Personaggi di Vasto:
Tindaro Pontillo, bagnino e commendatore,
l'uomo che riuscì a scongiurare un disastro ferroviario
 
Bagnino ardimentoso e anche commendatore
Una vita spesa all'insegna del volontariato e al servizio della gente
in difficoltà
, con spirito ardimentoso. Parliamo di Tindaro Pontillo, un singolare personaggio vastese assurto agli onori della cronaca, sin dagli anni '50, quando si è reso benemerito per numerosi salvataggi in mare, nella sua qualità di "bagnino" sulla spiaggia di Vasto Marina. Ma Tindaro Pontillo è stato anche protagonista di un episodio eclatante, per aver scongiurato il deragliamento di un convoglio ferroviario, lungo la linea adriatica nel tratto di Vasto, riuscendo a fermare il treno.
Numerosi gli attestati che sono stati attribuiti a Tindaro Pontillo, tra cui il riconoscimento ufficiale delle Ferrovie italiane, la meritata medaglia d'oro
dell'amministrazione comunale per gli atti di eroismo compiuti, gli attestati conferitegli dalla Presidenza nazionale dell'Associazione Marinai d'Italia e da ultimo la nomina a Commendatore dell'ordine al merito della Repubblica, conferitagli dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Un curriculum di tutto rispetto che fa onore alla sua personalità ed alla Città di Vasto.
stralcio da articolo apparso sul mensile "il Giornale del Vastese", periodico d'info. - n. 4 - gennaio 2011

Il bagnino Commendatore
La notorietà l'ha conquistata svolgendo negli anni giovanili le funzioni di bagnino sulla spiaggia distinguendosi per zelo e per l'entusiamo che gli leggete nella foto.
Una passione civile che l'ha portato anche a compiere un atto di vero e proprio eroismo che evitò il deragliamento di un treno e un sicuro disastro ed in virtù del quale ha ottenuto diversi riconoscimenti e, da ultimo, l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, concessagli dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Simpatico, disponibile e cortese anche nel lavoro svolto come dipendente del Comune, è un
vecchio fusto ancora sulla breccia, che continua a mettere la sua persona al servizio degli altri operando attivamente nel volontariato.
stralcio da il "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2011

Tindaro Pontillo
l'uomo che riuscì a scongiurare un disastro ferroviario
Era l'inverno del 1963, esattamenre il 17 gennaio. Nevicava e fuori faceva molto freddo.
Tindaro, il nostro eroe, 29 anni da compiere, si trovava con i suoi genitori nella casa di campagna in località San Nicola vicino al mare ed alla strada ferrata.
Padre siciliano di Patti, finanziere trasferito a Vasto. Pontillo nella sua vita ha svolto "cento mestieri": contadino, manovale, pescatore, militare in Marina dal '54 al '56, bagnino con patentino dal 1952 ed infine dipendente comunale fino al 2001.
All'epoca si occupava, come mezzadro del Sig. Antonio Miscione, della terra circostante che conosceva palmo a palmo come le sue tasche. Anche la ferrovia che correva poco distante non aveva segreti per lui e i treni, non molti per la verità a quei tempi, scandivano in modo ordinato e preciso lo scorrere delle ore del giorno e della notte, da sempre. Riusciva perfino a riconoscerne il rumore regolare, una specie di ritmo sempre uguale dovuto al passaggio delle ruote sulle intersezioni tra un binario e l'altro. Quel giorno verso le 14, aveva da poco terminato il pranzo, fu richiamato da un rumore diverso,
quasi sospetto, causato dal transito sui binari della "littorina" Pescara -Termoli. Senza pensarci due volte uscì di casa trafelato e, nonostante l'abbondante nevicata ed il ghiaccio in terra, si precipitò lungo i binari per capire cosa fosse accaduto al passagio della "littorina". "Forse una disgrazia al cavallo di zio Andrea", pensava tra sè e sè mentre ispezionava i binari lungo la massicciata. Cammina cammina, ad un certo punto si accorge all'altezza del passaggio a livello incustodito, sito
al Km. 410+261, che un binario presentava un'evidente lesione a forma di una grande S. In quel
preciso istante, considerata l'ora, intuì che, di li a poco, sarebbe transitato il direttissimo 158 Lecce - Milano e immaginò immediatamente il grave pericolo che stavano per correre le centinaia di
viaggiatori che affollavano quel convoglio passeggeri in partenza dalla stazione di Vasto. Senza pensarci due volte cominciò ad arrampicarsi su per la collina fìno a raggiungere trafelato una
vicina masseria. Entrò e alla padrona (Rosaria D'Alessandro) che gli andava incontro incuriosita da quella inattesa visita strappò di dosso la maglia rossa che aveva sulle spalle per proteggersi dal freddo. Si precipitò fuori ed in menche non si dica raggiunse nuovamente la massicciata e camminando in mezzo ai binari in direzione Sud prese a sventolare energicamente la maglia rossa per richiamare l'attenzione dei macchinisti del direttissimo che stava per sopraggiungere.
Noncurante della neve e del ghiaccio che gli procuravano cadute e scivoloni lungo i binari, con la forza della disperazione, agitava la maglia rossa con l'unico obiettivo di riuscire a fermare la corsa del treno nel tentativo sovrumano di salvare molte vite umane. Per fortuna i macchinisti del convoglio trainato da un locomotore E 636, accortisi della presenza del Pontillo sui binari, pur increduli e stupiti di fronte a quella scena inusuale, riuscirono a fermare la corsa del treno a soli pochi metri dall'uomo. Macchinista e capotreno alquanto adirati per l'accaduto, scesi dal treno si scagliarono contro Pontillo reo di aver causato la fermata di un convoglio, fatto di estrema gravità per il regolamento delle Ferrovie dello Stato. Se lo misero in mezzo e prendendolo sottobraccio come fosse un delinquente si diressero verso il punto indicato dal Pontillo per verificare la rottura della rotaia. Constatato effettivamente il danno subito dal binario (forse a causa del freddo intenso), i due ferrovieri presero a rincuorare il nostro concittadino mentre si accingevano a redigere un primo rapporto di servizio sull'accaduto. Le squadre di soccorso giunte nel frattempo sul posto provvidero a morsettare il binario rotto consentendo così al direttissimo di riprendere la propria marcia verso il Nord. "Evitato disastro ferroviario" commentarono con grande enfasi il giorno dopo radiogiornali e giornali nazionali riportando la notizia dell'ammirevole gesto del nostro Tindaro che evito, nei giorni successivi all'accaduto, grazie all'intervento di un noto legale vastese, una sonora contravvenzione per aver camminato lungo la linea feruoviaria, cosa come tutti sanno, severamente vietata.
Passato lo spavento iniziale e superato il rischio di essere multato per aver violato i regolamenti delle Ferrovie dello Stato, il Ministro Segretario di Stato per i Trasporti - all'epoca Bernardo Mattarella, padre dell'attuale Presidente della Repubblica - al termine dell' istruttoria della pratica, fìrmò, il 31 maggio del 1963, il decreto per l'elargizione al Sig. Tindaro Pontillo di un compenso di Lire 25.000 "per avere l'interessato prontamente segnalato al personole ferroviario l'esistenza di una rotaia rotta in prossimità del P.L. km. 410+261 della linea Ancona - Foggia".
Un episodio del genere nella odierna società, con i treni che sfrecciano ad oltre 300 Km all'ora ed un senso dell'altruismo in grande crisi, non sarebbe altrettanto possibile.
Lo fu allora, in particolare per le qualità di Tindaro, uomo semplice, pieno di umanità, riservato e schivo delle vanità.
In città molti lo conoscono per il suo animo generoso e capace di incredibili gesti d'altruismo. Sempre pronto a dare una mano a chi ha bisogno. Un esempio da additare alle giovani generazioni per trasmettere loro valori quali semplicità, generosità e umiltà.
Ingredienti senza i quali risulta difficile, ancora oggi, preparare un buon piatto di vita vera, sana e genuina.
stralcio da art., a firma G. Di Domenico, apparso su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - anno L - n. 10 - ottobre 2016