Vedute pittoriche di Vasto
nei quadri di artisti italiani e stranieri
 
 
Pittori italiani e stranieri contemporanei
 

Suzanne McDermott

la cantante e pittrice americana ispirata da Vasto - acquerelli  creati a  Vasto
“Vasto marina” - 1996 - acquerello “Amico in Vasto” - 1996 - acquerello
 
Vasto - “Porta Catena” - 1996 - acquerello
 

Suzanne McDermott è un’artista americana con una carriera internazionale
di successo come cantautrice e pittrice di acquerelli.
Da molti anni insegna disegno, acquerello e canto in tutti gli Stati Uniti, in
luoghi che vanno dai musei, ai college, alle biblioteche, persino ai cantieri. 
Nel corso della tournée in Italia, nel novembre 1996, è stata  invitata a Vasto
ad esibirsi al New Acoustic Music Festival. 
Durante i giorni in cui soggiornò per la manifestazione canora Suzanne McDermott rimase entusiasta delle bellezze del luogo e dedicò alla città tre acquerelli e la canzone “Amico in Vasto”.

stralcio da articolo apparso su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 22 maggio 2017

Mario Miguel Moretta, argentino di Buenos Aires
e i suoi splenditi paesaggi abruzzesi
Vasto - “Verso Punta Aderci” -   2011 - pastello su carta - cm. 35x27
 
Vasto - “Paesaggio marino” -   2010 - 12 - olio su legno - cm. 50x43
 
“Reti dell'Adriatico” - 1995 - olio su legno - cm. 60x50
 
“Mare di Vasto” - 1987 - olio su cartone - cm. 50x40
 
Vasto - “Punta Aderci” - 1981 - olio su legno - cm. 40x30
 
Mario Miguel Moretta, figlio di emigranti abruzzesi, nasce a Buenos Aires
il 25 marzo 1954. Coltiva da sempre la passione per la pittura e sin da ragazzo ha modo
di  allacciare amicizia con stimatissimi pittori vastesi quali Vincenzo
Canci, Lucia Perrozzi Borghi, Peppino Casanova e Filandro Lattanzio.
Lavora  con onesto rigore e rara cura tecnica, coniugando riferimenti alla grande tradizione paesaggistica dell' Otto-Novecento con più attuali  intuizioni poetiche: nelle  sue vedute ariose e cristalline  campeggiano, talvolta,  sculture celeberrime già  consegnate  alla Storia dell'Arte, enucleate con il piglio accorto dello studioso in una sublimata, trasognante dimensione luministico-spaziale. La sua è una pittura di realtà  non  legata strettamente al dato oggettivo, più verosimilmente  costituisce   un mezzo ineffabile per  afferrare  lampi di inusitata significatività nelle cose. G. Rosato

stralcio da articoli apparsi su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 2017/18


Geltrude Wurm

la pittrice austriaca ispirata da Vasto
“Il Castello di Vasto” - 2004 - acquerello
 
“Piazza di Vasto” - 2004 - acquerello
 

Geltrude Wurm  nasce l’11 maggio 1937 a St. Johann im Saggautal e dal 1955 vive e opera a Graz (Austria).
La sua passione per le arti visive è stata trasmessa dal nonno che era pittore.
Nel 1974 inizia il suo percorso artistico frequentando  diversi corsi. Numerosi stages di  pittura in patria e all'estero e i tanti  libri hanno ampliato la conoscenza dell'artista.
E’ membro dell'Associazione Culturale dei lavoratori delle ferrovie austriache e dell'Associazione professionale degli artisti austriaci.
Ha vinto diversi premi alle mostre annuali in patria e all'estero, ha avuto tante medaglie e ricnonoscimenti. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Austria e fuori.

E’ stata per diciassette anni docente a Graz. Dal 1990 direttore di molte premi di pittura.
stralcio da articolo apparso su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 6 maggio 2017

Pasquale Quatraro
pittore per diletto
Vasto - “Punta Aderci” - 2017 - olio su tela - cm. 50x30
 

Pasquale Quatraro è nato a Lucera (FG) nel 1967, ma vive e lavora a Vasto. 
Da circa tre anni ha iniziato a dipingere ad olio ed insieme alla consorte
segue le lezioni di pittura dell’artista Italo-Russa Sofia Abalmasova nella
sua bottega d’arte a Larino. 
Predilige raffigurare luoghi a lui cari, come i tanti paesaggi naturali offerti
da Vasto.

stralcio da articolo apparso su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 22 novembre 2018

 

Pittori italiani e stranieri scomparsi

 

Dennis Adams (Sydney, 1914 - 2001)
l’artista australiano che durante la Seconda Guerra Mondiale dipinse a Vasto

Vasto - “Kittyhawk tra le dune” - 1944 - olio su tela, cm. 31 x 43,4 - Australian War Memorial - Canberra

 

Vasto - “NO. 3 Squadron Campsite” - 1944 - olio su tela, cm. 30,6 x 43 - Australian War Memorial- Canberra

 

Vasto - “At the Landing Strip” - 1944 - olio su tela - cm. 30,5 x 43,3 - Australian War Memorial - Canberra
 

Vasto - “Winter’s day” - 1944 - olio su tela - cm 31,6x44,4 -  Australian War Memorial - Canberra

 

Dennis Adams a Vasto
 
Vasto - “By the Fireside” - Vasto - penna ed acquerello su carta, cm. 24.7 x 24.1
- Australian War Memorial - Canberra

Dennis Adams
 

Dennis Adams (Sydney, 1914 - 2001). Compì i suoi studi artistici presso la Royal Art Society
School di Sydney e in seguito si perfezionò alla Royal Academy Schools di Londra. 
Principalmente noto come artista marino, fece parte del veliero “Herzogin Cecilie” prima della seconda guerra mondiale. 
Entrato nell'esercito nel 1939, fu in forza alla Royal Australian Air Force (RAAF) dove, date le sue spiccate qualità pittoriche, fu nominato nel 1942 artista ufficiale di guerra.
Fece varie missioni, in varie parti del mondo e anche in Italia. Qui, durante la campagna militare
nel 1944, fu a Vasto per alcuni mesi e di questo periodo si conoscono sette opere dipinte a Vasto e conservate, come gran parte dei suoi lavori di guerra, presso l'Australian War Memorial di Canberra.
Adams visse successivamente a Sydney, dove si fece conoscere ed apprezzare anche come scultore
di successo.

Dennis Adams,   “Fighter Bomber Pilot” -
Vasto 1944 -  olio su tela, cm. 30,5x 43,1 -
Australian War Memorial - Canberra
Dennis Adams,   “Sergeant Armourer” -
Vasto 1944 -  olio su tela, cm. 30,1x 43,2 -
Australian War Memorial - Canberra
stralcio da articoli apparsi su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 2017/18

Consalvo Carelli (Napoli, 29 marzo 1818 - 2 dicembre 1900)

“Castello D’Avalos” a Vasto, seconda metà sec. XIX
acquerello - cm. 23x35 - Pinacoteca civica “V. Bindi” -  Giulianova

Consalvo Carelli (Napoli 1818 - 1900) pittore; appartenne alla cosiddetta
scuola di Posillipo.
Lavorò anche a Roma, Parigi e Milano, dipingendo vedute con piacevolezza decorativa e coloristica.
Suo padre Raffaele (1795-1864) fu anch'egli pittore, attivo nella cerchia di
A. Pitloo, G. Gigante; e così pure suo fratello Gabriele (1820-1880), paesista
e pittore di architetture, e suo figlio Giuseppe (1849-1921) autore di paesaggi
e marine.

stralcio da articolo apparso su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 25 maggio 2017

Michele Cascella (Ortona 1892 - Milano, 1989)
Definito uno dei migliori paesaggisti italiani del Novecento
Vasto - “Porta chiusa di San Pietro” - 1950
Definito uno dei migliori paesaggisti italiani del Novecento.
Amava dipingere soprattutto fiori, nature morte, campi di grano e papaveri
ed i suoi paesaggi abruzzesi.
Si dice di lui: è un paesista personale, di vena romantica, talora mistica ed
anche umoristica, un "crepuscolare" che amava le vecchie case diroccate, i conventi, i prati fioriti, gli angoli di pace che evocano memorie.
Prediligeva le ombre della sera, che rendeva con singolare freschezza.
stralcio da articolo apparso su "vastogallery.blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 3 maggio 2017

Guido Jannucci (Villetta Barrea, 30 gennaio 1923 - Bergamo, 13 giugno 2012)
Un artista innamorato di Vasto

Guido Jannucci ha mostrato fin da giovane particolare talento nel disegno.
Accanto agli studi regolari di ragioneria, ha frequentato i corsi liberi di disegno presso la Scuola d'Arte dell'Accademia Carrara di Bergamo.

Vasto - “Piazzetta Damante” -   1988 - acquerello

 
“Veduta di Vasto dal mare” -   olio su tela (da cartolina Vastophil - 1984)
 
Ha trascorso tutta la vita lavorativa a Bergamo, in qualità di direttore di banca. 
Durante gli anni '50 ha svolto un'intensa attività di partecipazione a mostre e
premi di pittura, tra cui la partecipazione al "Premio Michetti" a Francavilla al
Mare nel 1952.
Dopo un rallentamento durante gli anni
'60 per motivi di salute, di nuovo
riprese attivamente l'attività espositiva
a Bergamo per tutti gli anni '70.
La "scoperta" di Vasto è avvenuta nei
primissimi anni '70, all'inizio quale
località da lui scelta per le vacanze estive
di tutta la famiglia.

Il suo legame affettivo con Vasto si è intensificato sempre più, finché, dopo il pensionamento, dalla seconda metà
degli anni '80 i suoi soggiorni vastesi si prolungarono fino ad occupare la
maggior parte di ogni anno.
Uomo raffinato e di profonda cultura, anche in questa fase dipinse molto, raffigurando in quadri di piccole e
grandi dimensioni numerose vedute e scorci di Vasto, dove tenne anche una mostra a Palazzo Mattioli nel novembre
1999.
La sua produzione pittorica, per quanto non abbia costituito la sua professione,
è stata ininterrotta fino agli ultimi anni, spaziando su tutti i temi principali:
ritratti, paesaggi, nature morte, figure femminili e nudi, temi questi ultimi nei
quali eccelleva.









"Autoritratto" - 1989 - olio su tela








stralcio da articolo apparso su "vastogallery.blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 6 luglio 2018

Vincenzo Petracca (L'Aquila, 1951 - 16 maggio 2017)
Il medico artista
Vincenzo Petracca alla sua professione di medico ospedaliero dell’Ospedale San Salvatore a L'Aquila, sua città natale, ha sempre affiancato una grande passione per l’arte e la cultura.
Specialista in agopuntura cinese, si è spento a 66 anni, sotto i ferri, nella sala operatoria dello stesso ospedale dove prestava servizio da anni come medico del servizio emergenza. 
“I trabocchi di Vasto” - olio su tela
 
E’ stato musicista, pittore e scrittore, ha pubblicato, due romanzi: 
"Tante storie" (2006) e "La montagna caduta" (2008), per le edizioni
Tracce, che hanno ottenuto entrambi riconoscimenti al Premio Histonium
a Vasto.
Pittore autodidatta, ha raffigurato prevalentemente i luoghi e la natura
del suo vissuto, in particolar modo dell’Abruzzo: i suoi soggetti preferiti, soprattutto il mare e poi i paesaggi, con la tecnica dell’olio su tela.
Di lui i colleghi di pronto soccorso e 118, ricordano l’impegno profuso nella
notte del sisma. Ecco le parole con le quali aveva raccontato, sul blog lavostraarte, la sua esperienza. «Lavoro in chirurgia di pronto soccorso

e puoi immaginare cosa abbiamo vissuto in quella fatidica notte. Su 9 sale operatorie, solo due erano rimaste funzionanti. Il pronto soccorso era diventato un androne unico immenso sanguinante e polveroso, e già dalle 4 del mattino... si doveva operare all’aperto, nel piazzale. I feriti venivano scaricati a terra dalle ambulanze...e direttamente a terra le loro ferite suturate. Sembrava una catena di montaggio. Chirurgia di guerra e traumi da schiacciamento...
Ma è proprio in queste situazioni che emerge il bello dell’uomo, l’organizzazione, il rigore professionale e soprattutto il lato umano...». Esperienze narrate in un racconto intitolato
La signora ferita”.

stralcio da articolo apparso su "vastogallery.blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - giugno 2017 e varie

Isidoro Vescovi (Roma, 1913 - ? 1996)

e la sua pittura paesaggistica. Un artista innamorato di Vasto

Vasto - "Tra i casolari di Vignola” - olio su tela
 
Vasto - "La casetta della torre Diomede” - olio su tela
 
Vasto - "Aratura”
 
Vasto - "Chiesetta della Maddalena” -   1994 - olio su tela
 
Vasto - "Fonte nuova” -   1990 - olio su tela
 
Isidoro Vescovi, pittore romano, di origine salentina, architetto di professione, dal 1970 in poi e specialmentw dopo la sua pensione, è
stato ospite frequente di Vasto (città in cui si erano trasferiti i figli),
e del suo comprensorio.
Di lui così scriveva Giuseppe Catania (Vastonotizie, agosto 1989) su
una mostra a Palazzo d'Avalos: "Opere di pittura che lasciano scoprire uno stile austero, realizzate con tratto misurato, fresco nella stesura quasi abbozzata, non mirante ad esprimere il dettaglio del soggetto,
ove il cromatismo obbedisce ad una attenta armonica composizione,
con profondo rispetto dell'ispirazione verista.
Vescovi è stato discepolo, all'Accademia di Belle Arti di Firenze, di
Carré e di Carena nei primi anni '30, ed ha maturato la sua pittura attraverso una costante ricerca e superamento di forme.

Nella rappresentazione paesaggistica Vescovi predilige i colori della campagna vastese, i siti e gli angoli ancora superstiti di un mondo arcaico. Infatti, le caratteristiche architettoniche del paese,
con la sua storia carica di civiltà, costituiscono l'ispirazione di molte sue opere, alcune delle quali esposte a Vasto.
Tra le più suggestive: Fattorie seminascoste nel lussureggiante giallo dei covoni di grano; rossi tramonti che dominano con un'atmosfera crepuscolare una simbolica, quasi religiosa potatura autunnale degli alberi; una stilizzata figura di vecchio contadino, appoggiato, quasi in simbiosi, ad
un contorto ulivo (…) Un mondo ed una espressione pittorica che si identificano, quale specchio
fedele nell'animo dell'artista legato indissolubilmente ai valori spirituali dell'uomo interpretati sotto forma d'arte, nella visione d'un mondo in cui l'artista è, nel contempo, testimone del quotidiano”.
Nel recensire un’altra mostra  Giuseppe Catania (Vastonotizie, agosto 1990) aggiunge che “In
questo nuovo appuntamento con Vasto Vescovi ha voluto, con luna rinnovata produzione, offrire testimonianza a taluni aspetti paesaggistici, andando alla "scoperta" di quei valori estetici insiti in
una tipologia architettonica destinata, purtroppo, ad essere travolta dal progresso. Così il quadro di una casa agreste in rovina, fra un uliveto, con una velata patina di serenità evidenziata da un colore caldo che è proprio nella natura dell'artista, nel suo stile, perché da più luce.
Casolari rustici di Vasto che emergono nella caratteristica applicazione cromatica, nell'espressione semplice e viva; vedute della marina, tipiche, altrettante visualizzazioni nelle quali il colore è protagonista attraverso cui si scoprono momenti ispirativi”.
Commentando un’altra mostra di Isidoro Vescovi nella “sala delle Esposizioni della Biblioteca Comunale Gabriele Rossetti", Giuseppe Catania (Vastonotizie, settembre 1991) scrive: “(…) Aderente ad una rigorosa obbedienza alla figurazione classica, la produzione pittorica di questo esponente dell'arte contemporanea, suscita sempre consensi di critica e di pubblico.
Isidoro Vescovi ha sempre dipinto con tonalità calde, sin da giovane, in quanto ritenute più
luminose ed esaltanti il cromatismo, rinnovandosi con vigore e passionalità.
L'artista ritiene che non occorre copiare il vero, giacché non tutto il visibile è bello, ma è sufficiente trasformarlo secondo il gesto personale, anche perché si possono così aggiungere altre bellezze all'opera d'arte, si accumulano nozioni vere ed utili, mentre la mano si affina per raggiungere
tonalità artistiche.
È peculiare in Vescovi la "forma", basata sul disegno, che consente di captare aspetti di gusto sorprendenti, dettati dal proprio temperamento, di significato poetico anche, per dare quella indispensabile caratteristica di armonia compositiva, accostata alla sensibilità cromatica. Di
notevole effetti, così, il quadro della "Chiesetta della Maddalena", nel quale l'artista ha saputo
cogliere la "poetica del realismo", che è elemento indissolubile della personalità artistica di Vescovi che ama contraddistinguere le sue opere con inediti squarci di luce, come nella tela della "Aratura", che esprimono una delle più suggestive verità nella pittura, aggiungono corposità all'immagine, concordata da una gradevole visione prospettica. (…) Ed è, certamente, questa caratteristica che rivela l'intensa passionalità che Isidoro Vescovi ha per l'arte pittorica, divenuta meta esistenziale, quale un artista degno di tal nome vanta nella sua piena maturità”.

stralcio da articoli apparsi su "vastogallery. blogspot.it" di Filippo Marino - Vasto - 2017/18