Porto e Spiaggia di Punta Penna - Vasto
 
Vasto  -  Porto Punta Penna  -  Arcobaleno
Spiaggia e Faro di Punta Penna - Vasto
Spiaggia dei Suriani in una giornata novembrina Spiaggia dei Suriani - invernale - di Punta Penna Porto e Panorama terra ferma - Vasto
Molo e Trabocchi - Punta Penna
Vasto - Punta Penna al tramonto Vasto - Punta Penna al tramonto Ritorno dalla pesca - Porto di Vasto Ritiro della rete sulla balconata
vecchio pescatore  ripara le  reti per chi andrà in mare Vasto - Punta Penna: Il Faro Vasto -  Chiesa di Punta Penna e il Faro
Porto commerciale di Vasto, lato Nord  Panorama e Faro di Punta Penna - Vasto Porto Commerciale - Vasto
Vasto - Punta Penna al tramonto Vista del molo nord e Maiella innevata Il Porto e sullo sfondo Punta d'Erce
Il Porto di Punta Penna
Il Porto di Punta Penna si trova a Km 7 a nord della città. E' di costruzione recente, e vi attraccano natanti di un certo tonnellaggio:
porto commerciale con attività mercantile, nel 2010:
merci imbarcate: 152.671 tonnellate, contro le 29mila del 2002;
merci scaricate: 398.190 tonnellate contro le 478mila del 2003;
navi arrivate: 160 (nazionali e straniere).

porto turistico
(ci sono parecchie imbarcazioni da diporto).
Esiste, inoltre:
un collegamento marittimo veloce con la Croazia: Porto di Vasto-Croazia e arcipelago dalmata.
...Tragitto tre ore e mezzo con il Catamarano "Termoli Jet".
..Traffico passeggeri: n° 2500 persone imbarcate e altrettante persone sbarcate.
un collegamento marittimo con le Isole Tremiti (estivo: quotidiano) dal Porto
...di Vasto molo sud.

flottiglia peschereccia, di un certo rilievo, che fa confluire il pescato nel mercato del
...pesce all'ingrosso sempre nel Porto di Vasto.
 
Sul promontorio roccioso si può ancora ammirare una delle maggiori tra le 366 torri che il viceré di Napoli, Pedro de Alcalà, fece costruire nel 1557 per porre un freno alle scorrerie dei saraceni.

Molto suggestiva la leggenda della mitica città di Aspra, sprofondata in mare per ignoti cataclismi, a circa sei miglia a nord-est del promontorio. Certo è che nella zona sono affiorati spessissimo resti di costruzioni, e il tratto di mare è assai frequentato dai pescatori, che volentieri vi calano le reti.

Piana di Punta Pernna:
Il Faro di Punta Penna, uno dei “simboli” della nostra città, con i suoi 70 metri di altezza e i suoi 307 scalini a chiocciola, è il secondo più alto d’Italia, dopo la Lanterna di Genova.
Vennne scelta Punta Penna perché considerata una località strategica: in un litorale Adriatico caratterizzato dai fondali bassi e con poche insenature, il promontorio sembra un porto naturale, il più importante tra Ancona e Bari.
La struttura che vediamo oggi, non è quella originale: al 10 maggio del 1909 risale la posa della prima pietra, tre anni dopo, il faro è entrato regolarmente in funzione.
2012 - Compleanno speciale per il Faro di Punta Penna che raggiunge
il ragguardevole traguardo del secolo dall'entrata in funzione.
Tra i simboli di Vasto e punto di riferimento costante per la navigazione sicura.
Distrutto in parte dai tedeschi nel 1944, il faro venne demolito e ricostruito due anni dopo. Alla presenza di autorità civili e militari, il 2 maggio del 1948 fu inaugurata la nuova struttura così come la vediamo oggi. E' interamente in muratura, con alla base una costruzione di due piani che ospita gli alloggi del personale di sorveglianza. 307 sono  i gradini che conducono al punto più alto, da cui si domina il Medio Adriatico.
Storia: Venne innalzato una prima volta, a spese dello Stato, nel 1909, su interessamento dell'onorevole Francesco Ciccarone, su progetto dell'ing. Olindo Torcione del Genio Civile di Chieti. La sua altezza misurava circa 65,60 e venne attivato il 22 ottobre 1912; ricostruito nel 1946 dopo la distruzione a causa della guerra. Misura un'altezza di 70 metri ed è secondo a Genova.
A quell'epoca Punta Penna, per effetto della legge del 1908, sulla sistemazione dei porti, venne inclusa nel finanziamento di 700 milioni di lire, per la costruzione di un "porto rifugio". I lavori, iniziati e poi sospesi, furono interrotti per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Nel 1921, il Porto di Punta Penna, legato al Faro, venne declassato e solo nel 1945 vennero iniziati i lavori per la realizzazione del porto commerciale e, come oggi si presenta nella sua essenziale struttura, sebbene modificato e ampliato.
II Faro di Punta Penna ha avuto una sua drammatica vicenda, perché venne minato e fatto saltare, nel 1943, dai tedeschi, durante la ritirata dalla testa di ponte tra il Trigno e il Sangro.
Nel 1945, con i fondi destinati alla riparazione dei danni di guerra, il Faro venne ricostruito dall'impresa Costruzioni F.lli D'Onofrio di Carunchio, sotto la direzione del Geom. Trivelli.
La costruzione, a torre ottagonale, è alta 70 metri, interamente a mattoni, a ridosso di un edificio di 2 piani.
Per l'innalzamento della torre non è stata utilizzata, alcuna impalcatura esterna, perché i lavori vennero eseguiti operando dall'interno ove è stata realizzata una scalinata a spirale di 307 gradini, dalla base fino alla lanterna, con luce proveniente da tre serie di finestre.
L'intonaco della parete esterna è stato realizzato da una impresa di Ortona, mentre la lanterna è giunta da Genova.
Quello di Vasto è classificato "radio faro" circolare a lampi bianchi, con un periodo di cinque secondi e con luce visibile a 23 miglia.
Gareggia, con un certo e legittimo orgoglio, con gli altri fari dislocati lungo le coste italiane, ed è solamente secondo alla "Lanterna" di Genova, alta 75 metri, su di una torre quadrangolare eretta su di un alto scoglio (51 metri), nel 1549 provvista di lampi bianchi (periodo 20 secondi) con portata fino a 27 miglia.
Ad ulteriore conferma dell'importanza del Faro di Punta Penna di Vasto, è che si erge sulla spianata del promontorio che misura un'altezza di ben 40 metri sul livello del mare, da aggiungere, quindi, ai 70 della torre. Questo particolare accresce notevolmente, non solo la sua funzione strategica, ma anche, e, soprattutto, la collocazione quale guida ai naviganti, visibile a distanza lungo le rotte del mare Adriatico.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 30 luglio 2015
Nei pressi del faro c'è la graziosa chiesetta di S. Maria di Pennaluce, dal nome di un borgo medioevale dalla effimera esistenza.
Tutta la spianata è cosparsa dai resti dell'antichissima Buca, documentata da Plinio e Strabone. Con una certa frequenza se ne rinvengono le passate testimonianze: cocci, lapidi, frammenti di capitelli, muri reticolati.
Una campagna archeologica, condotta in modo sistematico e con mezzi adeguati, darebbe finalmente a Buca un volto e un riscontro più certo sul piano storico.
Nei pressi, a nord, a circa due chilometri, trovasi il promontorio di d'Erce, dall'orrida bellezza.
Da alcuni anni è zona protettà riconosciuta come " Riserva Naturale di Punta d'Erce", suggestiva area dotata di rari biotipi di flora mediterranea.

Nei pressi di Punta Penna trovasi la Discoteca Baja Village - Vasto - Loc. Punta Penna - Info 328_4149224 - www.bajavillage.com

Spiaggia di Punta Penna

La spiaggia di Punta Penna ha avuto un costante incremento di presenze, soprattutto giovanile e di bagnanti di amanti della natura integra.
Due i punti di accesso alla spiaggia: dalla zona industriale, attraverso la comoda scalinata in legno che scende fino a riva, oppure seguendo la strada per il Porto, voltando sulla sinistra fino ad arrivare al piccolo parcheggio.
La splendida spiaggia di sabbia dorata, si estende dal braccio nord del Porto di Punta Penna fino alla spiaggia dei Libertini, mentre alle spalle sono presenti le formazioni dunali che, insieme a quelle della spiaggia di Vasto Marina, fino al Torrente Buonanotte, rappresentano uno degli habitat naturali meglio conservati di tutta la costa abruzzese.
Le dune sono costituite da sedimenti fini formati dal moto ondoso, che trasporta e deposita i sedimenti secondo le correnti principali, dando luogo a formazioni variabili, di forma e consistenza, a seconda della direzione e dalla forza del vento.
Questa è la zona della riserva di Punta Aderci di maggior interesse naturalistico, oltre per la presenza delle dune, anche per la ricca vegetazione, e per la presenza di volatili come il gabbiano reale, il gabbianello, la beccaccia di mare, il piviere dorato, il piovanello pancianera, il piovanello tridattilo, la rondine ed il fratino.
Quando il mare è calmo, si può apprezzare la trasparenza delle acque, con i fondali digradanti e sabbiosi, che rappresentano un invito irrinunciabile ad un bagno refrigerante.
Nei fondali, ricca è la presenza di molluschi come mitili, vongole, telline, cannolicchi e pettini.
Sulla battigia si può trovare il granchio corridore e tra le cavità formate dalle alghe coralline vivono diverse spugne incrostanti, madreporari e celenterati.

stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 11 agosto 2013