Musei e Mostre in Vasto
Il Museo archeologico, la Pinacoteca comunale,
la Galleria di Arte Moderna e il Museo del costume
sono sistemati nel palazzo D'Avalos,
inseriti nel
palazzo in un disegno di valorizzazione dell'intero complesso.
 
Museo Archeologico di Vasto
il Museo Archeologico è il più antico museo pubblico d'Abruzzo, nonché uno
dei più importanti. I materiali rappresentano un complesso di testimonianze
omogenee e cronologicamente stratificate sulla storia dell'antica città di
Histonium e del suo territorio dall'Età del Ferro sino all'Altomedioevo
E' nato, nel 1849, per opera del medico chirurgo vastese Luigi Marchesani (Vasto, 10/06/1802 - 03/07/1870). Il suo interesse per l'archeologia lo porta a mantenere una fitta corrispondenza con importanti studiosi del tempo, a raccogliere materiale e infine ad inaugurare, nel 1849, il primo Museo Archeologico d'Abruzzo, di cui diviene direttore. Ha pubblicato, dal 1853 al 1868, "Esposizione degli oggetti raccolti nel gabinetto archeologico comunale di cose patrie", in quattro volumi.
Derivato dal Gabinetto Archeologico Comunale, fondato nel 1849, il
Museo Archeologico di Vasto
costituisce il più antico museo archeologico esistente nell'intero Abruzzo ed è probabilmente anche uno dei più importanti, forse secondo solo al Museo archeologico nazionale di Chieti.
Riaperto al pubblico nel 1998 e riallestito in un'esposizione moderna e dotata dei necessari sussidi didattici, conserva
un ricco materiale archeologico, rinvenuto in modo casuale o a seguito di campagne di scavi, di oltre 1000 reperti di eccezionale pregio provenienti dalla città e dal territorio che testimoniano la storia della antica città di Histonium, preesistente alla Vasto attuale, e del suo territorio in un arco di oltre tre millenni. Si tratta di sarcofaghi, sculture, anfore, monili, armi, monete (coniate dal III sec. a.C. al V sec. d.C.).
Nel museo ha trovato posto, inoltre, un
bellissimo pavimento a mosaico, proveniente dagli scavi effettuati nell'area delle
antiche terme istoniesi
, la cui datazione si fa risalire al I sec. d.C.. Sul mosaico, di notevole spessore artistico, sono raffigurati pesci, mostri marini con motivi floreali.
Fra i preziosi reperti esposti si ricordano i preziosi corredi delle numerose tombe scavate nel 1912 - 1914 nella necrepoli lungo il Tratturo, databili fra VI e III secolo a.C., le due lastrine in bronzo con iscrizioni in lingua osca, provenienti dal santuario frentano esistente nella vicina località di Punta Penna, preziosissima testimonianza del più antico linguaggio delle popolazioni che qui abitavano.
Di particolare interesse è anche la ricchissima collezione epigrafica, contenente numerosissime epigrafi funerarie, con testi a volte singolari e curiosi, adeguatamente spiegati, grandi epigrafi monumentali testimonianza di
importanti opere pubbliche all'interno del centro urbano, il monumentale sarcofago a due posti del nobilissimo P. Paquio Sceva e della moglie Flavia ed il famoso miliare tardoantico da Punta Penna, relativo al tracciato della strada romana che percorreva l'intero litorale adriatico.
I numerosi rinvenimenti anche molto recenti di materiali d'età romana fra cui la preziosissima testa di fanciullo d'età antonina, il Lucio Valerio Pudente, e il busto
di nobildonna di tarda età traianea.
I materiali del Museo presentano particolare interesse anche perché rappresentano un complesso di testimonianze omogenee e cronologicamente stratificate sulla storia della città e suo territorio in un lunghissimo arco temporale, dall'Età del Ferro sino all'Altomedioevo, e sono perciò in grado di consentire al visitatore una vera e propria visita virtuale nei tremila anni di storia dell'abitato e
del suo territorio.