Pittori di Vasto del Novecento
Michele Provicoli
Pittore della neve, l'autodidatta che ha lasciato il segno
(Vasto, 1913 - Vasto, 2004)
 
Omaggio a Michele Provicoli
nel centenario della nascita (1913 - 2013)
Mostra (Vasto, 28 sett. - 4 ott. 2013 - Sala Mattioli)  dedicata all'artista vastese
Nel centenario della nascita,  una mostra dedicata all'artista vastese Michele Provicoli, dal 28 settembre fino al 4 ottobre, 2013, nella Sala Mattioli in corso De Parma a Vasto.
"Il ricordo di un autodidatta che ha lasciato il segno - scrive 
Raffaele Berardini nel testo impresso sul pieghevole della mostra
- Del pittore Michele Provicoli - aggiunge - ricordiamo il
carattere riservato e umile che manifestava anche nell’esercizio
del suo impegno creativo
. Autodidatta, in gioventù si esprime realizzando paesaggi e dipinti di genere sacro.
A spingerlo a occuparsi a pieno titolo di pittura  furono i medici
, giudicandolo inidoneo ad eseguire lavori pesanti.
La prima apparizione in pubblico avviene attorno alla metà degli anni Settanta
, con una mostra personale, che raccoglie il gradimento dei suoi concittadini. 
Vasto e il suo entroterra sono la meta prediletta della sua ispirazione
, mentre le stagioni scandiscono i ritmi e i colori delle rappresentazioni.
L’aspetto della sua pittura ha il valore di un sogno
, una forma di realismo sublimato da accensioni di eclissi psicologiche e da intensaspiritualità. Il quadro è l’immagine sensibile di un enigma.
Lo svelamento del suo segreto consiste nell’apparizione di ciò che rende il quadro assolutamente singolare
.
La rappresentazione di Vasto arriva dal passato
: le case, la gente, la vegetazione, la neve e i fiori affiorano dalla dimensione del ricordo. Provicoli vive una condizione umana dalle profonde
radici cristiane
, vagheggia un passato risalente al periodo tra le
due guerre mondiali
, quando adolescente viveva i bagliori della gioventù ed era spettatore di un’umanità lacerata dalle
differenze tra coloro che hanno e quelli destinati a vivere nelle ristrettezze economiche
, nelle privazioni, quelle stesse
privazioni che sembrano opprimere le poche figure che animano
il panorama delle vie di Vasto sotto una coltre spessa di neve. Il cielo spesso plumbeo è senza speranza, il bianco e nero che opprime i casamenti e i suoi abitanti, assieme alla totale mancanza di indulgenza cromatica, rendono mirabilmente un’angoscia del vivere quasi metafisica.
Quando la primavera entra a fare parte dell’immaginario del maestro Provicoli
, la tavolozza si accende di un interessante cromatismo che restituisce passione e gioia profonda alla vita cittadina".
stralcio da articolo apparso su "www.histonium.net" - 27 sett. 2013 

Michele Provicoli, pittore della neve
Una esistenza vissuta con profonda umiltà, ma con decoro, all'insegna della esaltazione estetica, l’innata passione per la pittura, fonte sublime che ha appagato il suo percorso terreno. 
Così Michele Provicoli, l'artista che ha immortalato la sua
"Vasto antica" nelle sue numerose opere tutte tratteggiate con angoli inediti, nascosti, ma colti e rappresentati sotto una coltre
di neve, quasi a voler esternare nelle sue tele la mitezza del suo intimo nascosto, ma presente nel vissuto. 
Nel centenario della sua nascita le opere di Michele Provicoli
sono state esposte, con una presentazione in catalogo, di
Raffaele Berardini, nelle sale di Palazzo Mattioli a Vasto.
La caratteristica estetica di Michele Provicoli sta nella efficacia espressiva della figurazione d'ambiente, sottolineata da un marcato realismo illustrativo, accentuato da un verismo reale,
con ricorso ad accorgimenti, come il "chiaroscuro", lo scorcio prospettico rimarcato da una dimensione volumetrica che è propria del mondo esterno colto saggiamente dall'occhio dell'artista, attento e appassionato. Ma è anche importante nella visione pittorica di Michele Provicoli, l'aspetto surrealistico che, però, rivela, nelle figurazioni paesaggistiche, una notevole robustezza compositiva che è arricchita ulteriormente dalla suggestione del "cielo plumbeo" e dalla assenza emblematica dell'intento cromatico, ma che, in definitiva, è ricco di impulsi artistici, sia pure caratterizzati da un metodo monocromatico volto a privilegiare una intensa e meditata ricerca di valori essenziali della percezione visiva.  Ed è questo, soprattutto, il pregio dell’interpretazione pittorica di Michele Provicoli. 
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 3 ottobre 2013

Michele Provicoli, pittore del ricordo
Avrebbe compiuto l'anno scorso (2013) cent'anni.
Per celebrare la vicenda umana ed artistica di questo pittore autodidatta, capomastro muratore che in tarda età volle dedicarsi romanticamente all'arte, il figlio Paolo gli ha dedicato una mostra antologica che ha ottenuto un grande successo di pubblico incantato dalle suggestive vedute, di cui son ricchi i suoi quadri, della Vasto del passato.
"Un passato che Michele Provicoli - ha scritto per l'occasione Giuseppe Francesco Pollutri - ha rievocato e ricostruito lui stesso e per se stesso. Una narrazione storico-affettiva, più che una vera rappresentazione del proprio tempo, coinvolgente per chi di quella realtà evocata e adombrata, con poche o rare coloriture tonali, ha sentito soltanto dire dai propri padri e famigliari".
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2014

Michele Provicoli
Michele Provicoli, dalla pittura favolistica improntata ad una caratteristica ed unica espressione monocromatica di grande effetto paesaggistico, ricco di fermenti poetici accostati ad epoche trascorse ma ripescate dalla memoria per proiettarli quali impronte d'un passato che ancora oggi narra del costume e della civiltà della Vasto sparita.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territ. - n. 1 - gennaio 2007

Alcuni dipinti di Michele Provicoli
Vasto - Vecchio Istituto Commerciale Filippo Palizzi - 1998, inchiostro su carta
 
Vasto - Processione di San Michele - 1997
 
Vasto - Piazza L. V. Pudente - 1996
 
Vasto - Piazza Barbacani, mercato di frutta e verdura - 1995
 
Vasto - angolo di Piazza L. V. Pudente - 1995
 
Vasto - Corso Garibaldi - 1995
 
Vasto - Portale della ex Chiesa di San Pietro e sullo sfondo la Chiesa
di S. Antonio da Padova - 1995, inchiostro su carta - cm. 22x33
 
Vasto - Piazza Cavour (ora Rossetti) e Chiesa Addolorata - 1989, inchiostro su carta
 
Vasto - Piazza Verdi (lu Ddazie) - 1989, inchiostro di china su carta
 
Vasto - Corso Plebiscito - 1988, inchiostro su carta
 
Vasto - Un angolo di Piazza S. Pietro - 1988, inchiostro su carta
 
Vasto - Spalatori di neve in Piazza Umberto I° - 1987, inchiostro su carta
 
Vasto - Le Croci - 1987, inchiostro su carta
 
Vasto - Mercato di frutta e verdura nella vigilia di Natale
in Piazza L. V. Pudente - 1986
 
Vasto - Porta Catena con dietro la Torre camp.
di S. Maria - 1986, inchiostro su carta
Vasto - Portale della ex Chiesa di S. Pietro
- 1985, inchiostro su carta
 
Vasto - Chiesa di S. Antonio da Padova con
l'adiacente asilo infantile
- 1984, inchiostro su carta
 
Vasto - Piazza Cavour (ora Rossetti) - 1984, inchiostro su carta
 
Vasto - Cattedrale di San Giuseppe, rientro della processione - 1983
 
Vasto - Chiesetta della Madonna delle Grazie con
l'attigua casa del Romita - 1982, inchiostro su carta
 
Vasto - Scorcio di Piazza L. V. Pudente - 1980, inchiostro su carta
 
Vasto - Torre di Bassano - 1979, inchiostro su carta
 
Vasto - La vecchia Fontana di Porta Palazzo - 1978, inchiostro su carta
 
Vasto - Fuori Porta Nuova - 1978, inchiostro su carta
 
Vasto - Il Collegio e l'antica Chiesa del Carmine - 1977
 
Vasto -Piazza L. V. Pudente - Cattedrale S. Giuseppe
 
Vasto - Piazza L. V. Pudente con la Fontana e
Corso De Parma prima dei lavori di ampliamento
 
Vasto - Piazza Cavour (ora Piazza Rossetti)
 
Vasto - Piazza Verdi (lu Ddazie)
 
Vasto - Piazza Cavour (ora Piazza Rossetti), giornata di mercato
 
#E4E
Vasto - Il torrione di Diomede del Moro
 
Vasto - Piazza Verdi, al centro si nota il piccolo ufficio del dazio
 
Vasto - Panorama del centro storico, in primo piano scorcio del giardino di Palazzo d'Avalos