Abruzzo: Definizioni
 
Forte e Gentile - definizione di Primo Levi
(Ferrara, 25 giugno 1853 - Roma, 14 aprile 1917)
di origine israelitica, giornalista, saggista, critico d'arte e agente diplomatico
 
La definizione, diventata ormai popolarissima, di
Abruzzo forte e gentile
ha un padre che non tutti conoscono. Si chiama Primo Levi, di origine israelitica, giornalista, saggista, critico d'arte e agente diplomatico, nato a Ferrara nel 1853 e morto a Roma nel 1917, il quale coniò l'espressione per farne il titolo di un suo racconto di viaggio pubblicato nel 1882 con lo pseudonimo di Primo.
Il libro reca il sottotitolo impressioni di occhio e di cuore, ha 231 pagine di testo divise in ventidue capitoli e comprende un indice delle persone incontrate durante il viaggio ed un
altro delle località visitate o menzionate nel racconto.

L'illustrazione in copertina è firmata da Francescopaolo Michetti. Il racconto di Primo comincia così:
V'a nella nostra lingua, tutta, in sé stessa, semplicità ed efficacia, una parola consacrata dalla intenzione degli onesti a designare molte cose buone, molte cose necessarie:
è la parola
Forza.
Epperò, s'è detto e si dice il forte Abruzzo.
V'a nella nostra lingua, tutta, in sé stessa, comprensiva
eleganza, una parola che vale a comprendere, definendole, tutte le bellezze, tutte le nobiltà...
è la parola Gentilezza
.
Epperò
, dopo aver visto e conosciuto l'Abruzzo, dico io:
Abruzzo Forte e Gentile
Visto e conosciuto.
Accomiatandosi dal lettore infine afferma:
Epperò, dopo aver visto e conosciuto l'Abruzzo, ho detto e ripeto io: Abruzzo Forte e Gentile.
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2006

L'Abruzzo "fòrte e gendìle"
cantato da Lara Molino, cantautrice e musicista sansalvese
Canzone tratta dall'album "Fòrte e gendìle", pubblicato a giugno 2017. Parole e musica di Lara Molino - Edizioni: FonoBisanzio - Produzione Artistica: Michele Gazich - Registrato, mixato e masterizzato da Paolo Costola presso lo studio MacWawe di Brescia - Foto: Roberto Ronca -
Testo in dialetto abruzzese (L. Molino) -
pubblic. in You Tube, giugno 2017
 
Quest’ è la terra mé, ne vajie fiére,
e da ssu colle véde mundàgne e màre.
Belle è lu ciele, ma à chiànde de dulóre,
guèrre e misèrie pé sande e peccatóre.

Avésse dàte tùtte, pé cundinuà la scóle, ma
‘nghí lu zappòne in màne, da cande ere quatràle.
La cocce sembre vasse, passàve lu padróne
e a fìne de jurnate, ‘na frittàte, se ti jàve bbóne.

Rit.: Fòrte e gendìle, vaje pé lu monne,
cundènde de luttà
, d’esse ‘na dònne.
Fòrte e gendìle, come ‘na ginèstre,
je ti chiàme, spanne profùme da la finèstre.
Fòrte e gendìle
, vaije pé lu monne,
cundènde de luttà, d’esse ‘na dònne.
Fòrte e gendìle come la lune
,
che móve l’onde e la notte t’allùme
.

Mezz’a lu frédde, fòre, tra piògge e néve,
tande ére lu scunfòrte e cuscì pregàve.
Mezz’a lu gràne d’óre, jàve e scundàve,
“Oh bella ciao” a lu sóle che m’abbruciàve.

So jùte sembre appéte, nesciùne m’ha purtàte,
‘nzò avùte nu surrìse o ‘na carézze da màmme e tàte.
E se a le fìja mè, caccóse jà mangàte,
n’è stàte che l’amóre che so sembre cercàte!

Rit.:

Je te chiàme, je te àme.
Traduzione - Questa è la mia terra, ne vado fiera,
e da questo colle vedo montagne e mare.
Bello è il cielo, ma ha pianto di dolore,
guerra e miseria per santi e peccatori.

Avrei dato tutto, per andare a scuola, ma ho avuto la zappa in mano da quando ero bambina. La testa sempre bassa, passava il padrone e alla fine di una giornata di lavoro, mi davano una frittata se andava bene.

Rit.: Forte e gentile, vado per il mondo,
contenta di lottare
, di essere una donna.
Forte e gentile, come una ginestra,
io ti chiamo, spargo profumo dalla finestra.
Forte e gentile, vado per il mondo,
contenta di lottare, di essere una donna.
Forte e gentile come la luna,
che muove le onde e la notte ti illumina
.

Al freddo, fuori, tra pioggia e neve,
tanto era lo sconforto e così pregavo.
In mezzo al grano dorato, andavo e lavoravo,
cantavo “Oh bella ciao” al sole che mi bruciava.

Sono andata sempre a piedi, nessuno mi ha trasportato, non ho avuto un sorriso o una carezza da mamma e papà. E se ai miei figli, qualcosa è mancato,
non è stato quell’amore che ho sempre cercato!

Rit.:

Io ti chiamo, io ti amo.

Composizione poetica
di Nicola Bottari (Cupello, 1921 - Roma, 11/06/2017)
Scrittore, saggista, poeta, uomo di fede, devoto di Padre Pio e "Vastese di adozione"
composizione del vastese Nicola Bottari - aprile 2010

Abruzzo grande produttore di silenzio più incisivo di mille parole...”
definizione di Giorgio Manganelli
(Milano, 15 novembre 1922 - Roma, 28 maggio 1990)
scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia
 

Pino Coscetta ricorda le giornate abruzzesi con lo scrittore, nel suo libro-diario del 2014, presentato a Sulmona il 1 novembre 2014

L’aria, in Abruzzo, ha un sapore diverso. Nutrita di rupi e sassi, di radure e boschi, di laghi
ruscelli
, torrenti e fiumi, l’aria ha uno scatto, un’elasticità di muscoli, una pungente tagliente acredine che sa di spazi nordici di scoscese dimore montane…”
Questo è l’Abruzzo mitico e autentico di Giorgio Manganelli, intellettuale del ‘900, personalità straordinariamente ironica e controversa. Il rapporto tra lo scrittore milanese e l’Abruzzo è ripercorso, in maniera sapiente e divertita da Pino Coscetta nel libro “Viaggio in Abruzzo con Giorgio Manganelli” (affettuosamente chiamato da lui: “Manga”).
Fu proprio Coscetta, ai tempi giornalista del Messaggero, ad accompagnare il noto letterato, già visitatore in gioventù, in un tour abruzzese durato tre mesi datato 1987.
La figlia Lietta, dà ulteriore conferma nel libro, quasi di un’identificazione con questa terra schiva e solitaria come lui, che spesso chiamava “il mio Abruzzo”. Il desiderio incompiuto di ritornarvi.
L’immagine finale che ci consegna questo viaggio di Giorgio Manganelli è quella di:
Abruzzo grande produttore di silenzio più incisivo di mille parole, regione mitica, intrisa di storia, cultura e grandi uomini, luogo dell’altrove, terra da preservare”.
stralcio da art., a firma Anna Spinosa, in occasione della presentazione, a Sulmona, del libro-diario di Pino Coscetta
"L'Abruzzo con Giorgio Manganelli" - postato l'1/11/2014 su http://www.zac7.it/index/index_dx_css.php?pag=16&categ=CULTURA&IDX=16769&xx=1692
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Canto popolare d'Abruzzo: l'Inno Abruzzese
Vola, vola,vola...