Figure poliedriche di Vasto
Carlo d'Aloisio da Vasto
(Vasto, 13 aprile 1892 - Roma, 21 novembre 1971)
Grande artista, creatore e direttore del Museo d'Arte Moderna di Roma
(Pittore, critico, scrittore, grafico, cartellonista, illustratore,
incisore, organizzazione di grandi eventi
)
www.daloisiodavasto.it
Enrico Mattei Raffaele Mattioli
Cliccare pagina: 40° della morte di Carlo d'Aloisio da Vasto
 
Carlo d'Aloisio da Vasto, insieme a Nicola Galante e Giovanni (Juan) Del Prete è il pittore vastese più rappresentativo e famoso del panorama artistico novecentesco.
A Vasto, frequenta la Scuola Tecnica, anzi la Regia Scuola Tecnica, ch'era pressappoco la scuola media di oggi.
.......................................... Carlo d'Aloisio e Raffaele Mattioli
............sono stati compagni di banco alla Regia Scuola Tecnica di Vasto.
.................Alcuni anni dopo Enrico Mattei frequenta la stessa scuola.
Nel 1908, all’età di sedici anni espone per la prima volta, poi lascia la sua
casa di Vasto alla volta di Roma, dove sono maggiori le possibilità di successo e di lavoro.
Nel 1910 esordisce come xilografo, collaborando a vari periodici tra i quali “La Rivista d’Oggi”, “L’Attualità”, “Il Romanzo dei Piccoli” e, successivamente con “Emporium”, “Satana Bebba”, “Corriere dei Piccoli”, oltre ad illustrare molte copertine di libri stampati per Carabba, Mondadori, Trevisani, Maffei e Berlutti.
Notevole è anche la produzione pittorica con numerose personali nelle princpali città d'Italia e all’estero: Losanna, Parigi, Varsavia, Los Angeles ecc. , oltre che a mostre collettive, Biennali di Venezia e Quadriennali di Roma. Ha partecipato a tutte le maggiori competizioni d'arte italiane.
La visita che l'11 maggio 1929 i Reali d'Italia fecero alla sua mostra nelle sale delle "Tre Venezie" in Roma ove acquistarono tre opere, ha confermato il successo di questo artista.
Nel 1927 sposa Elisabetta Mayo (cugina carnale di Giuseppe Spataro, politico. Le loro madri Anna e Beniamina Nasci erano sorelle), artista di notevoli capacità, scultrice, allieva di Vincenzo Gemito.
Carlo d’Aloisio è stato anche ideatore e compilatore dell’Almanacco degli Artisti. Il Vero Giotto, pubblicato dal 1930 al 1933.
Renato Guttuso nel 1981 scrive di lui:
“Chi volesse farsi un'idea della società artistica e letteraria di una cinquantina
d'anni or sono non dovrebbe trascurare di dare un'occhiata all'almanacco intitolato
il Vero Giotto e dovuto all'iniziativa appassionata di Carlo d'Aloisio da Vasto”.
Queste pubblicazioni rappresentarono il vero centro culturale del movimento artistico romano e non solo, con la partecipazione di tutti i più grandi artisti e critici dell’epoca.
Nel 1930 gli viene affidato l'incarico di creare ed allestire la Sezione Moderna del "Museo di Roma". Successivamente diviene direttore e conservatore del Museo, nonché direttore del Palazzo delle Esposizioni e della "Galleria Comunale d'Arte Moderna" in via dei Cerchi.
Nel 1950 propone al Comune di Roma ottenendolo, il trasferimento del Museo della Galleria nella sede attuale di Palazzo Braschi. Cura egli stesso la direzione del restauro del Palazzo e la sistemazione delle opere museali, documentative ed artistiche.
Il corpo di Carlo d’Aloisio riposa accanto a quello della moglie nel cimitero comunale di Vasto.
 
Per chi volesse approfondire la figura di Carlo d’Aloisio da Vasto
può visitare il ricco e documentato sito internet a lui dedicato
 
1920 - acquerello "Contadina con colomba"
1920 - olio su tavola "Pellegrini", 70x90
   
1920 - olio su tavola "Pescatori dell'Adriatico"
   
Golfo di Vasto, 1929 - olio su tela, cm. 57 x 82 - Pinacoteca di Palazzo d'Avalos, Vasto
   
   
"Festa di paese", 1920 - Olio su tela. Il quadro ritrae una scena della processione del Santo Patrono
Fonti: .....................................................................................................................................................................................
art., a firma Lino Spadaccini, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 21 nov. 2009
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art., a firma Luigi Murolo, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 12 - dic.'07

Carlo d'Aloisio
Figlio dell'ing. Luigi, nasce a Vasto, patria dei Palizzi e dei Rossetti, il 13 Aprile 1892 nella zona del belvedere Romani e, spirito anticonformista, critica la mentalità del paese natale ma, quando riesce finalmente ad "evadere", arriva a firmare le opere aggiungendo al proprio nome la provenienza "suggellando in modo inequivocabile la sua identità artistica e umana".
Trasferitosi a Roma, nel 1927 si sposa la scultrice Elisabetta de' conti Mayo.
Nei primi significativi passi si esprime come decoratore di interni con la tecnica dell'affresco e come acquerellista e dirige la scuola dell'arazzo.

Artista nel senso più completo del termine si scopre caricaturista, disegnatore, xilografo, cartellonista pubblicitario e pittore a olio. Scrittore, critico d'arte e mediatore culturale, è uno dei protagonisti della "Scuola Romana"; negli anni
1930-33 fonda e dirige la rivista trimestrale "Almanacco degli artisti - II vero Giotto", a cui apportano contributi esponenti del mondo culturale italiano in un dibattito letterario e artistico sui temi della tradizione italica, e delle avanguardie.
Nel 1930 il Governatorato di Roma gli affida l'incarico dell'allestimento della sezione moderna del Museo di Roma (di cui diventa conservatore) e lo nomina direttore della Galleria Comunale di Arte Moderna.
stralcio da art., a firma di Paolo Calvano, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 1 - gen. 2007

Carlo d'Aloisio, grafico
Alcune grafiche daloisiane. Gli originali e tante altre opere
dell'artista sono conservati nella Pinacoteca Comunale di Vasto
stralcio da art., a firma Luigi Murolo, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 12 - dic.'07

Carlo d'Aloisio, pittore e xilografo
Il pittore volle aggiungere al suo patronimico quello della terra d'origine "Vasto"; vicino alla corrente della Scuola Romana, è rimasto però fedele ad una sua impronta cromatica vivida nei dipinti e più poetica, sotto il profilo estetico, nella grafica e negli acquerelli dettati da un lirismo unico.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 1 - gennaio' 07

Carlo d'Aloisio, cartellonista
Di Carlo d'Aloisio non si parlerà mai abbastanza, in considerazione della poliedricità della sua natura e dei suoi interessi, che spaziavano dalla letteratura alla pittura, alla grafica, alla critica, all'organizzazione dei grandi eventi. In aggiunta a tutto ciò che s'è detto di lui aggiungiamo una notazione, poco conosciuta, riguardante la sua attività di cartellonista. E cartellonista di valore, sottolineiamo, se è vero che i due manifesti pubblicitari qui riprodotti (gli unici ritrovati) furono commissionati da una ditta che si serviva di artisti famosissimi come Marcello Dudovich.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2007

L'Adriatico e i Pupazzi di Carlo d'Aloisio
L'Adriatico e i Pupazzi di Carlo d'Aloisio da Vasto costituisce il terzo volume della collana Teca della memoria promossa dal Comitato "Premio Vasto d'Arte Contemporanea" e diretta dal prof. Luigi Murolo.
Il libro, interamente costruito su due scritti inediti di d'Aloisio - L'Adriatico e le sue leggende, i "Pupazzi" del Museo di Roma (entrambi riconducibili agli anni Trenta/Quaranta del Novecento) -, sviluppa, sul piano iconico, il rapporto uomini/Adriatico che l'artista vastese - direttore, tra l'altro, del Museo di Roma - ha realizzato nei suoi legni e nelle sue tele. Tra xilografie, acquerelli e olio si dipana l'esperienza di uno dei protagonisti della Scuola romana di via Cavour che, nel corso degli anni Trenta, mette in cantiere una delle maggiori riviste italiane di critica d'arte di quel periodo: «L'Almanacco degli artisti - il vero Giotto».
Un'antologia esauriente di storia della critica - con interventi di Goffredo Bellonci, Michele Biancale, Vincenzo Bucci, Carlo Carrà, Dario Micacchi, Giuseppe Pensabene, Antonio Porcella, Luigi Servolini, Marcello Venturoli - rende conto, dal punto di vista storico, del ruolo svolto da d'Aloisio nella cultura italiana.
Il libro curato e introdotto da Luigi Murolo è arricchito da due saggi ad hoc di Monica De Rosa e Tito Spinelli.
stralcio da articolo apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 8 - sett. 2006

Carlo d'Aloisio
Pittore ed incisore di talento, amico dei più importanti artisti del novecento italiano, ha partecipato quale invitato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali di Roma, alle Mostre internazionali dell'incisione di Los Angeles e ad altre manifestazioni artistiche di rilievo in ogni parte del mondo, vincendo anche numerosi premi e medaglie d'oro, tra cui quella del Presidente della Repubblica.
Opere sue sono si trovano nelle più prestigiose gallerie e collezioni private.
Critico e scrittore fondò e diresse l'Almanacco degli artisti (Il Vero Ciotto).
Ha scritto di lui Carlo Carrà: "un artista che è, con i suoi mezzi, attuale e moderno con sensibilità e intelligenza".
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2003