Pittori di Vasto
Orlando Raspa, paladino dell'arte
Pittore, musicista e docente, vastese d'adozione
www.orlandoraspa.com - e-mail: info@orlandoraspa.com
 
".....in fondo all'anima
nessun artista al mondo
vuol essere capito
.

Ma se c'è qualcuno

che lo desidera veramente
non è un artista
:
è uno come tutti
".

Orlando Raspa
 
Orlando Raspa nasce in Sardegna a
Olbia nel 1961 e vive a Vasto dal 1967.
Dalla nonna materna, appartenente alla nobile famiglia Orsini, eredita la vena artistica e l'amore per la musica.

Inizia a dipingere nel 1972.
Si diploma in Architettura d'Interni e Arredamento presso l'Istituto Statale d'Arte di Vasto.
Si diploma in solfeggio col V anno di organo classico al Conservatorio
Statale di Pescara.
Consegue il Diploma Universitario di Laurea in Scenografìa, Stile, Storia dell'Arte e del Costume con il massimo
dei voti e la lode, presso l'Accademia
di Belle Arti di Foggia.
Successivamente consegue l'abilitazione
a cattedra per l'insegnamento della
Storia dell'Arte e delle materie
artistiche e architettoniche.
Durante gli studi accademici conosce il Maestro Alfredo Bortoluzzi, pittore e amico di W. Kandinskij e di P. Klee, che
gli trasmette particolari elementi sullo stile e la tecnica astratta, con riferimenti
alla decorazione e alla musica.
Pittura, design e musica sono elementi fondamentali per la sua formazione e
per il suo percorso artistico-
professionale, in continua evoluzione.
Le sue creazioni artistiche sono state presentate in numerose esposizioni personali.
Il suo percorso artistico comprende:
progetti architettonici e di arredamto;
studio e design;
grafica pubblicitaria;
serigrafia ed incisione su vetro;
recensioni artistiche;
scenografia e pittura.
Golfo in Africa
Norway
Nettuno
Venere
 
Rapsodia in blu
Bonaccia
   
Il Fiordo
Aurora boreale
   
Dedicato a Dalì - olio su tela - cm. 60 x 80

Il gabbiano - olio su tela - cm. 60 x 80
   
Veliero all'orizzonte - olio su tela - cm. 120 x 60
Blu mauntain - olio su tela - cm. 120 x 60
stralcio da "www.orlandoraspa.com" - 15 febbraio 2015

Orlando Raspa e le sue opere sospese tra sogno e realtà
Orlando Raspa è docente di materie artistiche a San Salvo ed ha lo studio a Vasto in corso Dante 24. Nei suoi quasi 40 anni di attività, ha fatto numerose mostre e ha partecipato a molte rassegne.
Le sue opere sono sospese tra sogno e realtà, "portano ad una meta dove l'uomo immagina di immergersi per la purificazione".

Orlando Raspa è un professionista eclettico ed un artista di profondo significato estetico. Nella sua pittura, “vibrazioni” lirico-cromatiche scaturiscono da una fantastica visione surrealistica, accrescono la suggestione scenografica delle sue opere e si sviluppano in una successione di quinte immaginarie, ma ricche di vibranti tonalità, tali da travalicare il mondo della fantasia fino a condurci a confini arcani ove trovare, attraverso il percorso su di un sentiero contraddistinto da un susseguirsi di bordi intervallati, una meta dove il sentimento e la spiritualità dell’Uomo immagina di immergersi per la purificazione. Come Orlando Raspa stesso dice: “Il surrealismo ci permette una
 
sosta in quella zona intermedia dell’Io lasciandoci la piacevole scelta di viaggiare verso quel mondo surreale e fantastico, privo di schemi e ricco di eventi incontaminati”. E questo si nota nelle opere di Orlando Raspa: la rivelazione di un mondo forse assurdo, fantastico, come se la raffigurazione visiva fosse scaturita dall’inconscio. Tema questo che i surrealisti prediligono e che li distingue dagli altri artisti legati al naturalismo: perché hanno scelto di “vivere con i mostri”, ovvero con le creature scaturite dalla fantasia o dalla mutezza, cioè in contrasto con la natura, come personale premeditazione. Ma Orlando Raspa ha saputo apprendere la lezione dl surrealismo, giacchè, manifestando il suo “preludio”, ha voluto dimostrare che, se la legge della nascita del surrealismo non costituisce arte, egli, però è riuscito a ricondursi all’arte mediante una efficace evasione dei propri principi.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 8 giugno 2009

Orlando Raspa, paladino dell'arte
Un artista, dal nome roboante che richiama alla mente i cavalieri di Carlo Magno. Perché la battaglia che Raspa combatte, presenta molte analogie con le imprese dei Paladini di Roncisvalle.
I nemici, allora, erano i Saraceni, che intendevano cancellare la nostra Civiltà. Oggi sono le trovatine e le stravaganze che, nel campo dell'arte, inseguono l'obiettivo di una originalità a ogni costo. E i critici alimentano il clima di confusione con una prosa che potrebbe andar bene tanto per il lancio di un artista che per quello di un dentifricio.
Ma Raspa non ci sta. Non gli interessa entrare nei ranghi degli artisti per tutte le stagioni.
La sua è una pittura, ricca di componenti culturali, e quindi l'aggancio alla tradizione gli consente, come a un uomo del Rinascimento, di guardare più lontano.
Raspa conosce la musica, suona l'organo e non so più quanti diplomi abbia conseguito frequentando i corsi di Architettura, di Arredamento, di Storia dell'arte, di Scenografia, del Costume.
La Facoltà di Architettura di Pescara ha pubblicato una sua recensione artistica.
Raspa è un artista colto, che non teme di affrontare la complessità dei problemi che il nostro tempo ci sottopone.
Quel che balza subito allo sguardo, osservando i suoi dipinti, è la compresenza della decorazione e della rappresentazione.
Due istanze della comunicazione visiva che l'artista pone al servizio di una "musicale recondita armonia".
Adolfo Laos, un architetto viennese, nel suo famoso saggio Ornamento e delitto, aveva messo la decorazione sotto processo, ritenendola del tutto indegna di un uomo civile del '900. Si trattò di una tendenza subito raccolta dalla pittura, tanto è vero che nulla era più inviso a Marinetti e ai Futuristi della linea tourniquet che contrassegnava le curve e le ellissi del Liberty.
Ma i gusti cambiano e i linguaggi si bruciano.
Agli inizi degli anni Sessanta abbiamo assistito a una rilettura critica del Liberty e, successivamente, anche a un recupero di quei motivi decorativi "cui l'arte di tutti i secoli, come ha rilevato Renato Berilli sull'Espresso, non aveva quasi mai rinunciato. La scelta più radicale e risoluta in tal senso si è avuta negli USA, dove a metà degli anni 70 è nato il cosiddetto Pattern Painting.
Il Pattern invocato nel titolo
, è quel motivo standard fondato su curve tratte dal mondo dei fiori e dei vegetali, che le stoffe e le carte da parati, le tappezzerie occidentali e extraeuropee, da sempre hanno sfruttato".
L'ornamento dunque non è più un delitto. La decorazione sta riaffermando con vigore la propria presenza nel campo dell'abbigliamento e dell'arredamento coinvolgendo, in Italia e all'Estero, designers e stilisti di grido. Ma a questo punto è bene chiarire che la decorazione, presente negli spazi sconfinati della pittura di Raspa, va al di là delle statiche permutazioni di Cucci, Missoni, Valentino.
La sua è una decorazione sotto il segno del movimento, un movimento scandito ogni volta sul filo di un motivo musicale come se l'artista volesse coinvolgerci in un misterioso balletto. Tanti nastri multicolori danzano nell'aria, per visualizzare un pentagramma che consente allo spettatore di entrare in uno spazio senza confini. Uno spazio dove - dice l'artista - si può ascoltare la musica perché c'è il silenzio.
Righi musicali che si intrecciano, si annodano, si attorcigliano e, compongono spirali attorno a una biscroma.
Righi musicali che girano, rappresentati come galloni, come drappeggi, come elementi di un immaginario sipario, aperto su dei minuscoli fondali dove compaiono figure e paesaggi. Si tratta di immagini concepite come apparizioni oniriche che riempiono di stupore lo spettatore. Ci sono i personaggi del mito come Nettuno e Venere, ma ci sono anche i mari, i fiordi, i deserti, le dune, i laghi che Raspa ha registrato nel suo girovagare per il mondo. Tanti ambienti diversi sottoposti a un processo di decantazione che l'artista porta avanti grazie a un disegno curvilineo tutto giocato sulla morbidezza della linea.
Immagini prospetticamente lontane, estratte dall'abisso della memoria.
Raspa, coglie ed esaspera le strutture significanti della realtà, al di fuori di ogni forma di logica formale. Gli basta un riferimento, un accenno, per farci entrare in una dimensione senza tempo. Una dimensione che rende possibile l'impossibile.
L'artista propone, inoltre, una galleria di personaggi impegnati in tanti ruoli e azioni diverse, personaggi costruiti per stupire e divertire. E affida all'immagine caricaturale il compito di mostrare quel che si nasconde sotto la l'epidermide del divismo e del successo. Esaspera il disegno, intreccia la linea, mettendoci di fronte a una serie di eleganti raffinate figure che galleggiano nello spazio. E anche qui riesce a conciliare l'esigenza della comunicazione con quella della decorazione.
Un palcoscenico ideale, il suo, sul quale recitano La violinista, Il sassofonista, La Sirena snob, Il fior di donna. Il jezz su Marte, La coppia offesa.
Ci sono poi i dipinti che testimoniano la ricerca che Raspa conduce senza una battuta d'arresto: dipinti astratti, dove le forme e i colori danzano nell'aria, i fiori inesistenti, l'omaggio a Dalì e, infine, una fantascientifica fabbrica del vetro con la materia che cola da una serie di mammelle dentro una schiera di bottiglie.
Nei dipinti di Raspa il colore gioca un suo insostituibile ruolo: risponde all'intento di creare attorno ai soggetti atmosfere su misura. Un colore legato ai sentimenti e agli stati d'animo, ma anche per visualizzare la natura di un paesaggio o il carattere di un personaggio. E negli accordi e nelle scelte che l'artista ci propone s'avverte il retroterra musicale dell'artista.
Quella di Orlando Raspa è dunque una pittura ricca di componenti culturali, in grado di coinvolgere e stupire lo spettatore con le sue soluzioni innovative. Una pittura fatta per la gioia degli occhi, ma anche per farlo andare oltre le soglie di un surrealismo poetico.
stralcio da art., a firma Carlo Piantoni, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 10 - ottobre 2009

L'artista espone per tutta l'estate nella sua personale d'arte. Una mostra dal titolo Forma - Materia - Colore dove è possibile ammirare dipinti e sculture a parete davvero originali.

Vasto - veduta sul golfo - 2018 - gesso verniciato su carta - cm. 70x50
 
Vasto, Castello - 2018 - matita su carta - cm. 70x50
 
In piazza alle prime ore del giorno. Vasto tra la fine '800 e oggi - 2017 - una foto di
inizio Novecento ha ispirato l'opera -
china e acqua tinta su cartone telato - cm. 70x50
 
Vasto, alba dalla loggia - 2007 - olio su tela - cm. 80x60
 
Vasto, dal mare - 2007 - acrilico su tela - cm. 120x60
 
Da una calla le calle - 2006 - olio su tela - cm. 100x80
 
Calle, studio - 2006 - acrilico su tela - cm. 100x100
 
Vasto - Alba sul golfo - 2005 - acrilico su tela - cm. 120x60
 
Vasto, riflessa in blu - olio su tela - cm. 80 x 100
 
Vasto - La bagnante - 2005 - olio su tela - cm. 100 x 80
 
Cattedrale a Vasto dopo la tormenta - 1998 - olio e acrilico su tela - cm. 100x80