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Evangelizzatori di Vasto
Don Felice Piccirilli
(Vasto, 23/11/1912 - L'Aquila, 26/05/1968)
 
Nella ricorrenza del centenario della nascita
Mostra Fotografica su Don Felice Piccirilli
Titolo: "Oggi come allora... è sempre il tempo della persona"
Per iniziativa del Centro Culturale Histonium, della Parrocchia di San Giuseppe e col patrocinio del Comune di Vasto, nella ricorrrenza del centenario dalla nascita del defunto parroco Don Felice Piccirilli, domenica 25 novembre 2012, ore 11, presso la Sala Mattioli, alla presenza dell'Arcivescovo Metropolita Mons. Bruno Forte, apertura della mostra fotografica. Alle 11,30 celebrazione della Santa Messa presieduta da Padre Bruno.
"Oggi come allora... è sempre il tempo della persona" questo il titolo della mostra fotografica sul vissuto di Don Felice Piccirilli.
Don Felice ebbe la prima formazione religiosa presso il Convento dei Cappuccini di Vasto Marina, e nel 1924 il Canonico Don Romeo Rucci lo
indirizzò al Seminario di Chieti dove compì gli studi, compresi quelli teologici.
Mons. Giuseppe Venturi lo ordinò sacerdote il 19.7.1936 inviandolo Parroco a Fresagrandinaria per essere poi trasferito, nel 1940 a Vasto con la mansione di Cancelliere vescovile e canonico della Cattedrale di San Giuseppe.
Fu rettore della Chiesa del Carmine e cappellano delle Carceri e dell'Ospedale Civile di Vasto, dal 1940 al 1942.
Parroco della Cattedrale di San Giuseppe dopo la morte di Mons. Giuseppe Braga, con l'incarico di assistente spirituale dei giovani di Azione Cattolica, nonché Delegato Vescovile (fino al gennaio 1968) del Centro Diocesano della Periferia.
Nominato Assistente Diocesano della Gioventù Femminile e degli Uomini di Azione Cattolica e Assistente Diocesano dei Laureati, dei Medici, dei Giuristi Cattolici e della FUCI.
Fondò a Vasto la "S. Vincenzo" per l'assistenza ai bisognosi, nel 1943, e poi per l'infanzia abbandonata.
È sua la creazione della "Casa del Fanciullo", nel 1947, in alcuni locali adiacenti alla Cattedrale per poi, nel 1959 realizzare la "Domus Pacis" inaugurata nel 1961 in occasione del 25° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
Artefice, promotore, organizzatore di numerose attività, tra cui i campeggi parrocchiali e diocesani divenuti autentici "campi scuola" e per cui, nel 1961 ottenne la parificazione della scuola elementare di "San Giuseppe" con annessa la materna.
Nel 1947 Mons. Giuseppe Venturi lo mise a capo dell'Ufficio di Notaio e poi, mons. Giovan Battista Bosio, nel 1958, lo nominò Canonico Esaminatore Sinodale e, successivamente Vicario Foraneo per la Forania di Vasto.
Fu Consulente Provinciale Ecclesiastico per i Coltivatori Diretti (1953-55); Consulente Ecclesiastico Zonale dei Comitati Civici (1950-57); Consulente del Centro Italiano Femminile dal 1950.
Gli venne affidato l'incarico, nel 1965, di curare la Federazione degli Oratori Italiani nel Meridione e, nel 1966 venne nominato Membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ospedale Civile di Vasto e, il 17 Maggio 1966 Cameriere Segreto di Papa Paolo VI.
Una esistenza interamente svolta al servizio della Chiesa e per la cura delle anime e delle popolazioni più bisognose, con spirito di intraprendenza e di prezioso e incalcolabile senso di volontariato svolto essenzialmente per la esaltazione del valore della vita e della dignità umana, di cui ora si ricordano le prestigiose tappe di un encomiabile vissuto.
stralcio da art. apparso su "Il Giornale del Vastese", mensile d'info. del territorio, - n. 8 - nov. 2012

Don Felice Piccirilli: Centenario della nascita
Nel 2012, ricorre il centenario della nascita di don Felice Piccirilli.
Indimenticabile parroco della cattedrale di Vasto negli anni difficili della guerra e della ricostruzione. Attorno alla Cattedrale, per oltre venti anni (1942/1968), hanno ruotato speranze, interessi, aspettative, ansie, risentimenti, che hanno “fatto” la storia di Vasto (si pensi soprattutto alla “Casa del Fanciullo”e alla “Domus Pacis”, ma anche alle vicende laceranti della lista “Faro”).
Molti insegnamenti di don Felice non hanno limiti di tempo e di spazio e si pongono all’attenzione di oggi con la stessa freschezza di quegli anni lontani: quel gusto di presentare il Cristianesimo nei suoi massimi precetti della carità e dell’amore, quella solidarietà umana genuina, la concezione della vita come puro servizio, quella ricerca di far seguire all’annuncio della “Parola”, la testimonianza delle opere….
E’ vero, come ha detto qualche politico, che don Felice a volte “confondeva il possibile con l’ideale”, ma sono stati proprio gli ideali che hanno segnato la storia dell’umanità. Hanno accelerato
i processi di trasformazione, hanno reso più vivibile la società umana. La storia è piena di grandi idealisti che hanno “sognato” conquiste fondamentali per l’uomo. Penso agli ideali di Martin Luther King e di Ghandi. Ma soprattutto penso agli ideali della “Beatitudini” che “infiammano” da duemila anni la storia del Cristianesimo.
A rileggerle oggi tante scelte pastorali di Don Felice appaiono profetiche, e si resta sorpresi dalla consonanza dei suoi insegnamenti con le scelte che poi furono fatte dal Concilio Vaticano II soprattutto in materia di dottrina sociale e di valorizzazione del laicato. Ecco, sul ruolo che ebbe il laicato nella storia pastorale di don Felice penso che ci sia ancora da scrivere molto e rendere testimonianza dei tanti giovani e meno giovani, ragazzi e ragazze che lavorarono per quella parrocchia con generosità ed umiltà seguendo l’insegnamento evangelico che chiede di dare senza aspettarsi la ricompensa: “Mutuum date nihil inde sperantes”. Anche don Felice, a chi ha fatto del bene non ha mai presentato il conto.
stralcio da art., a firma Nicolangelo D'Adamo, fatto pervenire in Redazione il 23 marzo 2012, da Nicola D'Adamo

Ricordo di Don Felice Piccirilli
Fu operatore della cristianità e parroco fedele
Nato a Vasto il 23 novembre 1912, parroco prima di Fresagrandinaria, poi, dal 1942 al 1968, parroco della Cattedrale di San Giuseppe di Vasto.
Artefice di numerose significative opere, non solo spirituali, ma anche sotto il profilo concreto umano e sociale. Tra le più prestigiose, l'Opera della San Vincenzo per l'aiuto dei più bisognosi; la Casa del Fanciullo (1947) in via Buonconsiglio, subito dopo il secondo conflitto mondiale, per accogliere tanti giovanissimi privati spesso di quel sostentamento quotidiano.
Tante sono state le attività rivolte alla formazione umana e spirituale dei giovani, delle famiglie, dei ragazzi, degli studenti, gli oratori maschili e femminili;
Seppe anche compiere altre iniziative, coniugando "bontà e disponibilità" verso il prossimo, creando, a favore delle giovanissime, la Casa di Moda "A. Barrelli", per indirizzare le ragazze ad una formazione che le preparasse
ad affrontare, con dignità, il mondo del lavoro; il laboratorio di maglieria per offrire possibilità di lavoro ai giovani.  
Ancora molti oggi ricordano i soggiorni nei campeggi estivi degli anni '50 e '60 organizzati da Don Felice in favore dei parrocchiani.
E, soprattutto la "Domus Pacis" (anni 60), un complesso di grande prestigio: asilo di infanzia, scuola materna, scuola elementare parificata.
Ma il nome e l'impegno di Don Felice Piccirilli non è solo legato alle opere materiali, bensì a quelle spirituali portate avanti con profondo spirito evangelico. "Egli ebbe una logica, spesso paradossale, come quella di Cristo - scrive un altro emerito sacerdote vastese, Don Salvatore Pepe nell'"omaggio ammirato e fraterno a Don Felice Piccirilli" - per il quale conquista la vita chi la perde, e fu la logica dell'amore di Dio e della ricerca delle anime. In tale logica attinge inventiva il suo zelo e prende fisionomia la sua potente personalità, che trasmette nei suoi collaboratori fermezza, entusiasmo, resistenza ad ogni gravame di sacrifici, facendosi coinvolgere nella stessa passione di Gesù: salvare le anime, facendo del bene, sempre del bene e tanto bene".
Don Felice è morto a L'Aquila il 26 Maggio 1968, a soli 56 anni ancora da compiere. 
stralcio da articolo apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio, - n. 6 - giugno 2008

Don Felice tra i ragazzi della "Casa del fanciullo"
 
 
 
 
volume scritto, nel 2008 - Editore Cannarsa Vasto - da don Antonio Bevilacqua,
a ricordo di Don Felice (40 anni dalla morte): la sua figura e le sue opere.
Da Don Antonio Bevilacqua:
"Nel suo testamento spirituale ha lasciato delle indicazioni molto belle di un cammino di formazione per la sua comunità parrocchiale, da continuare ancora nel tempo personale che ognuno avrebbe vissuto nella specificità della propria scelta cristiana. Così come nel suo testamento ha lasciato alla Diocesi e al Seminario tutto ciò che di materiale era stato costruito e realizzato da lui e dalla sua comunità parrocchiale, perché potesse continuare nel futuro con lo stesso spirito e con la stessa finalità di apostolato con cui erano stati realizzati.
È morto povero, così come era vissuto da povero, ma con una grande ricchezza sacerdotale
nel cuore e nello spirito. Per questo don Felice è stato ed è ancora oggi certamente
un grande testimone del nostro tempo".
stralcio da art., a firma don Antonio Bevilacqua, apparso su "Il Nuovo", periodico d'info. - n.5 - maggio 2008

La Figura di Don Felice Piccirilli
(1912 -1968)
Figura esemplare di sacerdote che, parroco di San Giuseppe dal 1942 al 1968, risponde alle domande dei tempi, ai bisogni ed alle esigenze della popolazione costruendo Opere nel nome di Cristo.
Fonda nell'immediato dopoguerra la "Casa del fanciullo" e la "Casa della Moda A. Barelli".
Costruisce con grandissimi sacrifici, gettando nell'opera tutti i suoi averi, la "Domus Pacis" con asilo e scuola elementare.
Pellegrino per il mondo sollecita un impegno fattivo degli emigranti vastesi per sostenere queste sue creature predilette, impegnando tutto di sé in questa vocazione.
"Don Felice Piccirilli fu saggio come l'uomo evangelico che, avendo trovato un tesoro nascosto in un campo, vende TUTTO quanto ha per comprare quel campo e avere il tesoro. Il campo fu la sua vita sacerdotale; il tesoro, le anime."
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2002