Punta d'Erce di Vasto
Riserva Naturale Regionale
www.puntaderci.it
Info. e Prenotazioni 334.6290593 - 345.3378575
Letteratura
 
 
stralcio da articolo apparso su "Vasto domani", mensile, giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 2 - febbraio 2012

Punta d'Erce
La Riserva comprende un tratto di costa dalla foce del Sinello a Punta della Lota, nel Comune di Vasto (Chieti).
La falesia di Punta d'Erce si affaccia sul mare con dirupi alti anche decine di metri e con pendenze relativamente dolci (Spiaggetta contigua al Porto di Vasto).
È possibile distinguere la zona pianeggiante, sovrastante la falesia, dai terreni in pendenza verso i valloni, seguendo idealmente la linea di costa.
Le spiagge sono gli habitat abruzzesi più rari, continuamente ripulite per esigenze turistiche.
Le piante della costa subiscono una continua selezione, che le rende sempre più specializzate, adattate, nel corso della loro storia evolutiva, a vivere in condizioni severe quali l'aridità e la mobilità della sabbia, la carenza di elementi nutritivi, l'aerosol e gli spruzzi del mare, il vento e il forte irraggiamento estivo.
stralcio dal volumetto "Aree protette d'Abruzzo" - 2010, a cura della Regione Abruzzo
- COGECSTRE Edizioni - Penne PE - T. 085.8270862 - e - mail: edizioni@cogecstre.com
Questa splendida riserva tutela il tratto di costa naturalisticamente più pregevole dell'intero Abruzzo.
Punta d'Erce è un susseguirsi di spiagge di sabbia e ciottoli, di falesie e scogliere, di paesaggi agricoli e macchia mediterranea, di tonalità marine verdi e blu, di ambiente dunale integro e di un rosso tramonto che retroillumina le montagne di tre parchi nazionali (Majella, Gran Sasso-Laga e Monti Sibillini).
Punta d'Erce è da scoprire al passo lento dei nostri piedi, in bicicletta, in canoa godendosi la tranquillità delle spiagge e del mare di "Libertine" o Mottagrossa.
La riserva si estende per 5 km di costa su circa 285 ettari che arrivano a 400 con l'Area di protezione esterna.
I suoi simboli sono il fratino, che nidifica sulle dune, lo sparto pungente, protagonisti della vita animale e vegetale della spiaggia di Punta Penna.
Calendario escursioni programmate sul sito www.puntaderci.it.
stralcio da art. apparso sulla pubblicaz. "Trigno Sinello Card 2009" - amore a prima vista - Tel. 0873.310720 -
Soc. Consortile Trigno-Sinello a r.l. www.trignosinelloturismo.it - e-mail: card@trignosinello.it
 
La Riserva naturale di Punta d'Erce è sempre più territorio protetto. Circa 200 mila euro di fondi Cipe saranno utilizzati per realizzare infrastrutture tra cui tre aree di sosta e la sistemazione delle strade interne. "Si cercherà così di scoraggiare l'uso delle auto all'interno della Riserva - secondo l'Assessore Suriani - in maniera che l'ambiente sia più rispettato".
notizie apparse su "Vasto domani", giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 2 - febbraio 2009

La Riserva naturale di Punta d'Erce
è la prima istituita in Abruzzo nella fascia costiera
Da Punta Penna al fiume Sinello
uno dei tratti più belli della costa Adriatica
L'area protetta è la prima Riserva istituita in Abruzzo nella fascia costiera e ha un'estensione di circa 285 ettari, che arrivano a 400 con l'Area di protezione esterna.
La Riserva va dalla spiaggia di Punta Penna, attigua al porto di Vasto, alla foce del fiume Sinello. L'area di maggiore interesse naturalistico è costituita dalla spiaggia di Punta Penna, una sorta di anfiteatro marino che ospita numerose essenze vegetali tipiche.
Il promontorio di punta d'Erce caratterizza l'intera area offrendo una visuale a 360 gradi su tutta la Riserva: lo sguardo spazia sul Parco nazionale della Maiella, del Gran Sasso, dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini. Al tramonto, quando la visibilità è buona, si può intravedere il Parco regionale del Conero.
La lunga spiaggia di Punta Penna termina con la spiaggia dei Libertini, accessibile anche attraverso un sentiero di 80 gradini.
C'è poi la spiaggia di Punta d'Erce, a seguire quella di Mottagrossa dalla quale si raggiunge la foce del fiume Sinello.
Da Mottagrossa fino al fiume Sinello si snoda uno dei tratti di costa più belli, più solitari e più selvaggi della costa Adriatica.
Sovrastante la spiaggia di Mottagrossa si percorre un sentiero panoramico in quota (circa 20 m s.l.m.) di circa tre chilometri che consente, a piedi o in bike, di scoprire le pinete sul mare, valloni e tratti di macchia mediterranea.
Per le alte temperature estive e per la lunghezza del percorso, questo tratto di sentiero è preferibile visitarlo in mountain bike.
stralcio da art., a firma Francesco Muratori, apparso su "Il Nuovo" - Vasto - mensile, periodico d'info. n. 9 - sett. 2009

Un'oasi di natura vera
Riserva Naturale di Punta d'Erce
: un mare di natura tutta da scoprire
Quattrocento ettari di Paradiso Terrestre, tutti nel territorio del Comune di Vasto.
La visita alla riserva è più di una sana passeggiata riconciliante con lo spirito e con la mente!
Questo in sintesi un pomeriggio all'aria aperta in mezzo ad una natura incontaminata capace di regalarti emozioni genuine grazie ad un paesaggio selvaggio rimasto tale da millenni.
Sembra quasi impossibile che qui, a distanza di solo qualche chilometro in linea d'aria da una zona a forte urbanizzazione, la mano dell'uomo sia riuscita a risparmiare le tracce naturali iniziali.
Il cemento, tanto adoperato ed amato in altri tratti vicini della costa abruzzese, in modo particolare verso Sud, qui pare non aver attecchito ed essere, anzi, quasi sconosciuto.
Grazie alla passione, all'iniziativa, all'amore ed al rispetto per la natura di uno uno sparuto gruppetto di persone che lavorano spesso in condizioni "critiche", questo meraviglioso lembo di terra sta muovendo i primi passi, anche se in mezzo a tantissime difficoltà anche di ordine socio culturale, per ottenere a pieno titolo il riconoscimento di "area patrimonio naturale" da preservare e trasmettere integralmente alle generazioni future.
La Riserva Naturale di Punta d'Erce tutela il tratto di costa naturalisticamente più pregevole dell'Abruzzo, la regione verde d'Europa.
Punta d'Erce è un susseguirsi di spiagge di sabbia e ciottoli, di falesie e scogliere con fondali interessanti da esplorare, di paesaggi agricoli e macchia mediterranea, di tonalità verdi e blu di un Adriatico che non ti aspetti, di un ambiente dunale integro, di impronte sulla sabbia e sullo sfondo il rosso del tramonto che illumina le montagne di tre parchi nazionali (il parco della Maiella, del Gran Sasso-Laga e dei Sibillini).
Punta d'Erce è una Riserva da scoprire al passo lento dei nostri piedi, in mountain-bike, in canoa (noleggiabili presso le strutture della riserva) o semplicemente godendo della tranquillità delle spiagge e del mare.
stralcio da art., a firma g.d.d., apparso su "Vasto domani", mensile - n. 9 - 09' e 2008

Tesi di Laurea sulla
"Riserva naturale di Punta d'Erce-Vasto"
di Isabella Mugoni
La gentile signorina Isabella Mugoni, figlia del prof. Francesco, si è "brillantemente laureata, presso l'"Università degli Studi del Molise di Campobasso, nella facoltà di giurisprudenza, discutendo la tesi in diritto dell'ambiente, dal titolo "Protezione habitat naturali-La Riserva di Punta d'Erce a Vasto". Relatore il chiar.mo prof. Andrea Rallo; correlatore il chiar.mo prof. Italo Spagnuolo Vigorita.
La neo dottoressa ha trattato, con profondi studi, gli aspetti rilevanti della riserva naturale di Punta d'Erce a Vasto, nei suoi risvolti ambientali e tecnico-giuridici, con particolare riguardo alle problematiche inerenti al suo Piano di Assetto Naturalistico (PAN) che, dopo anni di attese, purtroppo, non è ancora operativo, per disguidi, appunto, tecnico-giuridici e politici del Consiglio Regionale dell'Abruzzo.
La Riserva Naturale Regionale Guidata di "Punta d'Erce", è ubicata sul litorale del medio Adriatico, tra il porto di Punta Penna a sud, il corso del fiume Sinello a nord, il Mare Adriatico ad Est, l'Area industriale di Vasto a ovest.
Alla dottoressa Isabella Mugoni porgiamo le nostre felicitazioni e gli auguri di ulteriori affermazioni professionali.
stralcio da articolo apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 6 - giugno 2007

Punta d'Erce a Vasto fra i 50 paradisi della penisola
Una località ricca di rarità germofologiche e reperti archeologici risalenti fino all'anno 1000 a. C.
II FAI (Fondo Ambiente Italiano) e la Banca Intesa hanno condotto un sondaggio sui siti più caratteristici da salvaguardare. La riserva naturale di Punta d'Erce di Vasto, con 393 preferenze, è risultata la prima in Abruzzo e la 49% nella classifica nazionale. Estesa oltre 400 ettari, dichiarata riserva nel 1998, è situata su di un litorale roccioso a nord del porto di Punta Penna.
Di recente è al centro di accese polemiche per via della installazione di manufatti lungo percorsi turistici all'interno della riserva, che gli ambientalisti ritengono non compatibili con la vocazione naturalistica.
Recentemente, nel corso di scavi condotti dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, sono stati scoperti fondi di capanne incavati, risalenti al 1000 a.C., cioè all'età finale del bronzo, con reperti ceramici, vasellami di importazione provenienti dalla Puglia. Dai manoscritti di Lucio Canacci (De Sit. Buc. et Ist. Apud Polidori ms; in Romanelli T.I, p.318) vissuto nella seconda metà del XII sec, e che eseguì, nel sito della Penna, dei sopralluoghi, apprendiamo della esistenza dei ruderi di un teatro, due templi, di resti di mura, colonne, mattonacci, tegoloni, marmi segati e tracce di acquedotto, sepolcri sparsi nella zona.
Nel territorio di d'Erce esistevano delle fortificazioni che resistettero alle scorrerie dei saraceni e dei turchi. Uno di questi dominava il colle Martino di cui si hanno tracce ben visibili di ruderi a forma quadrata dentro cui vennero sepolti oltre un centinaio di abitanti di Vasto morti per la febbre petecchiale del 1817. La punta di Colle Martino è rovinata a valle verso il mare e solo un argine degli avanzi della fortificazione oppone qualche resistenza al furore delle mareggiate.
Di Erce si sa che, nel castello, vi era una chiesa intitolata a San Martino nel 1345, di cui era prevosto Diodato de Gambono (cft.: Notar Giovanni Luce di Atri, 29.VIII 1345, in archivio del Comune di Atri, in copia negli atti dell'esame compilato per la causa di regio patronato tra il capitolo di San Pietro e quello di Santa Maria in Vasto nel 1794, innanzi al Regio Governatore e Giudice di San Salvo. Vol. unico manoscritto in fl. di carte 165).
Dalle suddette notizie storiche emerge che punta d' Erce era anche denominata luce, come si legge in una bolla di Alessandro III del 10.7.1176 che ne confermava il possesso ai benedettini del monastero di San Giovanni in Venere (Aless. III Kal.julii 1176-in Comitatis Teatino Cellam S.Petri de Linari, Cellam S. Mariae in Valle, Castrum Aymonis, Turricellam, Monte Collis Martini, Ilicem...). Certamente la zona doveva essere ricca di Lecci che in abbondanza vegetavano nella località.
Nel 1993, effettuandosi scavi nell'adiacente zona di Punta Penna condotti dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Regione Abruzzo, guidati dal Prof. Alessandro Usai, specialista in preistoria, con la collaborazione con l'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti - cattedra di Archeologia Medioevale - titolare prof. Giuntella e la Cooperativa "Parsifal" diretta da Davide Aquilano, nei pressi della chiesetta di Pennaluce, sono stati rinvenuti materiali che confermano le notizie da fonti storiche.
"Di fronte alla chiesetta - riferiva Davide Aquilano - ci troviamo al cospetto di un tempio posto all'interno dell'etno-frentana. In questa zona potrebbe localizzarsi un Santuario considerato il centro di coagulo delle attività politico-amministratìvo-religiosa delle popolazioni frentane, di tutta la fascia costiera estesa tra il Foro e il Biferno, con confine occidentale la Maiella".
Pennaluce era un insediamento urbano molto esteso se nel 1320 pagava all'Università del Vasto 20 tarì (Casalbordino e Scemi ne versavano 3). Peraltro, la documentazione del 1239 menziona una bene identificata "Penna de Luco" che ci riporta all'area sacra, il bosco sacro, dal latino "LUCUS" a conferma della presenza nella zona di un Santuario Frentano immerso in una fitta vegetazione di "lecci", alberi che sono menzionati nella bolla di Papa Alessandro III.
Peraltro la parola "Penna" ricorda una estensione di territorio che si prolunga verso il mare e l'espressione latina "lucus" è tradotta in bosco per confermare la denominazione odierna di "Penna luce", località ove sorge l'attuale chiesetta di Punta della Penna.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 6 - giugno 2005

L'Oasi naturalistica di Punta d'Erce (Aderci) a Vasto
La costiera di Punta Aderci è un'oasi naturalistica unica per valori paesaggistici e ambientali, fruibili, oltre tutto, in ogni stagione. Dalla zona industriale di Vasto, la strada litoranea si snoda in direzione nord fino a quando l'asfalto diventa una pista sterrata: seguendola, si taglia tutto il pianoro fino a raggiungere il punto più alto del promontorio. Da qui il panorama è eccezionale, dominato dalla mole della Maiella talmente vicina da poter essere toccata e proteso in un mare colorato da mille colori e sfumature.
stralcio da "Abruzzo Italia", guida all'estate - edizione 2004 - numero speciale dedicato all'Abruzzo,
copia omaggio in abbinamento con il quotidiano Il Centro - Pellikano Comunicazione - Pescara - T. 085.4711535