Personaggi di Vasto:
Suor Alessandra Smerilli
Economista, Docente e Consigliere di Stato del Vaticano
 
Nuovo prestigioso incarico per suor Alessandra

Suor Alessandra Smerilli "Consigliere di Stato" della Città del Vaticano

https://www.pfse-auxilium.org/it/notizie/17-04-2019/alessandra-
smerilli -nominata-consigliere-di-stato-della-citta-del-vaticano/roma
Papa Francesco, lo scorso 5 marzo 2019, ha nominato Consigliere di Stato della Città del Vaticano la Prof.ssa Alessandra Smerilli,
Docente ordinario di Economia Politica alla Facoltà «Auxilium» di Roma. 

Il suo mandato, che viene svolto collegialmente insieme ad altri consiglieri, riuniti nella
Pontificia commissione per lo Stato della Città
del Vaticano, è di cinque anni. 
Il Consigliere di Stato presta assistenza nell’elaborazione delle Leggi Vaticane e in altre materie di particolare importanza. 
La Pontificia commissione per lo Stato della
Città del Vaticano, composta da un Consigliere generale e da cinque Consiglieri di Stato, è l’organismo che esercita il potere legislativo
nello Stato della Città del Vaticano. È il
dicastero che detiene l'amministrazione de
facto dello Stato della Città del Vaticano,

sovrintendendo alla maggior parte delle funzioni pubbliche e rappresentando lo Stato in vece del Papa.
La Prof.ssa Alessandra Smerilli che, oltre alla docenza nella Facoltà «Auxilium» di Roma, ha incarichi di insegnamento in altre istituzioni universitarie, è membro del Comitato scientifico ed organizzativo delle Settimane Sociali dei Cattolici, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, ed è tra gli esperti del Consiglio nazionale del Terzo settore, organismo istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

stralcio dal periodico "Vasto domani" - anno LIII - n. 4 - aprile 2019


Suor Alessandra Smerilli,
vastese che insegna economia presso
l’Università Cattolica,
autrice di numerosi saggi.
Una scoperta per molti di noi
che ci ha spinto a conoscerla meglio.

Sentite suor Alessandra – classe 1974,
ex allieva del Liceo Mattioli di Vasto -
con quale profondità di pensiero
affronta i temi in questa intervista
rilasciata qualche giorno fa.
......................................stralcio da "www.noivastesi.blogspot.com" - 28 ottobre 2009
«Una nuova economia deve semplicemente ripartire dalle origini».
Intervista ad Alessandra Smerilli Trigila Maria
Corso di economia politica, Corso di sociologia della gioventù, Corso “economia persona
e civiltà”, Corso di statistica, Corso di economia della cooperazione, sono, tra l’altro,
alcuni degli insegnamenti che Alessandra Smerilli esercita presso l’Università Cattolica
Sacro Cuore e la Bocconi, a Milano. È anche membro del Comitato scientifico e
organizzativo delle Settimane Sociali dei Cattolici, promosso dalla CEI. L’abbiamo
intervistata nei giorni scorsi perché racconti ai nostri lettori la sua esperienza in campo.
D. L’economia è stata sempre considerata lontana dalle problematiche umane e per questo ha suscitato diffidenza nell’ambito educativo. Pensa sia possibile una “nuova economia” attenta al benessere dell’umanità? Pensa che l’economia possa contribuire alla formazione della persona?
- R. Credo che una nuova economia debba semplicemente ripartire dalle origini: la parola economia deriva infatti dal greco oikos-nomos, governo della casa. E la prima cattedra di economia della storia (cattedra di economia civile) è sorta a Napoli, ad opera dell’abate Antonio Genovesi alla fine del ‘700, in contemporanea ad Adam Smith, scozzese, considerato il padre fondatore della scienza economica. E mentre la tradizione scozzese si concentra sulla ricchezza delle nazioni, la tradizione mediterranea pensa invece che l’economia sia al servizio della felicità pubblica, cioè condivisa. Ancora, se nella tradizione scozzese il mercato è il luogo del mutuo vantaggio che porta benessere come risultato non intenzionale della ricerca del proprio interesse, nella tradizione civile il mercato è il luogo della mutua assistenza, e si può, secondo tale tradizione, commerciare e scambiare anche con l’intento di far del bene agli altri. Infine, in questa visione, la gratuità fa parte del mercato, non viene prima o dopo, ma può esistere dentro il mercato. Sono convinta che riprendere questa tradizione, come del resto ci indica Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate, sia porre le premesse per una nuova economia, un’economia che contribuisca a formare le persone ai grandi valori della vita in comune.
 
D. Quale ritiene sia il contributo che le donne, in particolare quelle impegnate nel settore economico, possono dare ad nuovo modello economico più vicino alla dimensione umana?
- R. In primo luogo alla donna è stata da sempre riconosciuta la caratteristica di vivere i rapporti umani non solo strumentalmente, ma come fine in sé. E oggi, in un momento in cui la domanda di beni relazionali (che da qualche anno sono riconosciuti come beni economici) è in crescita, l’offerta di tali beni, in famiglia, nei luoghi di lavoro, nel mercato, è profondamente legata anche alla donna, e al suo “genio”: non è certo un caso che sono due donne (Martha Nussbaum e Carol Uhlaner) a cui si deve molta della teoria dei beni relazionali.
La teoria economica ha iniziato ad occuparsi dei beni relazionali quando gli studiosi si sono accorti che le lenti con cui l’economia guardava il mondo non vedevano il valore della relazione e, non vedendolo, rischiavano di distruggerlo.
Un’altra dimensione squisitamente femminile è quella della creatività e dell’intuizione: dimensione fortemente schiacciata e sottovalutata in un mondo economico in cui hanno valore la logica deduttiva e la razionalità (in particolare quella strumentale), che si è affermata, soprattutto a partire dall’Illuminismo, come una forma di conoscenza vera o “scientifica”. La grande tradizione cristiana e umanistica, invece, aveva riconosciuto un valore pari, se non superiore, alla intuizione, che veniva attribuita agli angeli in modo perfetto.
L’intuizione è più tipica della donna, che proprio per questo coglie aspetti della realtà che sfuggono ad una logica solo deduttiva.
Anche la creatività, altra caratteristica molto legata alla donna, ha bisogno di rientrare nell’economia: dalle crisi si esce anche grazie a soluzioni innovative.
Infine, alla donna è spesso legata la dimensione della gratuità, motivo per cui, ad esempio, tutti i lavori di ‘cura’ sono considerati strettamente femminili. Tutte le volte che un comportamento ha un valore in sé e non è solo mezzo per qualcos’altro possiamo parlare di gratuità. La categoria antica che più dice che cosa è la gratuità è agàpe. Luigino Bruni ci ricorda che “la gratuità non va quindi associata al “gratis”, di cui spesso è proprio il suo opposto, poiché l’atto gratuito non corrisponde ad un prezzo nullo ma ad una assenza di prezzo o, più propriamente, ad un prezzo infinito”.
 
D. Ogni approccio formativo richiederebbe anche una preparazione in rapporto alla realtà economica. Quali sono, secondo Lei, gli elementi base per una disciplina che possa contribuire alla formazione e all’educazione dei giovani?
- R. Ritengo che una formazione per la vita e per il lavoro dovrebbe puntare alla trasmissione delle grandi categorie economiche, la comprensione di che cosa è e cosa dovrebbe essere un mercato o un’impresa civile, le teorie del valore dei beni, cosa sono i tassi di interesse, ecc. Recenti studi condotti sui bambini e sugli adolescenti hanno dimostrato che quando fin da piccoli si è abituati al valore del denaro, alla gestione dei piccoli risparmi, da adulti si è più in grado di assumersi responsabilità, anche in campo economico.
 
D. Secondo Lei, quale posto occupa la dimensione economica nella formazione professionale e nell’inserimento lavorativo dei giovani?
- R. Attualmente la dimensione economica nella formazione professionale e scolastica in genere, mi sembra molto schiacciata sul versante aziendale e di apprendimento di tecniche. La separazione tra cultura tecnica e cultura filosofica ha portato a non considerare in Italia l’economia come una scienza della formazione di base. Scriveva a tal proposito il filosofo italiano Giovanni Vailati nel 1899: «E veramente ci dovrebbe sembrare molto strano, se non vi fossimo abituati, il fatto che mentre da un giovane, che aspira ad ottenere un certificato di idoneità [un diploma], … si richiede che sappia i nove nomi delle muse o dei sette re di Roma, o in che sistema cristallizzano lo zolfo e la pirite, e non si esige invece che abbia la più vaga nozione della differenza tra imposte dirette e indirette o di ciò che sia una banca o una società anonima» (Scritti, III, p. 262). Far tornare la dimensione economica nella formazione vuol dire impegnarsi a formare persone nuove per un’economia nuova e per un mondo migliore.

Suor Alessandra Smerilli
Suor Alessarsdra Smerilli, nata a Vasto neanche tanto tanto tempo
fa, divide la sua vita tra la preghiera e l'impegno universitario.
Conseguita la Laurea in Economa Pololitica presso l'Università La Sapienza di Roma, col massimo dei voti e con una tesi dedicata alle Reti bayesiane e teoria dei giochi, Alessandra, Figlia di Maria Ausiliatrice insegna presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium, e l'Università Cattolica di Roma.
Molti gli articoli e le pubblicazioni al suo attivo, tra cui degni di menzione sono:
Benedetta economia (Roma, Città Nuova 2008);
Homo oeconomicus? Dinamiche imprenditoriali in laboratorio (Bologna, II Mulino 2007);
Le Dinamiche della cooperazione: un modello evolutivo (Forlì, AICCON Working Paper 2006);
Comportamenti cooperativi e we-rationality (Roma, Mimeo-Università La Sapienza 2006);
Teoria economica e relazioni interpersonali (Roma, Mimeo-Università La Sapienza 2003)
.
stralcio da articolo apparso su "Qui quotidiano" d'info. del Vastese - n. 103 del 29 ottobre 2009
Nel 2015, ha ricevuto il premio San Michele (diciannovesima edizione), l'ambita statuetta del Santo Protettore di Vasto.
Il 5 marzo 2019, Papa Francesco, ha nominato la Prof.ssa
Suor Alessandra, docente ordinario di Economia Politica alla Facoltà «Auxilium» di Roma, "Consigliere di Stato della Città del Vaticano".
Il suo mandato, che viene svolto collegialmente insieme ad altri consiglieri, riuniti nella
Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, è di cinque anni. 
M.S., aprile 2017