Bolivia
Cenni
Superficie (Km2):
1.098.581.
Popolazione: 9.500.000 - dati 2005 - indigena circa il 50,00% che arriva al 75,00% nelle zone rurali. Gruppi etnici: quechua 30%, aymara 25%, meticci 30%, europei 15%.
Densità
(ab./Km2): 8, 5.
Continente: America Meridionale.
Lingua: Aymarà, Quechua e Spagnolo (tutte ufficiali)
.
Religione: L'articolo terzo della Costituzione boliviana riconosce e sostiene la libertà di culto. La religione Cattolica è prevalente e sta intorno al 75% ma sono in forte crescita culti genericamente definiti protestanti e movimenti cristiani detti sette, molto popolari nei quartieri periferici delle città. Si stanno riproponendo con forza anche gruppi che fanno riferimento a rituali religiosi ancestrali preispanici.
Molte scuole ed università sono di proprietà di gruppi religiosi di vario orientamento, cattolici, Bahai, la setta Moon coreana, ecc..
La chiesa cattolica ha in Bolivia 4 arcidiocesi, sette diocesi, due prelature e cinque vicariati apostolici.
Moneta: Peso boliviano.
Capitale: Sucre.
Sede di governo: La Paz.
Forma Istituzionale: Repubblica presidenziale.
Alfabetizzazione: Tasso di alfabetizzazione: 85%.
Istruzione: Obbligo scolastico fino a 14 anni.
Sanità: Non esiste un sistema sanitario pubblico.
 
La Bolivia è uno stato dell'America meridionale, situato nel centro del continente, senza sbocchi al mare. La sua superficie è di 1.098.581 km². Nel 2005, conta 9.500.000 abitanti. La capitale costituzionale è Sucre, mentre la capitale amministrativa, dove è sita la sede del Governo, è La Paz. La città più popolata è Santa Cruz de la Sierra, con circa 1.5 milioni di abitanti.
Confina a nord e a est con il Brasile, a sud con Argentina e Paraguay, a ovest con Perù e Cile.

Questa parte del continente americano è abitata dalla nostra specie da 15.000-20.000 anni.
Nelle regioni andine dell'attuale Bolivia fiorirono numerose culture di cui la più importante è forse la cultura Tiwanaku, che si sviluppò tra il II secolo a.C. e il XIII secolo nella parte meridionale del Lago Titicaca. Molto più recente il dominio Inca, che data il XV secolo. L'impero del Tawantinsuyu venne sottomesso dalla conquista spagnola di Francisco Pizarro anche grazie alle lotte intestine per il potere.
La Bolivia non è però solo un paese andino. I due terzi del suo territorio sono bassipiani tropicali. In queste regioni, da epoca anteriori alla cultura Tiwanaku, si svilupparono complesse organizzazioni umane che crearono e controllarono estese opere di ingegneria idraulica, nelle savane e foreste dell'attuale regione del Beni. La cultura delle Lomas di Moxos e Baures permise per quasi 3.000 anni l'esistenza di una densa popolazione che riuscì a convivere con le periodiche inondazioni di imponenti affluenti del Rio delle Amazzoni, come il rio Mamoré, Beni e Itenez.

Geografia fisica: Compresa tra il tropico del Capricorno e il 10° parallelo S.. Si distinguono tre aree geografiche: area andina, nella parte meridionale e occidentale, l'altipiano andino, il bassopiano.
Due terzi del territorio boliviano sono, contrariamento a ciò che si pensa, bassipiani tropicali, tributari del Rio delle amazzoni o del Rio de la Plata. Questa enorme estensione di più di 700mila km², è coperto da foreste tropicali pluviali, umide, monsoniche e secche. La Bolivia possiede la foresta tropicale secca più estesa al mondo nella regione del Chaco. Circa 250 km² sono savane alluvionali, pantani e savane secche. Esistono inoltre grandi laghi amazzonici, i più estesi della regione.
Data la morfologia del territorio e l'ampio spazio latitudinale occupato, la Bolivia possiede una delle maggiori diversità climatiche della Terra, ciò che permette un'ampissimo spettro di specie coltivabili, sia tipiche di climi continentali e temperati, come la patata o l'avena, di climi mediterranei, come l'uva e l'olivo, e climi tropicali, come il cacao e il banano.
Agricoltura: ha subito notevoli trasformazioni negli ultimi decenni, principalmente dopo la riforma agraria del 1953. Da un'attività quasi esclusivamente di sussistenza, si è trasformata in uno dei motori economici più importanti del paese. Le attività agricole si sono sviluppate soprattutto nelle terre orientali tropicali. In queste regioni parte delle foreste originarie sono state rimosse per far spazio alle coltivazioni.
Attualmente Bolivia è uno dei principali esportatori mondiali di soya, molta della quale di origine transgenica. Esporta inoltre sorgo, zucchero, cotone, girasole, sesamo ed altre oleaginose. La maggior parte di questi prodotti verrano poi destinati dagli importatori per l'alimentazione animale.
Biodiversità: La Bolivia è nota come un paese megabiodiverso. Pur restando ancora notevoli margini di ricerca, attualmente in Bolivia sono state classificate circa 25 mila specie di piante, 1.400 di uccelli, 550 di pesci, 325 di mammiferi, 260 di rettili e quasi 200 di anfibi.
Questa enorme divesità biologica è però in alcuni casi, come per altri paesi del bacino amazzonico, fortemente minacciata. Gli ecosistemi naturali maggiormente minacciati sono quelli delle foreste tropicali, che hanno subito una notevole riduzione sia in termini di estensione come di valore biologico.
Si può stimare che annualmente vengono distrutti ben 700.000 ettari di foreste. Questo dato è stato in costante crescita negli ultimi 20 anni e in forte aumento negli ultimi 5 anni. Le ragioni princiali di questa minaccia sono concomitanti fenomeni: espansione della frontiera agricola, agroindustria, imprese del legname, caccia sportiva e di sussistenza.
Città (capoluogo di dipartimento):
Beni: Trinidad 89.000 - Chuquisaca: Sucre 261.000 - Cochabamba: Cochabamba 578.000 - La Paz: La Paz 839.000 - Oruro: Oruro 216.000 - Pando: Cobija 31.000 - Potosì: Potosí 160.000 - Santa Cruz: Santa Cruz de la Sierra 1.500.000 - Tarija: Tarija 183.000.
Altre città importanti sono (per dipartimento): Beni: Riberalta 88.000 - Cochabamba: Quillacolo 124.000, Sacaba 146.000 - La Paz: El Alto 800.000 - Santa Cruz: Montero 90.000 - Tarija: Yacuiba 108.000.

Situazione Socio Politica: La crisi istituzionale e politica che ha caratterizzato la Bolivia da diversi anni, sembrava superata a seguito dell'amplia maggioranza ottenuta da Evo Morales nelle elezioni presidenziali di dicembre 2005. Le trasformazioni iniziate immediatamente dal nuovo Governo hanno determinato la fine di un ciclo politico e dato inizio ad un complesso periodo di transizione. La democratizzazione e decentralizzazione dello Stato, i programmi a favore sia dello sviluppo produttivo regionale che dell'eliminazione del latifondo rappresentano le prime trasformazioni di un programma molto più ampio di riorganizzazione del sistema politico , di politica economica e sociale e delle relazioni internazionali. Il Paese, comunque, soffrendo di profonde divisioni geografiche ed etniche ne risente e risulta particolarmente difficile e lenta la risoluzione dei problemi.
Inflazione: L'obiettivo principale della Banca centrale di Bolivia è quello di assicurare la stabilità del potere d'acquisto della moneta nazionale, mantenendo un'inflazione ridotta e stabile, utilizzando una politica monetaria in base all'andamento della bilancia dei pagamenti, che prevede la fissazione di un range inflazionistico intorno al 4,5-5,0%.
Tasso di disoccupazione: Il tasso di disoccupazione si mantiene sul livello del 9,0-10%. Da rilevare che le autorità sempre fanno riferimento al tasso di disoccupazione urbana. Questo dato è puramente indicativo giacché in Bolivia il commercio e le attività definite informali, completamente al di fuori anche del debolissimo sistema impositivo boliviano, sono difficilmente quantificabili.
Reddito: Secondo i dati della statistica mondiale, la Bolivia ha uno dei redditi pro-capite tra i più bassi del continente. Questo dato contrasta con la grande ricchezza di risorse naturali e la scarsa densità della popolazione, che potrebbe far pensare ad una maggior disponbilità economica per gli abitanti. Le ragioni sono numerossime: distribuzione non equitativa delle ricchezze, errata politica sociale, dipendenza dai mercati esterni, scarsa formazione scolastica, ecc.
- Punti di forza: Abbondanza di risorse naturali (minerali, petrolio, gas, foreste, terra, acqua, ecc). Bassa densità della popolazione.
- Punti di debolezza: Corruzione, mercato delle materie prime vulnerabile alla fluttuazione dei prezzi, economia informale, contrabando, struttura educativa inadeguata.

notizie ricavate da: http://it.wikipedia. org - l'enciclopedia libera - febbraio 2007