Caduti di guerre:
Gaetano Marchesani, vastese
Patriota caduto eroicamente nella battaglia di Lissa
(Vasto, 25 aprile 1842 - in mare, 20 luglio 1866)
 
Gaetano Marchesani nacque a Vasto il 25 aprile 1842 da Filippo ed Eleonora Scopa, famiglia di marinai e sul mare morì il 20 luglio 1866 combattendo valorosamente nella triste battaglia di Lissa*, tra la flotta italiana comandata dall’ammiraglio Carlo Pellion di Persano e quella austriaca guidata dall’ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.
*La battaglia di Lissa fu uno scontro navale della terza guerra di indipendenza italiana che si svolse il 20 luglio 1866 sul mare Adriatico, nelle vicinanze dell'isola omonima (in croato: Vis), tra la marina dell'Impero austriaco
e la Regia Marina del Regno d'Italia. La battaglia fece parte della guerra austro-prussiana, considerata per l'Italia, alleata della Prussia a sua volta in guerra con l'Impero austriaco. L'obiettivo principale italiano era quello di conquistare il Veneto sottraendolo all'Austria e scalzare l'assoluta egemonia navale austriaca nell'Adriatico.
*stralcio da "www.wikipedia.it", in data 11 gen. 2013, M.S.

Lapide sul lato di Palazzo d'Avalos - Vasto
agli eroi

Ricci, Bosco e Marchesani
Il 4 luglio del 1907
venne scoperta una lapide
(ancora oggi visibile su un lato di Palazzo d’Avalos)
in onore dei patrioti vastesi
Giuseppe Ricci, Antonio Bosco e Gaetano Marchesani.
Dettata da Mario Rapisardi, poeta catanese,
la lapide venne scoperta in occasione del
1° centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi,
durante una seguita e commovente cerimonia
a cui presero parte le maggiori autorità cittadine e le varie società vastesi dell’epoca,
quali la Società di Tiro a Segno, in qualità di organizzatrice della manifestazione, la Società Operaia
di Mutuo Soccorso e la Società della Stella Azzurra.
Sul manifesto
pubblicato per l’occasione, a firma di
Gelsomino Zaccagnini, presidente della società di
Tiro a Segno, da lui istituita nel 1902,
si legge:
CITTADINI!
Nel giorno che ricorda la nascita di Colui, che giustamente fu detto il Cavaliere dell’Umanità, all’omaggio della Nazione, al pensiero di tutto il mondo civile uniscasi il palpito vostro fervido
e devoto, in questa che è solenne festa dei cuori e della patria, e degna consacrazione dei tre generosi nostri fratelli, martiri del dovere e dell’ideale, esempi purissimi di abnegazione e di fede!
”.
 
Giuseppe Ricci nacque a Vasto il 17 marzo 1844 dalla nobile ed agiata famiglia dei Conti Ricci.
A quindici anni scrisse un Canto agli uomini illustri d’Italia dove Giuseppe vedeva l’unità della nostra penisola sotto Vittorio Emanuele. Nel 1860, ispirato dalle imprese di Giuseppe Garibaldi, scrisse un Inno di Guerra.

Arruolatosi nei garibaldini per la campagna romana del 1867, fece parte della colonna del Frigesy. A Monterotondo combattè valorosamente insieme ai suoi compagni, rendendosi protagonista della vittoria. Tre giorni dopo, il 3 novembre 1867, nella battaglia di Mentana, il Ricci fu uno dei primi a cadere sotto i colpi dei francesi. E così svanì il suo forte desiderio, per il quale aveva combattuto, di vedere tutta l’Italia riunita.
Antonio Bosco nacque a Vasto il 3 febbraio 1843 da Pietro e Maria Nicola Gileno.
Arruolato nel 39° reggimento fanteria, al comando del colonnello Belly, combatté il 20 settembre 1870 sotto le mura di Roma dove persero la vita 32 italiani, mentre 143 rimasero feriti, tra i quali il nostro Antonio Bosco, che rimediò una ferita mortale alla gamba destra. Morì cinque mesi più tardi.
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparsi su "www.noivastesi.blogspot.com" - 4 luglio 2009