Figure di Vasto, da ricordare
Michele Olivieri
Capitano di lungo corso, fondò la Scuola Marinara a Vasto
(Vasto, 1889 - Roma, 1970)
 

Alto, figura snella, asciutta, cipiglio penetrante acuto nel giudizio
determinato, insofferente alle critiche superficiali. Un uomo che ha segnato
un pezzo di storia della Città del Vasto. Michele Olivieri, Capitano di Lungo Corso. 
Noi l'abbiamo conosciuto e ne abbiamo condiviso le opinioni, captando i
suoi interventi giornalistici, a cominciare dal 1956, sui problemi cittadini
con particolare impegno per quelli del Porto di Punta  Penna. Un argomento
di attualità accuratamente studiato dal Capitano Michele Olivieri, proprio perché vissuto, proposto all'attenzione degli organi tecnici e politici per le

soluzioni strutturali più idonee, perché, per anni, aveva osservato l'incidenza delle correnti marine e dei venti dominanti tali da scongiurare l'imboccatura del bacino portuale a greco-levante, come purtroppo è avvenuto.
Articoli di profonda cultura, non solo per l'appassionata conoscenza degli argomenti marinari, perché il Capitano Michele Olivieri era figlio di "Paron Rocco" (Parerocche), armatore e proprietario di "paranze". Non solo, il nonno, il bisnonno, per risalire al trisavolo, erano "paroni" di paranze e trabocchi. 
Michele Olivieri il mare l'aveva nel sangue, tanto che, giovinetto, frequentò, con ottimi risultati, l'allora "Regia Scuola Tecnica G. Rossetti" di Vasto. Per le sue spiccate capacità, a soli 19 anni, a pieni voti, conseguiva la Licenza di Capitano di Lungo Corso nella sessione estiva (1908-1909) a Genova, risultando il primo vastese a raggiungere una così ambita meta.
La sua vita è stata un susseguirsi di prestigiose attività che ne hanno arricchito la personalità.
Nel 1911, arruolato nella Marina Militare Italiana, partecipò alla Guerra di Libia e l'anno dopo, per venti anni, navigò su navi italiane su tutti i mari, raggiungendo il grado di comandante.
Prese parte alle operazioni belliche durante la Prima Guerra Mondiale, nominato Commissario Governativo, col grado di Tenente di Vascello su navi italiane addette al servizio militare partecipò alla guerra di Etiopia e alla Seconda Guerra Mondiale raggiungendo il grado di Capitano di Fregata con decorazione di Croce di Guerra al Valor Militare. 
Ma, radicata nel suo cuore, è stata l'attività di educatore alle nobili tradizioni marinare, tanto che, nel 1928 a Vasto costituì e diresse la "Scuola Professionale Marinara"Andrea Bafile", aderente al Consorzio delle Scuole Professionali per la Maestranza Marittima di Roma, alloggiata al piano terra dell'edificio posto nella piazza della Marina di Vasto, creando così una autentica fucina di marinai qualificati, motoristi, paroni e futuri professionisti del mare.
Fu direttore della "Nave Scuola Marinaretti" per orfani di marinai e pescatori, della "Eridamo" a Bari e della "Azutti" a Cagliari. 
Al rientro a Vasto, nel 1950, ottenne che la scuola statale di avviamento professionale "G. Rossetti", aprisse una sezione a "tipo marinaro", insegnandovi, per 10 anni, materie nautiche, contabilità di bordo, attrezzatura marinara, a tanti giovani vastesi che, ora anziani, ricordano le doti di galantuomo e di maestro di vita del loro "istruttore". 
Scuola Avviamento Vasto,  anni 50, alcuni docenti -
 In alto di fronte: Michele Olivieri, Angelo Cianci, Cenzino Russo, il bidello
Nicola Malatesta. seduti: Teresina Cavallone, Domenico Suriani, Giulio Cardone 
Ma l'attività instancabile del Capitano Michele Olivieri, spaziava su ampi orizzonti. In qualità di pubblicista, con interventi qualificati, scrisse su giornali specializzati, quali "II Giornale del Mare","La piccola pesca", "Il Timone". Molti i suoi scritti su giornali nazionali, il particolare su
"Il Tempo", su problemi marittimi e sul porto di Vasto per il quale dedicò la sua passione con scritti di grande conoscenza tecnica, ancora oggi d'attualità.
Cavaliere di Vittorio Veneto, nel 1947 venne insignito della Medaglia d'onore, in oro, di lunga navigazione di Primo Grado. 
Morì a Roma il 9 giugno 1970, lasciando un retaggio di dedizione per la città del Vasto, per i suoi concittadini, per i quali mise a disposizione tutto se stesso con encomiabile slancio altruistico di amore e di attaccamento ai valori spirituali dell'uomo, di cui seppe dare il fulgido esempio.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 31 ottobre 2017