Figure di Vasto, da ricordare
Otello Scipioni
notissimo ristoratore a Londra
(Vasto, 1921 - Londra, 23 giugno 2012)
 
Personaggio eclettico e charmant di livello internazionale.
Cercò fortuna e la trovò a Londra dove, titolare di uno dei ristoranti più affermati del mangiar bene, conseguì successi nella gastronomia diffondendo la cucina di casa nostra.
Non si contano quanti vastesi a Londra,
dove ha sempre risieduto nello stesso quartiere dei Rossetti, sia per lavoro che per diporto hanno trovato accoglienza ed ospitalità dal generoso Otello.

Otello veniva, dal fratello Cornelio, puntualmente a trascorrere l'estate nella sua amata Vasto, dove prima la mamma donna Maria e la sorella Paolina abitavano nel quartiere Croci.

Fonti varie - M.S., agosto 2012

Omaggio e ricordo di Otello Scipioni:
QUANDO A SOHO SI PARLAVA "LU UASTAREULE"

di Nicola D'Adamo, autore del sito: www.noivastesi.blogspot.com - stralcio da art. giugno 2012
....Otello, assieme al fratello Cornelio, nati ambedue nel rione Croci a Vasto, emigrò a Londra nell'immediato dopoguerra, dopo aver frequentato la scuola alberghiera a Roma.
Nel giro di un decennio, passo dopo passo, hanno messo su una catena di ristoranti italiani, dove hanno lavorato molti vastesi.
Alla fine degli anni '60, a Dean Street Soho, si parlava vastese, con la trattoria Da Otello da un lato, La Tavernetta di fronte e la discoteca Les Enfants Terribles, poco più su, con Pino Martella.
In alcuni periodi dell'anno potevi incontrare anche
Claudio Crisci - che poi ha aperto il risotrante "Il Corsaro" a Vasto - intonare le canzoni vastesi e italiane.
Nel 1969 quando misi piede a Londra per la prima volta per imparare l'inglese anch'io mi rivolsi ad Otello che con ampia disponibilità mi fece fare il "commis waiter" (aiuto cameriere) alla prestigiosa Villa Dei Cesari per un paio di mesi. Per me andava benissimo perchè dalle 14 alle 17 facevo il corso d'inglese, dalle 18 alle due di notte lavoravo per lui.
Per capire il livello raggiunto da Otello Scipioni in quel periodo si deve sottolineare che la sua Villa dei Cesari, non lontano dalla Tate Gallery, era uno dei ristoranti più esclusivi e raffinati di Londra. Era molto grande, all'esterno la facciata richiamava l'architettura romana, dava direttamente sul Tamigi - nel senso che mentre mangiavi vedevi scorrere l'acqua sotto la finestra - c'era un'orchestra fissa tutte le sere e tutto il personale vestiva in abiti romani.
La clientela era quella che si poteva permettere di spendere per una serata tanto quanto io commis waiter ricevevo per una settimana di lavoro!. Il ristorante ovviamente era pubblicizzato su tutte le riviste di Londra.
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