Personaggi di spettacolo di Vasto
Bernardino Carnefresca
detto il
Lupacchino dal Vasto
Musicista del 1600, autore di famosi madrigali e maestro del Palestrina
(Vasto, verso 1490 - Roma, probabilmente 1555)
 
Bernardino Carnefresca
II personaggio e le opere del madrigalista
Bernardino Carnefresca nacque a Vasto verso il 1490 da modesta famiglia.
Da giovane si recò a Roma per studiare musica e canto, ma nel 1543 fece ritorno a Vasto per vestire l'abito talare, anche se, come riferiscono le cronache dell'epoca, non mostrava inclinazione per il sacerdozio, per essere designato sacerdote capitolare della Chiesa di Santa Maria Maggiore.
E' notato ancora a Roma dove per la sua versatilità nella musica sacra riscuoteva la stima e, nel 1552, venne nominato Maestro di Cappella nella Basilica di San Giovanni in Laterano, per successione di Paolo Animuccia.
Ma a causa della sua vita dispendiosa e gaudente, tanto da essere soprannominato "Lupacchino dal Vasto", nel 1553 perse l'incarico che il Capitolo Lateranense gli aveva accordato. In sua sostituzione venne nominato Orlando Di Lasso e, nel 1555, Giovanni Pier Luigi da Palestrina.
Fu nondimeno maestro di canto ed autore di grande successo di mottetti e madrigali di lirica suggestione. "Come compositore e maestro di canto - scrive Giuseppe Pietrocola nel suo volume il secondo libro di Madrigali (quaderni Rai - sede regionale d'Abruzzo 7 - febbraio 1980), fu molto lodato dal Pitoni e da altri contemporanei: compose mottetti e madrigali a quattro e a cinque voci, nonché "ricercari" e "solfeggiamenti" a due voci. Assai utili a chi volesse iniziare lo studio della musica impegnandovi, come egli stesso dice, "bellissime maniere di canto con ottimo metodo".
Un libro di madrigali a 4 voci venne pubblicato per la prima volta a Venezia, da Gerolamo Scotto. Nel 1546 il "Secondo Libro dei madrigali a 4 voci" e nel 1547 un volume di Madrigali a 5 voci venne pubbblicato dall'editore Antonio Cardano a Venezia.
"L'opera del Lupacchino - rileva Giuseppe Pietrocola - (opera citata) che ebbe maggior successo nel suo tempo è certamente un'antologia di duetti senza testo, ritmicamente assai vivaci caratterizzati da un interessante gioco imitativo: il 1° libro e Note Negre a due voci, scritto in collaborazione con Giovanni Maria Tasso di cui si conoscono 22 edizioni dal 1559 al 1701".
Ma, come soggiunge lo stesso Pietrocola "nel corso delle mie ricerche, ho appreso che nella Biblioteca Nazionale di Vienna, nella Biblioteca di Stato di Monaco, a Berlino ed a Lubecca, dovrebbero quasi certamente trovarsi opere complete del Lupacchino".
Nel 2000, per le Edizioni Suvini Zerboni, il Maestro Luigi Di Tullio, direttore del Coro Polifonico Histonium, per la Regione Abruzzo, la Provincia di Chieti, il Comune di Vasto, la Fondazione n.d. Luisa Muzii Altruda, con il contributo della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, curava la pubblicazione di due compendiosi volumi, nell'ambito dei "Monumenti Musicali Abruzzesi" l'Opera Omnia di Bernardino Carnefresca: "Le Messe" (1° volume) e "Le Messe" e "I motttetti" (2° volume) corredati da un'ampia ed esauriente biobibliografia del madrigalista vastese.

Nel 2011, il Coro Polifonico Histonium di Vasto "Bernardino Lupacchino dal Vasto" ha concluso un importante percorso di ricerca iniziato nel 1999 pubblicando l'"Opera Omnia - Messe e Mottetti" su 4 CD musicali.
 
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "il Giornale del Vastese" - periodico d'info. del Terr. - n. 9 - giugno '11

Lupacchino tra sacro e profano
I contemporanei criticavano Bernardino Carnefresca da Vasto detto il Lupacchino
per la prodigiosa voracità, i posteri lo celebrano per la sua immensa produzione musicale
Pochi sanno chi era Bernardino Carnefresca detto il Lupacchino, da Vasto.
Del resto è impresa ardua conoscere il volto, la storia di un uomo le cui uniche tracce sono tutt'oggi rappresentate da madrigali e ricercari lasciati a testimonianza di una dignitosa attività di musicista.
Di lui si sa con certezza che è vissuto intorno alla metà del '500 ed era noto presso i suoi contemporanei come il Lupacchino. Un curioso nomignolo che suggerisce un carattere schivo, solitario, indomito, o forse, stando alle parole del musicista Baini, il difetto di un appetito insaziabile. Un nome che tuttavia non doveva dispiacere al nostro compositore se egli lo adoperò per firmare le sue opere. E Bernardino deve proprio a esso, più che alla sua musica, la fortuna di essere rimasto vivo nella memoria e nell'immaginario dei vastesi.
Da brevi fonti documentarie si apprende che il Lupacchino è a Vasto (1490), nel 1543 come sacerdote del Capitolo di Santa Maria Maggiore. Poi, intorno al 1550, la grande occasione, il salto di qualità che lo porta a Roma come organista e maestro di cappella presso la Basilica di San Giovanni in Laterano. Un incarico prestigioso, che fu più tardi del Palestrina, meritatamente conquistato per le doti di "eccellente compositore".
La sua fama presso i contemporanei si lega alla realizzazione di tre libri di madrigali e uno di ricercari a due voci, pubblicati per la prima volta dagli editori veneziani Scotto e Gardano.
I ricercari, solfeggiamenti usati nella pratica vocale polifonica, scritti insieme al musicista Giovan Maria Tasso, incontrano notevoli consensi e hanno ampia diffusione: se ne conoscono almeno trenta edizioni fino ai primi del '700.
Non ci sono testimonianze certe che evidenzino i rapporti del Lupacchino con gli ambienti colti dell'epoca, tuttavia dalle sue stesse opere potremmo leggere la realtà di certi incontri e la frequentazione di ambienti letterari.
Dalla dedica a Carlo Antonio Fantuzzi, nobile bolognese amante di musica e di lettere, contenuta in un libro di madrigali, è forse possibile immaginare un contatto del nostro con l'aristocrazia della città emiliana.
Come, con ogni probabilità, il Lupacchino stringe amicizia con i D'Avalos, signori della città
natale, ai quali sembra dedicato il madrigale dal titolo Il dolce sonno.
Le tracce del musicista si perdono quando egli cade in disgrazia presso il clero del Laterano; il Baini in merito racconta: "Amava laute mense; onde la protobasilica non soffrendo a lungo le lagnanze contro di esso privossi del suo servigio.
Il primo ottobre dell'anno 1555, due mesi dopo la esclusione dalla cappella apostolica entrò Giovanni Pierluigi da Palestrina..."
Bernardino Carnefresca detto il Lupacchino ha lasciato una considerevole produzione musicale: dieci messe, alcuni mottetti, più di novanta madrigali e una trentina di ricercari a due voci: in tutto circa centocinquanta composizioni che fanno del nostro uno degli autori più interessanti del cinquecento abruzzese.
Non tutte le opere hanno avuto un'ampia divulgazione, rimane infatti inedita a tutt'oggi la produzione sacra.
A tale scopo il coro polifonico Histonium, intitolato al musicista, ha inteso promuovere un progetto finalizzato alla conoscenza e alla riscoperta delle opere del compositore.
L'iniziativa, coordinata da Luigi Di Tullio, prevede l'edizione critica dell'opera omnia per la quale è stato costituito un gruppo di ricerca che ha già avviato la trascrizione in chiave moderna della musica del Lupacchino.
In ultima istanza, questa iniziativa vuole essere il primo atto di un progetto più ampio volto alla fondazione di un Centro studi sulla cultura musicale abruzzese.
Il coro Histonium si è specializzato..............
nell'esecuzione della musica cinquecentesca di..
cui il Lupacchino fu un esponente considerevole.
stralcio da art., a firma Sandra Fiore, apparso su "D'Abruzzo", rivista trim. - Ortona Ch - anno VII - n. 26 - estate 1994