Pittori di Vasto
Italo Iammarino
https://italoiammarino.weebly.com/index.html
 

Italo Iammarino è nato nel 1938 a Vasto dove vive ed opera. 
Ha insegnato materie artistiche in Abruzzo tra Lanciano, Chieti, Vasto.
Ha emigrato a Buenos Aires in Argentina.
Tornato in Italia, si diploma geometra.
Ha collaborato in Germania con lo Studio Neufert di Darmstadt.
Rientrato in Italia si iscrive al corso di Scenografia presso l'Accademia
di Belle Arti di Via Ripetta a Roma. Conosce Monteleone, Maccari,
Monachesi, Del Guercio, Montanarini, Guttuso, Fazzini, Manzù,
Gentilini, Guzzi, Vespignani, Calabria. Stringe amicizia con il pittore
Peppino Piccolo e la scrittrice Maria Luisa Angiolillo.
Si diploma a pieni voti con una tesi su Picasso ed una dettagliata
scenografia sulla Tosca.

Ha esposto in Italia e all'estero.
E' stato per otto anni Direttore Artistico del Teatro Comunale "Rossetti" di Vasto.
 
Vasto: “Piazza Rossetti” - disegno
 
“Vasto dalla marina” - inchiostro su carta
 
“La sciabica” - olio su tela - 2008
stralcio da articoli apparsi su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 2017/19 - M.S. febbraio 2019

Pennelli e cavalletto per tornare alla vita
Nuova Mostra, di Italo Iammarino dopo la perdita del figlio
a casa Mattioli, Febbraio 2010, dedicata al figlio Salvatore
Note - Salvatore Iammarino, appena 43 enne, è rimasto vittima di uno straziante incidente stradale avvenuto giovedì 9 aprile 2009 sulla strada che porta a Pollutri dal casello A14. E' stato allievo dell'Accademia di Belle Arti di Roma e incisore presso la Zecca Poligrafico dello Stato. Ha lasciato la moglie e due teneri figli di 5 e 2 anni.
stralcio da notizie apparse su "Il Vastese" - mensile d'info. del territ. - n. 5 - maggio' 09
 
Fine artista, sua la bellissima medaglia in argento in occasione della riapertura del Teatro Rossetti di Vasto, nel 1987. Lino Spadaccini - 11 aprile 2009

Italo Iammarino, vastese verace
Riesce come pochi a disegnare sulla carta e sulla tela Italo lammarino, vastese verace, erede della grande tradizione pittorica figurativa cittadina e nipote di don Salvatore Pepe.
La sua arte è rivelatrice di una inquietudine interiore e del tormento di una continua ricerca stilistica.
Ha frequentato, nel periodo della giovinezza trascorso a Roma, ambienti e circoli di artisti nei quali ha avuto l'occasione di avere contatti con i protagonisti della vita culturale degli anni sessanta.
E' stato direttore artistico del Teatro Rossetti, contribuendo attivamente alla rinascita di quella istituzione culturale. Le sue opere figurano in prestigiose collezioni private e pubbliche.
da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2007

Italo Iammarino: un artista vastese che onora il mondo della cultura
In questi giorni ha fatto dono a Benedetto XVI° di una sua opera
Vasto, l'antica Histonium, ha dato all'arte italiana, e non solo a quella, insigni suoi figli che hanno onorato con il loro talento la nostra cultura ed il loro paese natio. Potremmo elencare quanti, come i fratelli Palizzi, Smargiassi, Rossetti, Della Guardia, ecc. hanno acquisito fama a livello internazionale per quanto hanno saputo dare, ognuno nel proprio campo di azione, alla cultura, all'arte. La bella tradizione vastese continua e tra quanti oggi operano fattivamente nel mondo della pittura non possiamo non ricordare e segnalare Italo Iammarino, un uomo che ha dedicato la sua vita ai pennelli ed alle tele.
Quando lo incontri, già dall'aspetto, con quel suo modo di parlarti e di dialogare, capisci che hai di fronte un artista vero, autentico. Il suo aspetto, nel pieno della maturità, ha assunto i connotati di quella corrente di pensiero che si rifà molto alla Francia di fine ottocento. Ma, non appena entri nel suo studio, appena hai la possibilità di visionare una sua opera, ti accorgi come Iammarino è "vastese" in tutto e per tutto.
Di recente ha inteso onorare la memoria di Papa Giovanni Paolo II organizzando una mostra di sue opere dedicate a questo grande uomo che ha trasformato il mondo nell'ultimo quarto del XX^ secolo. Ebbene, quelle opere trasmettono una carica interiore particolare; ti fanno svelare come con una pennellata si possa riproporre sulla tela tutte le tensioni interiori vissute da un grande Papa che il Signore ha voluto darci la gioia di conoscere. E Italo Iammarino, generoso com'è, ha voluto fare dono al nuovo Sommo Pontefice, Benedetto XVI°, di una sua opera che è stata recapitata in Vaticano.
Immediata la risposta del Santo Padre per la gioia di Iammarino del quale, ne siamo certi, la storia parlerà più d ogni altra cosa.
stralcio da articolo apparso su "www.piazzarossetti.it" - 25 giugno 2005

Italo e Salvatore Iammarino, padre e figlio
Due artisti per due tecniche diverse e suggestive. L'uno, pittore (Italo), padre, di grande sensibilità, specialmente nell'applicazione Cromatica, oltre che grafica, le cui opere hanno fatto il giro del mondo; l'altro, incisore, medagliere (Salvatore), figlio, della Zecca dello Stato, dal tocco agile e nel contempo vigoroso nell'espressività figurativa.
Entrambi hanno rappresentato, nelle loro ricorrenti opere, una figura indimenticabile di loro congiunto, il rev. Prof. Don Salvatore Pepe, il quale, per la Cultura vastese è stato un baluardo insormontabile. Nella grafica pittorica di Italo e nel medagliere di Salvatore, Don Salvatore Pepe è il personaggio fondamentale celebrato più volte e rappresentato con un rigore formale tutto particolare.
Ma di Italo Iammarino, dopo le opere della prima maniera, con raffigurazioni del paesaggio, dei monumenti, degli angoli caratteristici di Vasto e di altre città, sorrette da un cromatismo tonale, nelle opere di ispirazione sacra, c'è da apprezzarne il profondo significato spirituale.
Apprezzabili anche le "vedute" disegnate con brevi ma decisi tratti, essenziali, nella resa prospettica, senza eccessivi indugi.
Dei due artisti occorre anche lodare un ruolo ben preciso nell'ambito degli esponenti dell'arte vastese che, in virtù delle rispettive peculiarità, hanno varcato il confine regionale proiettando le loro opere e le singole personalità, nel più
ampio panorama nazionale.
Quella degli Iammarino è un'arte che è riuscita a travalicare le dimensioni locali, proprio perché risentono del più ampio respiro dell'arte contemporanea i cui riflessi possono validamente confrontarsi per armonica composizione e per le peculiarità estetiche. Ma, in entrambi cogliamo, soprattutto, gli afflati di un linguaggio artistico sorretto da profonda spiritualità che è costantemente insita nelle loro opere tutte ispirate ai valori umani con costante accostamento alla moralità ed al buon gusto.
stralcio da art.,a firma G.C., apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 11 - novembre 2004