Figure di Vasto, da ricordare
Il Professor
Gaetano La Palombara (Tanino)
(Vasto, 16 ott. 1917 - Vasto, 18 ago. 1997)
 
Gaetano La Palombara
Colto e poliedrico
professore dell'Istituto Tecnico Commericale e per Geometri "Filippo Palizzi" - Vasto
Se non ci fosse stato, qualche preside avrebbe dovuto inventarlo.
Aveva una forte personalità che derivava da una profonda cultura, da una spiccata conoscenza delle materie che insegnava e da un rigore etico fuori dal comune.
Per tornare nella sua Vasto aveva rinunciato ad una brillante carriera.
La sua vocazione era quella di stare con i giovani per trasmettere il suo sapere ed il suo rigore intellettuale. Le sue conoscenze non si limitavano alle materie che insegnava (perché veramente insegnava) ma anche al teatro, tant'è che ancora si ricordano le sue regie teatrali di opere interpretate dai suoi alunni. Memorabile quella del 1962, al Politeama Ruzzi dove mise in scena
"II berretto a sonagli" di Pirandello. Fu scelta, ovviamente, non casuale.
Con la nostra classe ebbe un feeling intermittente. Non accettava alcune
esuberanze della nostra età e qualche comportamento, allora, considerato sopra le righe. E lo manifestava in un modo tra l'ironico e lo sprezzante, mai offensivo.
Oggi, nel ripensare alla sua statura morale e professionale, non si può fare a meno di affermare che dobbiamo essergli grati per la sua azione educativa. (Gianfranco Smargiassi)
Fonte: Opuscolo stampato in occasione dell'incontro di alunni dell'Ist. per festeggiare il 50° del diploma - Vasto, 29/05/10

Ricorrenza del 10° anniversario della scomparsa
Tanino o il Professore La Palombara, è nato a Vasto il 16 ottobre 1917 da genitori commercianti vastesi ed è sempre vissuto, fino al matrimonio, nella centrale e conosciuta Piazza Barbacani.

Già da bambino, ha mostrato le sue qualità, era vivace, attento, puntiglioso e con gran voglia di vivere e di ottenere quello che voleva.
Nel 1936, ha conseguito il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale presso l'Istituto Tecnico Comm.le di Vasto e nel giugno del 1940 si è laureato brillantemente in Economia e Commercio alla facoltà dell'Università di Roma.
Nell'Ottobre del 1940 venne ammesso a frequentare il Corso di Commissariato presso l'Accademia militare di Modena e nel giugno del 1941 venne assegnato alla Direzione di Commissariato Militare di Torino col grado di sottotenente Commissario in servizio permanente effettivo.
Nel marzo 1942 venne trasferito al Comando della Divisione mobilitata "Cagliari" dislocato in Grecia, ove rimase fino al settembre 1943. Venne poi deportato in Germania.
Rimpatriato dalla prigionia riprese servizio nel novembre 1946 presso il Comando della Divisione "Mantova" col grado di capitano commissario. Chiese, poi, ed ottenne il collocamento nella riserva,
lasciando il servizio militare permanente nell'aprile del 1947.
Negli anni 1947 e 1948 svolse pratica professionale per l'esercizio della professione di commercialista presso lo studio del Dr, Prof Carlo Cattaneo di Milano.
Iscritto nell'albo dei dottori commercialisti di Pescara, esercitò l'attività professionale in questa città negli anni 1949 e 1950. Contemporaneamente insegnò, quale supplente di ragioneria, presso l'Istituto Tecnico Comm.le "Tito Acerbo" di Pescara. Era il primo approccio con l'insegnamento che poi è diventato la sua vita.
Nel 1950 vinse un concorso bandito dal Ministero delle Finanze. Nello stesso anno vinse un altro concorso di gruppo "A" con qualifica di vice-segretario bandito dall'I.N.P.S..
Nel 1951 lasciò per dimissioni volontarie l'I.N.P.S. per assumere servizio, in qualità di Segretario, alle dipendenze dell'I.N.A.I.L. - sede provinciale di Teramo - in seguito a concorso vinto.
Nel 1953 partecipò al concorso-esame di Stato a cattedre di materie giuridice ed economiche e conseguì l'abilitazione all'insegnamento.

Nel gennaio del 1954, a firma del generale di C.A. Com.te Alessandro Albert, gli è stata conferita la Croce al merito di guerra, in riconoscimento dei sacrifici sostenuti nell'adempimento del dovere in guerra.

Nel settembre del 1955 si dimise volontariamente dall'I.N.A.I.L. per riprendere l' insegnamento presso l'ITC - l'Istituto Tecnico Statale Commerciale - Mercantile e per Geometri di Vasto.
Dall'anno scolastico 1955/56 ha insegnato, ininterrottamente, fino al settembre del 1983, data di pensionamento, presso detto Istituto materie giuridiche ed economiche.
Quanti ragazzi ha visto diplomarsi! Tanti si sono affermati o comunque messi in evidenza. E' stato sempre un riferimento sicuro, certo e serio per tutti gli studenti.
 
 
Sposatosi non più giovanissimo ma felicemente, nel luglio del 1966 ad Assisi - Abbazia di S. Pietro (sec. XI-XIII) con la Professoressa Lucia Del Greco, figlia di nota e conosciuta famiglia, ha avuto tre figli Pierfrancesco, Paolo ed Alessandra.
Gaetano La Palombara è morto a Vasto il 18 agosto 1997 e le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia presso il cimitero di Vasto.

Le sue note caratteristiche nell'Esercito:
serio, leale, generoso, intelligente, tenace lavoratore,
scrupoloso osservatore dell'orario d'ufficio, colto, zelante
,
senso pratico, buon organizzatore, distinto, autorevole
con gli inferiori e disciplinatissimo verso i superiori,
fermezza di carattere, qualità intellettuali e morali
spiccate, sentimenti elevati, elemento di indiscusso valore, ecc.
sono state una costante per tutta la sua vita trovando puntuale applicazione sia nell'ambito professionale che nella vita privata.

Il suo amore per il teatro 
Sin da bambino gli piaceva entrare nelle parti e con molta disinvoltura si cimentava riuscendo sempre nel suo intento e provando interesse e divertimento.
Negli anni sessanta, come regista, è riuscito a portare sulla scena diverse commedie, ottenendo sempre grandi successi di pubblico e di critica, attingendo gli interpreti nelle ultime classi dell'Istituto dove insegnava e dove ormai era diventato un'istituzione. Sempre molto stimato
ed apprezzato.
il vecchio
e glorioso
Istituto
che
non c'è più
 
1962 - rappresentazione al Politeama Ruzzi di Vasto della commedia
"Il Berretto a Sonagli" - 1917 - di Luigi Pirandello
interpretata dal gruppo teatrale dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale - Mercantile e per Geometri "Filippo Palizzi" di Vasto
 
1963 - "Week - End"
La commedia, interpretata dal gruppo teatrale dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale - Mercantile e per Geometri "Filippo Palizzi" di Vasto è stata rappresentata al Politeama Ruzzi di Vasto la sera del 28 marzo 1963 - ore 21,00
Presentazione della commedia al Pubblico
....... Un anno fa, chi ebbe il piacere di presentarvi "Il Berretto a Sonagli" di Luigi Pirandello sottolineò, ricordate? l'indispensabilità del vostro intervento per la realizzazione e il buon esito della nostra iniziativa; disse, che gli sforzi e la buona volontà degli organizzatori e degli interpreti non bastano a far teatro se mancano gli spettatori; ed è stata, appunto, la certezza di poter contare sulla vostra cortese partecipazione che ha indotto il gruppo teatrale dell'Istituto a continuare l'iniziativa.
La commedia che vi verrà presentata appartiene al genere brillante e presenta perciò non lievi difficoltà di interpretazione. .......
 
1965 - "Processo a Gesù"
La commedia, interpretata dal gruppo teatrale dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale - Mercantile e per Geometri "Filippo Palizzi" di Vasto è stata rappresentata al Politeama Ruzzi di Vasto la sera del 1 aprile 1965 - ore 21,00

Di penna facile
Amava spesso soffermarsi sulle cose e la vita che gli giravano intorno e coglieva sempre l'occasione di fissare con uno scritto le varie osservazioni. Alcuni componimenti qui riproposti vanno nella direzione segnalata.
Stelle di Vasto

Stelle di Vasto che a sera v’accendete
come chicchi di fuoco ad una ad una,
a rischiarar i luoghi tanto amati
rendendoli di sogno, pur senza luna:
per la gioia di chi ama il divino
fermatevi, così, sino al mattino.

La morte di un Istituto

Milioni di piccolissime stelle
luccicavano quel giorno sul mare,
e dai fiori curati da diafane mani
saliva, leggero, un profumo soave.
Alle festanti voci dei bimbi facevano
eco i garruli trilli delle rondini in volo.
Una gran luce di sole riempiva l’aula,
e spingeva il pensiero lontano, sul mare.
Era maggio! I giovani cuori già
sognavano la pace dell’estate,
e il mio vecchio Istituto viveva,
maestosamente poggiato sulla
collina, alta sul mare.

Miliardi di brillantissime stelle
luccicano sul mare, stamani.
E’ maggio!, ma dal giardino non
salgono i profumi soavi, né dei
bimbi le festanti voci di ieri.
Un improvviso rumore di crollo,
una nube di polvere s’alza sinistra a
coprire la turchina distesa di mare.
E’ il mio vecchio Istituto che muore,
vinto dalle inutili illusioni di fare,

minato da un lungo male mortale.

Il Ricordo
(alle alunne della 5a - 1965)

Sì tace il lungo concerto ricco di voci,
di volti, di sentimenti inespressi,
di chiacchierii leggeri,
di battiti di giovani cuori.
Sì tace.

E nel cielo di giugno sereno,
è come il malinconico alzarsi
di tante piccole nuvole nere.

L’estate vi annuncia la gioia
che, trepidi, attendete, e l’altra,
più vera, di un tenero amore sincero.

La lunga, immaginifica storia
è finita: comincia quella
fascinosa e severa della vita!

Quando negli anni, forse talora
vi prenderà la nostalgia di quest’ora,
ricordatemi così, come son ora:
burbero, rigido, ironico, ognor irato,
ma come chi vi ha, però, amato!


 
Care vecchie palme di Piazza Rossetti
Vecchie palme di Piazza Rossetti,
che vedesti i miei giuochi di fanciullo,
allor che il cuore sgombro d’affanni
correva dietro ai quattro moschettieri,
a Zorro, a Sandokan, ai frombolieri
dei più famosi circhi di quegli anni,
io mi rallegro di sapervi amiche
ancora oggi, pur se più non m’udite.
Quante sgridate mi prendevo dal vigile
per i fiori che rubavo nelle aiuole,
e quante volte ai piè dei vostri tronchi
nascondevo narcisi, primule e viole!
Ricordate quel giorno di settembre!
Per sottrarmi a quell’uomo risoluto
a vendicarsi delle nostre monellate
mi vedeste goffamente arrampicato
sulla cima di un albero fronzuto.
Con pezzetti di vetro colorato, gettati
con insolita bravura, avevamo scoppiato,
uno a uno, tantissimi palloni colorati
che legati ad una canna di bambù
svolavano, ormai, sempre più giù.
E quell’anno delle grandi nevicate,
quando, scomposte per l’enorme peso,
posaste sino a terra, raggelate,
le vostre grandi ali frastagliate?
Per voi avemmo le più attente cure
per riportarvi su, forti e sicure.

...................................................................................
segue

.......................................................................................seguito - 1
Vecchie palme di Piazza Rossetti
che mi foste amiche nell’adolescenza,
quando, ricco di giovanili ardori,
il cuore s’infiammava per ogni evento.
Ricordate i dolcissimi crepuscoli d’aprile,
nell’ora in cui il tramonto v’indorava
ch’io ero lì, seduto sul sedile,
insieme all’amichetta, chè.. “ci stava”?
Sentivate, placide, i discorsi, le stupide
parole senza senso, le barzellette poco castigate,
le molte cose, che, poi, sapean di niente!
Ricordate i tanti, i lunghi bisbigli
fatti all’orecchio della …”innamorata”
e la vampata rapida, immediata,
che l’accendeva in volto, delicata?
E le promesse fatte ogni momento?
E i giuramenti ripetuti e triti
che dovevano durare per “tutta la vita“
due cuori appena schiusi, eppur fioriti?
Non si aveva per voi riguardo alcuno
che, sapevamo, di far male a nessuno.

Vecchie palme di Piazza Rossetti,
quante volte negli anni di tormento
quando la guerra mi portò lontano,
trasmetteste, sia pur per un momento,

..............................................................................seguito -2
al povero mio cuore un suono arcano!
Era la voce della Patria mia,
quella delle persone a me più care,
delle campane di Santa Maria,
di mille e mille cose fattesi rare!
Poi, vi rividi, un giorno: era settembre.

Voi mi salutaste, liete, in coro,
muovendo lievemente, come sempre,
le belle vostre cime spruzzate d’oro.
Ricordate le lacrime di gioia?
Le facce degli amici trasognate?
E l’abbraccio che con l’animo vi diedi
per avervi finalmente ritrovate?
Quanti anni da quel giorno son passati,
senza un colloquio, in termini più stretti,
senza una confidenza, come ai bei tempi andati.

Care e vecchie palme di Piazza Rossetti!
Ma oggi, dalla lontana Genova, un’amica
mi ha scritto di darvi un suo saluto
perché, mi dice, quando si fa sera
torna spessissimo tra noi, compiaciuta.
Io nel darvelo, quale gentil pensiero
di un’anima ricchissima d’ideali,
risponderò per voi, con un veritiero:
grazie, Fernanda, t’aspettiamo!, vieni!
set. 2007, un suo alunno, M. S.