" estrapola da preziose collezioni abruzzesi testimonianze artistiche di grande rilievo.
Artisti in mostra:  Franco Angeli, Arman, Ugo Attardi, Giacomo Balla, Costantino Barbella, André Barelier, Gianfranco Baruchello, Mirco Basaldella, Gianni Bertini, Pompeo Borra, Alberto Burri, Ennio Calabria, Duilio Cambellotti, Basilio Cascella, Michele Cascella, Tommaso Cascella, Carlo Cattaneo, Mario Ceroli, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Carmine Di Pietro, Giosetta Fioroni, Pietro Gilardi, Piero Guccione, Maria Lai, Renato Mambor, Marcello Mariani, Andrea Martinelli, Carlo Mattioli, Fausto Melotti, Sante Monachesi, Gianmarco Montesano, Andy Moses, Hidetoshi Nagasawa, Mimmo Paladino, Vito Pancella, Alessandro Papetti, Augusto Perez, Mario Schifano, Giuseppe Spagnulo, Franco Summa, Torquato Tamagnini, Antoni Tápies, Marco Tirelli, Valeriano Trubbiani, Sergio Vacchi, Giuliano Vangi, Luciano Ventrone, Renzo Vespignani, Andy Warhol.
stralcio da comunicato apparso sul sito del Premio - luglio 2017

XLIX Premio Vasto di Arte Contemporanea
ARCHEOLOGIE A VENIRE. Metamorfosi dell’antico e del classico
nell’ arte contemporanea italiana
, a cura di Silvia Pegoraro

Vasto, Scuderie di Palazzo Aragona, Via Aragona 26
Inaugurazione: Sabato 9 luglio 2016, ore 18.30 - Periodo espositivo: 9 luglio - 23 ottobre 2016
Ingresso: gratuito - Orari: luglio e agosto: dalle 17.30 alle 21.00;
settembre e ottobre: dalle 17.00 alle 20.30; Domenica anche dalle 10.30 alle 12.30; Lunedì CHIUSO
La mostra di quest'anno, intende configurarsi come un viaggio nella complessa e articolata dimensione del “classicismo” e del dialogo con l’antico che si è andata sviluppando nell’opera di artisti italiani appartenenti a generazioni successive, tra il XX e il XXI secolo: da quelli operativi già nei primi decenni del Novecento, come De Chirico, Sironi, Campigli, Marino Marini, sino alle giovani generazioni affacciatesi sulla scena dell’arte in questo inizio di nuovo secolo, passando attraverso le generazioni “di mezzo”, dalle molteplici vocazioni creative e orientamenti interpretativi: dalla rilettura dei simboli della classicità, insieme ironica e malinconica, propria della cosiddetta “Pop Art” italiana (Angeli, Festa, Ceroli), ai plasticismi cromatici e alle mitologie rinnovate della Transavanguardia, ai postmoderni enigmi metafisici e alle colte riletture dell’Anacronismo, senza dimenticare straordinarie figure di artisti che la loro complessità culturale ed espressiva rende difficilmente classificabili, come Ugo Attardi, Fabrizio Clerici, Vettor Pisani, o il grande scultore pescarese Pietro Cascella.
Collocandosi in questa prospettiva di ricerca, la mostra del 2016 vuole dunque assumere un profilo insieme storico e attuale, focalizzando l’attenzione dell’osservatore su alcuni artisti - profondamente storicizzati o attualmente
operativi - del contesto italiano moderno e contemporaneo - dagli anni ‘30 ad oggi - che, esplorando la dimensione dell’antico e del classico, l’abbiano interpretata scorgendo in essa le profonde radici della contemporaneità e cogliendone le potenzialità creative e le prospettive future. Artisti che, tessendo le fila di un rapporto vitale con la Storia culturale e artistica, hanno saputo valorizzarne nello stesso tempo la forza espressiva della materia e della forma e le suggestioni emotive e concettuali.
Uno degli spunti da cui parte il progetto della mostra è costituito dal panorama storico e teorico delineato dal libro di Salvatore Settis, Futuro del “classico” (Einaudi, Torino, 2004). Secondo il grande studioso, i concetti di “classico” e di “classicismo”, nella cultura contemporanea, si profilano secondo due opposte tendenze: da una parte, nella cultura “generale”, il discorso sul “classico” appare sempre più superficiale, stereotipato e banale, limitandosi all’estrapolazione di pochi frammenti visivi della classicità, svuotati del loro significato originario e contestuale; dall’altra, sul piano della ricerca scientifico-storiografica, la fisionomia del “classico” va facendosi sempre più complessa, metamorfica, “contaminata”: sfuma l’idea di una “purezza” del “classico” nelle sue radici greche, mentre si sviluppa quella della classicità come incrocio di culture e culti diversi, orientali e occidentali, continue metamorfosi formali e contaminazioni iconografiche e concettuali. Queste ricerche sono sfociate in libri importanti come Il Dio a venire, di Manfred Franck (sul rapporto tra culto dionisiaco e cristianesimo), o Atena nera - Le radici afroasiatiche della civiltà classica, di Martin Bernal (il quale sostiene che la cultura greca classica abbia subito notevoli influssi da quella fenicia e da quella egizia).
Negli artisti visivi italiani presenti in questa mostra risulta particolarmente evidente proprio la tendenza a esprimere questa complessità, ambiguità e polimorfismo del “classico”, messi in evidenza dagli studiosi. Tendenza che dunque distanzia e differenzia profondamente questi artisti dall’uso comune e stereotipato dell’idea di “classico” e di “antico”. Nel lavoro di questi artisti si accavallano e interferiscono temi, tecniche ed elaborazioni fantastiche, motivi metafisici e alchemici s’intrecciano con suggestioni classiche e richiami al mito, talora reinterpretati in chiave iper-moderna, con l’ausilio di tecniche fotografiche digitali: si manifesta qui un'idea del classico che ben si attaglia all’inquietudine degli artisti contemporanei, anzi, in qualche modo appare in grado di stimolarla e accrescerla. Un’idea che implica la libertà di tràdere (tramandare) ma anche di tradire le forme, in un corto circuito continuo tra soggettività e percezione oggettiva del reale.
Il rapporto tra antico e moderno - tra tradizione e innovazione - diventa così un valore eversivo, e il classico non è mai la forma immutabile, ma la forma che si presta a infinite interpretazioni, metamorfosi e contaminazioni.
Artisti presenti: Giorgio De Chirico, Mario Sironi, Massimo Campigli, Marino Marini, Franco Angeli, Tano Festa, Mario Ceroli, Ugo Attardi, Fabrizio Clerici, Vettor Pisani, Pietro Cascella,
Tommaso Cascella, Massimo Catalani, Luigi Cecinelli, Sandro Chia, Stefano Di Stasio, Luca Farina, Flavia Franceschini, Cesare Giuliani, Gianfranco Goberti, Angela Maltoni, Giuseppe Modica, Simone Pellegrini, Stefano Piali, Eros Renzetti, Ruggero Savinio.

Comunicato Stampa inviato, in redazione, il 5 luglio 2016 da "Laboratorio ArtiBus" - Vasto - www.laboratorioartibus.it

XLVIII Premio Vasto di Arte Contemporanea
Vasto, 11 luglio - 25 ottobre 2015
La splendida cornice delle Scuderie di Palazzo Aragona, sede ormai consolidata per le mostre d'arte contemporanea, ha accolto l'edizione 2015 del Premio dal titolo "L'arte magica", a cura di Lorenzo Canova, storico dell'arte e critico, docente dell'Università del Molise.
Il Canova, curatore della mostra, alla sua seconda partecipazione dopo quella del 2003, ha illustrato alcuni punti a partire dal titolo "L'arte magica", un omaggio ad un grande artista, Giorgio De Chirico, uno dei grandi padre dell'arte del Novecento, perché "L'arte magica", ha spiegato
"può essere come succede anche in questa mostra, un arte d'impegno, un'arte che può avere una vocazione sociale, anche di riflessione sul mondo contemporaneo, però quello che deve restare e che la rende arte è la magia. Gli artisti devono essere coloro che ci regalano la scintilla magica di rapporto tra l'opera e la percezione".
La mostra vuole essere un percorso attraverso le forme contemporanee della pittura e della scultura nei loro intrecci con l’installazione, la fotografia, la performance e il video, in una dimensione dove i linguaggi si fondono per animare la complessità del nostro presente. Nuovi materiali e tradizione, cronache quotidiane e sguardi visionari, flussi di colore e segni grafici dialogano quindi nel canone di un’armonia discorde in cui i contrari si avvicinano e dove le dissonanze si conciliano attraverso idee e azioni differenti.
stralcio da art. a firma Lino Spadaccini, apparso "su www.noivastesi.blogspot.com" in data 11 luglio 2015

XLVII Premio Vasto di Arte Contemporanea
L'Icona Ibrida, a cura di Gabriele Simongini
Vasto, 12 luglio - 26 ottobre 2014
Ancora una volta la splendida cornice delle Scuderie di Palazzo Aragona, sede ormai consolidata per le mostre d'arte contemporanea, ha accolto l'edizione 2014 del Premio Vasto dal titolo "L'icona ibrida", a cura di Gabriele Simongini, storico dell'arte e saggista, nonché critico d'arte del quotidiano Il Tempo.
La mostra, promossa dal Comune di Vasto e dal Comitato Manifestazioni d’Arte e Cultura di Vasto, come ogni anno è organizzata dal Comitato Premio Vasto d’Arte Contemporanea, presieduto dal dinamico Roberto Bontempo.
A Gabriele Simongini, curatore della mostra, è toccato il compito di illustrare ai presenti la sua idea di "Icona ibrida", che si distacca nettamente da un concetto preciso che spesso viene usato nell'arte e che tende per forza a catalogare opere e artisti come astratto o figurativo. La mostra si compone di opere spiazzanti ad un primo
impatto, che pongono delle domande e soprattutto che rifiutano di essere incasellate in una definizione limitativa.
"Oggi molti artisti, ciascuno in piena autonomia", ha scritto il curatore della mostra sul catalogo, "lavorano sull’idea di ibridazione e di incrocio fra linguaggi come difficile e mai definitivo rito di passaggio dall’invisibile al visibile. Ecco allora, nell'edizione del Premio Vasto, forme in transito verso il mistero, fluide, metamorfiche, né astratte né figurative, non definibili secondo cifre cristallizzate, da manuale di storia dell’arte. Un’ibridazione anche generazionale, tramata di identità artistiche scritte nel vuoto come generatore di possibilità. Ecco affermarsi un nuovo spazio di esistenza visiva in cui possono coesistere molteplici "forme informi", rafforzandosi a vicenda, attraverso la fluidità per vasi comunicanti di un nuovo connubio dove convivono semplice e complesso, stabilità ed instabilità, cultura individuale e culture plurali, ossessioni soggettive e pulsioni collettive".
stralcio da art. a firma Lino Spadaccini, apparso "su www.noivastesi.blogspot.com" in data 13 luglio 2014

XLVI Premio Vasto di Arte Contemporanea
Oltre l'Immagine. Le molte anime dell’astrazione nell’arte italiana
Vasto, 13 luglio - 27 ottobre 2013

Comunicato stampa. Sabato, 13 luglio 2013 si inaugurerà, nella magnifica cornice delle Scuderie di Palazzo Aragona a Vasto, la Mostra del XLVI PREMIO VASTO D’ARTE CONTEMPORANEA: OLTRE L’IMMAGINE. Le molte anime dell’astrazione nell’arte italiana (a cura di Silvia Pegoraro), aperta fino al 27 ottobre 2013.
La mostra è promossa dal Comune di Vasto e dal Comitato Manifestazioni d’Arte e Cultura di Vasto, e organizzata dal Comitato

Premio Vasto per l’Arte Contemporanea, presieduto da Roberto Bontempo dal 1959, anno di fondazione dello storico Premio.
Le ultime edizioni del Premio Vasto hanno analizzato soprattutto le tendenze artistiche figurative. La mostra dell’Edizione 2013 intende invece prendere in esame una linea di ricerca ascrivibile in senso lato all’”Astrazione”.
L’astrazione, come processo mentale caratterizzante il XX secolo in tutte le sue manifestazioni, dall’arte alla filosofia alle scienze, incarna la tensione della mente umana verso una visione sintetica e globale. Il concetto di astrazione (da ab-trahere, cioè staccare, separare, tirar-fuori) implica l’operazione di individuare ed estrarre alcuni elementi, ma anche il necessario "distacco" del soggetto nei confronti dell’oggetto (natura). Solo tale distacco può dar luogo a una sintesi della visione, dopo l’analisi della percezione. Con l’astrazione, in arte, si attua una rottura radicale nei confronti del codice naturalistico plurisecolare della tradizione figurativa occidentale: ciò che conta, qui, non è tanto la caduta dei riferimenti al mondo esterno, quanto il fatto che le regole del linguaggio visivo si fondino su elementi interni alla forma. Ma le vie per arrivare a questo sono molteplici, anche se possono forse ricondursi a due direzioni fondamentali: una espressivo-simbolica, che presta la massima attenzione agli aspetti emotivo-psicologici del colore e al ritmo prodotto dai rapporti di forze in atto nel campo visivo, e che nasce con Kandinskij e Klee, ed una matematico-razionale, tendente alla massima rarefazione della forma individuata nella pura astrazione geometrica, che trova la sua prima espressione nell’arte moderna con Mondrian e Malevic.
L’avanguardia si è però vista trasformare dai suoi epigoni in un mero riflesso dei propri valori più contingenti, entrando a pieno titolo nei territori della moda. L’arte è diventata spesso aggressione isterica ai sensi, tempo e forma sono diventati orpelli di un inconscio mediatico, che scorre in flussi indistinti d’immagini anestetizzate. Sembra quindi importante, oggi, ri-plasmare un’identità corporea, mentale e spirituale dell’arte, sia dal punto di vista degli artisti, sia da quello dei critici, i quali, data la radice essenzialmente filosofica della loro disciplina, sarebbero chiamati a mettere in luce i legami tra l’operare artistico e le ragioni più profonde del pensiero e dell’essere.
In questa prospettiva cerca di collocarsi la mostra del XLVI PREMIO VASTO D’ARTE CONTEMPORANEA, assumendo un profilo insieme storico e attuale, e focalizzando l’attenzione dell’osservatore su alcuni artisti - tutti viventi e operativi - del contesto italiano contemporaneo - dagli anni ’50 ad oggi - che, percorrendo la via articolata e plurivoca dell’astrazione, abbiano valorizzato l’opera nello stesso tempo come dominio della materia e dei sensi e come inedito mezzo visivo per approdare ai misteri dell’emozione e della cognizione umane.
Non uno, dunque, ma molti percorsi riconducibili all’astrazione, che mettono in evidenza il perdurare della vitalità di questo linguaggio artistico. Un’arte che, sulla scia di Barnett Newman, si vorrebbe definire
“arte plasmica”, perché la potenza degli elementi plastici è qui tradotta in una sorta di fecondo e polisemico plasma mentale.

Artisti presenti:
CARLA ACCARDI, MARCO APPICCIAFUOCO, GIANNI ASDRUBALI, NANNI BALESTRINI, LUIGI BOILLE, AGOSTINO BONALUMI, NICOLA CARRINO, ALFREDO CELLI, ENNIO CHIGGIO, LUCIANO DE LIBERATO, ALBERTO DI FABIO, EMANUELE DILIBERTO, SIDIVAL FILA, LICIA GALIZIA, GIORGIO GALLI, EDOARDO LANDI, SERGIO LOMBARDO, CARLO LORENZETTI, TEODOSIO MAGNONI, RENATO MAMBOR, ACHILLE PERILLI, MAURO STACCIOLI, MARCO TIRELLI, CLAUDIO VERNA, ANTONELLA ZAZZERA, GIANFRANCO ZAZZERONI.

Comunicato Stampa inviato, in redazione, il 10 luglio 2013 da "Laboratorio ArtiBus" - Vasto - www.laboratorioartibus.it

XLV Premio Vasto di Arte Contemporanea
Percorsi di figurazione oggi a cura di Carlo Fabrizio Carli
Vasto, Scuderie di Palazzo Aragona (Via San Michele)
Durata:
14 luglio - 28 ottobre 2012

La pittura e la scultura rischiano, attualmente, di diventare le vere misconosciute dell’arte contemporanea. Poste ai margini da accreditate tendenze critiche, escluse da importanti rassegne e dalle proposte di fiere e gallerie alla moda, trascurate insomma dal sistema dell’arte, sono accusate di essere ormai fuori corso, di aver “detto tutto” nei tanti secoli in cui hanno assolto il ruolo di linguaggi privilegiati e ancestrali dell’espressività estetica. Di costituire, insomma, delle vere e proprie “lingue morte”. Ma è poi un’argomentazione valida? L’esistenza degli uomini non è forse fondata sulla ripetizione inesauribile dei soliti gesti, sentimenti, operazioni? Eppure, ad ogni alba, il mistero dell’esistenza si ripropone intero. La pittura e la scultura sarebbero meno efficaci, meno attuali delle espressioni estetiche contemporanee?
Eppure nella fedeltà alla pittura e alla scultura opera la testimonianza molto seria di un’attitudine e di un’aspirazione riguardo cui l’artista non trova diverso linguaggio e mezzo espressivo per rispondere adeguatamente.
La XLV edizione del Premio Vasto, a cura di Carlo Fabrizio Carli, è dedicata, appunto, a documentare i percorsi attuali della pittura e della scultura d’immagine. Gli artisti invitati delineano uno scenario ricco e variato, incentrato soprattutto su presenze giovanili, assai indicativo di quelli che sono oggi le prospettive, gli ambiti e le potenzialità della figurazione.
Era inevitabile, e forse necessario, che la pittura e la scultura registrassero in qualche misura gli enormi cambiamenti verificatisi nell’ambito degli scenari visivi e più estesamente culturali della contemporaneità: l’incessante martellamento

retinico, i colori vivacissimi e artificiali della pubblicità e della televisione; la “pittura di strada” sospesa tra muralismo e graffitismo; il sintetismo del fumetto; l’ironia propria della versatilità linguistica postmoderna; ma anche la perdurante suggestione del museo e della storia.
Parlare di pittura oggi, in un contesto marcato dalla pratica della contaminazione di tecniche e linguaggi, significa riconoscere innanzitutto la perdurante validità, autonomia e riconoscibilità dell’atto del dipingere (parallelamente, si potrebbe dire del fare scultura) e dell’oggetto estetico in cui esso tradizionalmente si concretizza (il quadro o la plastica tridimensionale).
Non si tratta, beninteso, di esprimere valutazioni sul ricorso alla fotografia, al filmato, al video, al computer e a quant'altro possa intrigare i percorsi della creatività estetica contemporanea: nel corso di un secolo, lo spettro dei tradizionali canali dell'espressione estetica si è dilatato in modo impressionante. Quello che interessa è semmai puntualizzare che si tratta di linguaggi altri rispetto alla pittura e alla scultura, cui però spetta un autonomo ambito di praticabilità; considerazione tanto apparentemente ovvia, quanto frequentemente al momento disattesa, anche talvolta in grandi occasioni espositive pubbliche, che pure si riterrebbero impegnate istituzionalmente a garantire la pluralità delle scelte.
Pittori
: Paolo Assenza, Laura Barbarini, Carlo Bertocci, Lucilla Candeloro, Sergio Ceccotti, Francesco Cervelli, Antonella Cinelli, Alessandra Di Francesco, Mauro Di Silvestre, Stefania Mileto, Cesare Mirabella, Giorgio Ortona, Luca Padroni, Alessandro Papari, Francesco Parisi, Mauro Reggio, Maurizio Romani, Fernando Zucchi.
Scultori: Michelangelo Galliani, Alberto Mingotti, Giuseppe Pirozzi, Paolo Porelli, Francesca Tulli, Carlo Venturi, Franz Weidinger.
materiale messo a disposiz. della Redazione da pate dell' Organizzazione del Premio - Luglio 2012

XLIV Premio Vasto di Arte Contemporanea
Vitalità dell'arte

Vasto, Palazzo d’Avalos, luglio - ottobre 2011
Si può affermare che il XLIV "Premio Vasto", sotto l'insegna "Vitalità dell'arte", abbia voluto compiere una indagine, indispensabile oggi, nel marasma delle analoghe iniziative che si svolgono in Italia, sulla situazione delle arti visive, anche per un doveroso confronto con la realtà contemporanea.
E, infatti, il curatore Sandro Parmeggiani ha sottolineato in tale aspetto, scrutando nel panorama assai vasto, mediante una doverosa selezione, per puntar sulle presenze più significative emergenti, della prima e della seconda generazione, per offrire una visione quanto più completa su cui avviare un discorso sulla validità dell'iniziativa vastese.
La Mostra allestita nelle sale scuderie di Palazzo Aragona chiuderà il 30 ottobre.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "il Giornale del Vastese", mensile d'info. del Terr. n.11 - sett. 2011

XLIII Premio Vasto di Arte Contemporanea
Memoria e creatività. I mille occhi della Sfinge

Vasto, Palazzo d’Avalos, luglio - ottobre 2010
, aperto fino al 7 novembre

Il XLIII Premio Vasto di Arte Contemporanea, dedicato al tema Memoria e creatività. I mille occhi della Sfinge riflette sul concetto di processo artistico come vero e proprio modo di essere, in grado di lasciare emergere, attraverso il fascino di ciò che è apparente, il "tempo interno" dell'uomo di oggi.
Il multiforme manifestarsi dell'arte figurativa, attualmente, testimonia il prevalere delle forze creative su quelle distruttive nell'ambito di un'evoluzione sociale non esente da rovinose cadute.
Le interpretazioni estetiche dei numerosi autori coinvolti dalla mostra vastese costituiscono i frammenti di una memoria collettiva complessa, che si accende di riverberi rivelatori illuminanti e talvolta, addirittura, fulminanti.
A declinare gli accenti di tale complessità Floriano De Santi, critico e storico dell'arte, presentarore delle opere, ha chiamato a raccolta le testimonianze di artisti italiani e stranieri quali - solo per citarne alcuni - Emilio Vedova, Herman Nitsch, Mimmo Paladino, A. R. Penck, Umberto Mastroianni, André Masson, Jean Michel Basquiat, Ennio Calabria, Hans Hartung, Alberto Sughi, Mario Schifano e Ruggero Savinio. Si tratta di nomi che non hanno bisogno di presentazioni ridondanti, poiché evocano di per sé suggestioni legate a ricerche solide e di alto valore qualitativo.
Dopo un'intensa stagione estiva, inaugurata dal partecipato

vernissage dello scorso luglio e dal successo dell'esposizione nei mesi più caldi, il Premio Vasto si proietta ora nella dimensione più raccolta e tranquilla dell'autunno, che darà modo ai visitatori già intervenuti di tornare a Palazzo Aragona con maggiore calma e a quanti non hanno ancora avuto modo di visionare la mostra di fruirla con la massima libertà, rimanendo aperta fino al prossimo 7 novembre 2010.
La prestigiosa sede delle Scuderie di Palazzo Aragona, utilizzata per la prima volta come location della storica rassegna d’arte vastese nel corrente anno, è frequentata in questo periodo dagli studenti delle Scuole Secondarie Superiori, ai quali è offerta l’opportunità di effettuare visite guidate alla mostra.
stralcio da articolo apparso "su www.noivastesi.blogspot.com" in data 25 ottobre 2010

XLII PREMIO VASTO di Arte Contemporanea
Omaggio a Carlo Mattioli a cura di Anna Zaniboni Mattioli
Terra. Proposte 2009 a cura di Daniela Madonna

Vasto, Palazzo d’Avalos, 11 luglio - 31 ottobre 2009
Quest’anno il Premio Vasto celebra un matrimonio, sotto gli auspici della Madre Terra.
Si tratta di un connubio tra presente e passato, tra concretezza e poesia, in vista di prospettive artistiche che scelgono di onorare il futuro piuttosto che commemorare il futurismo (operazione che sarebbe parsa piuttosto spontanea, nel centenario della stesura del Manifesto di Martinetti).
Il 2009 verrà ricordato, infatti, anche come la conclusione del triennio che la International Union of Geological Sciences (IUGS) e l’UNESCO hanno voluto dedicare alla divulgazione della conoscenza del nostro pianeta a livello scientifico e artistico.
La XLII edizione della rassegna vastese riflette innanzitutto sulla Terra come elemento primigenio, per poi considerarla casa degli uomini e della natura, scrigno di tesori storici e di furori irrefrenabili che talvolta spazzano via la vita senza troppo riguardo.
La Terra verrà vista come specchio della mitica Gea, oggi amata eppure offesa dai suoi temporanei inquilini, ma anche come involucro del silenzio che inghiotte ogni cosa sotto il cumulo di macerie incancellabili dalla memoria.
La mostra sarà suddivisa in due sezioni dialoganti: un omaggio al grande Maestro Carlo Mattioli, che ha saputo tradurre in termini lirici i paesaggi terrestri, ed un’esposizione di validi artisti emergenti operanti sul territorio nazionale. La prima sezione, a cura di Anna Zaniboni Mattioli, mostrerà il solco preparato dall’esperienza espressiva novecentesca al seme fecondo delle voci creative di oggi, ascoltate e raccolte nel
secondo ambito espositivo (IncontrArti, “Terra. Proposte
opera di Carlo Mattioli
2009”) dalla curatrice Daniela Madonna.
Cornice interattiva della XLII edizione del Premio sarà Palazzo d’Avalos, nucleo di centrale importanza per la vivacità culturale locale. In particolare, la sezione dedicata alle proposte verrà ospitata dalle sale del Museo archeologico, istituendo un’inedita osmosi tra le testimonianze della storia dell’uomo, generosamente restituite dalla terra alla tutela degli esperti, ed i messaggi artistici contemporanei.
Comunicato Stampa inviato, in redazione, il 10 giugno 2009 da "Lab. d'arte Mondo a Colori" - Vasto - www.mondoacolori.it

nel tempo:
Nei primi anni cinquanta del ‘900 l’Amministrazione Comunale di Vasto ed in primis il Sindaco di allora, Florindo Ritucci-Chinni, promossero in città due mostre di notevole successo che sottolinearono il legame tra la lezione stilistico-espressiva dei
fratelli Palizzi e la ricerca delle successive generazioni di artisti italiani.
Il Premio Vasto di Arte Contemporanea, istituito nell’estate del 1959, si fece erede dello spirito che aveva animato l’ideazione delle suddette iniziative, prefiggendosi l’obiettivo di seguire l’evoluzione dell’arte nazionale e di diffonderne la conoscenza sul territorio locale.
La prima edizione del Premio, dedicata ai principali pittori vastesi dell’epoca, fu seguita da due meeting artistici di natura estemporanea e da una significativa serie di collettive, che affiancarono indagini di tipo tematico-problematico adomaggi, antologiche e segnalazioni.
Dal 1975 il Premio abbandonò la veste di certamen artistico per trasformarsi in rassegna d’arte di qualità, affidata a critici di grande spessore, tra i quali basti ricordare Guzzi, Biasion, Carluccio, Sala, De Santi, Mascherpa, De Micheli, Simongini, Di Martino, Carli, Cerritelli e Crispolti.
Particolare rilievo assunsero le tre Biennali di Arte e Critica d’Arte, caratterizzate dalla premiazione di un saggio ritenuto meritevole al quale si ispirava la rassegna dell’anno successivo, curata dallo stesso autore del contributo critico risultato vincente.
Da segnalare sono anche le edizioni comprese tra il 1991 ed il 1995, incentrate sulla rivisitazione dell’arte italiana della seconda metà del ‘900, analizzata nelle sue diverse correnti e configurazioni. Nel tempo il Premio Vasto d’arte contemporanea ha tracciato un prezioso percorso interpretativo dei fenomeni artistici italiani di maggior rilievo, analizzandone i linguaggi tradizionali ed innovativi in rapporto all’incessante mutare dei valori estetici a livello internazionale.
Le più recenti edizioni della rassegna, a cura di Lorenzo Canova e Alessandro Riva, hanno rivolto una particolare attenzione alle nuove generazioni di artisti operanti in Italia.
........................................................................................................................................................17/06/2009, stralcio da "
www.premiovasto.it "