Personaggi di spettacolo di Vasto
Alessandro Di Gregorio - Regista
Cosi si esprime: «Nei miei film racconto l’umanità che resiste» 
 
“David di Donatello, 2019” - sezione cortometraggi - a
“Frontiera”, del regista vastese Alessandro Di Gregorio

Grande emozione e viva soddisfazione per la consegna del “David
di Donatell0
2019” al registra vastese  Alessandro   Di Gregorio,  premiato  per la realizzazione del cortometraggio 
Frontiera” (2019), dedicato alla tematica dell'immigrazione.
Alessandro Di Gregorio descrive l'Italia vista come frontiera dai profughi che ogni giorno si imbarcano in un viaggio tra la vita e
la morte, tra la speranza in un futuro migliore e la paura di non riuscire a toccare terra. Protagonisti del cortometraggio sono un adolescente, al suo primo giorno di lavoro da necroforo, e un giovane alla prima missione da sommozzatore. S'incontrano sul ponte di un traghetto diretto a Lampedusa. Non si conoscono, ma quando metteranno piede sull’isola le loro vite cambieranno
per sempre: uno dovrà recuperare i corpi dei naufraghi, l’altro li dovrà seppellire, in una sorta di balletto fra la vita e la morte,
l’innocenza e la sua perdita.
Prima della serata di gala del 27 marzo 2019 (giorno della premiazione) condotta da Carlo Conti su Rai 1, ricevimento al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Biografia
: Alessandro Di Gregorio è uno sceneggiatore e documentarista italiano. Dopo le prime esperienze di scrittura
per la fiction “Stiamo bene insieme” (2002), diventa aiuto regista. In seguito collabora con la Filmmaster dirigendo spot e
altri prodotti video.

Il suo primo documentario, “8744” (2007), vincitore di
diversi riconoscimenti viene acquistato da History Channel.
Dal 2006 collabora con diverse case di produzione e dirige programmi e documentari in onda sui principali canali
televisivi nazionali.
Nel 2009 dirige “Per chi suona la campanella”, un
documentario ambientato ad Acquaformosa, un piccolo

paese della Calabria, dove i nonni tornano dietro ai banchi di scuola, insieme ai loro nipoti, per salvarla dalla chiusura. La pellicola viene premiata come miglior documentario al "Festival del Circeo" (2011)  ed al "Festival del Cinema Rurale" (2011).
Tra gli altri lavori ricordiamo “I passi del silenzio” , “Un mare di vita”, uno spot prodotto da Imaginali per Unioncamere e il Mipaaft, “Il Molise c'è?”, “La Capatosta - Oli aromatici”, e
Costa dei Trabocchi”, brandedcontent per il progetto
"La Terra dei Trabocchi".
Nel 2015, come operatore, partecipa al documentario “Non Siamo delle Rockstar”. E' la storia dei Litfiba, un gruppo che non ha mai smesso di rinnovarsi, senza alcun timore delle conseguenze. Nati negli anni Ottanta a Firenze, nel bel mezzo di una complessa rivoluzione musicale - fatta di un’alternanza scomposta tra retaggi punk, influenze rock anni Settanta e influssi new wave - i Litfiba scalano la vetta degli anni Novanta con tutta la grinta di chi vuole lasciare la propria impronta, all’insegna di un rock più definito.
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com"- febbraio 2019 e notizie varie successive, M.S.

Festival del documentario d'Abruzzo
Premio al vastese Alessandro Di Gregorio

Alessandro Di Gregorio, da Vasto (classe 1974) si è trasferito a Roma
per seguire un corso di regia, lavorando come scenografo e poi assumendo il ruolo di autore e regista di documentari.

Il suo viaggio è cominciato sui banchi del liceo a Vasto, città dove è
nato, primo della sua famiglia che viene da Nocciano, nel Pescarese,
dopo il trasferimento con papà Mario, titolare di una ditta di ascensori, mamma Ida Di Felice, casalinga, e due fratelli. «Tormentava» i
compagni di classe «costringendoli» a corredare ogni ricerca assegnata dai professori con riprese da fare fino a notte in giro per vicoli e spiagge
della sua bella Vasto, tra i trabocchi e gli alberi di limone, a cercare luci “giuste”. Allora stringeva tra le mani «la mitica cinepresa Super8» del padre, che conserva gelosamente, e vedeva «film americani di serie B».
Il seme «del cinematografaro» era piantato, si preparava a
germogliare.
Lui stesso racconta come è cominciata la sua avventura nel cinema:
Appena finito il liceo a Vasto sono andato a Roma, mi sono iscritto a Scienze della comunicazione e in facoltà ho conosciuto persone che si cibavano di cinema. Ho cominciato scrivendo fiction per la Rai, penso a Stiamo bene insieme”(2002), che racconta la convivenza, gli amori, lo studio, i conflitti generazionali di un gruppo di studenti universitari fuorisede e delle loro famiglie. Poi in realtà io non volevo scrivere, ma stare sul set, era il mio sogno, quello per cui sono andato a Roma. E ho lavorato tanto sul set, tra spot - anche di promozione del territorio, in Abruzzo - documentari, film.
Il suo primo documentario 8744 (2007) viene premiato come miglior documentario al Festival "Premio Libero Bizzarri" sezione: il nostro tempo è ora (2007) ed al Festival del Documentario d'Abruzzo -"Premio Emilio Lopez" (2008).
Il regista vastese ha realizzato il filmato in Germania, raccogliendo le numerose memorie e le testimonianze,
con la collaborazione di docenti e studenti di un istituto scolastico, degli internati in un campo di concentramento, contrassegnati con il numero 8744. "Con quel numero - ricorda Anselmo Mazzi (memorie di un internato militare italiano) ci chiamavano al lavoro, all'appello,
alla visita medica e, perfino le punizioni venivano inflitte al numero" -.

8744,
acquistato da History
Channel,
prende
le mosse dalla storia del professor Bernhard Lehmann per raccontare una delle pagine più dolorose della nostra storia recente: quella degli oltre 500mila italiani deportati in Germania dopo l’08 settembre 1943 e costretti a lavorare nelle fabbriche belliche naziste.

La manifestazione del Festival del Documentario d'Abruzzo è stata ideata e realizzata dall'Associazione
Cinematografica Multimediale Abruzzese (ACMA) con l'obiettivo di aprire una nuova chiave di lettura in un panoramico cinematografico eterogeneo e variegato per scoprire tutti quei documentari che possano contribuire a dare visibilità alla terra d'Abruzzo, che sapranno dare risalto al territorio anche con l'interpretazione delle realtà locali, evidenziandone le attuali dinamiche di trasformazione socioculturale, nel tentativo di stimolare e incoraggiare altri lavori futuri.
Dopo 8744 sono succeduti:
G8 il vertice maledetto (La storia siamo noi) -  (RAI 2);
La nascita del superuomo(RAI 3);
Un'altra vita è possibile (RAI 3).
stralcio da articolo apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 6 - giugno 2008 e varie fonti, M.S.