Poeti e Scrittori scomparsi di Vasto
Pino Jubatti
(Guardiagrele, 30 ottobre 1932 - Vasto, 31 ottobre 2020)
Pioniere dell'informazione radiofonica con la sua storica emittente, "Radio Vasto",
dal 1976 e per quasi sei lustri di attività
giornalista, vignettista, editore, saggista, grande studioso della comunicazione, della cultura vastese e della cucina locale
 
Cordoglio nel mondo della cultura vastese per la scomparsa di Giuseppe
Pino” Iubatti. Si è spento all'Ospedale “San Pio” di Vasto il 31 ottobre
2020, a 88 anni, dove era ricoverato da qualche giorno, a seguito di una malattia.
 
Pino Iubatti era nato a Guardiagrele il 30 ottobre del 1932, ma amava Vasto visceralmente, quasi più di un vastese.
Pioniere dell’informazione radiofonica contribuì’ alla nascita di Radio Vasto. Giornalista, vignettista (grafico ed acuto umorista e caratterista), editore, saggista, studioso della comunicazione e della cultura vastese (profondo conoscitore della storia locale e della vastesità: le quattro vie, Arte,
Comunicazione, Dialetto, Cucina). Nella sua lunga carriera ha avuto modo
di divulgare questi argomenti a lui molto cari con numerosi saggi e programmi televisivi (ad esempio "Parliamo di..." su Trsp le cui
puntate sono disponibili su Youtube).  Tra i temi a lui più
cari c'era la tradizione del brodetto vastese.  Tante sono le pubblicazioni e gli articoli che portano
la sua firma, tra tutte quelle sul periodico “Vasto Domani”. 
 
Proprietario della emittente radiofonica, la storica "Radio Vasto", da cui ha promosso cultura e tradizioni popolari, non soltanto abruzzese, in quasi sei lustri di attività. TELERADIOVASTO S.a.s. di Pino Iubatti, Luca Iubatti e Silvana Recalcati".
L'emittente radiofonica privata, nata nel 1976, si è distinta per alcuni meriti squisitamente sociali
e culturali: ha fatto da sempre informazione istituzionale ed ha diffuso - anche al di fuori del
territorio provinciale - la storia locale, le tradizioni popolari, gli usi, i costumi, la gastronomia, i
canti popolari, la poesia e le parlate dialettali di un'ampia area di raccolta.
Con le sue oltre seimila trasmissioni dialettali, ' Libbirtèine (Pino Jubatti) ha dato lustro e carattere connotativo all'emittente senza disdegnare un grande impegno civico e civile, mai
politico o di parte; la comunicazione in senso moderno, insomma, è il segno distintivo del
"cavalluccio di mare", il logo ammiccante di "Radio Vasto": infatti, al di là della cultura popolare,
essa ha contribuito a far crescere ogni attività cittadina grazie alla critica più costruttiva in arengo, trovando spazio per comunicazioni singolari - oltre quelle di grande attualità, perfino scientifica -
e tematiche insolite come la narrativa per la gioventù, il fumetto, la satira, il cinema, il teatro, la letteratura d'avanguardia, la caricatura, attraverso collaborazioni eccellenti di:
Enrico Gianeri, Paola Pallottino, Leonardo Borgese, Giorgio Pillon, Claudio Quarantotto, Everardo Dalla Noce, Carlotta e Alberto Guareschi, Silvino Gonzato
Bruno Prosdocimi
.
Ma il cavallo di battaglia rimane la diuturna comunicazione dialettale, con i resoconti dei moderni premi di poesia dialettale vastese e non vastese; in questo ambito, "Radio Vasto" ha visto nascere - in collaborazione con il mensile "Vasto Domani" di Angelo Cianci - la "Festa del Ritorno" (anche con la presenza assidua di Zì ' Culicce (Ezio Pepe) nelle vesti di presentatore, in molte edizioni) di cui ha anche realizzato manifesti rimasti capolavori di grafica del settore parallelo e molte canzoni di successo, tra cui è divenuta celebre quella in dialetto vastese "Angele Bianghe"
(Jubatti e Vinciguerra); per quei suoi molteplici meriti, nel 1985, fu chiamata a collegarsi in
diretta nazionale con la famosa trasmissione di RAI 3, "Chiamate Roma 31-31" condotta da
Paolo Taggi.
Ha organizzato severi corsi - e trasmissioni radiofoniche - di dialetto vastese con la
collaborazione di insigni concittadini:
Don Salvatore Pepe, Vincenzo Ganci, Giuseppe Pietrocola, Espedito Ferrara,
Vittorio d'Anelli
, Francesco Paolo Cieri, Don Michele Ronzitti, tesaurizzandone le
relative conversationi (le voci in onda, tra le più richieste, sono state quelle delle trasmissioni di
Don Salvatore Pepe e delle recite di Peppino Perrozzi, ma anche quelle più modeste di
Zì ' Nicole
(Zì' Nichéule) (Nicola Giangrande) e dell'indimenticabile Annido Serafini!) e senza trascurare quelle di vastesi d'oltreoceano come Francesco Del Casale, Ettore Raspa,
Mike Cicchini
, Filippo Marinucci, oltre alle familiari voci di Gaetano Murolo,
Lello Martone, Peppino Massacesi, Giovanni Belfiore, dei Cantori popolari di
Nicola Giangrande, Cucciulàune (Pasquale Savino) , Ballarèine (Gaetano Ciancio),
Core 'ngrate (Filippo De Filippis), Mike Penny (Michele Della Penna), e di molti altri
vastesi veraci
. Avendo, inoltre, come attenti uditori"esterni" nomi noti come:
Alberto Ongaro
, Fausto Colombo, Umberto Macolino, Ambrogio Spinola, Benito Jacovitti, Franco Paludetti, Glauco Ceretti, Walter Zocchi. Citazione a parte per Gino Pierabella - nel ricordo struggente di suo fratello Michele Pierabella e di suo padre Nicola Pierabella, dicitori di rara bravura -, limpida lingua e voce primaria di riferimento vernacolo per recite e conversazioni idiomatiche; assieme a Peppino Raimondi e a tanti altri ancora.
Inoltre ha promosso dibattiti, incontri culturali, appelli, volontariato; ma il punto d'onore è costituito dalle ristampe di alcune significative opere di Luigi Anelli tra storia locale e dialetto vastese. In questo ambito "Radio Vasto" ha realizzato pure una pregevole litografia numerata per il 50° dalla scomparsa del suo poeta dialettale e nume tutelare.
 
Ha fondato e diretto il mensile "La Città" e il periodico di cultura gastronomica
..."II Quaderno del Pavone", comunicazione parallela ad una trasmissione sulla storia del cibo.
 
Ha pubblicato:
Il cinematografo tascabile (G. Sansoni, Milano, 1988);
La cucina di tradizione in Abruzzo (2 edizioni, Provincia di Chieti, 2000, 2002);
Le tradizioni produttive e culturali dell'Abruzzo (in collaborazione con Emiliano
...Giancristofaro, .Provincia di Chieti, 2003);
II segno negato (Rivista Abruzzese, Pescara, 2003);
Il Dialetto Vastese nelle 40 "macchiette" di Luigi Anelli - Vasto
...- Edizioni Radio Vasto - dic. 2003. Traduzione, in perfetto italiano,
...delle quaranta famose "macchiette" del Prof. Luigi Anelli, in
.dialetto,
...che un tempo costituivano lo spessore del vivere quotidiano vastese
...attraverso un
linguaggio colorito nelle sue .espressioni caratteristiche.
...Il suo lavoro è stato eseguito in
.occasione di sessant'anni dalla morte
...del professore vastese (1944-2004);
Cucina e Trabocchi  (Editrice Il Nuovo - Vasto - 2006). Prezioso ricettario dei piatti della
...gastronomia di tradizione vastese con ampi riferimenti storico-letterari. L'autore ha voluto
...accostare la tipica gastronomia vastese a quelle macchine "I Trabocchi", cantati da Gabriele
...D'Annunzio, che ancor oggi, a mò di ragnatele, adornano le coste abruzzesi e soprattutto chietine
...e vastesi, lì piantati per catturare i pesci utlizzati per confezionare il "brodetto alla vastese";
Manuale di conversazione Vastese, breviario della parlata originale di Vasto (Rivista
...Abruzzese,.Pescara, 2009). La pubblicazione non è “un elenco di glossario, ovvero un elenco di
...parole, ma un .vero manuale con detti, modi di dire e scenari che contraddistinguono tutti gli
...ambienti dove
.questo materiale fiorisce.
 
Autore del saggio Inattualità dell'Orco pedagogico, sulla più antica forma di comunicazione, ...la fiaba, e la destabilizzata scuola moderna.
 
Ha realizzato trasmissioni televisive su temi inerenti alla comunicazione generale: poesia
...dialettale, satira, fumetto, tradizioni popolari, storia locale, alimentazione e cucina.
 
Ha curato ristampe di opere storiche e filologiche di Luigi Anelli; e interventi sull'opera di
...Modesto
.Della Porta, di Cesare De Titta, di Gigino Dommarco.
 
Ha collaborato a Vasto domani, giornale degli abruzzesi nel mondo, periodico d'informazione,
...per diversi anni, fino agli ultimi giorni di vita.
Nel 2012, curò l'iniziativa editoriale "Le ricette
...classiche della Cucina Vastese", dodici ricette che vennero allegate ogni mese al numero
...del giornale, e che riscosse un discreto successo tra i lettori.
M.S, novembre 2020

In memoria di un Amico
di Giorgio Di Domenico, direttore di Vasto domani, periodico d'informzione
A volte la parola amico, pur derivando dal più ampio concetto
di amicizia, non è sufficiente a dare l'idea esatta di cosa intendiamo quando la riferiamo ad una persona che ci è stata molto vicina. Mi riferisco a quella amicizia che nasce in modo spontaneo, senza particolari costruzioni d'interesse, anche ad una certa età. E che si alimenta, giorno dopo giorno, di
curiosità e di saperi reciproci, che danno benessere a spirito
e corpo. Bene, proprio così. Non eravamo coetanei io e Pino.
Non eravamo andati a scuola insieme. Ci dividevano ben 12 anni, lui più grande. Abbiamo iniziato a frequentarci con una certa assiduita circa dieci anni fa, per motivi giornalistici.
Vasto domani, un piccolo giornale, per Pino era qualcosa di assolutamente importante, da coltivare e proteggere con estrema cura ed amore, nel ricordo di Angiolino Cianci,
uomo
che nella Vasto della cultura di un tempo, era stato per
lui una specie di punto di riferimento. Le sue collaborazioni
al giornale sono state sempre precise e puntuali per un arco temporale di diversi anni, anzi, spesso, era proprio lui a sollecitarmi cosa fare, quali temi e quali percorsi seguire. Avevamo avuto io e Pino in passato, pur senza saperlo, alcuni punti che ci avevano accomunato. Uno di questi,
geograficamente parlando, è stata Milano, dove ho abitato per alcuni anni in Via della Moscova mentre lui aveva l'ufficio a pochi passi, in via Cernaia. Dal 1952 al 1970, Pino ha lavorato
a Milano, città che ha molto amato e dove ha coronato il
proprio sogno d'amore unendosi in matrimonio a Silvana Recalcati. Altro luogo che accomunava il nostro iniziale
cammino di vita nella capitale lombarda, il ristorante
Bagutta, dove Pino conobbe il grande Orio Vergani e si
appassionò alla Accademia Italiana della Cucina, sodalizio
che ebbe nel cuore fino ai suoi ultimi giorni di vita.
Collaborava regolarmente con scritti ed articoli alla Rivista "Civiltà della Tavola". Anche Bologna ci ha accomunato:
Pino conosceva la Professoressa Paola Pallottino, insegnante
al DAMS, la stessa che ha scritto una delle più celebri
canzoni cantate da Lucio Dalla,"4 marzo 1943". Quando Umberto Eco, grande amante e appassionato di fumetti, la chiamava per risolvere qualche dubbio, la Pallottino si
rivolgeva al telefono a Pino che, su due piedi, le risolveva


qualsiasi problema. Pino Iubatti era nato a Guardiagrele il 30 ottobre del 1932, ma amava Vasto visceralmente, quasi più di un vastese.
Ci ha lasciato, in assoluto silenzio com'era suo costume di vita, lo scorso 31 ottobre, il giorno dopo
il suo 88° genetliaco, nel bel mezzo di una recrudescenza dell'epidemia di Covid. Era un idealista concreto che amava la vita in tutte le sue sfaccettature. Con lui scompare, e dispiace doverlo ammettere, uno degli ultimi profondi conoscitori delle cose vastesi, dei personaggi, della storia,
delle tradizioni e dei costumi, di quella che co­munemente va sotto il concetto di cultura. Molti gli interessi che ha coltivato con grande passione. Si era dedicato da giovane al calcio giocato, come portiere della Pro Vasto, diventando poi dirigente del club biancorosso. Ha lavorato nel campo
della progettazione edilizia ed urbanistica collaborando con importanti studi di architettura e di ingegneria anche a Vasto, dove con Inverardi e Soria era titolare dello Studio Acca. E' stato un valente vignettista ed un abile caricaturista. Mi raccontò che il Dott. Gino Sansoni (in arte Ginko) editore di fumetti, che aveva sposato una delle due sorelle Giussani, autrici del fumetto "Diabolik",
lo convinse a lavorare più volte sulla caricatura che lui aveva dedicato al generale (De Geaulle),
tanto che oggi la stessa si trova pubblicata nell'enciclopedia italiana sotto la voce "caricatura". Grande cultore del dialetto vastese, ha scritto diversi libri sull'argomento, tra i quali "Manuale di conversazione vastese", una vera e propria sintassi del dialetto. E' stato ideatore ed animatore insieme ad altri amici (Zi Colucce) di "Radio Vasto", la prima emittente radiofonica cittadina che trasmetteva programmi anche in dialetto vastese. Ma ricorderemo per sempre Pino come l'uomo della buona cucina, ed in particolare come l'esperto della cucina tradizionale vastese. Nel 2012 per Vasto domani, curò l'iniziativa editoriale "Le ricette classiche della Cucina Vastese", dodici ricette che vennero allegate ogni mese al numero del giornale, e che riscosse un discreto successo tra i lettori. Ricordo ancora tutta la sua passione nel curare personalmente l'estensione di ogni scheda, obbligandomi prima della pubblicazione ad una prova dal vivo nella cucina di qualche ristoratore amico. Per questa sua grande passione, l'idea nata dopo la sua scomparsa, di ricordarlo a Vasto
con l'istituzione di un Premio Giornalistico Enogastronomico annuale a lui dedicato, dovrebbe
essere portata avanti con grande impegno da parte di tutti quanti coloro che hanno avuto il
piacere di stargli vicino. Sarebbe oltretutto un modo concreto per ricordarne la figura e
trasmettere alle nuove generazioni il concetto che solo attraverso un impegno costante e
duraturo si possono raggiungere traguardi ambiti e di spessore.

stralcio da art., a firma di Giorgio Di Domenico, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - a. LIV, n. 9 - dic. 2020

Il ricordo del Prof. Luigi Murolo
Arte, comunicazione, dialetto, cucina. Le quattro vie di «vastesità» seguite
da Pino Jubatti nel suo percorso di vita. Nulla che non fosse incentrato sulla sua città. Con qualche nume tutelare? Certo: Luigi Anelli e Orio Vergani. E con la penna - aggiungo - sempre rivolta contro chi, in qualche misura, osasse avanzare un benché minimo appunto nei confronti della loro auctoritas. Per la «vastesità» nel suo complesso, Anelli; per la prospettiva culturale gastronomica, la lezione di Orio
Vergani e dell'«Accademia Italiana della cucina» da lui acquisita nel periodo vissuto
a Milano. Dal punto di vista editoriale, il suo modello - rivisitato in vari modi - restava sempre quello della «Civiltà della Tavola», la rivista dell'associazione di cui era stato partecipe fin dalla fondazione.
Orientamenti molto definiti, i suoi. Che si riverberavano nelle polemiche da lui sostenute, nettamente distinte dalle caricature dei personaggi vastesi del suo tempo
che attingevano suggerimenti dagli Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e
dipinti (1853), per la metà realizzati da Filippo Palizzi, senza dimenticare le
Macchiette Vastesi che, sui componimenti poetici dialettali di Luigi Anelli, avevano trovato il musicista Alfredo Anelli pronto alla realizzazione di xilografie caricaturali.
Vastesi, dunque! Sempre, vastesi!
In un mio libro vecchio di una ventina d'anni avevo accennato a un aspetto della produzione culturale di Pino Jubatti a proposito del suo periodo radiofonico: la straordinaria raccolta di voci dialettali collezionate dal suo conduttore. In
quell'occasione avevo parlato della realizzazione involontaria di una sorta di «Museo della voce», pensabile solo ex post. Qualcosa di assolutamente fondamentale per la dialettologia contemporanea. Anzi, mi rivolgo ai suoi familiari perché quel
patrimonio immateriale custodito su nastri venga reso disponibile agli studiosi.
Mentre scrivo queste poche parole, penso a Pino scomparso in solitudine
in una sala d'ospedale, forzatamente lontano dagli affetti familiari, nel giorno
successivo al suo compleanno senza aver potuto rileggere per l'ultima volta le
Macchiette vastesi,
la folla festante dei suoi popolani, le caricature cui era legato. Pensando, magari, nel viaggio che tocca a tutti, agli ultimi due versi di un sonetto dell'altro poeta dialettale vastese dell'Ottocento, Gaetano Murolo, che
profeticamente recitano:
... la vita 'mbama noštra addo' firnësce?
Forze a nu pëzze di Štabbilimènde
!
La traduzione è la seguente: «...la vita infame nostra dove finisce? Forse in un
cantuccio dell'ospedale!»
Già! Caro Pino. Le cose sono andate in questo modo. Ma tu sei forte e polemico.
Non ti arrendi facilmente. Anzi, nella tua carissima lènga huaštaréule, con il sarcasmo
e l'orgoglio dei suoi antichi abitatori, potrai dire a te stesso due versi che amavi moltissimo:
«... si di stu paiàse che ppur' a la Mòrte da la frîste!».
Cioè: «sei di questo paese che prende in giro anche la morte».
Addio, amico mio. E come dicevano i latini: sit tibi terra leuis (tradotta letteralmente, significa che la terra ti sia lieve).
stralcio da art., a firma di Luigi Murolo, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - anno LIV, n. 9 - dic. 2020

Jubatti... come Jacovitti



La prima lettera del cognome è la stessa
di un altro grande caricaturista e quindi Pino Jubatti non poteva non cimentarsi con quest'arte, alla quale si è avvicinato sin dagli anni giovanili trascorsi a
Milano, dove ha potuto frequentare
alcuni grandi maestri del disegno.
Tornato a Vasto, ha continuato a
coltivare questa sua passione, divertendosi a fissare spiritosamente
sulla carta alcuni personaggi della società cittadina. Ha curato un'edizione del
calendario della Società fratelli
Jacovitti,

dal quale sono tratte le caricature del professor Franco Del Casale, dell'avvocato Vittorio Russo,
del cavalier Enzo Ronzitti e del commendatore Remo Salvatorelli.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2005

Cucina e Trabocchi di Pino Jubatti
Un prezioso ricettario: a tavola con i piatti della gastronomia di tradizione vastese
"Cucina e Trabocchi" un prezioso ricettario che Pino Jubatti,
un antesignano nel settore della letteratura riferita all'arte culinaria vastese, ha pubblicato per l'Editrice II Nuovo di
Vasto, per invitarci a tavola con i piatti della gastronomia di tradizione vastese.
 Non solo ricettario, ma anche, e con molto garbo e buon gusto, riferimenti storico-letterari, che fanno parte dell'inesplorato giacimento culturale dell'Autore, il quale ha curato anche il progetto grafico Studio TRV-Vasto, l'emittente radiofonica
che, tra l'altro, diffondeva una originale ed apprezzata trasmissione
"Ore 11 cuciniamo insieme" affidata ali'impareggiabile Silvana Recalcati.
Ecco, quindi, le "regole" dettate da Pino Jubatti, il quale, in
fatto di "cucina" è un maestro e non solo per quanto riguarda
gli "intingoli" che caratterizzano quella vastese, bensì per quanto riguarda quei "condimenti" inediti accostati alla consolidata letteratura d'autore che ha riferimento, lungo il tracciato storico, ai costumi e agli usi della nostra gente, con

meno quando si fa riferimento al mai imitato e mitico, incomparabile "vrudatte" alla vastese, per indissolubili legami alla "bella parlatura paesana" di cui non si può fare a dirla "a la nostre" con
tutti gli ingredienti che costituiscono anche il "segreto" di una pietanza tanto apprezzata e che i buongustai vengono a Vasto, da ogni parte d'Italia e dall'estero, per appagare i più raffinati palati.
"Cucina e Trabocchi" perché Pino Jubatti ha voluto accostare la tipica gastronomia vastese a
quelle "macchine" che ancora oggi, a mò di ragnatele, i famosi "trabocchi" cantati da Gabriele D'Annunzio, adornano le nostre coste e lì piantati per catturare i pesci utilizzati per confezionare
il "brodetto alla vastese".
Così Pino Jubatti, da quel grafico ed acuto umorista e caricaturista, ha voluto impreziosire questo suo "ricettario", con disegni originali per acqueforti tratti dalla sua magica penna, sempre ispirati
al tema degli itinerari gastronomici.
E per concludere in bellezza, dopo aver tratteggiato sugli antipasti, piatti unici e contorni; primi piatti la pasta secca e fresca, i secondi piatti di pesce, di carne, verdure e piatti alternativi; i dolci,
i fritti, i rituali propri di Vasto, ecco il pregevole "glossario dialettale e di gergo".
Utilissimo per chi, non di questa nostra località, può completare la comprensione di alcuni riferimenti del lessico vastese. Ah! ci dimenticavamo che questo suo unico ed originale ricettario,
per ciascuna pietanza, Pino Jubatti spiega come si fa per renderla prelibata con la manpolazione degli indispensabili ingredienti e con i suggerimenti per una raffinata presentazione.
Provare per credere e, ricettario alla mano, non rimane altro che leccarsi i baffi (quelli che li
hanno per leccarli, appunto).

stralcio da articolo, a firma Giuseppe Catania, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. - n. 1 - gennaio 2007

Vasto e "la lenga uastareule". In scena il libro di Pino Jubatti
La forza del dialetto non conosce confini
Manuale di conversazione Vastese - Rivista Abruzzese,
Pescara, 2009.
L'ultima fatica di Pino Jubatti, inossidabile studioso di cucina e lingua vastese.
I due relatori, prof. Emiliano Giancristofaro, operatore
culturale di talento e indiscussa autorità nel Territorio e
il cav. Giuseppe Catania, presidente dell'AssoStampa di
Vasto, giornalista di punta in Abruzzo, hanno detto tra l'altro:
• Giuseppe Catania. Ha fatto un affondo sul valore
culturale della "lengua uastareule", da difendere a tutti i costi;
e quali esempi calzanti di "Vastesità", di amore per i dialetto,
ha sottolineato il contributo scientifico di Luigi Anelli, da
affiancare a quello dei linguisti Gustav Rolin, Paul Mayer, Marcelle De Giovanni, Michelle Valdrighi de Souza, ecc. ecc.. "Dobbiamo essere grati a Pino Jubatti - diceva Giuseppe Catania - perché col suo 'Manuale' pone un punto fermo nella "parlatura vastese" e perché, quale omaggio delicato, lo
dedica a un profondo cultore della terra natale, Giuseppe Pietrocola, proprio nel centenario della sua nascita".

• Emiliano Giancristofaro. Ha fatto una analisi rigorosamente puntigliosa dell'opera di Pino Jubatti, mettendo in risalto il valore fonologico e semantico, frutto di paziente "ricerca sul campo", fra i diversi strati del popolo vastese. A aggiunto: "Nel suo 'Manuale', da non confondere con vocabolario o studio lessicale, l'attento Jubatti ha registrato le espressioni dell'autentico dialetto vastese, quelle che danno colore, brio e tono al discorso; in pratica Jubatti pone in cassaforte un patrimonio culturale di inestimabile valore per Vasto".
Il Relatore è passato poi alle problematiche che riguardano il contenzioso fra lingua e dialetto; e a riguardo ha detto chiaro e tondo: il dialetto, ogni dialetto, ha pari dignità con la lingua, ha pari funzione; bene quindi vedeva Antonio Granisci quando scongiurava i suoi familiari perché mai impedissero ai ragazzi di parlare in sardo: si trattava di un'altra lingua che anzi serviva a facilitare l'apprendimento dell'Italiano: "E' risibile, concludeva amaramente, che a scuola ci castigassero, quando dicevamo una parola in dialetto!"
stralcio da art., a firma F. Mugoni, apparso su "Il Vastese" mensile d'info. del territorio - n. 9 set. 2009