Figure di Vasto, da ricordare
Gaetano Ciancio (Ballarèine)
Cantante e chitarrista.
Il menestrello che cantava la città e la sua gente.
La "Voce", l'"Usignolo", il "Cantore" di Vasto
dei brani più popolari della tradizione locale
(Vasto, 17 ottobre 1919 - Vasto, 27 aprile 2014)
 
È morto Gaetano Ciancio (Ballarèine), La "Voce di Vasto"
Nel pomeriggio del 27 aprile 2014, presso l’Ospedale Civile di Vasto, è morto Gaetano Ciancio, 95 anni, la "Voce di Vasto", il folksinger che per quasi 80 anni con la sua voce inimitabile ha rallegrato manifestazioni canore importanti, incontri, concorsi, matrimoni ed eventi familiari, unico e autentico cantastorie vastese.  In città  è stato il “maestro”, un grande rappresentante del bel canto tradizionale ed in particolare di quello in vernacolo vastese. Insuperabile interprete.
Negli ultimi anni ha inciso CD che gli hanno dato grande popolarità anche fra le nuove generazioni. Tanto che su facebook gli hanno dedicato anche un fan club. "Ballarèine" come lo chiamavano gli amici e gli estimatori, nella sua lunga e intramontabile attività di "stornellatore", ha deliziato, con la sua voce generazioni interpretando brani dei più noti maestri di Vasto e dell'Abruzzo. 
I funerali si sono tenuti all'indomani, alle 16.15 nella chiesa di Sant'Antonio di Padova. La S. Messa è stata trasmessa in diretta dall'emittente televisiva TRSP.
Con Caddane scompare un altro pezzo di storia della città. Tutti lo hanno conosciuto. Tutti lo hanno apprezzato per il suo grande e costante impegno, per la sua semplicità, per la sua melodiosa
voce tenorile, calda e passionale, per l'amore che riversava alla sua città e alla sua gente, accompagnato dalla sua 'fida' chitarra.
M.S., 30 aprile 2014
Biografia (stralcio da art. a firma Miranda Sconosciuto “La Cicatille apparso su www.histonium.net del 29 aprile 2014)
Era nato nel 1919 in una famiglia numerosa, ben sette figli, da papà Vincenzo Ciancio, sarto ed artificiere, e mamma Grazia Perrozzi, casalinga. Cominciò a cantare da "bbardascè", a cinque anni e tre mesi con il fratello Alfonso di quindici anni, in una commedia familiare di Don Florindo Ritucci Chinni e messa in scena nella sede della San Filippo Neri, un circolo cattolico vicino al Palazzo Cavalla.
Subito divenne la carta vincente nei bar e nelle feste paesane, dove Don Peppe Cilli e Carlo Anelli lo invitavano in nome della loro “sacrosanta” amicizia. Con papà Vincenzo, che suonava la chitarra, cominciò a girare nelle feste matrimoniali dove, a dir suo: “Valeva la pena andare, perché si mangiava e si beveva”.
Gli anni passarono e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo vide partire militare. Da qui a Brindisi incontrò il suo secondo angelo custode, dopo papà Vincenzo, l’ufficiale di Marina Vallone, che lo salvò da morte certa, annullando la richiesta d’imbarco a bordo di un sommergibile che poi affondò. A fine guerra, prese in sposa Anna Salvatorelli, dalla quale ebbe tre figli: Enzo, il figlio dell’amore e della libertà, come lui diceva, Carlo e Angela.
La quotidianità di una vita familiare solida, piena d’amore e di sacrifici lo videro in prima linea come allegro interprete dei canti della tradizione popolare nelle feste patronali, accompagnato dalla inseparabile chitarra e dagli amici fedeli. Ad ottanta anni “la riscoperta”, grazie a Giovanni Di Rosso e Peppino Tagliente: divenne un personaggio dell’Almanacco dei Vastesi, "Lu Lunarie de lu Uaste", per il quale incise anche una serie di cd dal titolo Vaste è bbelle e di esibizioni, tornando in pubblico dietro l’insistenza di Silvio Petroro e di Gennaro Strever in alcune edizioni della Festa del Ritorno, che gli consentirono di guadagnarsi anche la simpatia e l’apprezzamento tra le giovani
generazioni che gli dedicarono un Fans Club su Facebook.
La sua ricchezza è racchiusa nella sua stessa storia di uomo
semplice”. Gaetano Ciancio era nutrito da una grande fede che lo vedeva accompagnato sempre dalla presenza del Signore. Amava custodire in sé la storia di persone che aveva incontrato nella sua vita
e che lui chiamava i suoi “angeli custodi”, dal padre che gli insegnò
la morale e l’amore di Dio, all’ufficiale che gli salvò la vita, alla moglie Anna, alla figlia Angela, collante della famiglia e a Carlo custode
della sua vecchiaia.
La grande eredità che ci lascia “La Ballareine” è nella vastesità che è riuscito a farci amare nelle sue espressioni più belle e che è nostro dovere tramandare alle giovani generazioni. Sarà sempre presente
con noi nella festa di Sant’Elena il 18 agosto a Punta Penna alle ore
16 sotto il porticato della chiesa e vivrà dentro di noi nella sua inconfondibile voce e nei canti dialettali popolari di Francesco Paolo Votinelli in “Uaste è bbelle Terra d'eure", in “Cicirinella”, “Cuncitti
dell’amico Don Florindo Ritucci Chini e “Ngi Pinzà”, “Lu Citrone”, “La fija di Ciarcialle”, tutte
testimonianze del profondo amore per la sua Vasto.

Si spegne una delle più belle voci di Vasto
La scomparsa di Gaetano Ciancio 
Ha destato unanime cordoglio la scomparsa di Gaetano Ciancio,
una delle più belle voci di Vasto che ha segnato uno spaccato della nobile tradizione canora della Città. 
Un uomo votato al culto della famiglia ed al lavoro che ha nobilitato con il suo costante impegno e con profonda fedeltà. 
E' stato protagonista assoluto nelle più importanti manifestazioni cittadine, sin dall'ultimo conflitto, riscuotendo con la sua soave
voce, calda ed appassionata, successo e generale consenso. 
Tra sue partecipazioni, le numerose edizioni della "Festa del
Ritorno
", esaltate con la nostalgica  interpretazione di "Uaste
bbelle, terra d'eure
", legata indissolubilmente ai ricordi dei
numerosi emigranti vastesi in Australia, venuti nella loro città
natale per assaporare sapori e memorie di Vasto, e le canzoni melodiche che hanno caratterizzato un'epoca, quella della loro gioventù.
Di questo cantore, oltre al ricordo affettuoso di tanti suoi
estimatori, restano le incisioni in tanti CD che contengono i canti della tradizione canora di Vasto, editi da Quiquotidiano ed allegati nel Lunario di Vasto,  con gli echi immortali di questo magistrale interprete della nobile tradizione canora di Vasto. 
Giuseppe Catania, Vasto, martedì 29 aprile 2014

Pi lu Uaste La Voce
Giuseppe F. Pollutri, 28 aprile 2014

Era di Vasto,
pi lu Uaste La Voce,
dell’anima nostra era lieve
un fiato, assonante e melodico.
La Bballareine è stato Ciancio,
per novanta e poi cinque gli anni,
di sua e della gente ha segnato un’età.

Di nostra terra, d’aria e di mare intonava
canzoni, tra il dire, narrare e sognare,
sommessi palpiti donava all’ascolto,
per tutti evocando passioni nascoste
e poi svelate, gli umori e gli amori, serenati
per le nubende al fervido sposo votate.
Menestrello comitante della vita semplice,
con lievi tocchi di corda acustica melodiava
sentimenti e desideri, le lontananze e i ritorni
di chi “era andato”, nel tempo e nel mondo.
Cicerenella mè e La fije di Ciarcialle
sovente intonava, o un corale e liberatorio
Ngi Pinzà, nel vernacolo più vero e più suo.

Ciancio Gaetano, usignolo per voce,
ha ‘ballato’ per molti la vita,
nel Vasto tenendo suo e nostro
l’approdo continuo dei giorni.
Che Caddane sia morto,
e del tutto ora tace, è annotazione d’anagrafe.
Vivo resti in noi l’animo suo cantore,
da tenersi a suadente memoria per vivere,
nel tempo che viene e che per altri verrà.
 
Poesia di Osvaldo Santoro dedicata al compianto Gaetano Ciancio (Ballareine).
Osvaldo ha voluto ricordarlo con
 EPICEDIO
In morte del caro Gaetano Ciancio (alias Ballarëine)
(componimento poetico funebre, canto corale in onore dell'amico)
   Eppur da tanto tante voci udimmo
in vari timbri; di più volti amati,
visioni e voci, su nel ciel volati.


Eppur da tanto tante voci udimmo.
   Ma quella tua ha chiuso quel ricamo
d'un'epoca passata e ormai lontana,
solco profondo d'anima paesana.
Ma quella tua ha chiuso quel ricamo.


   Tu rimarrai con noi, vastesi grati
e a risentirti resteran domani
di Vasto i figli ed anche i più lontani.
Tu rimarrai con noi, vastesi grati.


   La voce tua e la chitarra udiamo
di menestrello, più dolce e nostrano,
di quel vasteseggiare tanto arcano.
La voce tua e la chitarra udiamo.


   Il buono e caro volto tuo, rimane
come icona vastese nel futuro.

di canto e caldo sentimento puro.
Il buono e caro volto tuo, rimane.

              
  

BALLARËINE
De Ballarëine nì ne'je scurduàme
e manche lu prufiume ch'à lassate
a tutte chèlle che l'ha frecunduàte.
De Ballarëine nì ne'je scurduàme.
   Nu uaštaréule che n'ze po' scurduà.
Štà nche don Salvatàure e don Mecchéle
e tutte l'èddre ch'aspettave 'n ciéle.
   Nu uaštaréule che n'ze po' scurduà.
Osvaldo Santoro, stralcio dal blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 11 giugno 2014
 
Le belle interpretazioni di Gaetano
"Uaste bbelle, terra d'eure" - "Mariè!"
Omaggio a Vasto: Belle immagini accompagnate dalla inconfondibile voce di Gaetano
Ciancio by diego86r07e - Erika e Diego Villamagna - 7 ottobre 2007
- da You Tube

"T'apetto a Vasto"
Le belle immagini hanno come sottofondo musicale "T'aspetto a Vasto", la "mitica"
canzone di Jula De Palma degli anni '50, qui cantata dal "mitico" Gaetano Ciancio -
by antonydelonitaly - 25
settembre 2009. Foto scattate a Vasto ed alle sue
meravigliose spiagge nel corso di diversi anni.

"La Scaffette" - "'Ngi pinzà (Core me, core me)"
voce e chitarra di Gaetano Ciancio (Ballareine)
, video-clip
dei luoghi
più suggestivi di Vasto - by GioVasto - Ottobre 2007 - da You Tube

A Miramare
Ahazzete bbella me
Cuncittì
E passe l'anne e passe...
Ere nu Fiore (Core Mè)
I' Vulesse pijjà mojje
L'Amore vene e và
La Belline!
La Canzone di Cicirinelle
La Fije de Ciarcialle
La Villegne
Lu Ciutrone
Lu Quardille
Lucijè
Mariè!
Mariuccelle
'Ngi pinzà
Nustalgie di Vasto
Pronta-pronte
Si vù cambà cend'anne
Sirinate 

Gaetano Ciancio (Ballarèine)
Il menestrello che canta una città e la sua gente
stralcio da articolo, testo di Giuseppe Ritucci, foto di Costanzo D'Angelo, (incontro/chiacchierata)
apparso su http://www.zonalocale.it/notizie/personaggi in data  28 luglio 2013
E' il "menestrello" che per quasi 90 anni ha cantato la vita di una città e della sua gente. 
Gaetano Ciancio, "Ballareine", è uno di quei personaggi con cui resteresti a chiacchierare per ore certo di non annoiarti mai. Credo possano essere ben pochi i vastesi che non l'hanno sentito mai cantare con passione le strofe che parlano della terra in cui è nato e vissuto.
Oggi, che ha 94 anni, conserva una lucidità straordinaria, che gli permette di ricordare ogni episodio che ha caratterizzato la sua vita.
Quando lo chiamo per incontrarlo mi dice solo "va bene, ma dovete venire a casa mia perchè io non posso uscire più di tanto". E così Costanzo ed io andiamo a trovarlo nella sua casa nel cuore della città antica.
La prima cosa che mi colpisce sono gli sportelli della credenza ricoperti di una marea di foto d'epoca. Ci sono i suoi parenti, e non posso non soffermarmi con affetto davanti alla foto di sua sorella, l'indimenticata signorina Livia, che ho avuto come direttrice dell'asilo ormai molti anni fa.
Per farci raccontare qualcosa andiamo in terrazzo, dove al sole Gaetano si lascia andare al fiume dei ricordi. E scopriamo che la sua prima esibizione fu "quando avevo 5 anni e 3 mesi"
"Noi eravamo una famiglia di canterini, così don Florindo Ritucci Chinni, che aveva allestito una sorta di operetta, fece partecipare me e mio fratello Alfonso". "Ero lì sul palco e dovevo cantare, ma ero davvero piccolo così mi sentivo in soggezione". Poi il coraggio arrivò, grazie anche ad uno schiaffone del fratello. E Gaetano, ancora oggi, ricorda quei versi e ce li canta:
"Anche a noi Vergin Maria, offri in dono i tuoi favori, guida e illumina la via a questa santa povertà".
La sua voce non ha un minimo di esitazione, ed è perfettamente intonata.
Prosegue poi a raccontarci di questa sua prima performance. "Io cantavo piangendo, perchè avevo timore di quello che facevo. Quando ho finito di cantare mi hanno portato in giro per tutto San Filippo Neri, una specie di Circolo, dove si faceva il teatrino (all'angolo di palazzo d'Avalos). Da quel momento ho cantato sempre, era la natura ad avermi dato quel dono. A scuola ho avuto anche la grandezza degli amici: eravamo in 4, Filippo Marinucci, Carlo Galante, Nino Rucci (nipote di don Romeo) ed io. Cantavamo insieme, io ero il portante del gruppo, eravamo
veramente affiatati. 
Ho iniziato a cantare e ho cantato sempre
".
Nel suo racconto ci sono emozioni genuine, che vengono fuori dal cuore anche con le parole del dialetto vastese. Quella stessa lingua da lui utilizzata per tante canzoni, ad esempio la sua preferita, la canzone di "Cicirinelle", di don Florindo Ritucci Chinni. E così imbraccia la fida chitarra e ci fa sentire qualche strofa della canzone popolare vastese. "Io ho avuto sempre l'intenzione di prendere i nostri autori, vastesi
e abruzzesi. Ce n'era da poter prendere. Ma 
ora è la salute che non c'è. La voce  non
manca, ma le gambe non mi reggono
", mi confida con grande rammarico.
Il ghiaccio è sciolto, e per Gaetano cantare è
una cosa talmente naturale che se gli faccio
una domanda lui mi risponde in musica. Scopriamo che nella sua vita, oltre ad essere cantore di brani legati alla tradizione è stato anche un grande esecutore di serenate. Era
lui che andava, insieme allo sposo, a cantare sotto il balcone della promessa sposa alla
vigilia del matrimonio.
Quella che ricorda con più affetto è certamente
la serenata portata alla moglie. Riparte il canto: "Amor di donna, sei tu l'amore, ho dato un
fiore alla Madonna… fior di Madonna, è bello assai, aver quel sogno aver la donna e non lasciarla mai quando cantando vai. Sempre t'amerò non mi dir di no
".

Gli strappo un sorriso quando gli dico che lui è l'ultimo menestrello di questa città. "Devo dire grazie a Dio perchè alla mia età è già tanto. E' una parola già poter pronunciare l'età". Nato nel 1919 ha vissuto gli anni della guerra.
Per Gaetano, "Caddane", come dice lui, è come riaprire un altro cassetto dei ricordi. "Sono partito militare nel 1932, andando a Venezia. Da lì mi hanno mandato a Brindisi. In treno ho incontrato due chitarristi, quando io non sapevo ancora suonare la chitarra. Ma loro mi hanno sentito cantare e mi hanno detto di restare uniti quando saremmo arrivati a Brindisi. Arrivati alla base, era la Festa di Santa Barbara, ci fecero esibire. Cantai Vento, di Ferruccio Tagliavini e facemmo un figurone, tanto che il capo reparto mi diede 15 giorni di licenza".
La sua voce diede una grande mano a Gaetano nel periodo del militare, in tempi di guerra.
"Il maresciallo Luigi Ruta, dopo avermi sentito, mi volle portare con lui a Brindisi. Lì gestivo il bar e la cambusa. Ho fatto il maestro di sala nella base, anche quando vennero il re Vittorio Emanuele e la regina. Poi, nel 1944, quella che sarebbe diventata mia moglie mi mandò a chiamare. La sua famiglia non voleva farmela sposare perchè io ero un poverello. Ma alla fine rientrai per un anno a Punta Penna e poi mi sono congedato e sposato".
In quegli anni era una città molto diversa da quella attuale. "Eravamo ancora in famiglia. Poi, piano piano, sono venute le persone da fuori, in particolare dalla montagna.
Vasto è bella come aria, è bella come posizione, è bella come compagnia.
E' Terra d'eure
".
In questi 89 anni ha cantato ovunque. Un ricordo speciale Gaetano ce l'ha per la "festa di Sant'Elena a Punta Penna. C'era la messa e poi si cantavano le canzoni popolari".
Tra un racconto e l'altro è inevitabile l'intermezzo musicale. E' un piacere ascoltarlo cantare, pensare che ha 94 anni e vedere con quale vitalità e passione interpreta i suoi brani, sempre con il suo sorriso. Ha uno scatto, quasi di rabbia, quando le dita ormai stanche e logorate dall'artrosi non "reggono" l'accordo sulla chitarra. Con un sorriso, forse di rassegnazione, sospira.
"Le dita si sono ammorbidite". Ma la voce no, quella resta inalterata, ha assunto un tono maturo ma è sempre piacevole da ascoltare. Sono in tanti, ancora oggi, a cercarlo per invitarlo a cantare in qualche occasione. "Se devo stare fuori o in piedi non ce la faccio più. Anche perchè la gente ti vuole vedere vivo, non morto". 
Prima di salutarci ci canta ancora qualcosa e poi scendiamo in stanza per lasciarlo riposare.
Ancora una volta riguardiamo le foto in bianco e nero. Lo sguardo si posa su quella in cui è in divisa da marinaio. E' stata scattata quasi 80 anni fa. Il viso di oggi è solcato dalle rughe, ma lo sguardo sereno resta lo stesso. Quello di un uomo che ha cantato una città e la sua gente. 

stralcio da "il Giornale del Vastese" - mensile d'info. del territorio - n. 2 - febbraio 20012

"La Cungarelle" premia il M° Gaetano Ciancio
Sabato 18 ottobre 2009, l'Associaizone culturale
"La Cungarelle"a premiato il maestro Gaetano Ciancio, in occasione del suo 90° compleanno.
Circondato dai suoi cari ed in clima di grande emozione, il maestro Ciancio ha ricevuto una targa e la tessera di socio onorario dell'associazione dalle mani del presidente Luciano Marchesani, del vice-presidente Giovanni Bixio e del direttore artistico GianLuigi Delli Quadri.
Un riconoscimento per la sua arte musicale e culturale delle
 
 
 
tradizioni vastesi, esempio di una passione, sempre viva, del suo amore per Vasto.
stralcio da articolo apparso su "Qui quotidiano", 'info. del Vastese - n. 98 del 21 ottobre 2009

un impareggiabile interprete della canzone
Gaetano Ciancio: 90 anni "suonati"
Un traguardo invidiabile quello di Gaetano Ciancio: il 17 ottobre ha compiuto i suoi splendidi 90 anni "suonati"!
Per la città di Vasto un orgoglio, per gli affezionati e appassionati del bel canto tradizionale e, in particolare di quello in vernacolo vastese, di cui Gaetano Ciancio è insuperabile interprete, una certezza, contraddistinta da quel viscerale attaccamento ai valori etici della persona umana.
"Ballareine" come amabilmente lo chiamano gli amici e gli estimatori, che gli hanno anche dedicato un fans club su Facebook, nella sua lunga e intramontabile attività di "stornellatore", ha deliziato, con la sua inimitabile voce tenorile dalle vibrazioni calde ed estese, generazioni di folle entusiaste, interpretando le suggestive composizioni musicali dei più noti maestri di Vasto e dell'Abruzzo, non disdegnando quelle degli anni sessanta ed oltre, con l'incomparabile suo stile melodico di cantante poliedrico.
Gaetano Ciancio ha anche inciso una decina di CD (alcuni dei quali per "Lunarie de lu Uaste" ovvero l'Almanacco dei Vastesi - a cura di Giuseppe Tagliente, Paolo Calvano e Giovanni Di Rosso). Che dire ancora di Gaetano Ciancio? Che è un "maestro" di buona creanza, come dicono a Vasto, non solo per quanto riguarda la sua voce e le sue stupende interpretazioni, bensì, soprattutto, per la sua personalità di uomo di immensa spiritualità e di specchiata dignità.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "Qui quotidiano", info. del Vastese - n. 100 del 23 ott. 2009

I numerosi suoi fans impazzano su Facebook
A 90 anni la splendida voce di Gaetano
Carnevale anni trenta a Palazzo D'Avalos a Vasto -
nella foto di gruppo, alla chitarra Gaetano Ciancio (Ballareine)
Gaetano Ciancio, una voce diventata ormai storica, di Vasto.
Ha cantato tutte le "belle canzoni del tradizionale repertorio vastese ed abruzzese che ha inciso in numerosi Cd.
Ha partecipato a festival canori ed ha allietato, con la sua melodiosa voce tenorile, le più importanti manifestazioni popolari della Città del Vasto e di altri centri.
Gaetano Ciancio ha raggiunto la venerabile età di 90 anni (nato a Vasto il 17 Ottobre 1919) e canta ancora con immutabile timbro.
Lascia un retaggio inestimabile delle sue interpretazioni canore, fortunatamente incise, altrimenti sarebbero scomparse, e questo gli fa onore perché destinate a mantenere desto l'interesse e l'attenzione per le belle canzoni della nostra terra. Ora scopriamo che Gaetano Ciancio è presente su "Facebook" l'importante network, il più frequentato sul web. Questo grazie ai suoi fan, gli amici, gli estimatori, gli appassionati dei bei canti della nostra tradizione. Autentica rivelazione questa sua inclusione nel web per confermare, non solo la sua autorevole personalità canora, ma, soprattutto perché costituisce, ancora, nonostante l'età, la fiaccola sempre viva che brilla nel
firmamento della appassionata canzone dialettale.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "il Vastese" - mensile d'info. del territorio - n. 1 - gennaio 2009

nasce il "Gaetano Ciancio fan club"
II cantastorie vastese su Facebook
Grazie ad una cinquantina di persone, è nato il Gaetano Ciancio fan club, finito su Facebook, il social network sempre più frequentato sul web. In Italia si è diffuso rapidamente da settembre, ed ora è il terzo sito più visitato, dopo aver superato anche youtube.
Facebook offre molte possibilità per cercare vecchi amici per nome e cognome, scambiare foto, lasciare commenti, partecipare a gruppi tematici; inoltre, è possibile registrarsi come band, inserire una playlist e gestire un gruppo di fan.
La decisione di costituire il club dedicato a Gaetano Ciancio è nata per condividere la passione per la musica del cantastorie vastese Ciancio, ritenuto l'interprete più autentico della canzone popolare vastese e della "vastesità" in generale. Con la sua voce calda e appassionata, Gaetano Ciancio, classe 1918, "ha guidato le nuove generazioni alla scoperta dei più noti canti popolari della città, facendo rivivere emozioni e sentimenti genuini dei tempi passati che, senza di lui, sarebbero andati inevitabilmente a scomparire".
stralcio da art. apparso su "Il Nuovo Business" - n. 12 - feb. 2009 - 20.000 copie - gratuito - suppl. al per. "il Nuovo" - n. 02/09

Canzune Uastarule
Il canto, più d'ogni altra forma artistica certamente, esprime l'anima di una gente. Per far comprendere ed apprezzare, l'alma uastarèle non possiamo non rifarci, agli interpreti vastesi che, negli ultimi 50 anni, hanno allietato Vasto. Parliamo di Gaetano Ciancio detto Ballareine, cantante
chitarrista e della band composta da Francesco Paolo Gileno, alla fisarmonica, Antonio Savino,
detto Pasquale, cantante ed Enzo Ronzitti al tamburello.
Dobbiamo a loro se la maggior parte delle melodie, soprattutto quelle senza autore tramandate spontaneamente di generazione in generazione, che avrebbero forse rischiato altrimenti di andar perdute, continuano ad essere presenti nei periodi natalizi, nella vita quotidiana dei vastesi e vengono, specialmente nel periodo estivo, riproposte agli ospiti villeggiandi.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2003