Figure poliedriche di Vasto
Luigi Anelli
(Vasto, 20 febbraio 1860 - Vasto, 14 dicembre 1944)
Personaggio eclettico, poliedrico, con una moltepilicità di interessi.
Poeta
, storico patrio
, dialettologo, commediografo, drammaturgo,
autore di saggi e commedie in vernacolo
, archeologo
, giornalista,
editore, tipografo, numismatico, musicista e arguto vastese.
Molto amato ed apprezzato in città, per tutto ciò che ha fatto e per le opere che ha
lasciato, che ancora oggi fanno scuola, soprattutto per quanti vogliono accostarsi alla
poesia dialettale. Personaggio illustre che con la sua opera ha nobilitato la cultura vastese.
 
Poesie e Prosa
Poeta
Giornalista
Macchiette
Origine di alcuni modi di dire Anelli Giuseppe (figlio) Storico
Luigi Anelli nacque a Vasto il 20 febbraio 1860 da famiglia
in vista della media borghesia locale: i suoi genitori si chiamarono Gaetano Anelli, mercante e decurione, sottotenente della Guardia Nazionale, profondo
conoscitore di memorie vastesi ed Encratide Cianci di ragguardevole famiglia cittadina,
commercianti che in un negozio di Corso de Parma vendevano articoli di merceria
e giocattoli
; terzo figlio di una numerosa prole (ebbe
quattro sorelle di cui una Clotilde, mamma di uno dei
grandi poeti dialettali vastesi del '900, Giuseppe
Perrozzi
, ed un fratello, mentre altri tre fratelli
morirono in tenera età), seguì gli studi consentiti dal
tempo con l'approdo ai prediletti approfondimenti
musicali: nel campo degli apprendimenti successivi fu
ottimo autodidatta. Infatti, i suoi molti e versatili
interessi culturali lo videro impegnato in diversi campi.
Aveva soltanto 18 anni quando, insieme all'amico
Raffaele De Luca, diede vita al primo giornale vastese:
"In vacanza", pubblicazione letteraria settimanale di
8 pagine, volutamente durato pochi mesi, dall'8 settembre
al 4 novembre 1878, nella quale fecero i primi passi giornalistici Edoardo Scarfoglio, Domenico Gambardella, Giuseppe Mezzanotte, Domenico Tinozzi, Francesco Consalvo, Giuseppe Tanzi ed altri. Di questa rivista, che ebbe una tiratura di mille copie, si stampò il primo
numero l'8 settembre a cura
di Rocco Carabba Ed.,
Lanciano, con redazione a Vasto in corso Plebiscito al n. 34.

Iniziate quindi le sue appassionate ricerche di
storia patria, nel 1885 diede alle stampe "Ricordi di
storia vastese
", un buon testo di storia locale che mostra,

tuttavia, qualche lacuna in fatto di metodologia e di documentazione.
Intanto lavora ad un testo critico sull'opera dantesca di Gabriele Rossetti portandolo a termine nel 1890 (Disamina del sistema allegorico della Divina Commedia) e, subito dopo nel 1892 pubblica
la celebre raccolta intitolata "Fujj' ammèsche" (quaranta sonetti), che rappresenta non soltanto l'esordio come poeta dialettale vastese ma anche la sua relativa consacrazione: vi figuravano tutti
i sonetti che costituiscono il corpus della "collezione", assieme a qualche altro componimento: accresciuti, poi, di pochissime poesie di varia lunghezza, pubblicati successivamente su formato cartolina con gustosi schizzi caricaturali di Alfredo Anelli. In Fujj' ammèsche è racchiuso tutto il mondo paesano di fine secolo, ormai quasi del tutto scomparso, collocato negli angoli delle strade,
nei vicoli più caratteristici, nelle chiese, nel cimittero, nella marina. Le figure di comari, stilizzate, calligrafiche, sono colte nei loro tratti essenzili, vive, annimate, evanecenti in un paesaggio di luce
e di colori, tra la collina e il mare, con le loro preoccupazioni, pettegolezzi, in una parlata fatta di cenni, di allusioni, di ammiccamenti. La raccolta "Fujj' ammèsche", in nuova riedizione e con il
titolo "Macchiette vastesi", viene riproposta nel 1940 e 1944.
Quel suo personale e acuto senso della ricerca lo spinse, nel 1897 a pubblicare un lavoro
decisamente impegnativo sul piano delle tradizioni popolari: "Origine di alcuni modi di dire
popolari del dialetto vastese
" e contemporaneamente "Proverbi vastesi".
Sempre in campo dialettale si sobbarca la fatica, rimasta incompiuta, del "Vocabolario vastese"
(A-E), pubblicata nel 1901; questo volume gli procurò grande risonanza critica fino
agli apprezzamenti del notissimo demologo palermitano Giuseppe Pitré. Di quel periodo è la qualificante collaborazione con Gustav Rolin, studioso franco-tedesco, sui sistemi riguardanti strutture grammaticali e sintattiche del dialetto vastese. Del vocabolario vastese si interessarono tutte le riviste linguistiche eurepee, che portarono recensioni molto favorevoli del Rolin, Meyer-
Lübke, Paris, Forster e tra gli italiani glottologi della levatura di Mussafia, Mazzoni, Rajna,Teza, Salvioni, Parodi, D'Ancona, Fiorilli, Pitré, e dello stesso Ministro della Pubblica Istruzione Paolo Boselli.
Gli arriva così, nel 1898, un riconoscimento inatteso quanto meritato: su proposta di Francesco D'Ovidio, fu nominato all'insegnamento della lingua italiana nelle scuole tecniche.
Nel 1899, nominato Direttore del Museo Comunale, carica che conservò fin quasi alla morte, inizia
il riordinamento del locale gabinetto archeologico, fondato a suo tempo da Luigi Marchesani
(Vasto, 1802-1870, autore, tra l'altro, della "Storia di Vasto", 1a ed., 1838), arricchendolo di alcuni pezzi rari e di una interessante raccolta di monete.
Nel 1907 ricopre la carica di Ispettore ai Monumenti e Scavi, dimettendosene per protesta nel
1923, con lettera resa pubblica. Motivo: le deturpazioni del Castello Caldoresco da parte dei proprietari.
Ha collaborato, poi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo, nell"Istonio", settimanale, diretto da Emilio Monacelli (giornale politico e culturale, stampato dal 1888 al 1912 e rispecchiava
la vita della città. Il Monacelli, uomo di idee liberali e progressiste, si mostrava, tra l'altro,
favorevole al divorzio, ne fece una palestra educativa per la gioventù abruzzese).
Ma dove ha lasciato una traccia indelebile è sicuramente il foglietto quindicinale
"Il Vastese
d’Oltre Oceano
", che fonda e dirige e che vive dal 9 dicembre 1923 al 2 novembre 1933.
Quasi
interamente scritto da lui, questo giornale ancora oggi rappresenta un punto di riferimento importante per la storia della città degli anni’20 e ‘30 del secolo scorso, ma anche un ponte ideale per raggiungere gli emigranti vastesi al di là dell'Atlantico. Il giornalismo d'oltre oceano,
inaugurato da Luigi Anelli, divenne per suo merito una costante del costume socio-culturale di Vasto; sono seguiti "Histonium" (1947-1966) diretto da Espedito Ferrara e "Vasto domani",
diretto da Angelo Cianci, avviato nel 1965 e tuttora in vita, diretto dal nipote Giorgio Di Domenico.
Nello stesso periodo, collabora al "Corriere della Sera", e al "Giornale d'Italia" dal 1931 al 1933.
Esistono molti altri lavori di Luigi Anelli, i più ragguardevoli: la curiosa cartolina "Peppisciussce" (1880), (mai pubblicata); le tre commedie "Crešte gna váite accuscë' pruváite!" (1894);  "A
ch' attoch' attocche
!" (1897);  Lu zije spiccichete" (1923). La prima commedia, d'ambiente strettamente popolare, scriveva Francesco Pisarri agli inizi degli anni '30 sulle pagine de 
"Il Vastese d'Oltre Oceano", "riproduce le innocenti astuzie di una madre, moglie di un popolare ciabattino filosofo, per maritare una giovane figliuola bella ma ingenua e timida". Anche la seconda commedia, davvero gustosa e di gran successo, ottenne il favore del pubblico per
"le situazioni create dalla vista di un'antica amante ad un povero maestro elementare sposato
per denari a una vecchia bisbetica gelosa e immortale, messa su da un prete interessato,
contro il quale esplode alla fine la vendetta increunta ma clamorosa del disgraziato
". Eguale successo anche per la terza commedia Lu zije spiccichete, tradotta anche in siciliano da Giovanni Grasso junior e recitato per molte sere al Teatro Sannazzaro di Napoli. Questt'ultima commedia
è stata anche rappresentata negli Stati Uniti, dai filodrammatici del Circolo "Vasto" di New York ottenendo molto successo. Ancora: "Ragguaglio in lire del costo di rotoli e barili di olio calcolato
a grana
" (1894); "Fra Serafino Razzi, Cronaca vastese (1576-1577)" (1897); "La città del Vasto nel 1799" (1899); "Notizie storiche del Vasto" (1899); "Filippo Palizzi, in "Scena illustrata" (1899); Aymone di Savoia e la città del Vasto Aimone" (1900) ; "Tombe a tegoloni a Vasto" (1902); "Riccio De Parma nella tradizione del Vasto, in "Rivista abruzzese"" (1903); "Sonetto inedito di Gabriele Rossetti" (1904); "Un tocco di penna di Gabriele Rossetti" (1904); Mostra d'arte antica in Chieti" (1905); "Ricordo del Vasto (Histonium)" (1909); "Documenti storici donati al Museo di Vasto" (1909); "Monumenti vastesi"(1909); "Effemeridi di storia vastese, in "Istonio"" (1910); "Lettera al Direttore dello "Svegliarino" (1910); "Ripostiglio di monete medioevali scoperte a Monteodorisio" (1911); "Scavi nella necropoli d'Histonium" (1911); "Istonio ed il Vasto" (1912); "Histonium ed i Vasto attraverso i secoli" (1929).
 
Luigi Anelli è stato un importante editore, per la pubblicazione dei suoi libri, ma anche di altri
autori provenienti da fuori Vasto.
 
La sua preziosissima collezione di cartoline, stampate per la gran parte su foto del cugino Nicola Anelli, hanno portato le immagini della nostra città in giro per il mondo.
 
La vita familiare di Luigi Anelli non fu felice come quella culturale.
Aveva sposato la cugina Teresa Celano in prime nozze; da questa unione erano nati tre figli, due femmine ed un maschio (Giuseppe); in seconde nozze, dopo la morte della prima moglie, sposò Emilia Sargiacomo, dalla quale ebbe cinque figli, quattro maschi ed una femmina.
Ma gli interessi molteplici e soprattutto il carattere di Luigi Anelli, mal si accordavano ad una
vita coniugale e familiare di tipo borghese, tantomeno idilliaca. Pertanto visse molti anni del
secondo matrimonio, da "separato in casa". E, dati i tempi, ne subì pesanti conseguenze pure sul piano, si direbbe oggi, sociale e pubblico, anche se il suo grande impegno civile lo distolse meritevolmente, spesso e volentieri, da quelle vessazioni (è rimasto proverbiale il lavoro, svolto
in estrema riservatezza, di assistenza umana ai confinati antifascisti di Vasto Marina, anche nella
sua veste di direttore della Biblioteca Comunale).
Qualche componimento poetico risulta fedele documentazione morale:
"Lu Quardille", canzone composta dal poeta compreso lo spartito musicale, è lo struggente ritratto di un rapporto
coniugale deteriorato e irrecuperabile.
 
Infiniti di Luigi Anelli sono gli scritti in dialetto ed in lingua, massiccia la produzione di opere storielle, filologiche e critiche, di teatro e le collaborazioni ai maggiori giornali dell'epoca che meriterebbero d'essere riproposti perché rappresentano una fonte inesauribile cui attingere per l'ulteriore conoscenza del patrimonio lasciato da questo autentico genio vastese.
 
Negli ultimi anni lavora come bibliotecario presso la "Rossetti", ove tuttora sono conservati alcuni suoi manoscritti sfuggiti alla distruzione.

A Vasto, che aveva lasciato ben poche volte, Luigi Anelli morì il 14 dicembre 1944: meno di due
mesi dopo vi avrebbe compiuto 85 anni.
Nella sua amatissima cittadina non molti si accorsero di quella dipartita; infatti, era ancora preda
di angosce belliche e di problemi annonari: gli alleati l'avevano occupata - qualcuno disse liberata,
tra l'ilarità del vastese caustico di quei tempi, perfetto sodale del poeta di Fujj'ammèsche - poco
più di un anno prima. Se ne era andato stanco, ma assai sereno, perché il 16 novembre 1944 essa era tornata al nome che l'aveva visto nascere (Vasto in sostituzione di Istonio, mutato dopo l'avvento del fascismo, con Regio Decreto n. 517 del 31 marrzo 1938).
 
Di Luigi Anelli, poeta, commediografo, archeologo, storico, arguto vastese, si stava fatalmente perdendo ogni traccia culturale nei primi decenni dopo la sua scomparsa. Come avviene per le umane caduche cose, anche l'opera letteraria di Luigi Anelli rischiava, per ovvie ragioni, di sprofondare nel dimenticatoio, sopravvivendo, sporadicamente in qualche occasionale
rievocazione da parte di amatori delle belle tradizioni vastesi.  Ma, a tanto decadimento di
costumi e del patrimonio artistico, fortunatamente sopperì la sensibilità di un concittadino, l'industriale Carlo Marinucci il quale,  pur vivendo in Argentina, non aveva mai dimenticato la
sua Vasto.  Per iniziativa di questo mecenate, infatti, fu pubblicato, nel 1970, un prezioso volume
che raccoglie le "Opere dialettali di Luigi Anelli". Si tratta di una autentica riscoperta dell'autore
la cui produzione, varia e poderosa, ha incontrato sempre elogi incondizionati da parte della
critica, perché racchiude l'essenza e la spiritualità del folclore di Vasto e della sua gente.  Il volume
raccoglie "Fujje ammesche", con la raccolta di 52 poesie dialettali (accompagnata dalla traduzione italiana), che costituisce la serie di alcuni episodi di vita e di costume ormai scomparsi; "Origine di alcuni modi di dire popolari del dialetto vastese"; la commedia "Creste gna vaite accusci
pruvaite
", "A ch'attocche attocche" che è una vivace e spregiudicata commedia paesana, si può
dire un bozzetto di vita vastese.
 
Ci vollero, peraltro, quasi sei lustri perché qualcuno si ricordasse di lui: Il 28 agosto 1971, gli fu eretto, a Vasto, un busto presso la Villa Comunale che, soltanto qualche anno più tardi, sparì - assieme a quello di Francesco Laccetti: finalmente in buona compagnia! - tra l'indifferenza della cittadinanza e delle sue abuliche istituzioni, dalle quali era, nel frattempo, sparita ogni traccia di quella cultura che aveva avuto come esiguo costo tutta la bella esistenza di Luigi Anelli. Ignoti vandali li rubarono nottetempo senza più restituirli. 
 
In occasione del 40° anniversario della morte (1984) di Luigi Anelli  vennero ristampate, in volume, le raccolte dei 40 sonetti dialettali con la riproduzione di silhouette realizzate da un
lontano cugino dell'Anelli, Alfredo Anelli. Si tratta di un materiale importantissimo che è stato recuperato da un attento annotatore degli avvenimenti cittadini, il giornalista Pino Jubatti, cui si deve l'iniziativa di far commemorare dall'Amministrazione Comunale di Vasto, con questa realizzazione, la figura e l'opera di Luigi Anelli. Le 40 cartoline tutte inedite, molte delle quali
sono state fornite dal dott. Vittorio d'Anelli, figlio del poeta, che ne ha concesso l'autorizzazione
alla divulgazione, fanno parte di un periodo aureo della letteratura poetica di fine secolo scorso, quando Vasto era fervida sede di intelletti di notevole cultura umanistica. Ogni cartolina reca
un bozzetto dialettale ed una vignetta appositamente ispirata alla poesia. 
Fonti:
1)"Il Dialetto Vastese", nelle 40 macchiette di Luigi Anelli, di Pino Jubatti " - ed. Radio Vasto - 2003; 2)"Histonium ed il Vast
o"
di Vittorio d'Anelli - Ed. Cannarsa - Vasto, luglio 1999; 3)
"Vocabolario Vastese" - Renato Cannarsa Ed. - Vasto, febbario 1980; 4) Varie.
.

Stralcio dall'introduzione di Ernesto Giammarco ( Introdacqua AQ, 1916 - 1987) - linguista ed accademico italiano) al volume "Vocabolario vastese" di Luigi Anelli, pubblicato da Renato Cannarsa Editore per conto del Comune di Vasto - Febbraio 1980
Figlio insigne del Vasto è Luigi Anelli. Vasto fu il centro della sua azione di cittadino e di studioso.
Vi rilevò una tipografia
, dove compose e stampò le sue opere; ampliò il Gabinetto Archeologico comunale continuando l'opera di Luigi Marchesani, predecessore e fondatore del Museo stesso. Narrò le vicende del suo popolo dalle origini fino ai suoi tempi. Consacrò la lingua vastese nella lessicografia e la innalzò a dignità d'arte nella poesia. Illustrò la saggezza popolare dei proverbi
e ne interpretò la fenomenologia in gustose commedie
. Anche l'animo musicale del popolo ebbe
modo di esprimersi nei ritmi suadenti delle sue canzoni
.
Tipografo
, storico, archeologo, dialettologo, commediografo, musicista, Luigi Anelli è una figura emblematica dell'abruzzese erudito, che spazia con pari successo nei più svariati campi dell'arte
e del sapere
. In questa prospettiva egli si ascrive nel novero dei grandi abruzzesi dall'ingegno multiforme, che, rimanendo nel solco della tradizione, rinnovarono la cultura meridionale dapprima e poi quella nazionale, del primo e del secondo cinquantennio dell'Ottocento, disposando l'umanesimo alla scienza, l'ideale al reale, il vero metafisico al vero scientifico. Da questa angolazione l'Anelli si colloca e si muove nell'ambito della cultura regionale ottocentesca, che si dispiegava nelle discipline storiche, archeologiche, linguistiche e folcloristiche.
Nella ricerca storica lo precedettero nella regione il già ricordato Luigi Marchesani
, il teramano Francesco Savini e il francavillese Teodorico Marino.

Bibliografia di Luigi Anelli
Opere dialettologiche:
1897 - Origine di alcuni modi di dire popolari nel dialetto vastese -
Vasto, Anelli &
.............Manzitti - lavoro decisamente impegnativo sul piano delle tradizioni popolari
che, a detta
.............di Gennaro Finamore, (Gessopalena, 1836 - Lanciano, 1923, medico, antropologo e
.............glottologo, autore tra l'altro del "Vocabolario dell'uso abruzzese, 1880, Carabba ed.,
.............Lanciano, .nella parlata del paese natio), «sarà letto con piacere, specie dagli abruzzesi,
.............perché oltre ad .essere opera erudita è anche opera d'arte»;
..........-
Proverbi vastesi - Vasto, Anelli & Manzitti - proverbi lodati anche da Giuseppe Pitrè .............(Palermo,  1841 - 1916, scrittore, medico, letterato e etnologo nonché importante
.............ricercatore e studioso di tradizioni popolari);
1901 - Vocabolario vastese
(A-E) - Vasto, Anelli & Manzitti - fatica dialettale rimasta
.............incompiuta; questo volumetto gli procurò grande risonanza critica, lavoro molto
.............apprezzato dai più eminenti glottologi italiani e stranieri. Consistenti gli apprezzamenti
.............del notissimo demologo palermitano Giuseppe Pitré. .Di questo periodo è la qualificante .............collaborazione con Gustav Rolin, studioso franco-tedesco, sui sistemi riguardanti strutture .............grammaticali e sintattiche del dialetto vastese.
 
Opere storiche ed erudite:
1885 - Ricordi di storia vastese - monografia - Vasto, Tip. Editrice dell'Indicatore, 1a edizione
............- un buon testo di storia locale che mostra, tuttavia, qualche lacuna in fatto di metodologia
............e di documentazione;
1896 - Ricordi di storia vastese - monografia - Vasto, Anelli & Manzitti, 2a edizione, riveduta
............ed ampliata;
1899 - La città del Vasto nel 1799 - monografia - Vasto, Tip. Editrice Luigi Anelli - lavoro
............importante per notizie inedite;
..........- Notizie storiche del Vasto - monografia - Torino S.i.t.;
1900 - Aymone di Savoia e la città del Vasto Aimone - monografia - Vasto, Tip. Editrice
............Luigi Anelli;
1902 - Tombe a tegoloni a Vasto, in "Notizie degli scavi di antichità" - Roma, pp. 125-126;
1903 - Riccio De Parma nella tradizione del Vasto, in "Rivista abruzzese" - Teramo, a.
............XVIII, fasc. V, maggio, p. 269;
1905 - Mostra d'arte antica in Chieti (giugno-ottobre) - Catalogo delle monete e medaglie
............d'Abruzzo compilato da L. Anelli, Vasto, Tip. Editrice Luigi Anelli;
1906 - Ricordi di storia vastese - monografia - Vasto, Anelli & Manzitti, 3a edizione, riveduta
............ed ampliata;
1909 - Ricordo del Vasto (Histonium) - monografia - Bergamo, Ist. It. d'Arti Grafiche;
..........-
Documenti storici donati al Museo di Vasto, ivi, nn. 49-50, 12 dicembre;
..........-
Monumenti vastesi, ivi, n. 52, 24 dicembre;
1910 - Effemeridi di storia vastese, in "Istonio"- Vasto, a. XXII (a puntate dal n.1 al n. 52);
..........- Lettera al Direttore dello "Svegliarino", ivi, n. 15, 10 aprile;
1911..- Ripostiglio di monete medioevali scoperte in Montedorisio, ivi, nn. 8-9, 19 febbraio;
..........- Scavi nella necropoli d'Histonium, ivi, nn. 30-31, 13 agosto;
1912. - Istonio ed il Vasto - Bergamo, Ist. It. d'Arti Grafiche;
1926 - Ricordi di storia vastese - monografia - Vasto, Anelli & Manzitti, 4a edizione, riveduta
............ed ampliata;
1929 - Histonium ed il Vasto attraverso i secoli - Vasto, Guglielmo Guzzetti editore -
.............monografia - elegante volume  in cui racconta la storia della città in una maniera semplice
.............e immediata, arricchito da una serie straordinaria di fotografie sulle bellezze naturali, i .............palazzi storici, storiche chiese e le sue raccolte artistiche.
 
Opere fiologiche e di critica:
1890 - Disamina del sistema allegorico della Divina Commedia, a cura di L. Anelli ,
.............Vasto, Anelli & Manzitti - testo critico sull'opera dantesca di Gabriele Rossetti;
1897 - Fra Serafino Razzi - Cronaca vastese (anni 1576-1577) - monografia - a cura di L.
.............Anelli , Vasto, Anelli & Manzitti
;
1899 - Filippo Palizzi, in "Scena illustrata", Firenze, a. XXXV, n. 19, 1° ottobre;
1904 - Un sonetto inedito di Gabriele Rossetti, nel vol. misc. XXVI aprile MCMIV - per il .............cinquantesimo anniversario della morte di Gabriele Rossetti - Roma, Stab. Ripamonti e .............Colombo, pp. 22-23;
..........- Un tocco di penna di Gabriele Rossetti - Roma, Stab. Ripamonti e Colombo, pp.
............ 23-24.
 
Teatro:
1880 - Peppisciussce, curiosa cartolina (mai pubblicata) - Peppisciussce - versi e musica di
............ L. Anelli, rappresentata al Cicolo Filodrammatico ."Vasto" di New York nel 1924;
1894 - Crèšte gna vàite accuscì pruvvàite - commedia in un atto in dialetto vastese -
............ 1a edizione, Vasto, Anelli & Manzitti - rappresentata
per la prima volta la sera del 6 ottobre
.............del medesimo anno nello storico Teatro Comunale Gabriele Rossetti, suscitando il più
.............clamoroso e lusinghiero successo per la briosità del lavoro teatrale, scaturito dalla
.............inventiva e dalla genialità di Luigi Anelli; 
1897 - Crèšte gna vàite accuscì pruvvàite - 2a edizione, Vasto, Anelli & Manzitti
..........- A ch' attocc' attocche! - commedia in un atto in dialetto vastese - 1a edizione, Vasto,
.............Anelli & Manzitti - vivace e spregiudicata commedia paesana, si può dire un bozzetto
.............di vita vastese, data per la prima volta al Teatro Rossetti la sera del 4 aprile 1897;

1921 -
A ch' attocc' attocche! - commedia in un atto - trad. italiana - 2a edizione, Vasto, ............ ..............Anelli & Manzitti;
1923 - Lu zije spiccicate! - commedia in tre atti in dialetto abruzzese - 1a edizione, Vasto,
........... .Tip. Editrice Luigi Anelli;
1924 - A ch' attocc' attocche! - commedia in un atto in dialetto vastese - 3a edizione, Vasto,
........... .Anelli & Manzitti;
...........
- Peppisciussce - versi e musica di L. Anelli, rappresentata al Cicolo Filodrammatico
.......... ."Vasto"  di New York nel 1924 (mai pubblicata; il ms. è smarrito);
1933 - Lu zije spiccicate! - commedia in tre atti in dialetto abruzzese - 2a edizione, Vasto,
.............Tip. Editrice Luigi Anelli.
 
Versi:
1892 - Fujj'ammèsche (foglie di verdure miste), celebre raccolta di sonetti in dialetto vastese,
.............opera apprezzatissima, che rappresenta non soltanto l'esordio come poeta dialettale
.............vastese ma anche la sua relativa consacrazione.
..............Attaccato alla propria terra, alle proprie radici e alla propria parlata "uaštareule", Luigi
..............Anelli ha lasciato pagine preziose e indimenticabili per la conservazione del dialetto
..............vastese:  Fujj’ ammëšche. Pubblicata..per i tipi Anelli & Manzitti - Vasto, la raccolta
..............contiene alcune poesie che ormai sono .diventate dei classici del vernacolo vastese,
..............attraverso un linguaggio genuino e reale,
dove ritrova la vera parlatura "uaštareule";
1940 - .Nella successiva edizione del 1940, quattro anni prima della morte, Luigi Anelli
..............aggiunse alla raccolta diverse composizioni, ma più..che poesie rappresentavano vere e ..............proprie “macchiette”, con dialoghi tratte da scene di vita quotidiana;

1944 - Macchiette Vastesi (nuova riedizione di Fujj'ammèsche, 1892), Vasto, Di Lanciano, s.d.
.............(ma 1944).
 
Opere varie:
1894 - Ragguaglio in lire del costo di rotoli e barili di olio calcolato a grana, Vasto,
.............Anelli & Manzitti.
 
Nomine e incarichi di Luigi Anelli
1898 - Un riconoscimento inatteso quanto meritato: su proposta di Francesco D'Ovidio, fu
..............nominato all'insegnamento della lingua italiana nelle scuole tecniche di Vasto;
1899 - Fu nominato Direttore del Museo Comunale, carica che conservò fin quasi alla morte.
..............Arricchì il Museo di varie raccolte artistiche, fra cui quella numismatica, da lui formata,
..............catalogata e donata. Inizia il riordinamento del locale gabinetto archeologico, fondato a
..............suo tempo da Luigi Marchesani, arricchendolo di alcuni pezzi rari e di una interessante ..............raccolta.di monete;
1907 - Ricopre la carica di Ispettore ai Monumenti e Scavi, dimettendosene per protesta nel 1923,
..............con lettera resa pubblica. Motivo: le deturpazioni del Castello Caldoresco da parte dei
..............proprietari. Durante il suo ispettorato, nel 1911, riuscì ad assicurare alle raccolte dello
..............Stato 1072 monete medioevali, di argento ed oro, tesoretto che arricchisce ora il Museo di ..............Ancona, sede allora della Sopraintendenza ai Monumenti;
1923 - Fonda e dirige il quindicinale "II Vastese d'Oltre Oceano" che vive dal 9 dicembre
..............1923 e che costituisce fino al 1933 un legame fra i vastesi d'Italia e quelli dell'America.
1923 - Collabora al "Corriere della sera", e al "Giornale d'Italia" dal 1931 al 1933;
Negli ultimi anni lavora come Bibliotecario presso la Biblioteca Comunale "G. Rossetti",
..............incarico che conserva fin quasi alla morte. Proverbiale il lavoro svolto in estrema
..............riservatezza, di assistenza umana ai confinati.antifascisti di Vasto Marina.

Luigi Anelli, personaggio eclettico, poliedrico
Luigi Anelli è stato un personaggio eclettico, poliedrico, con una molteplicità di interessi e con uno sterminato campionario di attività: "poeta, storico, commediografo, archeologo, numismatico, dialettologo, editore, musicista, tipografo. In una parola un intellettuale nel senso più ampio e profondo del termine."
Vasto ha rappresentato per lui la costante passione ed il centro della sua azione civile e culturale.
Questa mente vulcanica, che si infervorava nelle attività più
disparate, era affiancata ad un carattere introverso, quasi chiuso.
Sin dalla fanciullezza mostrava un ingegno non comune, e, dopo aver compiuto gli studi tecnici inizia, da autodidatta, ad approfondire la storia di Vasto, inclinazione che sarà il filo conduttore di tutta la sua esistenza e della sua produzione culturale.
Nel 1878 partecipa con altri giovani abruzzesi, alcuni dei quali
vastesi, alla pubblicazione, che si protrae per due mesi, del periodico "In vacanza".
Nel 1883 entra in società con i fratelli Manzitti nella gestione di una tipografia. E' la sua strada, che gli permette di sbarcare il lunario e gli facilita la pubblicazione di tutte le sue fatiche letterarie.
Nel 1898, tramite l' interessamento dello studioso Francesco d'Ovidio, viene nominato professore
di lingua italiana nelle scuole tecniche. Questa laurea honoris causa è il primo riconoscimento del
suo valore in campo storico e letterario.
Archeologo e ricercatore di documenti antichi, viene nominato nel 1899 direttore del Museo Archeologico, continuando l'opera iniziata dal Marchesani.
Per un trentennio amplia, riordina, classifica, raccoglie pazientemente le patrie memorie e arricchisce il Museo Civico con una notevole raccolta numismatica di più di mille monete medievali.
Dal 1907 ricopre la carica di Ispettore dei Monumenti; segue gli scavi delle tombe italiche nella necropoli del tratturo e custode inflessibile, del patrimonio artistico-culturale, nel 1923 si dimette per protesta contro alcuni interventi fatti dal proprietario nel Castello Caldoresco.
Si afferma anche in campo giornalistico collaborando per molti anni al periodico "Istonio" degli
amici Emilie e Silvio Monacelli.
Nel 1923 fonda "Il Vastese d'oltre oceano", quindicinale che per 10 anni dirige, compone, stampa
e vende, con la consapevolezza che questo periodico rappresenta per molti vastesi all'estero il legame concreto ed affettuoso con la madrepatria. Il foglio informa gli emigranti dei principali avvenimenti in Vasto e trasmette ai parenti rimasti in patria le attività e le novità all'estero nella rubrica Piccola posta.
Nel teatro riesce a rappresentare l'arguzia popolare, con personaggi bizzarri e coloriti che
dialogano in modo che ancor'oggi appare frizzante e divertente.
Nel 1894 viene rappresentata "Cré
šte gna vàite accuscè pruvàite"; nel 1897 "A ch'attocche attocché" e accompagnato dalla musica del maestro Aniello Polsi; nel 1923 propone "Lu zije spiccicate".
I "Proverbi vastesi" (1897), il gustosissimo "Origine di alcuni modi di dire popolari nel dialetto vastese" (1897) ed il "Vocabolario vastese" (1901) sono il tentativo riuscito di dare dignità culturale alla nostra parlata, di approfondire la saggezza degli avi, di scoprirne e di trasmetterne
la "cultura", come desideri, passioni, ansie, cioè come esperienza di vita.
In Fujje ammèsche del 1892, Anelli racchiude in 40 composizioni poetiche il mondo, ormai scomparso, della Vasto fine '800; con personaggi caratteristici che, appena abbozzati nei loro
tratti essenziali, in poche battute sanno strappare un sorriso e suggerire una riflessione.
Sono "situazioni, personaggi, atteggiamenti in cui ognuno di noi può con struggente tenerezza, riconoscersi e ritrovarsi nell'ambiente in cui vive e che perciò gli è più congeniale e più caro."
Le monografie di tipo storico, sempre ispirate dall'amore per la nostra piccola patria, sono
diverse e trovano una felice sintesi nel gioiello del 1929 "Histonium ed il Vasto attraverso i secoli" che conclude una faticosa ma proficua ricerca durata quasi mezzo secolo.
La musicalità sotterranea dei sonetti e dei proverbi prorompe in modo evidente nelle canzoni
"La belline" e "Lu cardille o quardille o quardèlle", che esprimono l'animo popolare e che
sono ancora cantate dalla gente del "popolo".
Negli ultimi anni svolge la funzione di bibliotecario alla "Rossetti", con la cura e l'amore di sempre; ce ne da testimonianza Giorgio Pillon delineandone la figura nobilmente dignitosa e
generosamente amica verso tutti ed in particolare verso gli intellettuali antifascisti confinati a
Vasto Marina.

Muore a Vasto il 14 Dicembre 1944.

Nella memoria dei concittadini si tramanda l'immagine di un galantuomo ottocentesco, onesto, intransigente e instancabile, con una moderna vitalità intellettuale ed una profonda humanitas.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2002

1892 - rist. 2/2001 ed. del 1940
1897 - rist. 4/2001 ed. del 1969
1885 - rist. 1982 della 3a ed.
 
1897 - rist. 7/ 2001
1897 - rist. 1997
1897
 
1901
Giugno - Ottobre 1905
1923 - rist. 4/2001 ed. del 1933
 

Macchiette vastesi di Luigi Anelli
Pubblic. il 28 febbraio 2015 by F. Marino
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Le macchiette vastesi (1880-97) sono una raccolta di 40 cartoline con vignette e poesie
La canzone "Lu quardìlle", versi e musica di Luigi Anelli è cantata dal Coro Folk "Aniello Polsi"

Vasto attraverso le cartoline di Luigi Anelli
Pubblic. il 11 giugno 2015
by F. Marino - You Tube - caricato da husky drake
Le cartoline fanno parte della collezione di Ida Candeloro.
"La Canzone Di Nonne" è cantata
dal Coro Giuseppe Verdi Di Teramo