Figure poliedriche di Vasto
Luigi Anelli
(Vasto, 20 febbraio 1860 - Vasto, 14 dicembre 1944)
Poeta, storico patrio e dialettologo, commediografo, drammaturgo, autore di saggi
e commedie in vernacolo
, archeologo, numismatico, giornalista, editore, musicista e tipografo. Personaggio eclettico, poliedrico e con una moltepilicità di interessi.
Molto amato ed apprezzato in città, per tutto ciò che ha fatto e per le opere che ha
lasciato, che ancora oggi fanno scuola, soprattutto per quanti vogliono accostarsi alla
poesia dialettale. Personaggio illustre che con la sua opera ha nobilitato la cultura vastese.
 
Poesie e Prosa
Origine di alcuni modi di dire
Poeta
Macchiette
Anelli Giuseppe (figlio)
Storico
 
Luigi Anelli nacque a Vasto il 20 febbraio 1860 da famiglia
in vista della media borghesia locale: i suoi genitori si chiamarono Gaetano Anelli, mercante e decurione, sottotenente della Guardia Nazionale, profondo
conoscitore di memorie vastesi ed Encratide Cianci di ragguardevole famiglia cittadina,
commercianti che in un negozio di Corso de Parma vendevano articoli di merceria
e giocattoli
; terzo figlio di una numerosa prole (ebbe
quattro sorelle di cui una Clotilde, mamma di uno dei
grandi poeti dialettali vastesi del '900,
Giuseppe Perrozzi
, ed un fratello, mentre altri tre
fratelli morirono in tenera età), seguì gli studi consentiti
dal tempo con l'approdo ai prediletti approfondimenti musicali: nel campo degli apprendimenti successivi fu
ottimo autodidatta. Infatti, i suoi molti e versatili interessi culturali lo videro impegnato in diversi campi.
Aveva soltanto 18 anni quando, insieme all'amico Raffaele
De Luca, diede vita al primo giornale vastese:
"In vacanza", pubblicazione letteraria settimanale di 8
pagine nella quale fecero le prime armi giornalistiche Edoardo Scarfoglio, Domenico Gambardella, Giuseppe Mezzanotte, Domenico Tinozzi, Francesco Consalvo, Giuseppe Tanzi ed altri. Di questa rivista, che ebbe una tiratura di mille copie, si stampò il primo numero l'8 settembre 1878 a cura
di Rocco Carabba Ed., con
redazione a Vasto in corso Plebiscito al n. 34.

Ha collaborato, poi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo, nell"Istonio"  diretto da Emilio Monacelli.
Ma dove ha lasciato una traccia indelebile è sicuramente
il foglietto quindicinale "Il Vastese d’Oltre Oceano",
stampato dal 1923 al 1933. Quasi interamente scritto da lui, questo giornale ancora oggi rappresenta un punto di riferimento importante per la storia della città degli anni’20 e ‘30 del secolo scorso, ma anche un ponte ideale per raggiungere gli emigranti vastesi al di là dell'Atlantico. Oltre al "Vastese" Anelli fu anche corrispondente di altre testate importanti quali il Corriere della Sera e il Giornale d’Italia

Le sue appassionate ricerche di storia patria, lo portarono a dare alle stampe:
1885 - "Ricordi di storia vastese" - 1a Edizione, un buon testo di storia locale che mostra,
..................tuttavia, qualche lacuna in fatto di metodologia e di documentazione.
1890 - "Disamina del sistema allegorico della Divina Commedia", annotata e
..................
pubblicata da L. Anelli, testo critico sull'opera dantesca di Gabriele Rossetti.
1892 - "Fujj'ammèsche" (foglie di verdure miste), celebre raccolta di sonetti in dialetto vastese,
..................opera apprezzatissima, che rappresenta non soltanto l'esordio come poeta dialettale
..................vastese ma anche la sua relativa consacrazione: vi figuravano tutti i sonetti che
..................costituiscono il corpus della "collezione" in argomento, assieme a qualche altro
..................componimento, accresciuti, poi, di pochissime poesie di varia lunghezza, nelle edizioni
..................posteriori, tutte datate tra gli .anni venti e trenta.
..................Attaccato alla propria terra, alle proprie radici e alla propria parlata "uaštareule", Luigi
..................Anelli ha lasciato pagine preziose e indimenticabili per la conservazione del dialetto
..................vastese: stiamo parlando soprattutto della raccolta di sonetti Fujj’ ammëšche. Pubblicata
..................per i tipi Anelli & Manzitti nel 1892, la raccolta contiene alcune poesie che ormai sono
..................diventate dei classici del vernacolo vastese, attraverso un linguaggio genuino e reale,
..................dove ritrova la vera parlatura "uaštareule". Nella successiva edizione del 1940, quattro
..................anni prima della morte, Luigi Anelli aggiunse alla raccolta diverse composizioni, ma più
..................che poesie rappresentavano vere e proprie “macchiette”, con dialoghi tratte da scene di
..................vita quotidiana.
1894 - "Crèste gna vàite accuscì pruvvàite"
, 1a Edizione di L. Anelli & Manzitti, Vasto, il .................proverbio in un atto in dialetto vastese; fu eseguita la prima volta la sera del 6 ottobre
.................del medesimo anno nel Teatro Comunale Rossetti.
1896 - "Fra Serafino Razzi - Cronaca vastese" (anni 1576-1577) annotata e pubblicata da .................L. Anelli.
1897 - "Origine di alcuni modi di dire popolari nel dialetto vastese", lavoro
..................decisamente impegnativo sul piano delle tradizioni popolari,
che, a detta di Gennaro
..................Finamore, «sarà letto con piacere, specie dagli abruzzesi, perché oltre ad essere opera
..................erudita è anche opera d'arte».
1897 - "Proverbi vastesi",
lodati anche da Giuseppe Pitrè.
1897 - "Crèste gna vàite accuscì pruvvàite", 2a Edizione.
1897 - "A ch' attocc' attocche!", di L. Anelli & Manzitti, Vasto, proverbio in un atto in dialetto
................vastese.
1897 - "Ricordi di storia vastese" - 2a Edizione, riveduta ed ampliata.
1899 - "La Città del Vasto nel 1799", un'opera storica e lavoro importante per notizie inedite,
................Tipografia Editrice Luigi Anelli, Vasto
.
1901 - "Vocabolario vastese" (A-E), fatica dialettale rimasta incompiuta; questo primo
..................volumetto gli procurò grande risonanza critica, lavoro molto apprezzato dai più
..................eminenti glottologi italiani e stranieri. Consistenti i gli apprezzamenti del notissimo ..................demologo palermitano Giuseppe Pitré.
..................Di questo periodo è la qualificante collaborazione con Gustav Rolin, studioso franco-
..................tedesco, sui sistemi riguardanti strutture grammaticali e sintattiche del dialetto vastese.
1906 - "Ricordi di storia vastese" - 3a Edizione, riveduta ed ampliata.
1923 - "Lu zije spiccichéte!", Tipografia Editrice Luigi Anelli, Vasto, citando pure, in questo
................novero, la curiosa - "cartolina" Peppisciussce - 1880.
1929 -
"Histonium ed il Vasto attraverso i secoli" - Vasto, Ed. Guglielmo Guzzetti.
................Elegante volume  in cui racconta la storia della città in una maniera semplice e
................immediata, arricchito da una serie straordinaria di fotografie sulle bellezze naturali, i ................palazzi storici, .storiche chiese e le sue raccolte artistiche; lo stesso La città del Vasto nel ................1799 (1899) e Ricordi di Storia Vastese, pubblicata in tre edizioni (1885, 1897 e 1906)
................più due ristampe .(1982 e 1996), rappresentano libri indispensabili per la conoscenza
................delle radici dei vastesi.

Oltre a  Origine di alcuni modi di dire nel dialetto vastese (1897), Proverbi vastesi (1897), e ancora il Vocabolario vastese (1901), pubblicato fino alla lettera E, un'altra pagina fondamentale della produzione dialettale è rappresentata dalle tre commedie Crešte gna váite accuscë' pruváite! (1894), A ch' attoch' attocche! (1896) e Lu zije spiccichete (1923).
"La prima commedia, d'ambiente strettamente popolare", scriveva Francesco Pisarri agli inizi degli anni '30 sulle pagine de "Il Vastese d'Oltre Oceano", "riproduce le innocenti astuzie di una madre, moglie di un popolare ciabattino filosofo, per maritare una giovane figliuola bella ma ingenua e timida". Anche la seconda commedia, davvero gustosa e di gran successo, ottenne il favore del pubblico per "le situazioni create dalla vista di un'antica amante ad un povero maestro elementare sposato per denari a una vecchia bisbetica gelosa e immortale, messa su da un prete interessato, contro il quale esplode alla fine la vendetta increunta ma clamorosa del disgraziato".
Eguale successo anche per la terza commedia Lu zije spiccichete, tradotta anche in siciliano da Giovanni Grasso junior e recitato per molte sere al Teatro Sannazzaro di Napoli.
Questt'ultima commedia è stata anche rappresentata negli Stati Uniti, dai filodrammatici del Circolo "Vasto" di New York ottenendo molto successo.

Nomine e incarichi:
1898 - Un riconoscimento inatteso quanto meritato: su proposta di Francesco D'Ovidio, fu
..............nominato all'insegnamento della lingua italiana nelle scuole tecniche.
1899 - Fu nominato Direttore del Museo Comunale, carica che conservò fin quasi alla morte.
..............Arricchì il Museo di varie raccolte artistiche, fra cui quella numismatica, da lui formata,
..............catalogata e donata. Inizia il riordinamento del locale gabinetto archeologico, fondato a
..............suo tempo da Luigi Marchesani, arricchendolo di alcuni pezzi rari e di una interessante ..............raccolta.di monete.
1907 - Ricopre la carica di Ispettore ai Monumenti e Scavi, dimettendosene per protesta nel 1923,
..............con lettera resa pubblica. Motivo: le deturpazioni del castello caldoresco da parte dei
..............proprietari. Durante il suo ispettorato, nel 1911, riuscì ad assicurare alle raccolte dello
..............Stato 1072 monete medioevali, di argento ed oro, tesoretto che arricchisce ora il Museo di ..............Ancona, .sede allora della nostra Sopraintendenza ai .Monumenti.
1923 - Fonda e dirige il quindicinale "II Vastese d'Oltre Oceano" che vive dal 9 dicembre
..............1923 e che costituisce fino al 1938 un legame fra i vastesi d'Italia e quelli dell'America.
1923 - Collabora al "Corriere della sera", e al "Giornale d'Italia" dal 1931 al 1933.

Un gran numero di altre pubblicazioni si intreccia con il lavoro delineato in buona sintesi nelle precedenti note. Dobbiamo all'Anelli il rinvenimento della Cronaca Vastese di Diego Macianò (1700-1729), sconosciuta sia al Marchesani che agli altri memorialisti vastesi.

Luigi Anelli è stato un importante editore, per la pubblicazione dei suoi libri, ma anche di altri autori provenienti da fuori Vasto.
La sua preziosissima collezione di cartoline, stampate per la gran parte su foto del cugino Nicola Anelli, hanno portato le immagini della nostra città in giro per il mondo.

La vita familiare di Luigi
Anelli non fu felice come quella culturale.
Aveva sposato la cugina Teresa Celano in prime nozze; da questa unione erano nati tre figli, due femmine ed un maschio (Giuseppe); in seconde nozze, dopo la morte della prima moglie, sposò Emilia Sargiacomo, dalla quale ebbe cinque figli, quattro maschi ed una femmina.
Ma gli interessi molteplici e soprattutto il carattere di Luigi Anelli, mal si accordavano ad una vita coniugale e familiare di tipo borghese, tantomeno idilliaca. Pertanto visse molti anni del secondo matrimonio, da "separato in casa".
E, dati i tempi, ne subì pesanti conseguenze pure sul piano, si direbbe oggi, sociale e pubblico, anche se il suo grande impegno civile lo distolse meritevolmente, spesso e volentieri, da quelle vessazioni (è rimasto proverbiale il lavoro, svolto in estrema riservatezza, di assistenza umana ai confinati antifascisti di Vasto Marina, anche nella sua veste di direttore della Biblioteca Comunale).
Qualche componimento poetico risulta fedele documentazione morale: Lu quardèlle, canzone composta dal poeta compreso lo spartito musicale, è lo struggente ritratto di un rapporto coniugale deteriorato e irrecuperabile.

Luigi Anelli morì a Vasto il 14 dicembre 1944: meno di due mesi dopo vi avrebbe compiuto 85 anni.
Nella sua amatissima cittadina non molti si accorsero di quella dipartita; infatti, era ancora preda di angosce belliche e di problemi annonari: gli alleati l'avevano occupata, qualcuno disse liberata, tra l'ilarità del vastese caustico di quei tempi, perfetto sodale del poeta di Fujj'ammèsche, poco più di un anno prima. Se ne era andato stanco, ma assai sereno, perché il 16 novembre 1944 essa era tornata al nome che l'aveva visto nascere.

Di Luigi Anelli, poeta, commediografo, archeologo, storico, arguto vastese, si stava fatalmente perdendo ogni traccia culturale nei primi decenni dopo la sua scomparsa. Come avviene per le umane caduche cose, anche l'opera letteraria di Luigi Anelli rischiava, per ovvie ragioni, di sprofondare nel dimenticatoio, sopravvivendo, sporadicamente in qualche occasionale rievocazione da parte di amatori delle belle tradizioni vastesi.  Ma, a tanto decadimento di costumi e del patrimonio artistico, fortunatamente sopperì la sensibilità di un concittadino, l'industriale Carlo Marinucci il quale,  pur vivendo in Argentina, non aveva mai dimenticato la sua Vasto.  Per iniziativa di questo mecenate, infatti, fu pubblicato, nel 1970, un prezioso volume che raccoglie le "Opere dialettali di Luigi Anelli". Si tratta di una autentica riscoperta dell'autore la cui produzione, varia e poderosa, ha incontrato sempre elogi incondizionati da parte della critica, perché racchiude l'essenza e la spiritualità del folclore di Vasto e della sua gente.  Il volume raccoglie "Fujje ammesche", con la raccolta di 52 poesie dialettali (accompagnata dalla traduzione italiana), che costituisce la serie di alcuni episodi di vita e di costume ormai scomparsi; "Origine di alcuni modi di dire popolari del dialetto vastese"; la commedia "Creste gna vaite accusci pruvaite", che venne rappresentata per la prima volta la sera del 6 ottobre 1894 - nello storico teatro Comunale "Gabriele Rossetti", suscitando il più clamoroso e lusinghiero successo per la briosità del lavoro teatrale, scaturito dalla inventiva e dalla genialità di Luigi Anelli.  Inoltre, il volume di Anelli riporta "A ch'attocche attocche", che è una vivace e spregiudicata commedia paesana, si può dire un bozzetto di vita vastese, la cui prima rappresentazione fu data al Teatro Rossetti la sera del 4 aprile 1897. 

Il 28 agosto 1971, gli fu eretto, a Vasto, un busto presso la Villa Comunale che, soltanto qualche anno più tardi, sparì, assieme a quello di Francesco Laccetti: finalmente in buona compagnia!, tra l'indifferenza della cittadinanza e delle sue abuliche istituzioni, dalle quali era, nel frattempo, sparita ogni traccia di quella cultura che aveva avuto come esiguo costo tutta la bella esistenza di Luigi Anelli.
Ignoti vandali li rubarono nottetempo senza più restituirli. 

In occasione del 40° anniversario della morte di Luigi Anelli (1984) vennero ristampate, in volume, le raccolte dei 40 sonetti dialettali con la riproduzione di silhouette realizzate da un lontano cugino dell'Anelli, Alfredo Anelli. Si tratta di un materiale importantissimo che è stato recuperato da un attento annotatore degli avvenimenti cittadini, il giornalista Pino Jubatti, cui si deve l'iniziativa di far commemorare dall'Amministrazione Comunale di Vasto, con questa realizzazione, la figura e l'opera di Luigi Anelli. Le 40 cartoline tutte inedite, molte delle quali sono state fornite dal dott. Vittorio d'Anelli, figlio del poeta, che ne ha concesso l'autorizzazione alla divulgazione, fanno parte di un periodo aureo della letteratura poetica di fine secolo scorso, quando Vasto era fervida sede di intelletti di notevole cultura umanistica. Ogni cartolina reca un bozzetto dialettale ed una vignetta appositamente ispirata alla poesia. 

Infiniti di Luigi Anelli sono gli scritti in dialetto ed in lingua, massiccia la produzione di opere storielle, filologiche e critiche, di teatro e le collaborazioni ai maggiori giornali dell'epoca che meriterebbero d'essere riproposti perché rappresentano una fonte inesauribile cui attingere per l'ulteriore conoscenza del patrimonio lasciato da questo autentico genio vastese.

Fonti: 1) Libro "Il Dialetto Vastese", nelle 40 macchiette di Luigi Anelli, di Pino Jubatti " - ed. Radio Vasto - 2004
2) Libro "Histonium ed il Vasto" di Vittorio d'Anelli - Editore Cannarsa - Vasto, luglio 1999 - 3) Varie..........

Luigi Anelli
Luigi Anelli è stato un personaggio eclettico, poliedrico, con una molteplicità di interessi e con uno sterminato campionario di attività: "poeta, storico, commediografo, archeologo, numismatico, dialettologo, editore, musicista, tipografo. In una parola un intellettuale nel senso più ampio e profondo del termine."
Vasto ha rappresentato per lui la costante passione ed il centro della sua azione civile e culturale.
Questa mente vulcanica, che si infervorava nelle attività più
disparate, era affiancata ad un carattere introverso, quasi chiuso.
Sin dalla fanciullezza mostrava un ingegno non comune, e, dopo aver compiuto gli studi tecnici inizia, da autodidatta, ad approfondire la storia di Vasto, inclinazione che sarà il filo conduttore di tutta la sua esistenza e della sua produzione culturale.
Nel 1878 partecipa con altri giovani abruzzesi, alcuni dei quali
vastesi, alla pubblicazione, che si protrae per due mesi, del periodico "In vacanza".
Nel 1883 entra in società con i fratelli Manzitti nella gestione di una tipografia. E' la sua strada, che gli permette di sbarcare il lunario e gli facilita la pubblicazione di tutte le sue fatiche letterarie.
Alla prima edizione di "Ricordi di storia vastese" (1885) segue nel 1890 la "Disamina del sistema allegorico della Divina Commedia di Gabriele Rossetti".
Nel 1898, tramite l' interessamento dello studioso Francesco d'Ovidio, viene nominato professore
di lingua italiana nelle scuole tecniche. Questa laurea honoris causa è il primo riconoscimento del
suo valore in campo storico e letterario.
Archeologo e ricercatore di documenti antichi, viene nominato nel 1899 direttore del Museo Archeologico, continuando l'opera iniziata dal Marchesani.
Per un trentennio amplia, riordina, classifica, raccoglie pazientemente le patrie memorie e arricchisce il Museo Civico con una notevole raccolta numismatica di più di mille monete medievali.
Dal 1907 ricopre la carica di Ispettore dei Monumenti; segue gli scavi delle tombe italiche nella necropoli del tratturo e custode inflessibile, del patrimonio artistico-culturale, nel 1923 si dimette per protesta contro alcuni interventi fatti dal proprietario nel castello caldoresco.
Si afferma anche in campo giornalistico collaborando per molti anni al periodico "Istonio" degli amici Emilie e Silvio Monacelli.
Nel 1923 fonda "Il Vastese d'oltre oceano", quindicinale che per 10 anni dirige, compone, stampa e vende, con la consapevolezza che questo periodico rappresenta per molti vastesi all'estero il legame concreto ed affettuoso con la madrepatria. Il foglio informa gli emigranti dei principali avvenimenti in Vasto e trasmette ai parenti rimasti in patria le attività e le novità all'estero nella rubrica Piccola posta.
Nel teatro riesce a rappresentare l'arguzia popolare, con personaggi bizzarri e coloriti che dialogano in modo che ancor'oggi appare frizzante e divertente.
Nel 1894 viene rappresentata "Créste gna vàite accuscè pruvàite"; nel 1897 "A ch'attocche attocché" e accompagnato dalla musica del maestro Aniello Polsi; nel 1923 propone "Lu zije spiccicate?" , i "Proverbi vastesi" (1897), il gustosissimo "Origine di alcuni modi di dire popolari nel dialetto vastese" (1897) ed il "Vocabolario vastese" (1901) sono il tentativo riuscito di dare dignità culturale alla nostra parlata, di approfondire la saggezza degli avi, di scoprirne e di trasmetterne la "cultura", come desideri, passioni, ansie, cioè come esperienza di vita.
In Fujje ammèsche del 1892, Anelli racchiude in 40 composizioni poetiche il mondo, ormai scomparso, della Vasto fine '800; con personaggi caratteristici che, appena abbozzati nei loro tratti essenziali, in poche battute sanno strappare un sorriso e suggerire una riflessione.
Sono "situazioni, personaggi, atteggiamenti in cui ognuno di noi può con struggente tenerezza, riconoscersi e ritrovarsi nell'ambiente in cui vive e che perciò gli è più congeniale e più caro."
Le monografie di tipo storico, sempre ispirate dall'amore per la nostra piccola patria, sono diverse e trovano una felice sintesi nel gioiello del 1929 "Histonium ed il Vasto attraverso i secoli" che conclude una faticosa ma proficua ricerca durata quasi mezzo secolo.
La musicalità sotterranea dei sonetti e dei proverbi prorompe in modo evidente nelle canzoni
"La belline" e "Lu cardille", che esprimono l'animo popolare e che sono ancora cantate dalla gente del "popolo".
Negli ultimi anni svolge la funzione di bibliotecario alla "Rossetti", con la cura e l'amore di sempre; ce ne da testimonianza Giorgio Pillon delineandone la figura nobilmente dignitosa e generosamente amica verso tutti ed in particolare verso gli intellettuali antifascisti confinati a Vasto Marina.

Muore a Vasto il 14 Dicembre 1944.

Nella memoria dei concittadini si tramanda l'immagine di un galantuomo ottocentesco, onesto, intransigente e instancabile, con una moderna vitalità intellettuale ed una profonda humanitas.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2002

1892 - rist. 2/2001 ed. del 1940
1894 - rist. 4/2001 ed. del 1969
1885 - rist. 1982 della 3a ed.
 
1897 - rist. 7/ 2001
1897 - rist. 1997
1897
 
1901
Giugno - Ottobre 1905
1923 - rist. 4/2001 ed. del 1933
 

Macchiette vastesi di Luigi Anelli
Pubblic. il 28 febbraio 2015 by F. Marino
- You Tube - caricato da husky drake
Le macchiette vastesi (1880-97) sono una raccolta di 40 cartoline con vignette e poesie
La canzone "Lu quardìlle", versi e musica di Luigi Anelli è cantata dal Coro Folk "Aniello Polsi"

Vasto attraverso le cartoline di Luigi Anelli
Pubblic. il 11 giugno 2015
by F. Marino - You Tube - caricato da husky drake
Le cartoline fanno parte della collezione di Ida Candeloro.
"La Canzone Di Nonne" è cantata
dal Coro Giuseppe Verdi Di Teramo