Personaggi di spettacolo di Vasto
Alfredo Anelli
Musicista (pianista e compositore) molto apprezzato in U.S.A. e
i suoi tormentati rapporti con Vasto
, fu anche abile caricaturista
(Vasto, 4 novembre 1877 - Trieste, novembre 1974)

 

Una figura interessante è senz’altro quella di Alfredo Anelli, un musicista poco conosciuto che, all’età di 93 anni ha scritto una
sua breve autobiografia stampata a Trieste, città che lo ha accolto
negli ultimi anni di vita.
Nato a Vasto il 4 novembre 1877, mostrò sin dalla tenera età un
buon orecchio musicale.
All’età di 8 anni, il celebre violinista Enrico Sansone, di passaggio
a Vasto, consigliò il padre di Alfredo di far studiare il figlio al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, ma il padre non
ne volle sapere. Alfredo, fermo e determinato nel seguire la sua passione, riuscì a convincere il padre solo all’età di 17 anni, così
si trasferì a Napoli, dove, perfezionò gli studi musicali, sotto il
famoso prof. Oscar Palermi e l’abruzzese Camillo De Nardis, in
piano e composizione.
Le sue grandi doti naturali, gli permisero di compiere in 36 mesi l’intero programma che solitamente si compiva in nove anni.

Nella città partenopea cominciò la sua scalata da solista.
Tornato a Vasto cercò di aprire una scuola di pianoforte, ma
non ebbe vita facile a causa di un “maestrucolo”, come lo
definisce lo stesso Anelli nella sua autobiografia scritta all'età
di
93 anni, Vincenzo Marchesani, proveniente dalla Campania, direttore della banda “composta da una ventina di suonatori
da strapazzo
”, e della famosa filarmonica “un’accozzaglia di
pochi strimpellatori gonfi di prosopopea
, consistente in due contrabbassi contro tre violini e una viola che fungeva da violoncello; un clarino che scordava da cane; un flauto che
soffiava come un mantice sfondato
; un piffero
che gemeva
come una partoriente
; e infine un trombone che emetteva
certe pernacchie che facevano tremare i vetri delle finestre
e minacciavano di spegnere tutte le lampadine ad acetilene
che illuminavano il teatro
Rossetti”, e inoltre “durante la
Settimana Santa
, eseguivano banalissimi brani in musica
sacra
, che non servivano ad altro che a riaprire le piaghe
di nostro Signore Gesù Cristo
”.
Sconsolato e deluso dalla sua città, Alfredo partì per gli
Stati Uniti, all’età di 28 anni,  in cerca di miglior fortuna, dove
visse per 18 anni. Qui diede vari concerti, tra cui anche alla
celebre Carnegie Hall, facendosi conoscere e garantendosi un
buon numero di allievi a cui impartire lezioni.
Tornato in Italia, in seguito alla prematura scomparsa della
moglie e per seguire gli studi del figlio, visse tra Teramo e
Genova. Ma Vasto rimase sempre nel suo cuore e un suo
grande desiderio era quello di suonare una sua romanza, che
aveva riscosso molti consensi all’estero e nel 1930
all’Associazione Abruzzese e Molisana.
Ma un “illustre Cavaliere”, che non vuol nominare, si è dato da
fare per gettare fango sulla sua persona, tanto che il dottor
Luigi Peluzzo, inviandogli la tessera di Socio Onorario del
Circolo “Amici della Musica”, da lui fondato, gli scrive: “Illustre Maestro, so dell’ingrata lotta fattale in questo paese, tanto
caro ai buoni vastesi
, ma tanto ingrato a causa dei cattivi
vastesi, (e sono la stragrande maggioranza per non dire la
normale totalità
), i quali, alle virtù dei propri concittadini,
non
sanno opporre altro che disonestà, denigrazione, sarcasmo
e tendenziose insinuazioni
, mentre esaltano, anche di più di
quanto sarebbe necessario
, le non sempre apprezzabili virtù
di
non sempre illustri ospiti”.
Ferito nell’onore e per regolare i conti con il suo “nemico”,
Alfredo Anelli torna in treno a Vasto e “quando vi giunsi, e dal
Muro delle Lame rividi
, dopo tanti anni, quel grandioso
panorama e quel mare immenso
, fui invaso da tanta
commozione che per un istante dimenticai lo scopo per cui ero tornato al mio paese
”.
L’ultimo
quanto meritato tributo all’artista vastese venne

celebrato nella primavera del 1972, con un memorabile concerto organizzato dall’Azienda di soggiorno in collaborazione con la Casa di Conversazione “G. Rossetti”.
Per un’occasione così speciale, tributatagli dalla città natale, non
poteva far mancare la sua
presenza il compositore vastese, il
quale, nonostante i suoi 95 anni, affrontò il lungo viaggio
da
Trieste, sua ultima residenza. “Fu l’ultima manifestazione musicale di questo nostro
geniale musicista
”, si leggerà sulle
colonne del periodico Vasto Domani.
"Quella sera era commosso al
cospetto dei suoi concittadini che l'applaudirono come
compendio di una vita operosa spesa nel nome dell'Arte
".

Anelli, nella sua autobiografia stampata a 93 anni, nel concludere
i suoi “Ricordi artistici”,
vuole ricordare i suoi
amici, oltre a Florindo Ritucci-Chinni, Temistocle d’Ettore e Luigi
Peluzzo, i
maestri Mauro Pillon e Filippo De Cinque, i quali mi vollero veramente bene”,
ed ancora
Angelo Ciancionore e vanto della città di Vasto” ed Espedito Ferrarail quale
per
più di un quarantennio ebbe sempre per me parole di lode e d’incoraggiamento”.
Alfredo Anelli nella sua lunga carriera ha concepito più di 80 composizioni tra pezzi pianistici
e romanze, pubblicati dai
maggiori editori specializzati dell’epoca, ed ha eseguito 35 concerti,
senza tener conto di tutti quelli eseguiti nel periodo giovanile a Vasto nel Teatro Rossetti.

Di animo nobile e generoso, Alfredo Anelli ha donato molte della sue pubblicazioni alla
biblioteca civica vastese nonchè alla Biblioteca De Meis di Chieti ed al Comune di Lanciano.

Alfredo Anelli, oltre che apprezzato musicista, è stato anche abile caricaturista. In una sua preziosa pubblicazione, raccolse le
caricature dei principali personaggi vastesi degli anni ’30, ma non
bisogna dimenticare anche le apprezzate vignette realizzate per
le “macchiette vastesi” del cugino
Luigi Anelli.
Interessante anche il disegno
originale presente sulla partitura
del bozzetto caratteristico dal
titolo Gli Eroi delle Alpi, dedicato dall’autore al glorioso corpo degli
alpini, il cui pezzo venne eseguito

a Trieste la sera del 10 maggio 1961, dal complesso bandistico comunale “Giuseppe Verdi”.
 
Alfredo Anelli, si spense, in una clinica di Udine, dove era stato ricoverato alcuni giorni prima,
nel novembre del 1974.
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com", 12 nov. 2009 - M. S., 03/'10