Evangelizzatori di Vasto
Don Romeo Rucci
(Vasto, 7 luglio 1880 - 21 maggio 1960)
Fu l'educatore e padre di tutti giovani sacerdoti vastesi
 
Don Romeo Rucci
Figura di spicco quella di Don Romeo. La sua profonda spiritualità, il senso viscerale dell'attaccamento ai valori umanitari di ogni individuo, soprattutto l'esempio di vita votato alla esaltazione della tradizione popolare e cristiana
di Vasto e della sua gente, la generosità verso i tribolati, la missione
educatrice esemplare e paterna che sapeva additare, nel nome del Cristo,
la via della redenzione dal peccato, erano doti che distinguevano la figura di Don Romeo Rucci, quasi motivo stesso della sua stessa esistenza
dedicata all'osservanza genuina, semplice, ma sentita, del culto che i devoti fedeli cristiani di Vasto hanno ancora impressi nel cuore e nel ricordo per questo sacerdote, piccolo di statura, ma assai grande per la sua adamantina fede che riusciva a trasmettere, spontaneamente, nel profondo alla gente di
Vasto, con particolare riguardo a quella del Quartiere di San Pietro, che era il "suo" cuore, alla
gente marinara che vedeva in questo umile prete la guida, il padre spirituale che riusciva ad interpretare le ansie dei "suoi" figli, comprenderne le ansie, guidarne il cammino di fede nel
nome dolcissimo di Maria Santissima che raccomandava di riparare sotto il Suo Manto Celeste.

Il 21 maggio 1960, moriva, mentre veniva portato in ambulanza da Chieti a Vasto, don Romeo Rucci. I vastesi più anziani che conobbero Don Romeo Rucci, ed i più giovani che ne ascoltano di frequente il racconto della sua esistenza improntata alla totale dedizione alla Fede nella Chiesa di Cristo, sanno bene quale incommensurata spiritualità ed amore verso la popolazione di Vasto animasse questo Sacerdote che tutto diede di sé agli altri, lasciando profonda una indelebile
orma di virtù nella istituzione ecclesiale teatina.
Venne ordinato Sacerdote il 19 dicembre 1903 da mons. Gennaro Costagliola, per divenire Mansionario della Chiesa Cattedrale di San Giuseppe di Vasto fino al 1905. Di questa chiesa fu
anche vice parroco fino al 1921 e canonico fino al 1916. Dal 1921 divenne Parroco della Chiesa di
San Pietro e canonico onorario fino alla morte, non reggendo più al dolore di vedere
inesorabilmente abbattere, a colpi di piccone, la "sua" Chiesa minata dalla frana che si abbattè
nel lato orierntale della città, nel 1956, trascinando nella rovina numerose abitazioni.
Fu come se, in quel pomeriggio del 6 dicembre 1959, quando si iniziò lo smantellamento
dell'edificio del culto, che poggiava sulle fondamenta dei resti del tempio romano dedicato alla
dea Cerere, venisse dato un colpo di lancia al costato di Don Romeo Rucci; quelle sacre mura, così ricche di memoria storica, sarebbero state cancellate per sempre. E volle così andarsene anche
lui, dopo appena cinque, mesi. "Morì povero - scrisse Don Gaetano Meaolo - avendo speso
quanto aveva per la chiesa e per i seminaristi
".

Fra le tante predilezioni di Don Romeo Ricci i muratori ed i pescatori, in favore dei quali solennizzava, con particolare dedizione, le feste dei rispettivi Patroni e Santi Protettori, San Sebastiano e S. Andrea.

Era anche un fervido amante dell'arte, avendo ereditato la vena pittorica dallo zio Filippo Palizzi,
il più grande naturalista dell'800, fondatore della scuola napoletana di Posillipo.
Lo ricordiamo sempre, con nostalgico rimpianto, predisporre con cura ed amorevolmente, i pezzi, molti dei quali modellati dallo stesso Filippo Palizzi, nell'artistico Presepio che allestiva nella chiesa
di San Pietro; oppure improvvisarsi con intima soddisfazione, cicerone erudito quale ricca e
preziosa guida di profondo intelletto e predilezione dell'arte, negli annuali pellegrinaggi a Lourdes, con soste nei santuari mariani d'Italia e d'Europa, per offrire, all'ammirazione dei devoti, il segno estetico delle bellezze artistiche e monumentali. Alla Vergine Santa ed al Cuore di Gesti Don
Romeo Rucci riservò tutto il suo fervore, l'amore devoto e riconoscente, riuscendo nel 1951 a consacrare tutte le famiglie della Parrocchia di San Pietro e, nell'anno Mariano 1954, ogni mese,
in forma di processione solenne, organizzò per i parrocchiani, una visita ad una chiesa dedicata
alla Vergine.

Don Romeo Rucci fondò prima il Gruppo dei "Pueri Cantores" e poi la "Schola Cantorum" diretta
dal compianto prof. Antonio Zaccardi, raccogliendo le espressioni del bel canto locale di cui fino a qualche anno fa spiccava ancora l'ugola di Michele Zaccardi, per l'esecuzione di difficili Messe di Palestrina e Perosi e, con partecipazioni memorabili alle solenni Processioni del Cristo Morto, con
i simboli della Passione; o, nella ricorrenza annuale del Giubileo, che si lucra eccezionalmente,
quale unico privilegio per la Città del Vasto, la terza domenica di gennaio, sin dal 1777.

Per i seminaristi e per i sacerdoti Don Romeo Rucci aveva una predilezione, tanto che ebbe la
gioia, nella giornata del 3 luglio del 1948, di vedere ordinati nella "Sua Chiesa" di San Pietro in Vasto, due sacerdoti: Don Michele Ronzitti e Don Filippo Lucarelli.

Ebbe merito di saper indirizzare sui sentieri della Fede e della Spiritualità, un giovane fervente chierichetto, poi ordinato Sacerdote da Mons. Giuseppe Venturi, il 28 giugno 1942; Don
Giuseppe Cinquina, autentica "perla" del clero vastese, morto in odore di santità, il 4 marzo 1945.

Questo fu Don Romeo Rucci.

La gente di Vasto
lo ricorda con appassionata memoria, quasi con sincera venerazione, avendone apprezzato l'infinita bontà e l'altruistica dedizione. Spesso i vastesi, volgendo lo sguardo nel luogo dove, lungo il Muro delle Lame, si ergeva maestosa con il suo svettante campanile, la
Chiesa di San Pietro, notando il grande vuoto aperto dalla frana, avvertono che è stata
strappata qualcosa di vivo ed ancora palpitante. Solo il rintocco dei bronzi che, tolti dall'alto del campanilesalvati dalla distruzione, sono stati collocati prima al Largo del Belvedere Romani poi riportati in via Adriatica vicino il portale della chiesa, ricordano con mestizia che la fede nella
Chiesa e nella Religione di Cristo, germogliata dai semi sparsi da Don Romeo Rucci, è ancora
salda nell'animo dei devoti fedeli di Vasto.
stralcio da art. del 9 aprile 2016, a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - M.S., febbraio 2021

50° anniversario della morte di don Rucci
A cinquant'anni dalla morte, fa piacere ricordare la figura di don Romeo Rucci e l'immenso e duraturo bene da lui compiuto nella sua Vasto, dove svolse il suo ministero pastorale dal 1903
al 1960, prima come vice-parroco a S. Giuseppe e poi, dal 1921, come parroco di S. Pietro.
Nato da modesta famiglia visse e morì da povero.
Il suo ultimo pensiero fu per il seminario, lasciando quel poco che aveva per aiutare un
seminarista povero.
Grande devoto della Vergine Maria inaugurò, nel 1949 gli annuali pellegrinaggi vastesi a Lourdes.
I vastesi ricordano il suo zelo per la Chiesa di S. Pietro e la buona riuscita delle funzioni sacre e
delle processioni; ma più che mai il suo zelo per il bene delle anime con la predicazione e con la catechesi ai ragazzi e adulti: parecchie volte i bambini e i giovani di S. Pietro hanno vinto premi anche nazionali nelle gare catechistiche.
Fiorenti erano in parrocchia le organizzazioni cattoliche, specialmente quelle giovanili: molti
buoni padri e madri sono stati da lui formati.
Veramente eccezionale è stato il suo amore per i seminaristi e i sacerdoti: ben otto sacerdoti
sono stati da lui forgiati. Ben a ragione,
Don Salvatore Pepe lo definì alla sua morte
"incoraggiatore, educatore e padre di tutti i giovani sacerdoti vastesi"
La sua zelante e indefessa operosità ancora impongono alle venerazione e alla gratitudine di
tutta la popolazione vastese.
stralcio da art., a firma Don Michele Ronzitti, apparso su "il Vastese" mensile d'info. del territorio - n. 6 - giugno 2010

Don Romeo
E' nato a Vasto il 7 luglio 1880 da Gaetano Rucci e da Teresa De Guglielmo-Palizzi.
La mamma era parente dei fratelli Palizzi, famosi pittori precursori della scuola napoletana di "Posillipo". Nipote di Felicetta Palizzi ed orgoglioso delle sue origini diventa sacerdote il 19
dicembre 1903 insieme a
Don Vincenzo Pomponio.
Svolge funzioni di viceparroco e Canonico dal 1905 al 1921, nell'allora unica parrocchia di San Giuseppe, presta assistenza spirituale nell'epidemia della "spagnola" e nel 1921 diviene il
parroco della ripristinata parrocchia di San Pietro; impegno che manterrà fino alla morte.
Organizzatore instancabile e rigoroso nella sua parrocchia valorizza il ruolo delle Confraternite, instaura le più svariate forme associative cattoliche, cura la formazione religiosa della
popolazione con catechismo, liturgia, predicazioni e conferenze, pellegrinaggi e canto sacro.
 
Don Michele Ronzitti nel suo libro
"Chiesa e Parrocchia di San Pietro in Vasto - 2003, così si esprime:
Grande e indimenticabile è stato il bene operato da don Romeo per la Parrocchia e la città di Vasto.
Quale è stato il segreto di tanto bene? Don Romeo si è fatto giudare dall'amore di Dio e del prossimo.
1) Amore al Cuore di Gesù;
2) Amore alla Madonna del Rosario e di Lourds;
3) Amore alla preghiera;
4) Amore alle anime nel sacramento della confessione;
5) Amore ai giovani e ai ragazzi;
6) Amore ai Sacerdoti e ai seminaristi;
7) Amore alla predicazione e alla cultura religiosa;
8) Amore ai lavoratori, agli ammalati e ai poveri;
9) Amore all'Arte sacra e alla chiesa di San Pietro.
A Vasto dire San Pietro è dire don Romeo: che cosa non ha fatto per e salvarla
dall'
abbattimento, dopo la frana del 1956.
Fonti:. volume "Lunarie de lu Uaste" - ed. 2003 e libro "Chiesa e
Parrocchia di San Pietro" di Don Michele Ronzitti - stampato nel giugno 2003