Città del Vasto:
Stemma, Titolo, Gonfalone e Tallero
 
Stemma della Città del Vasto
Uno stemma longobardo
Nell'anno 589 l'antichissima Histonium, Municipio dei Romani, venne aggregata dal re Autari, longobardo, al Ducato di Benevento. Vennero allora rimosse le insegne romane per essere sostituite da quelle longobarde, identiche a quelle di Benevento, consistenti in uno scudo diviso in 4 con due angoli in bianco (argento) e due vermigli (oro).
Nella "Memoria dell'antichità del Vasto" di Nicola Alfonso Viti (seconda metà del XVII secolo) si ha l'interpretazione de L'Arma del Vasto, così come il re longobardo Autari l'aveva concesso nel 589; "Vuole il bianco mostrare il candore della sua adamantina fede ed il vermiglio, colore propizio dell'abito dei principi o Supremi Magistrati, viene a denotare giustizia, carità, vigore e forse anche vendetta".
Già sin dal VI secolo, dunque, lo stemma del Vasto ebbe due colori; bianco e rosso.
Una tale conferma è riscontrata nel fascicolo Abruzzo Citra n. 77 Bis - raccolta stemma dei Comuni nell'Archivio di Napoli e foglio 9.
Nell'insegna municipale lo stemma è adornato ai lati da fronde di lauro (per ricordare che Vasto è patria di sommi geni) e sormontato dalla corona marchesale (per essere in possesso feudale della casata dei marchesi d'Avalos.
stralcio da art., a firma G.C., apparso su "il Giornale del Vastese" - periodico d'info. - n. 2 - nov. 2010
 
Lo Stemma Araldico del Municipio della città del Vasto è, oggi (autorizzazione del Re di Napoli, 16 settembre 1841 all'uso su gli atti dell'amministrazione comunale), uno scudo quadripartito a scacchiera con i colori del rosso e dell'argento tra di loro incrociati, circondato dalla scritta " VASTUM OLIM HISTONIUM ROMANUM MUNICIPIUM" (Vasto l'antica Histonium Municipio Romano).
stralcio da "Lunarie de lu Uaste" - ed. 2010
 
Titolo della Città del Vasto
Fu il Marchese Vincenzo Frasconi (Vasto, 1673 - Napoli, 1719)
a far ottenere alla nostra città il prestigioso titolo di "Città del Vasto"
 
Oltre trecento anni fa (29 marz0 1710), grazie all’interessamento
del marchese Vincenzo Frasconi
, Vasto ottenne il titolo di "Città"
Nato a Vasto nel 1673 da nobile famiglia milanese trasferitasi nella nostra città verso la metà del ‘500, Vincenzo Frasconi per concessione fattagli da Carlo VI, il 7 agosto 1708 divenne marchese di Castelnuovo e di Crecchio.
Ebbe come moglie prima Francesca dei baroni de Osses, con cerimonia svoltasi presso la cappella di Palazzo d’Avalos a Vasto, ed in seconde nozze, con cerimonia celebrata a Napoli, con Eleonora di Capua dei principi di Conca.
A Napoli ricoprì la prestigiosa carica di presidente della Real Camera della Sommaria.
Grazie alla sua influenza presso la corte borbonica, con diploma di Carlo III del 29 marzo 1710, ottenne per il Vasto il titolo di Città.
Devoto di San Gaetano da Thiene e affezionato ai padri teatini, che operavano nella chiesa di San Paolo Maggiore a Napoli, comprò in questa chiesa la Cappella dell’Angelo Custode, completamente distrutta nel 1711 in seguito al crollo della torre campanaria.
Il Frasconi fece ricostruire la cappella su disegno del Solimena, e la impreziosì con un ricco altare di marmo e rame dorato, e stucchi, collocandovi anche una statua rappresentante l’Angelo Custode, scolpita dal maestro Domenico Antonio Vaccaro.
Alla sua morte, avvenuta alla giovane età di 46 anni, il corpo venne tumulato nella sua cappella dove era presente una lapide con iscrizione latina, ma già rimossa al tempo del Marchesani, dopo che erano stati eseguiti dei lavori di restauro. Questo il testo della lapide riferita dal De Benedictis: VINCENTIUS FRASCONUS GENERE MEDIOLANENSIS, LEOPOLDI ET CAROLI VI. CAESARUM MUNIFICENTIA R. C. SUMMARIAE PRAESES, ET MARCHIO CASTRINOVI ET CHRECHIAE, VARIIS PER ORBEM EDOCTUS PERICULIS AC LABORIBUS QUAM FUGACES MUNDI FORTUNAS AC ILLECEBRAS, HIC SIBI ET HAEREDIBUS QUIBUSCUMQ. VIVENS FIXIT, UT NEC MORTUS A CL. REGULARIBUS DIVIDATUR, QUORUM PARENTI CAJETARO THIANAEO OB EGREGIA BENEFICIA UNICE DICATUS ENIXE SE, SUOSQUE COMMENDAT, ANNO SANTIS MDCCXII.
I pronipoti di Vincenzo Frasconi realizzarono una nuova lapide, conservata per molti anni da Vittorio d’Anelli e donata al Comune di Vasto dai suoi figli, dopo la scomparsa del padre.
Questo il testo:
DISPERSI I MARMI I BRONZI
E I SIMULACRI
DELLA TOMBA CH’EGLI VOLLE
PRESSO QUELLA DEL SANTO DI THIENE

OBLIATE LE OPERE
PER CUI DAL 7 AGOSTO 1708
FU MARCHESE DI CASTELNUOVO E CRECCHIO

RIMANGONO DI
VINCENZO FRASCONI

MINISTRO A NAPOLI
DEGLI IMPERATORI LEOPOLDO E CARLO VI
PRESIDENTE DELLA REAL CAMERA
DELLA SOMMARIA
RESTAURATORE DEL PUBBLICO ERARIO

IL MERITO DI AVER AL VASTO OTTENUTI
CON DIPLOMA IMPERIALE
DEL 29 MARZO 1710
TITOLO E PRIVILEGI DI CITTA’

E QUESTO MARMO
CHE I PRONIPOTI POSERO
NEL TERZO CENTENARIO DELLA NASCITA

1673    1719
Il testo della lapide è stato motivo di forti scontri “familiari” tra Francesco Anelli e Vittorio d’Anelli.
stralcio da art., a firma Lino Spadaccini, apparso sul blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 19 dic. 2011...

Terzo centenario
Compleanno speciale per Vasto.
Ricorre il terzo centenario dell’elevazione di Vasto
al rango di città.

Fu un diploma di Carlo III d'Austria, firmato a Barcellona,
ad innalzare Vasto al rango di
"Città".

Tre secoli
ricchi di storia e di identità.

stralcio da "www.noivastesi.blogspot.com" - 29 marzo 2010....
 
Gonfalone della Città del Vasto
La gloriosa storia del Gonfalone
L'esigenza di dotarsi di una insegna municipale venne avvertita nel 1919, quando il sindaco dell'epoca dispose di nominare una Commissione perché riferisse sulle modalità di attuazione.
Il Prof. Luigi Anelli, Direttore del Museo Archeologico, relatore della predetta Commissione, si incaricò di riferire sulle varie fogge e dimensioni delle insegne attraverso i secoli.
Venne scelto il "gonfalone" in forza di triangolo terminante in basso a punta. In due bande colorate verticali: il bianco alla sinistra ed il rosso alla destra. Al centro un medaglione circolare ricamato in oro e nei due centri concentrici in caratteri longobardi la scritta: Vastum olim Histonium Romanum Municipium (Urbis Fedelissima). Al centro del medaglione la riproduzione de l'Arma del Vasto con lo scudo "inquartato" ed i colori bianco e rosso disposti rispettivamente nel lato sinistro in alto e rosso in basso e viceversa sul lato destro.
L'asta del
gonfalone, secondo la tradizione, era sormontata da una targa con incisa, in caratteri oschi retrogadi la parola Frentrei, che era la scritta impressa nelle monete frentane.
Con una cerimonia svoltasi nella Sala Consiliare del Palazzo di Città il 1° novembre 1987, si svolse la cerimonia della presentazione del "Nuovo Gonfalone della Città", "la bandiera che distingue - dichiarò l'allora sindaco rag. Antonio Prospero - che inorgoglisce, che si difende, che si agita e si sventola a segno di giubilo e di vittoria.
Dietro di essa è la città
, è la nostra Vasto con la sua storia che ci tramanda epoche gloriose e momenti meno fulgidi, che ci parla di un popolo orgoglioso e temprato, che anche se talvolta sofferente ma mai affranto o distrutto, ha saputo, attorno al vessillo, tessere e porre in atto sommovimenti e sovvertimenti per la conquista
ed il trionfo della sua libertà; ha saputo, con coraggio e devozione, conquistarsi riconoscenza e gratitudine".
stralcio da articolo apparso su "il Giornale del Vastese" - periodico d'info. - n. 2 - nov. 2010
 
Tallero del Vasto
stralcio da articolo apparso su "il Giornale del vastese" mensile d'info. del Terr. - n. 3 - marzo 2012....