Caduti di guerre:
Antonio Bosco, vastese
Patriota caduto insieme a tanti altri compagni a Porta Pia
(Vasto, 3 febbraio 1843 - ..., febbraio 1871)
 
Antonio Bosco: un eroe di Vasto tra di 48 caduti di Porta Pia
Antonio Bosco nacque a Vasto il 3 febbraio 1843 da Pietro e Maria Nicola Gileno.
Arruolato nel 39° reggimento fanteria, al comando del colonnello Belly, combatté il 20 settembre 1870 sotto le mura di Roma dove rimediò una ferita mortale alla gamba destra. Morì cinque mesi più tardi.

Il 20 settembre del 1870 è una data storica per l’Italia perché ha segnato la fine del potere temporale dei Papi e l’inizio della vera unità nazionale, confermato con il Plebiscito del 2 ottobre 1870.

A Porta Pia, una delle porte di Roma che si aprono nelle Mura aureliane, dopo cinque ore di cannoneggiamento, l’artiglieria del Regno d’Italia, aprì una breccia di circa 30 metri, che consentì ai bersaglieri e ad altri reparti di fanteria di entrare in città.

Il breve conflitto, tra i soldati del Papa, comandati dal generale Kanzler, e i soldati del 34° battaglione bersaglieri e del 39° battaglione fanteria, guidati dal generale Cadorna, fu comunque un bagno di sangue, dove lasciarono la vita quarantotto soldati, tra cui il nostro Antonio Bosco, mentre dalla parte papalina i morti furono diciannove.



stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparsi su "www.noivastesi.blogspot.com" - 20 sett. 2010

Lapide sul lato di Palazzo d'Avalos - Vasto
agli eroi

Ricci, Bosco e Marchesani
Il 4 luglio del 1907
venne scoperta una lapide
(ancora oggi visibile su un lato di Palazzo d’Avalos)
in onore dei patrioti vastesi
Giuseppe Ricci, Antonio Bosco e Gaetano Marchesani.
Dettata da Mario Rapisardi, poeta catanese,
la lapide venne scoperta in occasione del
1° centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi,
durante una seguita e commovente cerimonia
a cui presero parte le maggiori autorità cittadine e le varie società vastesi dell’epoca,
quali la Società di Tiro a Segno, in qualità di organizzatrice della manifestazione, la Società Operaia
di Mutuo Soccorso e la Società della Stella Azzurra.
Sul manifesto
pubblicato per l’occasione, a firma di
Gelsomino Zaccagnini, presidente della società di
Tiro a Segno, da lui istituita nel 1902,
si legge:
CITTADINI!
Nel giorno che ricorda la nascita di Colui, che giustamente fu detto il Cavaliere dell’Umanità, all’omaggio della Nazione, al pensiero di tutto il mondo civile uniscasi il palpito vostro fervido
e devoto, in questa che è solenne festa dei cuori e della patria, e degna consacrazione dei tre generosi nostri fratelli, martiri del dovere e dell’ideale, esempi purissimi di abnegazione e di fede!
”.
 
Giuseppe Ricci nacque a Vasto il 17 marzo 1844 dalla nobile ed agiata famiglia dei Conti Ricci.
A quindici anni scrisse un Canto agli uomini illustri d’Italia dove Giuseppe vedeva l’unità della nostra penisola sotto Vittorio Emanuele. Nel 1860, ispirato dalle imprese di Giuseppe Garibaldi, scrisse un Inno di Guerra.

Arruolatosi nei garibaldini per la campagna romana del 1867, fece parte della colonna del Frigesy. A Monterotondo combattè valorosamente insieme ai suoi compagni, rendendosi protagonista della vittoria. Tre giorni dopo, il 3 novembre 1867, nella battaglia di Mentana, il Ricci fu uno dei primi a cadere sotto i colpi dei francesi. E così svanì il suo forte desiderio, per il quale aveva combattuto, di vedere tutta l’Italia riunita.
Gaetano Marchesani nacque a Vasto il 25 aprile 1842 da Filippo ed Eleonora Scopa, famiglia di marinai e sul mare morì il 20 luglio 1866 combattendo valorosamente nella triste battaglia di Lissa, tra la flotta italiana comandata dall’ammiraglio Carlo Pellion di Persano e quella austriaca guidata dall’ammiraglio Wilhelm von Tegetthoff.
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 4 luglio 2009