Isole Tremiti
 
 

Le isole Tremiti, da Vasto alto: a 35 miglia marine dalla costa

 
 
Veduta delle Isole tremiti dalle terre vastesi
 
 

Vasto - Isole Tremiti e Pelagosa (Croazia) viste dal Muro delle Lame - Foto Roby Spatocco

 
Vasto - Isole Tremiti - Pianosa e Pelagosa (Croazia)
 

Notizie sulle Isole
E' proprio il caso di dirlo...le Isole Tremiti stanno a due passi dalla costa Abruzzese anche se in realtà appartengono geograficamente alla vicina Puglia.
E' facilissimo raggiungerle partendo da Termoli (25 miglia) e da Vasto, in motonave (mezzo più lento e più economico) o in aliscafo.
L'arcipelago delle Tremiti, con una superficie complessiva di 3, 06 Kmq,
si compone di 3 isole calcaree maggiori:
San Domino
 San Nicola
Capraia
della disabitata e lontana:
Pianosa
dei 2 scogli:
Crepaccio
La Vecchia
 
Tutto l'arcipelago nel 1989 è stato dichiarato
Riserva Naturale Marina e dal 1996 fa parte del parco Nazionale del Gargano.

 
  San Domino è la più grande e anche la meglio attrezzata dal punto di vista turistico con i suoi 208 ettari di superficie e poco meno di 10 km di linea costiera. L'isola tocca un'altezza massima di 116 m. in prossimità della cappella dell'Eremita ed è fronteggiata dai Pagliai, alti faraglioni nei pressi dei quali si apre una piccola spiaggia di ghiaia. Tante sono le piccole cale di indescrivibile bellezza: la cala delle Arene per esempio sulla costa Nord Est è l'unica spiaggia sabbiosa; (consigliamo di raggiungerla sin dalle prime ore del mattino in quanto il numero degli ombrelloni a noleggio è limitato) la cala dei Benedettini sulla costa Ovest offre una spiaggia di rocce e scogli con fondali che digradano dolcemente per 5/6 m. e poi sprofondano per 20 m. improvvisamente. Ci sono anche delle grotte: quella delle Viole così detta dal riflesso dell'acqua, e quella del Bue Marino che si addentra per 70 m. nella roccia dove un tempo viveva la foca monaca e ancora la grotta delle Rondinelle. Per vederle si possono effettuare delle escursioni in barca.
San Domino vanta anche spettacolari fondali che rendono l'isola meta di appassionati di diving.
Da non perdere i fondali dello Scoglio dell'Elefante, a Punta del Diamante e grotta delle Rondinelle, ma per i più esperti Punta Secca e Punta del Diavolo in mare aperto a una profondità che arriva a 80 m.

San Nicola, la più piccola delle isole, è il cuore amministrativo, storico e culturale dell'Arcipelago.
San Nicola, unico centro abitato, fu abitata prima dai romani e quindi fortificata in epoca medievale quando fu anche fondata la chiesa di Santa Maria a Mare, tuttora meta di pellegrinaggi.
Da vedere anche la torre del Cavaliere (torre fortificata costruita direttamente nella roccia), il Bastione del Cannone, uno dei punti più panoramici dell'isola, la Torre del Pennello, dove risiedeva l'antico corpo di guardia, la "Salizada", scala a rampe scavata nella roccia.

Caprara, detta anche Capraia invece emerge dal mare con un profilo aspro e selvaggio.
articolo apparso su Puntonet, rivista d'informazione territoriale - San Salvo - agosto 2007 e aggiorn. d'info. agosto 2009

In gita alle Isole Tremiti
Sono numerose le attrattive che le isole offrono ai turisti.
Con piccole imbarcazioni è possibile allontanarsi dalle zone più affollate e raggiungere le suggestive calette che le circondano. Flora e fauna non sono meno affascinanti. Alle Tremiti nidificano il Falco della regina, il Falco Pellegrino e i Gabbiani note come Diomedee.
Ma le isole non sono solo mare. Visitando San Nicola ci si tuffa nel passato. Sono numerose le tracce che rilevano la presenza dell'uomo sin dall'antichità. Resti di villaggi neolitici sono presenti su San Domino, mentre su San Nicola sono stati rinvenuti fori di palificazione di una capanna dell'Età del Ferro, fosse sepolcrali dell'età classica ed ellenistica e i resti di due domus romanae. Con l'inizio del nuovo millennio, le fonti documentarie indicano una prima comunità religiosa affidata ai monaci Benedettini Cassinesi. Ai primi anni dell'XI secolo dovrebbero risalire la costruzione del monastero e della chiesa di Santa Maria. Nel corso di questo secolo, l'abbazia visse un periodo di splendore, aumentando i possedimenti in terraferma. L'importanza assunta generò tensioni con l'abbazia di Montecassino dalla quale i monaci tremitesi rivendicavano l'indipendenza. L'autonomia e il potere segnarono l'inizio della decadenza morale e materiale dell'ordine e nel 1237 il cardinale Raniero da Viterbo incaricò il vescovo di Termoli di sostituire l'ordine dei Benedettini con quello dei Cistercensi del monastero di Casanova, nei pressi di Parma. Le fonti storico-documentarie e i rilievi architettonici attribuiscono al periodo
 Cistercense la trasformazione dell'abbazia in fortezza.
Le frequenti incursioni dei pirati slavi portarono nel 1334 alla completa scomparsa dell'ordine e alla distruzione di gran parte del complesso monastico.
I pirati dalmati di Almissa riuscirono ad entrare nell'abbazia-fortezza con uno stratagemma. Finsero che il loro capo era morto e chiesero la sepoltura sull'isola. La bara venne portata a spalla nella chiesa di San Nicola dai pirati slavi disarmati.
Durante la funzione sacra, la bara si aprì e ne venne fuori il capo dei pirati con le spade per i suoi uomini. Nessun frate cistercense venne risparmiato e l'isola rimase disabitata per anni.
Nel 1412 Papa Gregorio XII inviò una congregazione di canonici Lateranensi. Questi monaci, come quelli che li avevano preceduti, vissero un periodo di rapida ascesa a cui seguì la lenta decadenza.
Il complesso monastico fu completato e fortificato e nell'agosto del 1567 resistette all'attacco di 150 navi turche.
I possedimenti in terraferma furono ampliati e consolidati.
Seguì un lungo periodo di declino dovuto alle frequenti invasioni turche e ad una profonda crisi economica.
Nel 1674, con l'assenso del pontefice Clemente X, i Padri superiori Lateranensi di Roma pensarono di vendere ai Padri Celestini l'intero monastero per pagare i debiti.
Ferdinando IV, nel 1782 soppresse l'abbazia, incamerando i beni nel Regio demanio. Nel 1792 istituì a Tremiti una colonia penale che rimase attiva fino al 1926.
Nel 1932 Tremiti divenne comune autonomo.
Abolita la colonia penale, l'amministrazione delle isole è rivolta negli ultimi decenni alla valorizzazione e allo sviluppo turistico.
articolo apparso su "il Nuovo dell'Estate'09", supplemento al periodico "Il Nuovo" - Vasto n. 7/2009