Pittori di Vasto dell'Ottocento
Valerico Laccetti
Pittore di fama e tragediografo che operò in Roma
(Vasto, 18 giugno 1836 - Roma, 8 marzo 1909)
Valerico Laccetti nacque a Vasto (CH) il 18 giugno del 1836 e compì gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli.
Compaesano ed allievo di Filippo Palizzi, nel primo periodo della sua attività dipinse quadri di prospettiva e di piccole dimensioni raffiguranti soprattutto figure e animali.
Raggiunta una certa fama si trasferì a Roma dove realizzò numerosi studi sulla campagna romana; soggiornò ed espose le sue opere anche in Francia (dove eseguì "Souvenir de Fontaine bleau" di tematica animalista) e a Vienna.
Ma le aspirazioni dell’artista erano rivolte ad un genere più importante di pittura.

Impiegò quattro anni per completare la sua opera più famosa, il "Christus imperat", (vedi foto sotto), presentata nel 1883 all'Esposizione Internazionale di Roma dove riscosse grande successo.
L’opera, acquistata dalla Provincia di Chieti, si può ancora oggi ammirare in tutta la sua bellezza nella sala del Consiglio Provinciale.
L'artista eseguì anche altre opere di tema religioso, fra cui il "Christus vincit", (1891) ma predilesse maggiormente tematiche di ispirazione popolare, quadri di genere e ritratti fino a dedicarsi, negli ultimi anni della sua vita, alla realizzazione di opere teatrali.
Morì a Roma l'8 marzo del 1909.
stralcio da "www.noivastesi.blogspot.com", in data 15 aprile 2009

“Nella stalla” - Olio su tela, cm. 36x46
interno stalla - olio su tela

fanciullo che prega - olio su tela, cm. 21,5x14,5

insegna dello studio a Roma: Laccetti 1° piano -
dipinto su lamiera - Consiglio Regionale Abruzzo, L’Aquila

Valerico Laccetti
Nasce a Vasto 18 giugno 1836.
Sin da giovane Valerico mostrò una certa predisposizione per la pittura e, nonostante non avesse un maestro che lo seguisse, dipingeva dei piccoli quadri che la gente apprezzava molto.
A 17 anni si trasferì a Napoli per continuare gli studi e nel 1857, a 21 anni, entrò all’Accademia di Belle Arti.
Nell'Esposizione Napoletana del 1855 ottenne un premio per la prospettiva e, nella Promotrice, un
suo quadretto di figure e bestiame fu acquistato da Re Vittorio Emanuele.
Nel primo periodo di attività, seguendo l'influsso e la guida di Filippo Palizzi,
si dedica allo studio degli animali.
Per gli scarsi compensi alla sua arte abbandonò Napoli e si trasferì a Roma dove aprì uno studio e si fece apprezzare per la realizzazione di due quadri "Catechismo in campagna" e "Soldati vecchi e soldati nuovi".
Nel 1872 da Roma si recò a Parigi, dove rimase sette mesi, trattando la pittura di animali.
Tornato in Italia conseguì altri premi all’Esposizione di Vienna con i due quadri: «Ritorno dal lavoro», «Un parasole in pericolo» ed altro premio
conseguiva al «Salon» di Parigi per quattro piccole tele: Pendant l’orage, Après l’orage, La campagna romana e Un nuovo Orfeo.
A Roma e a Parigi
entra in contatto con i più grandi maestri della pittura europea. I suoi lunghi soggiorni in queste città ne maturano la vena artistica.
Ma le aspirazioni dell'Artista erano rivolte ad un genere più importante di pittura.
Dopo aver partecipato ed ottenuto riconoscimenti in Mostre Internazionali decide di cambiare genere pittorico dedicandosi alle rappresentazioni storiche.
Importante risultato ottiene con il "Christus imperat": la civiltà cristiana che pianta il suo vessillo sulle rovine del mondo pagano.
Quattro anni di lavoro Valerico impiegò per portare a termine il suo capolavoro che gli valse unanimi consensi da parte di tutti i critici d’arte contemporanea.
Nel 1891 il Laccetti realizzò l’ideale prosecuzione del suo capolavoro, il Christus vincit, tela più modesta nelle dimensioni, sicuramente inferiore al precedente, ma che dimostra un tentativo di fondere la pittura attraverso la poesia, ricreando un quadro psicologico e allo stesso tempo poetico.
Gli ultimi anni della sua vita, Valerico Laccetti li spese per il teatro.
Il suo esordio, con la commedia Fede coniugale, portato in scena per la prima volta al Teatro Nazionale di Roma l’11 novembre 1897, non fu dei più felici: stroncato dalle severe critiche l’opera venne immediatamente ritirata.
Questo insuccesso non scoraggiò Valerico Laccetti, il quale, alcuni anni più tardi,
di alacre impegno, diede alle stampe due drammi storici in cinque atti l’Arrigo VIII Re e Papa e Francesco d’Assisi e portati in scena sempre al Nazionle di Roma conseguendo un buon successo.

Morì a Roma l'8 marzo 1909. 

Nella Pinacoteca comunale di Vasto sono custodite diverse tele dell'artista; inoltre nella sagrestia della chiesa di S. Giuseppe (la Cattedrale) vi è costodito un ritratto di Vescovo (dipinto fine 800).
 
Studio di pecore
Fonti:..........................................................................................................................................
1) Libro "Histonium ed il Vasto" di Vittorio d'Anelli - Ed. Cannarsa - Vasto, luglio 1999

2) Libr
i"Lunarie de lu Uašte" - ed. 2004 e 2008 .. ...............................................................
3) art. apparso su "www.noivastesi.blogspot.com", il 18 giugno 2009 ...............................